•Atto VI•
[Passione bollente seconda parte ]
Appena si chiusero la porta alle spalle che quella voglia di toccarsi, esplorarsi e assaporarsi prese il sopravvento, quell'insieme di emozioni che non potevano controllare poiché queste, dal fato, erano state represse e a loro negate fino a quel fatidico giorno.
In particolare Mefisto, per qualche ragione che non riusciva a spiegarsi e non riusciva a capire sentiva una voglia, quasi incontrollabile di divorare le labbra morbide e succese dell'altro e sentiva che qualcosa in lui lottava per mostrarsi senza riserve, una sensazione mai provata.
Stavano per avvicinarsi al letto ma prima che la cosa degenerasse il più alto si staccò passandosi una mano fra i capelli per poi sospirare pesantemente, Mefisto si sentì ferito da questo ma si promise che non sarebbe saltato a conclusioni affrettate.
«Tu non vuoi? » chiese ancora ansimante dal violento bacio che li aveva uniti dall'entrata alla camera da letto «Io ti desidero ora come non ho mai desiderato nulla nella mia vita ma vedi hai ancora su di te il suo odore, mi infastidisce terribilmente » disse mostrando quello sguardo spaventoso ma eccitante, quello sguardo che poi avrebbero scoperto essere sinonimo di gelosia.
Il demone allora corse in bagno quasi come se ogni istante di attesa fosse uno schizzo di metallo bollente sulla pelle e si fece la doccia in modo accurato ma comunque mettendoci una manciata di minuti.
Quando tornò finalmente gli smeraldi dell'altro si accesero di quel desiderio puro e peccatore di cui tanto avevano brillato le gemme dorate dell'altro, anzi, erano assai più brillante e desiderose nel possesso della sua carne demoniaca.
Si baciarono con foga, tanto che le loro labbra vibranti non riuscivano a sfiorarsi, le loro lingue umide si erano aggrovigliate fra loro quasi a volersi catturare e a non volersi sciogliere da quel contatto che stava mischiando i loro sapori e che aveva fatto diventare i loro respiri bollenti uno soltanto.
Il silenzio tombale in cui la casa cadeva era continuamente interrotto da quello dei loro baci voraci, poi però anche questo smise e venne rimpiazzato dai loro respiri pesanti e dal suono del tessuto che scivolava con calma snervante fino a terra e poi ci fu il rumore del materasso che finalmente veniva occupato dai loro corpi caldi.
Per la prima volta a Mefisto fu concesso di osservare in ogni minimo dettaglio il corpo da divinità greca del ragazzo che forse poteva definire suo, osservò come su uno dei suoi muscolosi pettorali ci fosse una marchiatura a fuoco con il numero 0 e allora ricordò quanto orribile fosse stata la sua vita.
Ma non gli fu permesso di rattristarsi dall'altro che con le labbra, dalle sue affamate di lui, scesero lentamente fino alla linea della mascella, poi curarono e scesero ulteriormente fino a sotto il lobo dell'orecchio dove si soffermò stringendo fra i denti un lembo di quella pelle pallida e perfetta assporandola e lasciandovi sopra il marchio del suo passaggio.
La stanza era riempita soli dal suono delle labbra di Ignifero che schioccavano baci sulla pelle che, lentamente, cominciava a coprirsi di piccole gocce di sudore e gli ansimi di questo che non riusciva a tenere imprigionati nella sua gola.
Non riuscì a trattenere la voce quando l'altro passò a stuzzicare con denti e lingua il suo capezzolo destro mentre con le dita quello sinistro obbligandolo a gemere in modo per nulla mascolino ma decisamente eccitante, provocante e seducente per l'altro che pareva volerlo consumare.
Quando si prese una pausa dalla tortura che stava dedicando al demone, come a volerlo far soccombere sotto quel piacere e fargli capire che non avrebbe più permesso ad altri di sfiorare la sua pelle, alzò la propria schiena torreggiando sul corpo sudato del ragazzo e osservandolo con pura malizia predatoria nello sguardo.
Poi si abbassò, si portò a qualche centimetro dalle labbra del ragazzo che per istinto e desiderio provò ad unire con le sue in vano, fu allora che Mefisto ebbe modo di osservare la natura sadica e dominatrice di cui quel ragazzo disponeva e gli piaceva, tanto da mandarlo fuori di testa.
«Dimmi cosa vuoi che faccia ora » soffiò sulle sue labbra umide mentre lo guardava come se avesse voluto divorarlo e nel mentre aveva abbassato il suo bacino nudo che presentava una ben evidente erezione.
