19. Anche io ho bisogno di te
Harry e Louis stavano ancora sorridendosi a vicenda, quando il medico che aveva in cura il professore entrò nella stanza.
" Allora, come andiamo? " chiese allegro al suo paziente.
" Bene, decisamente bene " rispose Louis " e andrebbe ancora meglio se potessi tornare a casa "
" Proprio per questo sono venuto! Domani potrà tornare a casa. Per almeno due mesi dovrà stare a riposo, quindi non andare a lavorare. Le darò una dieta da seguire e una tabella per la sua attività fisica. I prossimi due mesi saranno importanti e dovrà stare attento a qualsiasi dolore o mutamento fisico sentirà nel suo corpo. Per questo le consiglio di non restare a casa da solo, ma di trovare qualcuno che le stia sempre accanto e la possa supportare. Fra un mesetto le farebbe bene anche una settimana di mare, con poco sole, ma con passeggiate e leggere nuotate.
Comunque domani le darò la cartella clinica con tutto scritto. Buongiorno a tutti "
Quando furono soli, Louis si appoggiò al cuscino e disse:
" Mamma, come faccio a venire da te? Hai già le mie sorelle e un sacco da fare..."
Jay osservò con la coda dell'occhio Harry, vide i suoi occhioni spalancati e capì tutto.
" Io credo che ci sia qui qualcuno che ti farebbe volentieri da infermiere "
" No, non se ne parla, ha la scuola e..."
Harry lo interruppe, prendendogli una mano e stringendola.
" Per favore, lascia che ti aiuti, ti prego. Andrò a scuola comunque, ma poi starò con te e ti aiuterò e ti farò seguire la dieta e poi ti farò compagnia e ti accompagnerò a fare le passeggiate e..."
" Cucciolo " sussurrò Louis " sei giovane, bello, dovresti divertirti e uscire con i ragazzi della tua età, non passare le giornate con un vecchietto come me...
È la tua vita, Harry e non posso permetterti di sacrificarla per me..."
" Tu sei la mia vita " cominciò a singhiozzare il ragazzo " e io non riesco a stare senza di te. Lo so che non sono Phil, ma mi avevi promesso che non mi avresti mandato via, me l'avevi promesso "
Gli occhi di Jay divennero lucidi per la commozione e anche quelli di Louis li imitarono.
" Vieni qui..." sussurrò l'uomo.
Harry gattonò sul letto e, in qualche modo, si accoccolò sul petto di Louis, che, per fortuna, non aveva più flebo nelle braccia.
" Non piangere " disse il professore con tono dolce " scusami, mi farai tu da infermiere e...e...lo so...non sei Phil,ma..ma sei il mio piccolino e anche io ho bisogno di te "
Jay sorrise e si disse che, finalmente, suo figlio aveva dimostrato di non essere un completo idiota.
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