UN GIORNO DARÓ IL TUO NOME AD UNA STELLA,LA PIÚ BELLA.
Mi sdraiai di fianco a Lui. Ma poi mi resi conto che ero scomoda e che il contatto con la sabbia mi faceva sentire prurito da per tutto. Mi alzai,mi accovacciai leggermente piegando la testa verso il basso la scossi leggermente passandoci le dita,mi legai i capelli in uno chignon disordinato. Mi sdraiai a metà,metà del mio corpo se ne stava accomodato su quello di Riccardo e l'altra metà sulla sabbia. "comoda?" "mh,non saprei." Risposi sarcastica. Iniziò a regnare il silenzio.
Come dice un antico proverbio cinese: Dio ci ha dato due orecchie ed una sola bocca per ascoltare almeno il doppio di quanto parliamo. Il silenzio è davvero prezioso ma nessuno ci insegna ad apprezzarlo davvero,semplicemente nella società odierna l'ascolto è finalizzato al dialogo. Io stessa non sono in grado di apprezzare il silenzio. Non sopporto il silenzio quando sono sola,lo trovo chiassoso,assordante.
Quando sono da sola è davvero raro che vi sia silenzio,di solito c'è musica o un qualche rumore.
Anche quando sono in compagnia odio il silenzio,lo trovo imbarazzante,di fatti cerco spesso di coprirlo con miei discorsi con il risultato di sembrare stupida.
Ma non in questo caso.
In questo caso il silenzio è essenziale.
Così restammo sdraiati a fissare il cielo. Osservando una moltitudine di stelle che sarebbe sempre stata troppo lontana per poterne comprendere a pieno la bellezza.
"mi stavo chiedendo.." iniziò "che cosa?" "ma perché me ne sto qui ad ammirare le stelle quando ne ho proprio una qui?" disse in tono dolce,mi scostai,mi sedetti a gambe incrociate di fianco a Lui cercando di trattenermi ma quando lo guardai dritto negli occhi mi resi conto che era completamente serio,non ce la feci più,scoppiai a ridergli in faccia. "che ti ridi? Sono serio!" disse in finto tono offeso "si,si. Ok" risposi tra una risata e l'altra "non ti azzardare mai più a dirmi queste frasi fatte ok?" aggiunsi poi "eh ok." Rispose secco "non fraintendere. Io amo le cose sdolcinate ma quelle sincere." Dissi per poi portarmi le ginocchia al petto. Restammo ancora un po a fissare il cielo finchè Lui non interruppe quel silenzio "sai Mia,un giorno lo farò." "che cosa?" "un giorno darò il tuo nome ad una stella." "ma smettila.." dissi sdraiandomi al suo fianco e stringendomi a Lui "alla più bella.." sussurrò sottilmente prima di posare le sue labbra sulle mie. Mi strinsi a Lui.
Si fecero le due,ci alzammo "allora..che cosa facciamo?" "diamo un senso a questo tempo!" mi alzai e saltellando raggiunsi il marciapiede,alzai il braccio "hai tre secondi per raggiungermi!" e con le mani rivolte verso l'alto iniziai a contare "ok,ok. Arrivo!" mi raggiunse a passo svelto. Andammo di fronte all'albergo,la piscina era circondata da un alto cancello ornato con dei piccoli leoncini laccati in oro,Riccardo scavalcò,si mise ad aspettarmi per prendermi per paura che non ce la potessi fare,scavalcai tranquillamente il cancello,corsi fino al bordo della piscina,feci scivolare il mio vestito lungo il mio corpo per poi farlo finire per terra,mi tuffai a bomba facendo fuoriuscire un bel po d'acqua. "allora? Mi raggiungi o no?" dissi a Riccardo che se ne stava ancora appoggiato al cancello per poi tornare sott'acqua nuotando come un delfino. Raggiunsi l'altro capo della piscina,appoggiai i gomiti ai bordi facendo aderire perfettamente il mio corpo al muretto sottostante,socchiusi gli occhi,poggiai la testa sui miei gomiti lasciandomi andare completamente a quel momento di assoluto relax. Fece aderire il suo corpo al mio,iniziò a baciarmi la schiena,scivolando verso la spalla sinistra,spostandosi verso la clavicola,finendo sul collo,mi baciò infine la testa e mi scivolò accanto.
Ci guardammo sotto una lieve luce offuscata. Ci guardammo ed io pensai che quello era proprio il posto giusto con la persona giusta. Ci guardammo ed ero convinta che non avrei mai più guardato niente di più bello.
Ero convinta che non avrei mai più desiderato così tanto qualcuno. Ero convinta che non avrei mai più amato così tanto qualcuno d'altro.
"Mia dovremmo darcela a gambe." Alzai il capo e notai che qualcuno stava avanzando dall'albergo,un paio di passi in più e ci avrebbe beccati. Svelti andammo dall'altra parte della piscina e portandoci i vestiti con noi,andammo in apnea per un minuto buono,una volta risaliti non c'era più anima viva.
"comunque il tuo nome mi piace un sacco,mi fa impazzire sai?" "mh." Risposi io,non sapendo cosa dire assolutamente "mia figlia vorrò chiamarla proprio così" "ci sono nomi più belli..tipo Vanessa,Lucrezia,Clarissa." "Mayla e Meschua. Da piccina ero fissata con il nome Agnese,orrido vero?" "già. Fa pensare troppo ad un agnello!"
"sai amore..quando circa 16 annia facevo volontariato,se così si può dire..era più un corso per far conoscere il volontariato. Venivano varie persone appartenenti da diverse associazioni,quel giorno venne una donna e si presentò,ricordo a memoria quello che ci disse poi:
ho avuto un passato difficilo per via della mia famiglia ed alla giovane età di 17 anni la vita,il destino,Dio,o come preferite chiamarlo mi ha messo nuovamente alla provaero rimasta incinta del ragazzo con cui stavo,che alla notizia è scappato. Mi ha lasciata sola a decidere per una vita che dentro di me giorno dopo giorno cresceva. Mi ha lasciata sola. A fare i conti con un cuoricino che a distanza di due settimane già batteva e cercava sicurezza in me,che di sicurezza in me non ne avevo proprio. All'improvviso mi è crollato quel piccolo mondo che io stessa ero stata in grado di costruirmi da sola. I primi 3 mesi mi sono sentita sola e spaesata,è stato tutto così veloce che mentre pensavo <> lo ero già a tutti gli effetti.
Provavo molte sensazioni,molte emozioni,sia negative che positive. Sentivo tanta paura ma anche magia e gioiaintorno a me mille difficoltà che mi portavano a pensare di voler abortire,pur essendo io stessa contro l'aborto ed è stato in quel momento che ho trovato la grinta,anche grazie a questa associazione!
Durante la gravidanza sentivo dentro di me una vita crescere in simbiosi,come un'unica cosa. Provare le stesse cose,nello stesso momento. Sentire ogni piccolo cambiamento. Sentirlo crescere dentro di me. La notte,quando tutto era tranquillo ed ero sola con Lui,lo sentivo muoversi,al suono della mia voce si lasciava cullare. Se mi arrabbiavo si spaventava e smetteva di muoversi,sembrava cercasse di capire cosa stesse succedendo ma poi bastava una carezza sul pancione per calmarlo.
Ogni volta che vedevo le ecografie,accarezzavo delicatamente la sua figura e mi emozionavo pensando fosse dentro di me,pensando <<è mio figlio.>>
I giorni passavano ed insieme le emozioni alimentavano un amore puro,unico ed immenso. Il più grande che avessi mai provato.
Finalmente arrivò il suo momento,il momento della sua nascita. In quel momento i nostri occhi si incrociarono capendo di conoscersi già..quando accarezzandolo sentirete quell'amore immenso,raro,unico,magico e sorprendente che non ci si aspetta da un bimbo così minuscolo. Un amore che esplode semplicemente sentendo un po' di calore umano:abbracciandolo,stringendogli la manina con la tipica lacrima di quando realizzate di essere diventate mamme. Allora capirete che tra le vostre braccia cè vostro figlio e sarete state proprio voi a donargli la vita!
Ora sono mamma da quasi un anno e sono contenta di esserlo,di provare ogni giorno emozioni piene di sfaccettature grazie al mio bimbo..oggi..dopo aver superato la gravidanza capisco perché,alla grande domanda do la vita o tolgo la vita? ho scelto di donarla." Sospirai deglutendo la saliva con le lacrime agli occhi "sai Richi..ascoltando ho sentito i brividi e credimi,mi è sembrato di provare quelle sensazioni anch'io con Lei e mi è cresciuta una voglia di costruirmi una famiglia,di badare ad.." successe tutto molto velocemente,lo vidi scattare fuori dalla piscina,tirar fuori anche me,scavalcammo e ci nascondemmo dietro il bidone della plastica dell'albergo.
"Claudio ma sei sicuro di aver visto qualcuno?" "si,si. Giuro di aver sentito una voce femminile!"
Il fruscio dell'erba,i passi via via più vicini,il cuore scoppiato e l'adrenalina in circolo.
Non appena calò il silenzio,corremmo fino alla spiaggia,restammo svegli fino all'alba mentre tutti tacevano e tutto parlava. Mentre il sole scoppiava al culmine della sua bellezza.
Restammo svegli fino all'alba molto poco sobri,col sole che ci guardava di sbieco. Gli presi una mano,la intrecciai alla mia,ci giocai per svariati minuti,l'avvicinai alla mia bocca e stampai un tenero bacio,l'appoggiai al cuore "lo senti?" di sorpresa le sue guance si colorirono,mi sorrise "si." "Riccardo.." non tenevo più la sua mano ma la sua mano era ugualmente lì,come ad assicurarmi che fosse tutto vero "Riccardo,si.." "che cosa?" chiese confuso "si,voglio stare con te."
Finalmente ero riuscita ad abbattere il muro d'orgoglio che divideva me ed i miei sentimenti,quelli positivi,quelli degni di essere vissuti,che però fanno soffrire.
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