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CAPITOLO 6: GIADA & CLOE

Cloe. Seriamente, tra tutte le persone possibili in quella maledetta città dovevano imbattersi in Cloe. Quante possibilità c'erano? Sicuramente non molte.

La rossa osservò Giada con un sogghigno perfido sul volto, squadrandola da capo a piedi, e le disse "Certo che sei vestita in modo interessante. Cos'è, hai capito che l'asilo è il posto giusto per te?"

Giada bofonchiò qualcosa di inudibile, tenendo lo sguardo inchiodato al pavimento.
L'altra ragazza la guardò con superiorità, per poi dire un irrisorio "Come? Non ho sentito. Puoi alzare la voce?"

"Io non vado all'asilo..." mormorò la castana, con tono lievemente più alto e scandendo un pochino di più le parole.

Cloe si strinse nelle spalle, senza mai perdere quell'odioso sorrisetto di scherno "Peccato, all'epoca l'ho sempre detto che anziché al liceo con noi saresti dovuta essere alla materna a giocare coi peluche. Sai, tra gente della tua età."

Anziché ribattere, Giada abbassò ancora di più lo sguardo e d'istinto si strinse a Francesca, per avere supporto.

Il movimento non passò inosservato agli occhi di Cloe, che spostò lo sguardo sulla corvina e le chiese "Tu chi sei? La sua ragazza?"

"Oh, no, assolutamente." sorrise in risposta Francesca "Sono Francesca, la sua mamma."

L'altra ragazza la guardò stupita: si sarebbe aspettata ogni risposta, tranne quella.

"Come?"

"Beh, sono la compagna del suo papà. Non è complicato."

Cloe guardava alternativamente Giada e Francesca, visibilmente confusa. Francesca aveva incirca la loro età, non poteva essere la madre di Giada, a meno che il padre della ragazza non si fosse messo con una dell'età della figlia.

Mentre Cloe continuava a chiedersi il senso di quelle parole, Francesca sbuffò e se ne uscì con l'ultima frase che Giada avrebbe voluto sentire: "Ti spiace farci passare, ora? Devo cambiare il pannolino alla bimba."

Cloe sgranò gli occhi, stupita, poi mosse lo sguardo verso Giada e lo abbassò, fino al suo bacino. Grazie alle parole dell'altra ragazza riuscì effettivamente a notare il rigonfiamento e subito scoppiò in una fragorosa risata.

"Ma dai, il pannolino, sul serio?!" rideva talmente tanto da avere le lacrime agli occhi "Ho sempre detto che sei una piscialletto, ma non pensavo te la facessi addosso veramente."

Giada era diventata bordeaux, incapace di reagire in alcun modo. Mentre il suo cervello stava ancora computando l'accaduto, però, Cloe si abbassò e senza tanti complimenti le mise una mano sul cavallo, facendola sussultare.

"Hey!"

"Eh, sì, sembra bello bagnato." continuò a ridere "Direi che vai cambiata il prima possibile."

"È quello che sto cercando di fare." intervenne Francesca "Ti spiacerebbe andare fuori dai piedi?"

La voce della corvina era parecchio infastidita, era piuttosto palese non stesse gradendo i commenti di Cloe.

La rossa annuì, rivolgendo a Giada un sorriso di scherno. Rialzatasi si voltò quindi verso Francesca, dicendole "Ma certo, mi sposto subito, non vorrei che alla bimba venisse una brutta dermatite da pannolino."

Si scostò, mostrando così il grosso fasciatoio in mezzo alla stanza. Era un fasciatoio a parete, abbastanza grande per Giada.

La ragazza deglutì pesantemente non appena lo ebbe in visuale: non aveva nessuna voglia di essere cambiata sotto gli occhi di tutti.

Francesca dal canto suo parve non curarsene, perché cominciò a muoversi verso il fasciatoio trascinando delicatamente Giada con sé.

