Capitolo 21
CAPITOLO 21.
Come caricare i miei compagni.
"Ci serve assolutamente un piano Chelsea, non possiamo combattere senza di esso."
Gli dissi io, avvicinandomi a lei molto lentamente, facendo attenzione a quel mostro, insieme alle sue frecce esplosive.
"Si, hai ragione... Dobbiamo combattere come abbiamo fatto prima con tutti quei cosi argentei, senza avere paura, ma soprattutto in perfetta sincronia"
Mi disse lei, poggiando la sua mano sulle sue labbra in modo pensieroso. Poi aggiunse, indicando un punto davanti a noi.
"Ma prima dobbiamo occuparci del suo piccolo esercito che lo accompagna ovunque lui vada: possono essere molto pericolosi alla lunga in un combattimento!"
"Hai ragione... Però non possiamo occuparci di tutti: o ci occupiamo del ciccione, oppure dei cosi argentati, siamo solo in due, non una ventina"
Commentai io, con uno sguardo molto preoccupato. Improvvisamente, senza neanche averci pensato su un momento gli dissi.
"E se dell'esercito se ne occupassero loro?"
Gli chiesi io, indicando tutti i ragazzi dietro a noi, fermi e immobili, con alcuniche appoggiavano le loro spade sulle spalle, altri invece che la usavamo come "bastone" per tenersi in piedi.
I ragazzi, a vedere il mio dito puntare verso di loro, iniziarono a confabulare tra di loro, come se avessero paura che li volessi mandare addosso al ciccione e lasciare il lavoro facile cioè, quei cosi argentati di poca potenza, solo a me e a Chelsea.
"É un buona idea Eclipse.. Cosi, almeno loro creeranno un po' di scompiglio e noi due potremmo attaccare il capo senza problemi, senza avere paura di quei cosi".
Mi disse Chelsea, entusiasta della mia idea.
Mi girai verso i compagni che erano entrati in questo mondo con me, alzai la testa al cielo ed iniziai a gridare più forte che potevo:
"Ragazzi.. Amici... Conoscenti... Perdone che non ho mai visto in vita mia... Abbiamo bisogno del vostro aiuto!"
Iniziai io, attirando l'attenzione di tutti quanti. I loro sguardi si incrociavano perfettamente con il mio corpo, praticamente tutti stavano ascoltando ciò che aveva da dirgli Eclipse, allias Dark.
"Non riusciremo mai ad attaccare contemporaneamente l'esercito e quello stramaledetto arciere obeso!"
Le mie parole furono interrotte da Chelsea improvvisamente, che mi mise la sua mano destra sulla mia spalla.
"Per cui ragazzi, abbiamo bisogno di tutti voi... Dovete andare li e combattere, o almeno tenere occupati tutti quei cosi argentati, mentre io e lui ci occuperemo di quell'arciere, in qualche maniera".
Si interruppe un attimo, spostandosi appena davanti a me, un pochettino più defilato sulla mia sinistra e poi riprese a parlare con un tono molto motivato, che dava sicurezza un po' a tutti.
"Abbiamo bisogno di voi ragazzi... Vi prego, l'unico modo per uscire da questo inferno e ritornare al mondo normale é proprio quello di sconfiggere tutti e tre i boss, più colui che li comanda che si mostrerà solamente una volta sconfitti tutti loro..."
La fine del suo discorso, la sua voce che prima era decisa e ferma, diventò improvvisamente strozzata, come se stesse per piangere. Voleva ritornare a casa, un po' come tutti noi in realtà. Forse nella sua mente, iniziò a comparire il suo ragazzo, ucciso appena entrati in questo mondo.
"Avete sentito Chelsea... Ci aiuterete?"
Chiesi io a tutti loro, mentre misi la mia mano sinistra sulla sua spalla destra per confortarla un pochetto.
Ci fu un silenzio un po' imbarazzante all'inizio, un silenzio che faceva sentire addirittura il rumore del vento strusciare tra le foglie, si sentiva anche abbastanza bene il suono del respiro di quei essere metallici con le spade al posto delle braccia.
Un silenzio che sembrava una risposta negativa, ma questo silenzio fu rotto da un ragazzo che si avvicinò a noi e ci disse con un sorriso stampato in faccia.
"Beh, se devo rimanere qui, preferisco morire... Quindi sono con voi in tutti e per tutto".
Le sue parole furono da incitamento per gli altri che, uno ad uno, si avvicinarono a noi, tutti con le loro spade in mano con una voglia di spaccare questo stramaledetto mondo.
"Perfetto... Andiamo!"
Gridai io, girandomi verso il ciccione e il suo esercito, alzando la spada, come facevano i condottieri di un grande esercito, in cielo.
"SI!"
Gridarono tutti insieme, come se tutte le loro voci si fossero unite in un unico corpo.
Ci lanciammo verso il nemico, proprio come avrebbe fatto un qualsiasi esercito medioevale.
"Eclipse... Noi dobbiamo saltarli questi, lo sai vero? Non possiamo permetterci di sprecare energie inutilmente".
Mi disse Chelsea, che era affianco a me.
"Si, lo so... Dobbiamo aspettare solo un altro po'"
Gli dissi io, con i denti che si stringevano nella via bocca.
"Ok, ragazzi, andate e fateli a pezzi... Non voglio nessun sopravvissuto!"
Gridò il ciccione al suo esercito schierato davanti a se.
Sembravano una vera e propria infinità: in confronto a noi che eravamo una ventina, loro sembravano davvero un esercito. Erano tantissimo e tutti assetati di sangue.
"ANDIAMO RAGAZZI!!"
Gridai io, con la mia sola voce.
Mancavano oramai solamente un paio di metri allo scontro tra i due eserciti e tutto si fece silenzioso e oscuro in un batter d'occhio: poco prima dello scontro, mi girai da destra, verso sinistra, per vedere le facce dell'esercito che ci stava accompagnando. Avevano tutti quanti uno sguardo piuttosto terrorizzato, ma l'idea di morire qui, per poter uscire da questo posto una volta per tutte gli stava dando coraggio e una forza che veniva trasmessa alle loro spade. Spade che sembravano come delle lampadine, tutte colorate e luminescenti. Ognuna con colori diversi... Era una vero e proprio spettacolo.
Con la coda dell'occhio, verso il lato destro, notai Luke con la sua spada rosso fuoco che sembrava incandescente nelle sue mani: ecco, lui era l'unico tra tutti i ragazzi che aveva uno sguardo diverso. Il suo sguardo non era ne uno sguardo di coraggio, né di paura, ma bensì di rabbia, mischiata a dolore, forse per ciò che gli era successo. Però, nonostante fosse arrabbiato con me, ero felice di vederlo li, affianco a me in questa battaglia.
Mi rigirai verso i nemici e notai che era arrivato il momento dello scontro delle due fazioni.
"AAAAAAH"
Gridai io, incitando ancora, non solo me, ma anche tutti gli altri.
Lo scontro tra noi e gli umanoidi era avvenuto in maniera stupefacente: ogni umanoide ucciso era morto, non tanto per il fendente della spada nel loro corpo, ma per l'attacco speciale di ogni spada!
"Eclipse, presto... Dobbiamo andarcene velocemente da questo punto di fuoco!"
Mi disse Chelsea. Mi misi ancora più affianco a lei e con svariate mosse, quasi identiche a quelle che avevamo usato poco prima per raggiungere tutti i ragazzi, riuscimmo ad aggirare tutti questi umanoidi e raggiungere finalmente il nostro vero obbiettivo: il ciccione!
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