Capitolo 18
<<Ehiii Bryan, ti sei divertito ieri con Sam?>>
Grace era sulla soglia della porta e Allison, Bryan e Sam di fronte a lei dall'altra parte dell'uscio.
Allison la guardava con sguardo interrogativo, pronta a spararle una cinquantina di domande a raffica, come un fucile a pallettoni ma si tratteneva per via dei piccoli, accanto a loro. Teneva la porta con una mano e voleva sapere ogni singolo dettaglio della serata, Grace lo notava non solo dallo sguardo ma dall'agitazione che dimostrava con il suo corpo.
<<Bene mamma, però mi sei mancata...>>
A Grace le si strinse il cuore, quelle parole la facevano sentire commossa e orgogliosa del suo bambino ma allo stesso tempo delusa dal suo stesso comportamento, sentiva di trascurarlo negli ultimi giorni.
Il piccolo le strinse le braccia attorno alle gambe e Grace lo sollevò, stringendolo al suo petto e ricoprendolo di baci.
<<Anche tu mi sei mancato Bryan. Ora và di sopra, devo parlare con Allison per un altro favore...>>
Il bambino annuì e insieme a Sam fuggì al piano superiore, a giocare nuovamente da dove avevano lasciato.
<<E? Dettagli, spara!>> disse Allison.
<<Nulla da dire, ho passato molto tempo con Laurent e Ethan. Abbiamo un appuntamento stamattina e mi chiedevo se potevi tenere Bryan per un'altra oretta e mezza...>>
<<Non ho capito bene. Tu Grace Stewart hai un appuntamento?>> replicò a bocca spalancata l'amica.
Grace annuì sorridente e Allison mimò un finto svenimento, in modo teatrale.
<<D'accordo, ti tengo Bryan. Lo sai che sono sempre disponibile, se no che amica sarei!>>
Le due amiche si scambiarono uno stretto abbraccio.
Allison era la sua migliore amica, l'unica persona con cui sfogarsi e confidarsi, l'unica con cui poter scherzare o piangere liberamente senza pregiudizi e
la loro amicizia era insostituibile.
<<Grazie di cuore, sei speciale! Ora però devo inventare una scusa per Bryan. Non sai quanto odio farlo!>>
Grace si portò entrambe le mani alla fronte e gli occhi le pungevano dalle lacrime.
<<Avanti Grace, ti occupi sempre di tuo figlio, se ti prendi dei momenti per te non significa che sei una cattiva madre.>>
<<D'accordo, anche questa volta hai ragione! Odio farlo ma si tratta di una questione breve.>>
Il telefono nella borsa vibrò, quando di solito rimaneva muto come un pesce; lei lo prese tra le mani.
Lo schermo riportava il nome di Ethan e sottostante il numero, lui la stava chiamando.
<<Pronto?>>rispose Grace emozionata.
<<Buongiorno Grace, ieri dalla fretta mi sono dimenticato del mio indirizzo. Abito in via Fane Ave.>>
<<Oh, sono giusto a pochi isolati da lì. Tra poco arrivo!>>
<<Bene Grace, a più tardi.>>
Grace spense la chiamata e chiamò a voce alta Bryan.
Il piccolo super ubbidiente non si fece attendere e scese le scale in un batter d'occhio, seguito a ruota da Sam, trotterellando fino in giardino e mimando un gioco sui cavalieri.
<<Mamma deve andare a fare delle commissioni. Io ti lascio ancora qui con Allison e Sam, d'accordo?>> sospirò.
<<Va bene mamma, così finisco il gioco con Sam.>>
Grace si abbassò all'altezza di Bryan e lo abbracciò, il bambino le si arrampicò addosso come una scimmietta.
<<A tra poco, fai il bravo!>>
Grace salutò l'amica e i due bambini mentre saliva sulla macchina, mise la chiave nel quadro, l'accese e partì verso la sua destinazione.
Il quartiere dove abitava Ethan era abbastanza isolato ad eccezione di qualche casetta.
Ben presto quello sarebbe diventato un quartiere pieno di lotti acquistati, nuove case e opportunità di lavoro per la piccola comunità di Rosewood.
Dopo aver parcheggiato l'auto, vide Ethan uscire da una deliziosa casetta.
La piccola villetta azzurrina era costruita ad un solo piano , il tetto era alto e imponente, il giardino curato e fiorito.
Dal punto di vista estetico non poteva dire nulla, una casa da sogno, sicuramente anche abbastanza costosa, che lei non poteva permettersi.
Ethan percorse il vialetto inghiaiato, era vestito con una semplice tuta e il bello era proprio questo, era stupendo anche in abiti quotidiani.
Il fisico tonico era molto più evidente, la tuta metteva in risalto ogni singolo muscolo del suo corpo.
Senza il suo volere, Grace puntò il suo sguardo sulle gambe e arrossì notando ogni dettaglio, l 'ipotesi da adone greco era confermata
<<Buongiorno Grace, ti piace qui?>> disse Ethan sorridente.
<<Buongiorno Ethan. Sì, la tua casa è da sogno. Complimenti!>>
<<Ho appena finito di sistemare il giardino. Mi piace tenerlo curato nel tempo libero. Ho messo qualche fiore, tagliato le erbacce...>>
<<Wow, non ti facevo un tipo da pollice verde.>>
Ethan ridacchiò e allo stesso tempo scosse la testa.
<<Sotto il controllo di un giardiniere me la cavo, se no qui regnerebbe la giungla.>>
Grace si mise a ridere a sua volta, trascinata dall' ilarità del momento.
Accidenti, aveva le lacrime agli occhi, non rideva così da anni, l'ultimo che l'aveva fatta divertire così era stato il suo caro marito.
<<Sono felice di averti strappato qualche risata con le mie avventure. Dato che ormai sono le dieci e mezza che ne dici di una passeggiata qui in zona?>>
<<Oh sì, conosco un posto qui vicino davvero bello. Abbastanza tranquillo e isolato.>>
Dopo una ventina di minuti di passeggiata e chiacchere sul più e il meno, compreso l' argomento lavoro, Ethan e Grace arrivarono nel posto scelto da lei.
Una piccola radura immersa nel verde, un'oasi di pace tutta per loro.
Gli alberi con il loro fogliame rigoglioso facevano da contorno e centinaia di fiori blu e bianchi tappezzavano il prato.
Due panchine erano poste ai bordi e seppur il parco fosse in solitudine dava un senso di felicità.
Le api viaggiavano da un fiore all'altro per accaparrarsi più nettare possibile e un'anatra, seguita dai suoi piccoli, passeggiava verso lo stagno, posto sicuramente dietro il boschetto.
<<Questo posto sarà il mio preferito d'ora in poi!>> esclamò Ethan estasiato.
<<Decisamente lo è anche il mio. Non ci vengo da molti anni ma questo posto rimane il più emozionante e immacolato che io abbia mai visto!>>
<<Sono molto contento di questa mattinata, spero ci saranno altre occasioni...>>
<<È per caso un invito ad uscire?>>chiese Grace imbarazzata.
<<Esatto.>>
Ethan puntò i suoi occhi magnetici in quelli di Grace, uno sguardo elettrizzante, uno di quelli che ti fanno rimanere inchiodati alla panchina.
Grace si sentì così, immobile e in apnea, il cuore accelerò i battiti e nello stomaco sentì i bozzoli schiudersi e trasformarsi in bellissime farfalle colorate.
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