"Mamma..." bofonchiò Giada "...Cloe ci guarda..."

"E tu lasciala guardare." ribatté l'altra "Il bagno è pubblico e non è colpa mia se il fasciatoio non è in una stanza a parte."

"Ma mamma..."

"Devo darti un'altra sculacciata, piccola?"

La minaccia fece arrossire la "bimba", che scosse freneticamente la testa e mormorò un sommesso "No, no, faccio la brava."

Erano passati pochi minuti dall'ultima volta che le aveva prese, dopotutto, e non voleva ripetere l'esperienza.

Cloe invece a quella parole non riuscì a contenere un'altra risata, commentando "Le prendi pure, Giada? In effetti sei molto monella. Magari posso prestare alla tua mammina qualche strumento, a casa ho un tawse che sarebbe perfetto per percuoterti le natiche."

Francesca la fulminò con lo sguardo, replicando freddamente "Grazie, cara, ma non sarà necessario."

"Io dico di sì, invece. Sai, anch'io credo nella disciplina, Francy. Posso chiamarti Francy, vero?"

"Decisamente no."

Dopo quella gelida risposta, Francesca la ignorò completamente e si concentrò esclusivamente su Giada. Con abile mossa le rimosse i vestiti, lasciandola solo con il pannolino bagnato della Pimpa in bella mostra.

Giada teneva lo sguardo basso, desiderando profondamente di sprofondare nel terreno. Cloe, la bulletta del liceo, la stava guardando mentre aveva addosso solo un pannolino, perdipiù usato.

La rossa infatti gongolò alla visione, emettendo versolini compiaciuti osservando la corvina mettere l'altra sul fasciatoio. Dalla sua espressione era piuttosto ovvio che sperasse che Giada facesse i capricci per assistere alla punizione in diretta.

La castana non volle darle quella soddisfazione, e stette quindi il più ferma possibile. Si imbronciò lievemente, ma non fece null'altro, mentre Francesca rimuoveva il pannolino bagnato e lo buttava.

Dalla propria borsetta, la corvina estrasse le salviettine umidificate ed il borotalco, con cui prima pulì Giada a dovere e poi la inondò con una nuvola bianca profumata. Era stata rapida e professionale, eseguendo alla perfezione ogni gesto, e Giada pensò che non poteva certo essere la sua prima volta, Francesca aveva chiaramente già cambiato pannolini in passato.

Francesca estrasse quindi dalla borsa un pannolino pulito con le stampe delle Barbie e senza esitazione alcuna lo mise alla bimba. Di nuovo, Giada dovette ammettere la sua bravura: lo aveva messo rapidamente e in modo perfetto, senza stringerlo troppo e senza lasciarlo troppo largo. Nonostante l'imbarazzo di essere toccata laggiù da qualcuno che non era Fabio, Giada probabilmente si sarebbe anche potuta godere il cambio... se non fosse stato per la presenza fastidiosa di Cloe, che durante tutta l'operazione aveva fatto commenti poco graditi, del calibro di: "Tutto bagnato, ma che fontanella." "Si sta muovendo un po' troppo mentre la pulisci, dalle qualche sculaccione." "Ma che carino quel pannolino di Barbie." "Non credo starà asciutta per molto.". Odiosa. Se il pannolino bagnato le interessava tanto Giada glielo avrebbe volentieri lanciato in faccia.

Una volta completato il cambio, Francesca sorrise dolcemente a Giada, ignorando completamente la rossa. Le diede qualche pacchetta sul cavallo, dicendole "Fatto, piccolina. Pulita e asciutta."

Giada le sorrise di rimando. Nonostante la situazione spiacevole e l'antagonismo che la divideva da Francesca, non poteva negare di aver percepito il suo affetto durante il cambio. Forse l'aveva giudicata troppo duramente, era certo molto severa, ma sembrava tenere davvero a lei. Quei sentimenti contrastanti furono sovrastati però da un'idea ben precisa: lei non voleva una mamma. Tramutò così il sorriso in un broncio, dicendo un seccato "Sì, grazie."

