Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

•Atto X•

[Una riunione bollente ]

Ignifero camminava a testa alta con gli occhi di un nero pece e la rabbia che bolliva nelle vene ma si percepiva chiaramente anche dalla sua espressione e dalla pessima aura che lo circondavano.

Camminava lentamente fra quelle fiamme scarlatte e violacee che componevano il luogo in cui nessuno sarebbe voluto finire, uno di quei luoghi in cui molti non credevano ma che comunque esistevano, lui era giunto all'inferno.

Si diresse al palazzo decadente e minaccioso che si ergeva imponente nel centro del dominio di Lucifero, ne attraversò le vie incutendo timore alle feroci creature e alle anime spacciate che vi abitavano rendendo ovvio ai piani alti che qualcuno con una forza spaventosa si stava muovendo in quel luogo privo di speranza.

Il castello che dominava il paesaggio era costituito da ossa e sangue, alla sua vista storse il naso chiedendosi come facesse a piacere a qualcuno una simile costruzione tanto di cattivo gusto quanto di una grandezza a dir poco esagerata.

Una volta che giunse davanti al grosso portone nero pece le due grosse e potenti guardie gli sbarrarono l'accesso ma lui non ebbe alcun tipo di problema nel terminare le loro millenarie esistenze e attraversare con altrettanta facilità e velocità le varie stanze e i corridoio quasi infiniti.

Si fermò solo quando giunse nella sala del trono, quando fu al cospetto del diavolo in persona, della creatura più malvagia e subdola che avesse mai affermato la sua esistenza in tutto il creato.

Si trattava di una donna dai lunghi e setoso capelli neri come la notte, due altezzosi occhi smeraldo che brillavano di una perenne crudeltà, il naso piccolo e le labbra rosse carnose e allo stesso tempo piccole che le cornavano il volto affascinante.

Quella donna bellissima quanto letale prendeva il nome di Lucifero,la legittima regina di quel luogo terribile ma era anche e soprattutto la madre biologica del drago imperatore, di Ignifero.

La donna lo osservava dall'alto del suo piedistallo come se lo considerasse inferiore, la sua espressione cambiò velocemente in quella della persona più felice dell'universo non appena capì che davanti a se vi era quel figlio che non aveva potuto tenere con se a causa di meste circostanze, le stesse che la obbligavano in quel luogo e non le avevano permesso di vederlo.

Scese velocemente dal suo trono picchiano e vistoso, rischiò persino di inciampare nel lungo vestito rosso a sirena che le fascia va il corpo perfetto per la velocità con la quale si era diretta dal suo unico e amato figlio.

Eppure il luminoso sorriso che si era dipinto sul volto della donna si spense quando cercò di posare il palmo della mano sulla mano del figlio, come a cercare di capire se era una visone o la realtà è lui si spostò bruscamente facendole capire, grazie alle sue iridi oscurate dalla rabbia, che non era certamente disposto a farsi sfiorare.

«Sai perché sono qui » disse con voce fredda e tagliente che la ferì, fu evidente, ma allo stesso tempo era preparata a quella reazione poiché ella lo aveva dovuto abbandonare al suo destino che definire crudele sarebbe stato un eufemismo e sapeva che se le si era mostrato era solamente perché gli aveva portato via Mefisto.

«Oh, si, per Mefisto, è stato inspiegabilmente facile da controllare, mi sarei aspetta un po' più di resistenza al mio sortilegio » disse pensierosa lasciando che una delle sue servitrice trascinasse nella stanza il corpo privo di sensi del demone la cui espressione era contratta, pareva stesse silenziosamente gridando in cerca di aiuto.

«Scioglie il sortilegio » ordinò senza neppure guardare la genitrice, la preoccupazione nel suo petto aveva influenzato anche la sua voce poiché poteva vedere chiaramente la sofferenza sul volto del suo amato e questo alla donna non sfuggì «No» ripose calma «fallo tu » continuò, voleva vedere la reale forza del figlio.

Lui la ignorò, avrebbe potuto rispondere alla sciocca provocazione, eppure non era il momento, eppure c'era solo bisogno che lui lo aiutasse e non aveva la minima intenzione di prolungare per motivo alcuno la sofferenza di Mefisto che già pareva provato.

Non sapeva bene come agire in quella situazione, lasciò semplicemente scivolare una sua mano sulla guancia calda del ragazzo, mosse in maniera circolare, lenta e gentile il pollice accarezzando la sua pelle vellutata e perfetta come a fargli capire che non era solo, che poteva riuscire a salvarsi da solo.

Notando con gradualmente la sofferenza impressa sul volto contratto di Mefisto pareva mitigarsi, dissolversi lentamente un piccolo sorriso es un sospiro sollevato sfuggirono al controllo del ragazzo che per altro non aveva staccato le sue iridi, tornate brillanti e verdi, dal sul ragazzo provo di conoscenza, sotto quel terribile sortilegio che la donna che si proclamava sua madre gli aveva lanciato.

Era vero, il volto del demone si era parzialmente rilassato eppure non pareva stare meglio, forse poco, poiché delle lacrime calde sci volarono giù dai suoi occhi serrati solcansogli le guance lentamente per poi terminare sul suo mento o essere scacciate via dal pollice di Ignifero.

Nuovamente il ragazzo drago venne assalito dalla preoccupazione, chiaramente qualsiasi cosa stesse vivendo Mefisto lo stava toccando nel profondo del cuore, probabilmente la sua presenza al sul fianco non era riuscita a percepirla e quelle lacrime bellissime ma dolorose ne erano con tutta probabilità il frutto.

Lucifero osservava la scena senza dire una parola, il figlio che era parso tanto sollevato improvvisamente parve congelato sul posto mentre scacciava le lacrime da quel viso pallido, poi però percepì il suo battito cardiaco cambiato, quasi violento e il respiro spezzato ma rabbioso.

Ignifero era preoccupato, spaventato ma sopratutto era arrabbiato, meglio dire furente nei confronti di quella donna subdola e meschina che stava costringendo il suo amato a partire quella sofferenza dalla quale per giunta non poteva salvarlo, era ancora troppo inesperto e l'impetuosità dei suoi sentimenti e delle sue emozioni gli avrebbe comunque impedito di riuscirci, anche se si fosse trattata di pura fortuna.

Si alzò da terra dopo aver adagiato con cura il corpo del suo ragazzo al suolo e si voltò verso la fautrice di quel sortilegio con le pupille nere come l'oscurità e parlò con voce graffiante quanto spaventosa «Se tu muori il tuo sortilegio sparisce » facendole capire che da lì a poco non sarebbe rimasto nulla di lei, neppure un bruciolo della sua anima.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro