ANDREA
Il telefono di Aura suona all'improvviso, interrompendo le nostre sonore risate, il suo sguardo si abbassa ed in tutta risposta sorride sfiorando la cornetta verde.
"Amore!" il vuoto dall'altra parte,poi nel bel mezzo del silenzio sopraggiunge una voce roca, lenta e spenta "dove sei?"
"amore ti ho chiamato proprio per questo."
Non fa in tempo a finire la frase "va bene,non m'importa. Ci vediamo appena torni." E chiude così, in bellezza.
Il suo volto si fa triste, resta a fissare il telefono per ben un minuto e rimane in silenzio per 5 minuti, che però sembrano un'eternità. Non voglio affatto interrompere la sua riflessione, anche se è alquanto imbarazzante. Alla fine si volta Lei, mi guarda bella come non mai e mi rivolge un sorriso triste, stanco, rassegnato "ho paura che dovremo rimandare alla prossima volta." in tutta risposta le sorrisi "tranquilla, ti lascio il mio numero."
Mi da il suo telefono,ci salutiamo con uno scocco di baci, poi la vedo allontanarsi a malavoglia, con un'andatura lenta.
Mi ritrovo a fissare il vuoto mentre una leggera brezza mi accarezza,distolgo lo sguardo per poi accorgermi che si sono già fatte le undici. Non ho più voglia di andare in giro,tornare a casa è la soluzione migliore.
Le strade sono semideserte,uomini ubriachi che vagano con il cuore spezzato,coppie che si baciano sugli scalini delle chiese,bimbi che rincorrono cani,il bagliore notturno e qualche lampione qua e là.
Finalmente arrivo al mio condominio,entrando incrocio un ragazzo,ci fissiamo per qualche secondo,lo stupore dipinto negli occhi di entrambi e poi un abbraccio. Mi afferra per le spalle "Mia! Da quanto tempo! Cosa ti porta qui?"
"volevo cambiare aria! Mi farà bene!"
"io stavo uscendo,vuoi venire con me?"
"non offenderti ma credo di non essere di molta compagnia stasera.."
quando vuoi! mi da una pacca sulla spalla e fa per andarsene "anzi,rimango con te,capiranno! Vado a prendere una cosina e poi torno. A che piano sei?"
"Secondo."
Un quarto dora dopo sono sola,in una stanza pallida,piena di un silenzio assordante. Andrea non è mai stato un ragazzo puntuale,è sempre stato Lui la donna ad ogni appuntamento e nemmeno questa volta si smentisce,sorrido al solo ricordo. Ad interrompermi è il campanello,all'uscio della porta c'è lui con un vassoio fresco di pasticceria a sinistra e una confezione di birre alla destra. Un ghigno "so cosa stai pensando,che sono sempre in ritardo blablabla,ma guardami! Ne è valsa la pena!"
Non chiede nemmeno permesso ed entra chiudendosi la porta alle spalle con il piede,avevo quasi dimenticato quanto potesse risultare arrogante alle volte e come a confermare, si lancia sul letto e si accomoda,batte piano sul materasso come per richiamarmi "vieni piccola!" roteai gli occhi e mi stesi al suo fianco.
Per qualche minuto mi osservò,tentò invano di perlustrare con lo sguardo ogni centimetro del mio corpo come se cercasse qualcosa di familiare "sei cambiata molto,quasi non ti riconoscevo più." Si alzò per andare per andare a prendere le birre e poi tornò,me ne porse una,impaziente di affogare nellalcool.
Alla prima bottiglia iniziammo a ricordare i vecchi tempi ed a ridere di noi,alla seconda le distanze si accorciano,mi accarezzò il viso,mi baciò le mani,alla terza si avvicinò a me e poi iniziò lentamente a baciarmi il collo scendendo fino alle clavicole,risalì fino alle mascelle,alzò il volto e mi scrutò un attimo,si abbassò e posò le sue morbide labbra sulle mie,avidamente.
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