Mefisto incapace già di dire qualcosa alzò il proprio bacino con lo scopo di far scontrare la sua asta eretta contro quella mostruosamente possente del ragazzo che lo sovrastava e procurare in questo modo piacere ad entrambi, messaggio che fu ben recepito dall'altro.
La mano di Ignifero percorse lentamente il petto del ragazzo facendolo genere ancora, poi scivolò con lentezza disarmante fino ai loro membri per poi stringerli e stimolarli in quei punti afrodisiaci portando entrambi all'orgamso.
Mefisto si aggrappò al collo del suo ragazzo mentre sentiva che la sua natura più vera stava venendo fuori, fu così che si ritrovò a mostrare il suo interno aspetto demoniaco non così diverso da quello di sempre ma con una coda in più, fina e lunga che terminava con la punta a forma di freccia.
Era la prima volta che sperimentava un piacere fisico di tale portata, la prima che il suo corpo si era mostrato tanto sensibile e la prima volta che gli era successa una cosa del genere, la prima volta che era riuscito a mostrare se stessi senza essere in pericolo di vita.
Ignifero con un sorriso quasi malvagio iniziò a sfregare contemporanea la coda è il membro nuovamente eretto del demone obbligandolo a far uscire dalla sua gola una voce acuta ed eccitata «Nooo, così verrò di nuovo~ » riuscì appena a farfugliare mentre le mani veloci dell'altro lo stimolavano inducendogli ancora una volta l'orgasmo.
Mefisto non riusciva più a contenersi, riusciva solo a pensare a quanto ardentemente desiderasse che i loro corpi si unissero, a quanto quel piacere mai provato prima lo stesse facendo impazzire completamente e forse era già andato da un po'.
Le labbra morbide di Ignifero che il demone, da poco aveva scoperto essere sadiche, si posarono sulla pelle del suo collo per poi far scivolare fra i denti bianchi un lembo di questa e morderla mentre le dita veloci e lunghe di lui lo penetravano obbligandolo a gemere.
Il ragazzo dagli occhi verdi brillanti di lussuria non ci mise molto a trovare la prostata del ragazzo muovendo le sue dita dentro il suo orifizio in modo da rendere l'entrata della sua enorme erezione meno dolorosa per lui, quando sfiorò quel punto sentì le pareti del ragazzo stringersi e vide i suoi occhi spalancarsi, fu allora che con un ghigno malvagio lasciò scivolare fuori le sue falangi.
Il demone ansimò con sguardo di supplica rivolta al ragazzo che di stava posizionando fra le sue gambe senza preoccuparsi di mostrare il proprio fisico muscolo contrarsi ad ogni movimento accrescendo quella fame che l'altro provava così intensamente, come un vampiro che non assapora sangue da troppo tempo.
«Chiama il mio nome » sussurrò quasi in un ringhio il più alto mentre con una spinta secca entrava completamente nell'altro del demone che non riuscì a trattenere un grido di piacere mentre inarcava la schiena a causa dell'orgasmo appena avuto.
«Con un corpo così pervertito mi sorprende che tu abbia fatto sesso con una ragazza » disse lasciandogli capire che davanti a se non c'era un ragazzo mansueto ma uno estremamente geloso quanto possessivo che gli avrebbe fatto pagare ogni errore e tutto mentre spingeva la propria asta eretta dentro quel corpo ancora tremante.
Mefisto non riusciva a capire più nulla, il membro di Ignifero era così grande che occupava completamente le sue interiora toccando ogni suo punto sensibile e si sentiva così bene come mai aveva fatto, a causa della grandezza dell'organo dell'altro non riusciva neppure a capire dove si sentisse bene.
Passarono pochi secondi prima che il demone venisse ancora con un getto di sperma lungo tanto da giungere fino al suo volto, tanto che non riusciva a trattenere le urla di piacere, tanto che la lingua era scivolata lungo le sue labbra e non ne voleva sapere di rientrare.
Quel piacere che non lo lasciava riflettere, che lo stava facendo essere in quel modo tanto lascivo e poco dignitoso si stava condensando nei suoi occhi del medesimo colore dell'oro per poi scortare sotto forma di copiose lacrime che non riusciva a trattenere.
«Ci sto andando troppo pensante? » chiese l'altro confuso nel notare quelle lacrime chiare sgorgare da quegli occhi che, a suo parere, erano i più belli dell'universo intero «No, continua a muoverti Ignifero~» quasi urlò l'altro in balia del piacere lasciando che le sue unghie si conficcassero nella pelle spalle possenti del suo partner e la sua coda si muoveva veloce frustando l'aria.
