Capitolo tre de: "Il mare nei tuoi occhi"
3: Maschere d'orrore, perché non vuoi farti aiutare?
Quando Genesis si accorse di quello che aveva fatto, si staccò lentamente dal corpo di Hurley, completamente zuppo a causa del diluvio che stava facendo.
Lui cercò di alzarsi ma ebbe un capogiro, Genesis riuscì appena in tempo a prenderlo sotto braccio e lo aiutò a tenersi in piedi.
"Andiamo che ti accompagno a casa" disse lei, cercando di sorridergli.
Lui ricambiò, staccandosi però dalla ragazza e cercando qualcosa nella borsa.
Dalla grande cartella rossa, ne tirò fuori un asciugamano che poggiò delicatamente sul capo della giovane.
"Facciamo che io accompagno te, se mi porti tu a casa che razza di galantuomo sarei?"
Lei sbuffò divertita.
"Sarà la terza volta che mi parli di galateo eppure sei così rozzo e poi..." prese una pausa per mettergli agitazione. "...sei un maschio!"
Hurley la guardò per poi scoppiare a riderle in faccia.
"Ma cosa centra ora che sono un ragazzo?"
"Beh i maschi ruttano, e non hanno la minima decenza" affermò lei, fingendosi del tutto convinta.
Probabilmente Hurley non rise mai così tanto in vita sua.
****
Quando i due arrivarono davanti a casa White, il volto di Genesis s'incupì.
"Adesso devo rientrare, grazie per avermi accompagnata" sussurrò l'ultima parte come per non farsi sentire.
Hurley stava per risponderle quando udì un quasi-urlo provenire dalla grande casa, nello stesso momento in cui iniziarono a partire dei potenti singhiozzi.
Genesis sgranò gli occhi e sorrise al giovane.
"Ci vediamo domani allora, e..." ci fu un triste silenzio tra i due poi la blu gli fece un sorriso tirato, finto.
Sembrava soffrire molto ma continuava a tenere su quella strana maschera.
Fece per parlare.
"Non importa"
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