Francesca ridacchiò, come sempre la trovava carina quando faceva così, ma l'idillio fu spezzato dalla voce di Cloe, che disse "Ma ti sembra il modo di ringraziare la tua mamma? Che tono sgarbato!"

Si rivolse a Francesca e aggiunse "Guarda, se vuoi te la sculaccio io, le faccio il culetto color pomodoro così impara."

Giada si irrigidì, guardando l'altra con occhi supplichevoli, pregandola silenziosamente che non facesse come con Luna.

Francesca però strinse gli occhi, guardando la rossa con uno sguardo che trasmetteva un'irritazione palpabile "Non serve. Non hai null'altro da fare che guardare noi?"

"È una scena educativa." ridacchiò lei in risposta "Non avevo mai visto un cambio del pannolino in diretta, non con una bimba così grande, almeno."

Francesca scrollò le spalle e si voltò di nuovo verso Giada che nel frattempo si stava domandando cosa le passasse esattamente per la testa.

La corvina si strinse nelle spalle e tornò a dedicare la propria attenzione alla bimba, prendendo i vestiti che aveva appoggiato al lato del fasciatoio e cominciando a rivestirla. Mentre glieli faceva indossare, però, si udì un click.

Entrambe le ragazze si voltarono di scatto, e videro che Cloe, sghignazzante, aveva fatto una foto col cellulare: la foto mostrava Giada che veniva vestita da Francesca, ma con ancora il pannolino in vista.

"Questa farà un figurone alla prossima rimpatriata del liceo." rise.

A quel punto Francesca non ci vide più. Scattò verso Cloe e le strappò il telefono di mano, cancellando la foto in un attimo.

"Ehy, ma come..."

Nemmeno il tempo di finire la frase: Cloe sussultò per il possente sculaccione che le arrivò sul sedere.

"Ahia!"

"Adesso mi hai stancata." la sgridò la corvina "Ti senti tanto figa a fare la bulletta?"

Cloe la guardò con sguardo furente, e probabilmente avrebbe anche incusso un po' di timore se non fosse stata intenta a massaggiarsi il sedere "Ma come ti permetti?!"

"Mi permetto eccome, quelle come te non mi piacciono per niente."

Cloe era alta all'incirca come Francesca, ma era secca come un chiodo (un chiodo molto formoso, ammise a malincuore Giada), mentre la corvina era molto più robusta. Ma non era tanto il corpo a fare la differenza: Francesca trasmetteva una sicurezza ed una calma assolute, di chi è in pieno controllo della situazione.

"Quelle come me?! Che cazzo vuol dire?!" le ringhiò contro, riprendendosi il cellulare.

"Semplicemente quello che ho detto: non mi piacciono le mocciose viziate che fanno le bullette monelle con gli altri."

"Brutta stronza!"

Con quell'ultimo insulto, Cloe sferrò un pugno in faccia all'altra ragazza, con la mano destra.

Giada sussultò, ma Francesca no. La corvina infatti spostò appena la testa e deviò il colpo colpendo il polso della rossa col proprio, usando però la mano sinistra.

Cloe rimase sbigottita per un attimo, e ciò fu più che sufficiente a Francesca: la neo mamma di Giada afferrò l'altra per il bavero con la mano destra e la tirò in avanti, piantando contemporaneamente un ginocchio a terra e piegando l'altro.

Nell'istante successivo, Cloe si ritrovò bloccata sul ginocchio di Francesca, a fissare il pavimento, con il sedere in posizione elevata. La corvina le aveva preso il polso destro e glielo stava tenendo premuto sulla schiena.

La scena era stata velocissima, Giada si era a malapena resa conto di cosa stesse accadendo e si ritrovò a guardare il risultato con occhi sgranati: Cloe che si dimenava inutilmente nel vano tentativo di rialzarsi.