L'erezione del ragazzo si fece addirittura più grande mentre sentiva il corpo del ragazzo così caldo quasi da sciogliere il suo, mentre ascoltavo la sua voce piena di piacere e mentre percepiva le ferite sulla sia schiena aumentare la sua incredibile eccitazione.
Ignifero infatti dopo tutto quello che aveva vissuto non avrebbe mai collegato il sesso al piacere eppure conosceva la lieve differenza di cui i libri parlavano, quello non era semplice sesso, quello che stavano facendo era l'amore, stavano stipulando in contratto fra le loro anime.
La voce stranamente acuta che non si sarebbe aspettato potesse giungere a simili altezze del demone continuava a risuonargli accanto all'orecchio mentre chiamava ancora e ancora il suo nome a causa, probabilmente, di tutto quel piacere a cui si stavano dedicando.
Ignifero cominciò a percepire le interiora del demone stringere con forza il suo membro facendolo gemere, ma il suono che uscì dalla sua bocca fu con il ringhiere di un predatore che nella penombra della notte si prepara a divorare la preda.
A quel ringhio ne succedettero altri mentre sentiva il suo membro pulsare segno che a breve sarebbe giunto all'orgasmo quindi fece per staccarsi me le gambe del demone erano strette attorno alla sua vita in modo tanto forte da non rendergli la cosa facile e dallo sguardo che mi se su mentre lo chiamava anche egli al suo limite perché si controllasse ancora.
Fu allora che finalmente Ignifero perse il suo autocontrollo e finalmente lasciò che la parte più animalesca e lussuriosi di se si mostrasse in tutta la sua sensualità mentre spingeva ad una velocità inimmaginabile fino a raggiungere l'orgasmo, insieme all'altro, con un ringhio più lungo e rauco.
Mefisto aveva ancora la lussuria negli occhi e si sorprese che in quelli del suo partner ce ne fosse più di quando avevano iniziato «Credo che non potrai camminare » disse in un ringhio tenendosi sopra al corpo del proprio ragazzo con le mani ben piantate ai lati della sua testa e mentre le sue labbra si muovono verso le sue.
Le loro bocche bollenti si unirono con violenza mentre nuovamente Ignifero entrava nel demone che gemeva senza ritegno in quel bacio vemente e lussurioso interrotto dal ragazzo che con un ghigno disse «Credi che possa entrare completamente ora? » soffiò sulle labbra umide dell'altro che stupito aveva spalancato gli occhi facendogli cenno di si con la testa troppo preso per parlare.
Quando il ragazzo fu completamente con la sua asta di una lunghezza quasi inumana nel altro questo si aggrappò nuovamente a lui stringendolo con forza con gli occhi piene di lacrime che certamente non erano di dolore.
«Oh mio Dio, oh mio Dio, ah~ » Mefisto non riusciva a contenere i gemiti incresciosi, le parole sporche e la propria coda che si muoveva in maniera nervosa e questo nonostante l'altro non avesse ancora fatto il più piccolo movimento da quando si era completamente lasciato avvolgere dalle interiora del demone e da quando quel piacere sensazionale lo aveva avvolto.
Mefisto venne senza preavviso appena l'altro si mosse un po' ma continuava a chiamare il suo nome senza riposo quasi fosse l'unica parola che conoscesse e per quel lasso di tempo era così, ma Ignifero non si limitò a spingere dentro al ragazzo con impetuosa violenza mentre si gustava quel piacere così puro infatti riprese a giocare con la sensibile coda del demone.
«Noo, Ignifero se fai così impazzirò, che qualcuno mi aiuti oh mio Dio~ » urlò aggrappandosi all'altro che sfregava dentro di lui come a volerlo consumare e forse era il suo obiettivo, farlo consumare dal piacere irreplicabile di quella notte per impedirgli di separarsi da lui.
Con le spinte che stava dando non ci bolle molto perché il suo liquido fuori uscisse riempiendo l'altro già umido del ragazzo eppure non erano soddisfatti non lo erano affatto, uno era un demone e nota era la loro fame sessuale mentre l'altro era un umano che non era mia stato soddisfatto.
Andarono avanti dal crepuscolo fino a che il sole non fosse nuovamente alto e brillante nel cielo, finché le loro forze non si furono esaurite completamente e i loro corpi finirono con l'essere impregnati del loro caldo seme, frutto di quel piacere che nessuno avrebbe mai creduto di poter provare.
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