2.
Percorremmo tutti i corridoi dell'edificio fino ad arrivare all'uscita che dava sul cortile.
Li cercai ovunque con lo sguardo fino a scorgere in lontananza la chioma ormai bionda di Michael.
«Eccoli, sono laggiù!» esclamai indicandoli attirando l'attenzione di Denise.
«Come?» chiese smarrita tornando a guardarmi.
La guardai con un sopracciglio incaricato e spostai lo sguardo dove prima era puntato il suo.
«Cosa guardavi?» le chiesi non capendo.
«Uhm. Io... Niente» farfugliò nervosa guardando il cielo.
Stavo per lasciar perdere quando capii.
Alla fine del giardino, dove iniziava il grandissimo campo da calcio, c'era Scott Marshall senza maglietta intento a correre con i suoi amici, ovvero la parte restante del suo gruppo.
Era illegale. Non potevo credere che tanta bellezza fosse sprecata dietro allo stesso cognome delle due gemelle stronze.
«Ora sei te che lo stai guardando.» mi riprese ridendo e facendomi tornare in me.
Quasi mi sentii in colpa, se non fosse che sarebbe stato più strano ignorare tanta bellezza che sbavarci dietro senza ritegno.
«No, non è vero.» negai fermamente, «non è proprio vero.» sorrisi con convinzione.
«Invece sì, e aggiungerei che stessi anche sbavando.» ecco appunto.
«Smettila.» mi spazientii.
«Oh eddai, non te ne faccio mica un torto, insomma, lo hai visto? Chi non sbaverebbe dietro di lui?» sussurrò nel mio orecchio per evitare che qualcun altro sentisse.
E per quanto le dessi ragione, avevo avuto abbastanza della schiena muscolosa di Scott per oggi. Sempre se fosse possibile averne abbastanza.
«Okay ma ora basta, sai che non dobbiamo fantasticare su di lui.» le ricordai cercando di tirarla via dall'uscita.
«Non ci sente nessuno, e poi che c'è di male nel fantasticare un po'?» mi chiese guardandolo e rigirandosi una ciocca dei capelli.
«Insomma, nessuno ti legge nel pensiero, no?» si morse il labbro continuando a tenere lo sguardo fisso su di lui.
Gli occhi quasi brillarono di lussuria, il che mi fece venire i brividi.
«Puro orgoglio e puro odio contro le Marshall, e ora andiamo.» le presi il braccio con più forza e la trascinai via dall'ingresso dell'edificio dove ormai avevamo perso fin troppo tempo.
Camminammo velocemente verso i nostri amici, e ad ogni passo che avanzavo, un vociare fastidioso di gente sempre diversa si faceva vivo nell'aria.
La gente parlava molto, ma non diceva mai niente.
Credo che fosse divertente per le persone attorno a noi sputare sentenze senza alcun riguardo. Se ne inventavano di tutti i colori, specialmente su di noi che facevamo parte di uno dei due gruppi più "popolari" del campus.
Sulle Marshall invece sputava merda chiunque, ma ovviamente in modo anonimo altrimenti sarebbe stato un bel casino.
Noi non rientravamo in quel cerchio, ci insultavamo a vicenda senza farci troppi problemi.
In ogni caso, essere al centro dell'attenzione le elettrizzava, in fondo erano belle quanto troie, i pettegolezzi facevano sempre piacere quando eri di quel tipo.
Anche a Denise questa situazione piaceva, e molto. Non chiamava attenzione come le gemelle, ma riceverla la faceva sentire importante, credo. Io invece molte volte avrei preferito avere un gruppo di amici normali, divertirsi insieme e senza lo sguardo della gente costantemente puntato su di noi.
«Guarda chi c'è, le mie donne preferite!» esclamò Luke appena ci vide facendo spostare l'attenzione degli altri su di noi.
«Adulatore.» ridacchiò Denise sedendosi fra lui e Calum.
«Ehi» salutai Michael sedendomi vicino a lui.
«Ciao cucciola.» ricambiò il saluto mettendomi un braccio intorno alle spalle.
Sorrisi al nomignolo che solo lui mi dava sin dai tempi del liceo e mi appoggiai alla sua spalla.
Erano tutti impegnati a ridere e chiacchierare, ma io quel giorno non ero in vena di farlo.
Ero stanca e volevo solo andare in camera mia a cambiarmi la maglietta e dimenticare tutto quanto, nonostante sapessi perfettamente che Jenna non me l'avrebbe perdonata.
«Allora, Summer, ho saputo che hai rovesciato del frullato sulla maglietta di Jenna.» rise Calum contagiando gli altri.
«Frullato alla fragola, quindi era solo del rosa in più sulla sua maglietta già completamente rosa.» sfottè Denise battendo il cinque a Calum.
Tutti quanti ridevano e facevano battute, tranne Ashton che dall'inizio dell'argomento sembrava essersi incupito.
«Dai basta, non l'ho fatto apposta.» borbottai nascondendo il viso nella spalla di Michael.
«Certo, come no.» sputò acido Ashton dal nulla zittendo tutti quanti e gelando l'atmosfera.
Alzai lentamente la testa e portai lo sguardo fisso nel suo. Luke e Calum sembravano come essersi congelati mentre restavano in silenzio a guardarmi in attesa di una mia risposta.
Denise stava per prendere parola mettendosi sulla difensiva ma la anticipai.
«Sì Ashton, è stato un incidente.» ribattei ferma, continuando a mantenere lo sguardo in quello del riccio biondo di fronte a me.
Michael prese a massaggiarmi la spalla cercando di calmarmi, ma non servì a molto.
«Okay ahm...» provò a parlare Calum, ma fu interrotto.
«Incidente? Sei ridicola.» affermò facendo scattare tutti sugli attenti.
«Hey, vedi di andarci piano.» sbottò Denise aumentando la tensione.
Mi ero stancata, non volevo far scaturire nessuna rissa, non per una tale sciocchezza.
«No Denise, lascia perdere, sono contenta di essere insultata da gente che a mala pena conosce il mio nome.» dissi fermamente lanciando una frecciatina ad Ashton.
«Una come te dovrebbe esserci abituata no?» mi sfottè facendomi spalancare totalmente la bocca.
Cosa cazzo aveva appena detto?!
«Adesso piantala Ashton.» lo riprese Luke.
«Va bene così.» dissi a bassa voce alzandomi con l'intenzione di allontanarmi da lì.
«Aspetta!» mi chiamò Denise alzandosi anche lei a sua volta.
«No Denise, non seguirmi... Per favore.» supplicai quasi con voce rotta, stavo per scoppiare a piangere e non mi sarei mai perdonata se fosse successo davanti a tutti.
Lei annuì dispiaciuta tornando a sedersi lasciandomi così allontanarmi da sola.
Quanto odiavo essere sensibile.
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