"Alzare le mani non è accettabile, sai?" continuò a sgridarla Francesca "E nemmeno parlare come una scaricatrice di porto."

"Vaffanculo, brutta..."

Seguì una sequela di insulti che è meglio non ripetere, indirizzati all'intelligenza di Francesca, alla sua igiene personale e alla sua stabilità mentale, oltre all'accusa alla madre di un possibile lavoro da lei svolto.

"A quanto pare non è Giada quella che ha bisogno di disciplina."

Con quelle parole, Francesca abbassò i pantaloni di Cloe, tirandoglieli fino alle ginocchia, mostrando così la sua biancheria intima, o almeno quello che avrebbe dovuto esserlo: un perizoma rosso a filo, che le lasciava completamente scoperte le natiche.

"Che fai, razza di maniaca!?"

"Questa roba decisamente non è adatta a te. Sarà meglio toglierla."

Appena finita la frase, Cloe non fece neanche in tempo ad opporsi che la corvina già le aveva sfilato l'intimo, facendogli raggiungere i pantaloni.

"Non sei mica mia madre!" le gridò la rossa, dimenandosi come un'ossessa.

"No, ma farò qualcosa che evidentemente avrebbe dovuto fare tempo fa."

Francesca alzò la mano, e sferrò un poderoso sculaccione sulla natica destra di Cloe, strappandole un grido. La chiappa ondeggiò sotto il colpo come un budino.

"E nel caso non fosse stato chiaro, intendevo dire una bella sculacciata."

Un secondo colpo cadde sulla natica sinistra, poi un altro sulla destra, e così via. Francesca sembrava davvero determinata a darle una bella lezione.

Le grida di dolore di Cloe, il suo sedere che si arrossava ondeggiando sotto i colpi... Giada osserva la scena con sguardo rapito. Non aveva mai assistito alla sculacciata di qualcun altro, e a prenderle era nientemeno che la più odiosa bulletta del liceo. Sentiva come un formicolio in tutto il corpo.

Gli sculaccioni cadevano come pioggia, strappando grida acute alla bulletta i cui occhi si stavano riempiendo di lacrime.

Dopo un po', la corvina abbassò il tiro, cominciando a mirare alla seduta, aumentando l'intensità dei colpi e anche quella dei gridolini delle rossa, che dopo qualche pacca di quella nuova sequenza scoppiò a piangere come una fontana.

Quando il sedere di Cloe fu della stessa tonalità dei suoi capelli, Francesca finalmente si fermò... per rivolgersi a Giada e dirle "Tesoro, la mamma ha la spazzola in borsetta, saresti così gentile da passarmela?"

Cloe sgranò gli occhi e si mise a piagnucolare, implorando Francesca di non farlo. La sua boria era sparita piuttosto rapidamente.

Giada invece annuì, gongolando. Andò alla borsetta di Francesca, appoggiata accanto al fasciatoio, e da lì recuperò la spazzola. Quindi gliela passò, dicendole "Ecco, mamma. Dagliele belle sode."

"Oh, non temere piccolina, lo farò." replicò, facendole l'occhiolino e prendendo lo strumento.

Francesca appoggiò il dorso della spazzola sul sedere arrossato di Cloe, facendole correre un brivido lungo la schiena.

"Ti prego, Francesca, mi dispiace..."

"Oh, è Francesca adesso? Cos'è successo a brutta stronza?"

"Mi dispiace..."

"Ne sono certa."

Alzò la spazzola, e la lasciò cadere con forza. Cloe gridò: quel colpo aveva fatto parecchio male.

La corvina ripeté la cosa, due volte, tre volte, quattro volte, sulla parte alta del sedere. Quell'intera sequenza fu poi rifatta da capo, mirando alla seduta.

