"Nona sinfonia"
La nona sinfonia di Beethoven riempiva la stanza. La musica classica riusciva sempre a rilassarmi perché sapeva dare voce ai miei sentimenti. Come se ogni nota risuonasse dentro di me facendo rilassare ogni muscolo teso del mio corpo così da farlo rilassare completamente.
Se a tutto ciò si aggiunge il ticchettio della pioggia, i tuoni e il rumore del mare riesco anche a dimenticarmi i problemi.
La musica finì procurando un vuoto, quel vuoto che mi fece quasi precipitare.
Mozart, il suo compositore preferito, fece il suo ingresso con Eine Kleine Nachtmusik.
I miei pensieri volarono su quelle note, quasi come uccelli verso il cielo.
Liberi, liberi di esprimersi, liberi di volare, liberi.
Liberi di incontrare i suoi capelli biondi. Liberi di rivedere i suoi occhi verdi.
Liberi di rivedere il suo viso, quello di cui sento nostalgia.
Accartocciai il foglio davanti a me e lo scaraventai sulla sabbia.
Altre parole buttate al vento, inutili.
Lui non mi avrebbe mai amato, e io ero solo un povero illuso.
Guardai il foglio bianco, di nuovo, come se ci fosse stata scritta sopra la risposta a tutti i miei problemi.
La penna, allora, iniziò a scrivere da sola. Parole insensate, inutili e talvolta stupide.
Una poesia composta da sentimenti, parole soffocate e rimaste lì per troppo tempo.
Lì, nella gola, pronte per esserle urlate da un'uomo senza voce.
Mi strinsi più forte nella sua felpa, lasciandomi invadere dal suo profumo.
Lo odiavo, ne metteva troppo. Era nauseante, ma allo stesso tempo rassicurante.
Continuai a scrivere senza tregua su quel foglio. Le parole volavano via come uccelli dal proprio nido.
Se non potevo urlarle, dovevo almeno scriverle.
Accesi quella che doveva essere la decima sigaretta della giornata, e mi ero appena svegliato.
La mia casa, vicino al mare, offriva una splendida vista. Ma a me, tutto quell'azzurro aveva iniziato a darmi sui nervi. Ogni mattina aprivo gli occhi ed ero sommerso da quel colore soffocante.
Ma quella mattina, in tutto quell'azzurro, notai lui. Lui che era il mio bianco. Già, anche il bianco per me é un colore.
Stephan scriveva, anche troppo. Mi aveva sempre scritto quello che non era mai riuscito a dirmi, ma poi io avevo fatto quella cosa e lui aveva smesso di scrivermi.
Era la prima volta che lo rivedevo, dopo quel giorno. E lui era sempre Bianco.
< Hey > sussurrai. Stephan si girò di scatto e i suoi occhi, azzurri, riuscirono a trafiggermi l'anima.
Era l'unico azzurro che riuscivo a sopportare, quello dei suoi occhi, ma quella volta riuscì ad odiare anche quell'azzurro.
Il suo sguardo era un misto tra disperazione e disgustamento.
< Vattene > disse con calma, quasi come se fosse una cosa naturale, per poi ritornare a scrivere.
< Io avrei un'idea migliore > dissi togliendomi la maglietta e prendendo il suo diario tra le mani.
< Drake > pronunciò il mio nome con disgusto, quasi come se gli desse fastidio.
< Si? > chiesi titubante < Ridammi il mio diario e sparisci! >
Se credeva davvero che l'avrei fatto si sbagliava di grosso.
Lo presi come si prende un sacco di patate e lo trasportai in mare.
La sua pelle era così liscia che quasi mi dispiaceva continuare a tirare pugni.
Non vi avrebbe mollato giù, era inutile urlare e i miei pugni gli facevano solletico.
Si, tutto questo mi era mancato.
Il contatto con l'acqua fredda mi provocò dei brividi lungo la schiena, o forse a provocarmeli era Drake, che non cessava di tenermi stretto a se.
Troppo stretto.
< Drake sei completamente impazzito! > quasi urlai, per poi scoppiare a ridere.
< Si, Stephan, sono completamente impazzito, impazzito per te!! > mi sorrise. Smisi di ridere.
Eravamo così vicini, e le sue labbra sembravano così morbide.
Si avvicinava sempre di più, e io stavo per cedere.
Non potevo, non dopo quello che aveva fatto. Non dopo quella cosa.
Mi allontanai da lui il più in fratta possibile.
Lo amavo ancora, ma non potevo cedere.
Non volevo essere ingannato ancora una volta.
< No, Drake, no! >
< Ti amo, tu mi ami. Tu sei il mio azzurro Stephan, quello che non mi soffoca, sei il mio bianco, sei la mia nona sinfonia >
E forse, infondo, Beethoven e la sua nona sinfonia furono per noi, un nuovo inizio.
Angolo me
Non so cosa sia questa roba, so solo che è qui da troppo tempo per non pubblicarla.
Penso e presumo sia una OS.Spero per me.
P.S. Scriverò una nuova storia Maniel, ma penso sarà molto strappalacrime :)
Ciaoo👋🏻
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