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Capitolo 18

CAPITOLO 18.

Un'altra battaglia sta per incominciare

Un boato all'improvviso ci prese alla sprovvista.

"Cos'é stato?"

Chiesi io, alzandomi di scatto da quel letto.

"Non saprei..."

Rispose Chelsea. Il suo sguardo si direzionò immediatamente verso una delle finestre che si trovavano in quella casetta: un'immensa fiammata, appena dietro alla scuola aveva iniziato a farsi notare, come un'esplosione di qualcosa. Una fiamma alta, come minimo, all'incirca un palazzo di 8 piani, intensa e piuttosto luminosa che radiava calore perfino dove ci trovavamo noi.

"Andiamo a vedere!"

Dissi immediatamente io, non appena vidi quella fiamma.

"No, non puoi... Sei ferito ancora, ricordi? Devi riposare!"

Mi disse lei. Il suo sguardo era fissato suoi miei occhi, molto determinati, e sembrava molto decisa a non farmi andare là fuori a capire cos'era successo.

"Andrò a dare un'occhiata"

Continuò lei. Si alzò in piedi e si diresse verso un tavolino che non avevo notato a pochi metri dal letto: sopra al tavolo, si trovavano due spade, la mia spada nera e la sua spada. Appena la prese notai immediatamente che non era una spada qualsiasi, ma una spada gigantesca e spessissima di un colore blu notte, con il manico color oro. Era sensazionale la sua spada, larga almeno quanto il suo corpo, ma cosa più strabiliante era semplicemente che lei riusciva perfettamente a sollevarla e moverla senza alcun problema: la roteava, la agitava come se fosse leggerissima ed io ero li, come incantato nel vedere tutti quei movimenti facili con una spada cosi.

"Ok, allora vado... Non ti muovere per nessun motivo!"

Mi disse nuovamente lei, chiudendosi la porta alle spalle. La spada non la teneva in mano, infatti era riuscita con un paio di cinture di pelle, a farsi una specie di fodera dove poterla sistemare.

"Non posso non fare niente..."

Dissi io non appena uscì dalla stanza dove mi trovavo.

Mi diressi verso il tavolino e notai che anche la mia spada era avvolta da una strana fodera, ma non era come la sua, ovvero che si vedeva perfettamente la lama, la mia fodera, fatta da lei, la ricopriva perfettamente con uno strano tessuto piuttosto elastico di un colore nero e sulla punta aveva piazzato una strana placca di metallo a forma di V, forse per tenerla bene fissata e non far rompere il tessuto con il peso. A vedere quello che aveva fatto, mi venne uno strano sorrisino sulla faccia.

Legai più stretto che potevo la fodera con la spada al suo interno sulla mia schiena: una cinghia passava per la vita, mentre un'altra si passava dalla spalla fino al fianco opposto, presi la mia tuta nera, che notai che era perfettamente lavata e pulita e corsi di fuori.

Corsi molto velocemente verso il fuoco, passando per la stessa scuola, non volendomi far notare da nessuno. Cercavo un posto alto dove nessuno si accorgesse della mia presenza, così in tutta fretta optai per il terrazzetto della scuola, luogo isolato che poche persone conoscevano.

"Levatevi di torno!"

Dissi io, ad alcune creature chevmi intralciavano la via. Sfoderai la spada e con un taglio netto, ad altezza corpo, li tagliai a metà, facendo fuoriuscire uno strano liquido da essi. Per qualche strano motivo la spada sembrava infinitamente più leggera rispetto all'altro scontro.

Raggiunsi le scale che mi avrebbero portato al terrazzo. Queste, sembravano davvero infinite nella mia condizione attuale, ogni gradino sembrava come il primo di una lunghissima serie. Raggiunsi la terrazza e notai immediatamente che era in corso una battaglia, una battaglia che vedeva da una parte Luke, insieme a tutti gli altri ragazzi e dall'altra un esercito di esseri "umanoidi", tutti di un colore argenteo, con a capo un essere abbastanza vomitevole: un essere tutto grasso con una testa piccolissima di un colore giallo, che faceva fuoriuscire uno strano liquido viola dalle ascelle. Questo, non sembrava tanto forte, ma aveva una mira infallibile, infatti aveva come arma un arco dorato, e come frecce scagliava delle stranissime frecce prodotte da quel suo liquido viola.

"Non sembra potente"

Commentai quello schifo con una voce sottile sottile. Girai poco lo sguardo e notai Chelsea nascondersi dietro a un muro, pronta a partire per un attacco a sorpresa, infatti inpugnava la spada e sembrava piuttosto determinata ad attaccarlo non appena ne avesse avuto l'occasione.

*BOM.

Sentì solamente un boato frastornante proprio sotto i miei piedi. In poco meno di una frazione di secondo notai anche che stavo cadendo a picco. Non ebbi, infatti, neanche il tempo di pensare a cosa fare.

"Ma cosa..?"

Dissi io, cadendo nel vuoto sotto di me.

"Pensavi non ti avessi notato?"

Disse lui, girato verso il gruppo di Luke. Il suo arco era ancora fermo a puntare il posto preciso in cui aveva colpito la freccia.

Venni subito circondato da quei mostri umanoidi, senza lasciarmi vie di fuga.

"Mi sa che dovrò combattere"

Dissi io, asciugandomi il labbro dove stava fuoriusciendo un po' di sangue. Mi alzai e sguainai la spada, pronto per un'altra battaglia, anche se non ero al 100%.

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