Cloe si era dimenata sempre di più, sembrava una bambina colta da una crisi isterica, e urlava sempre più forte.

Infine, la sculacciata finì: Francesca concluse con un ultimo possente colpo al centro del sedere che fece inarcare Cloe all'indietro, dopodiché la lasciò andare.

La rossa scattò in piedi, massaggiandosi convulsamente il fondoschiena e battendo i piedi a terra nel tentativo di scacciare il dolore.

Giada non riuscì a non ridere: vedere la bulletta eseguire la danza post-sculacciata era fantastico.

Ma Francesca non aveva ancora finito con lei. La lasciò calmare un pochino, ma prima che si riprendesse del tutto la afferrò per un orecchio e la trascinò fino al fasciatoio, sul quale la fece sdraiare. Dolorante e umiliata, Cloe fece ben poca resistenza.

La mamma di Giada rimosse quindi completamente i pantaloni e l'intimo della ragazza, per poi inondarla di borotalco. Prese un pannolino pulito, uno completamente rosa con stampe di ciucci e biberon, e con rapida mossa glielo mise. Una volta fatto, la aiutò ad alzarsi e le restituì i pantaloni, con un sorriso.

"Ecco fatto, una bambina ben disciplinata." ridacchiò.

"Questa me la paghi." ringhiò Cloe, ancora con le lacrime agli occhi, riprendendosi i pantaloni con un gesto di stizza "Ti denuncerò per questo."

"Ma certo, denunciami per averti sculacciata dopo che mi hai attaccata." replicò la corvina, incrociando le braccia "Poi mandami la denuncia che mi faccio quattro risate."

"Credi che scherzi? So cosa pensi, che io sia troppo umiliata per farlo! Non è così, io..."

"Ripeto, fa pure. Tanto è la tua parola contro la mia. La parola di una mocciosa viziata contro quella della figlia di un maresciallo dei carabinieri."

Cloe si fermò di colpo, deglutendo pesantemente.

"Maresciallo...?"

"Esattamente. Dai, vai a dire a tutti che hai cercato di aggredirne la figlia, vediamo cosa succede."

La rossa abbassò lo sguardo, mormorando delle scuse sommesse, e piena di vergogna si rimise i pantaloni, senza nemmeno provare a togliersi il pannolino. Era un paio di pantaloni neri molto attillati, e una volta su non fecero nulla per nascondere il grosso rigonfiamento. Giada a tutto quello stava ridendo come una matta.

"Posso... posso andare?" chiese, senza staccare gli occhi da terra.

Francesca annuì "Sì, vai pure. E ricorda questa sculacciata: se ti comporti ancora male con Giada ne arriveranno altre, magari con il tawse che prima mi hai gentilmente offerto."

La rossa annuì, promettendo che non avrebbe più fatto la bulletta, poi uscì dal bagno, accompagnata da un ultimo sculaccione volante di Francesca.

Una volta che furono sole, Francesca si voltò di nuovo verso Giada... che le saltò addosso per abbracciarla stretta.

"Sei stata fantastica, mamma!" esclamò.

La corvina le sorrise, e dopo averle scompigliato delicatamente i capelli mormorò "Grazie, piccolina. Ora finiamo di vestirci, che dici?"

Giada annuì, e lasciò che l'altra le sistemasse finalmente il vestito.

"Non sapevo fossi la figlia di un maresciallo, comunque." le disse.

Francesca rise "Non lo sono, mio padre è operaio. Ero convincente, vero?"

Giada rise a sua volta, annuendo. Per quanto fosse ancora determinata a non volerla come mamma, dovette ammettere che in quel frangente aveva adorato Francesca per come aveva messo in riga la stronzetta.

La corvina le diede un bacino, e sussurrò "Andiamo a vedere se anche papà ha finito, amore?"

"Siiiii!"

La corvina ridacchiò, prese Giada per mano ed insieme uscirono dal bagno, per ricongiungersi con Fabio.

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