•Atto VI•
[Passione bollente ]
Appena Ignifero aveva smesso di pensare intensamente a qualcosa, non appena aveva svuotato la sua mente questa si era riempita solo di un'immagine chiara e definita ed il suo cuore, quello era completamente impazzito ancora prima che se ne rendesse conto.
In quel momento, mentre con fatica estrema tentava di esprimere ciò che provava senza conoscere davvero l'entità dei propri sentimenti, il suo muscolo vitale pompava sangue fin troppo velocemente tanto che poté sentirlo in fondo alla sua gola.
Non capiva quel mescolarsi confuso delle emozioni che gli popolavano il cuore, era in un qualche modo felice, per la prima volta da quando aveva memoria ma allo stesso tempo sentiva un peso soffoccarlo, proprio all'altezza dello stomaco e lo sentiva da quando aveva sentito l'odore del demone su quella ragazza.
Mefisto in questo fu più fortunato del ragazzo che era totalmente confuso poiché lui, a sua differenza, aveva avuto modo di conoscere e comprendere l'entità delle emozioni nonostante non avesse mai provato quello che sentiva avergli svegliato il cuore intorpidito da tanto, forse anche troppo tempo.
Questo lui sapeva, sapeva che il solo poter leggere, osservare e aver diretti a lui tali sentimenti era stato davvero molto di più di quanto Ignifero avesse mai ricevuto per capire se stesso e quello che il suo cuore o la sua anima avevano cercato di comunicargli, come questi avessero cercato di tornare alla vita.
Mefisto sapeva di poter dire senza dubbio che egli aveva vissuto una vita intensa, aveva provato piaceri carnali, si era diventato nelle arti e in svaghi che più gli fossero graditi, insomma lui aveva vissuto ma Ignifero, questo il demone lo comprendeva, non poteva dire la stessa cosa.
Quel ragazzo era praticamente nato in quel luogo privo di luce, calore o affetti, per anni non aveva parlato con altri se non con i suoi carnefice, non aveva mai provato quel calore dato dell'abbraccio materno o da un sorriso qualsiasi rivolto magari distrattamente, lui non aveva avuto nulla di tutto questo.
Sapeva bene che il ragazzo che aveva davanti non aveva conosciuto che la parte più terribile e oscura della vita, era quello che aveva dimostrato durante il loro primo incontro e certamente non aveva dimenticato le catene che lo opprimevano e sapeva che parte di queste avevano solo bisogno di un po' di calore per lasciarlo andare.
«Io non posso darti una riposa simile, non ho mai amato » rispose senza il coraggio di guardarlo in quelle sue bellissima gemme che avevano il colore delle foreste più vive «E allora io come dovrei saperlo, che devo fare con questi miei sentimenti che non sono in grado di soffocare, che non sono in grado di capire e che tu hai generato in me? » chiese con un briciolo di preoccupazione nella voce che però l'altro non notò.
«Come puoi chiedere questo a me che per aver conferma di me ho dovuto consumare con una donna? » chiese amareggiato da se stesso abbassando lo sguardo, non sapeva come privarlo ma per qualche stagno motivo di fronte a quegli occhi brillanti il suo orgoglio spariva svanire nel nulla più assoluto.
«Credo che in questo siamo entrambi inesperti come invece conosciamo alla perfezione le insidie della vita, che convenga dunque affidarsi all'istinto? » chiese l'altro riprendendo a camminare verso la sua abitazione seguito a passo sostenuto dall'altro che ad un certo punto lo superò addirittura.
«Si, credo che questo ci convenga più che riflettere » disse finalmente facendo incontrare i loro sguardi dopo essersi fermato davanti ad Ignifero e avergli mostrato un sorriso orgoglioso quasi non avesse avuto intenzione di perdere contro chi gli stava davanti, eppure già sapeva di averlo fatto.
Il ragazzo però non fece altro che spalancare i propri occhi dopo quella frase ma non fu per quello che il demone disse ma fu bensì per il magico tramonto alle loro spalle, per quel sorriso dannatamente bello e quel prezioso bagliore nelle sue gemme brillanti che lo osservavano vitali e scoppiettanti di gioia.
Ecco fu quella la prima volta nella quale Ignifero sentì il suo istinto sussurrargli quello che doveva fare, i passi da compiere o quella fu semplicemente la prima volta che il ragazzo faceva ciò che desiderava, la prima volta che riusciva a sentire la voce del proprio cuore palpitante.
Si avvicina al demone illuminato dalla calda luce del crepuscolo, lasciò che la sua mano destra lo prevedesse posizionandosi sul volto pallido di lui per poi far scontrare le loro labbra in un tocco delicato come una carezza di un petalo di rosa sulla pelle nuda.
Presto le labbra di Ignifero iniziarono a muoversi in modo sicuro e sinuoso, presto Mefisto si sentì completamente in balia di quelle labbra perfette e di quel piacere sentimentale derivato da quel contatto e lasciò che la lingua dell'altro si introducesse nella sua bocca esplorandola in ogni suo angolo.
Si staccarono solo quando l'ossigeno nei loro polmoni non fu quasi esaurito da quel contatto bollente che non era sembrato sufficiente a nessuno di loro e sempre illuminate dalla calda luce del sole aranciato le gemme smeraldo del ragazzo umano brillavano di una luce egoista che per la prima volta trovava spazio sul suo volto.
«Credo di amarti, credo che sia questo quello che mi manda tanto in confusione » disse il demone con il respiro irregolare a causa del contatto dal quale si era appena separato mentre l'altro si avvicinava lasciando appena lo spazio per l'aria di scovare fra le loro labbra calde.
«Credo che sia la stessa cosa che ha smosso il mio cuore, la stessa cosa che mi impone la preoccupazione e la rabbia che non riesco a spiegare, credo che sia questa la causa del mio tormento » bisbigliò appena qualche secondo prima che le loro labbra si unissero ancora in uno di quei baci famelici e bramosi sempre meno casting e sempre più inclini al peccato della lussuria.
Arrivarono poco dopo davanti alla familiare porta di casa e fu certo che non si sarebbero comportati come avevano fatto fino a quel momento perché si stavano già assaporando e divorando con gli occhi pieni di quel folle desiderio mai provato prima.
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