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Capitolo 11

Grace si girò e rigirò il piccolo rettangolino di carta tra le mani. Quel biglietto sembrava fuoco e non sapeva dove metterlo, in qualunque modo avrebbe bruciato.

Era seduta da qualche minuto sul divanetto e alla fine optò per mettere quel biglietto dentro la tasca, per poi eventualmente buttarlo, anzi sicuramente l'avrebbe fatto. Avrebbe fatto giacere quel pezzo di carta in fondo alla pattumiera, sepolto da altri rifiuti.

Con la scusa di andare al bagno passò davanti all'ufficio di Debra, silenzio assoluto, buon segno, equivaleva che Ethan se n'era andato dal supermercato.

Entrò furtivamente nello spogliatoio, quasi in punta di piedi come se fosse una volgare ladruncola.

Non era solita telefonare mentre era al lavoro, si sentiva quasi un'adolescente che utilizzava il telefono di nascosto durante le lezioni ma doveva assolutamente parlare con Allison, da sola.

Non sapeva come fare e aveva bisogno dell'ilarità e dei consigli di un'amica sincera, prese il telefono, compose il numero e lasciò squillare.

<<Grace...ma sei impazzita?! Parliamo al telefono di nascosto come due quindicenni vogliose di prime esperienze!>> rispose Allison.

<<Smettila dai! È importante! Oggi alle diciassette a casa mia, senza bambini.>>

<<Uuuuh, roba seria. A dopo.>>

Grace riattaccò e uscì dalla stanza ma incontrò Debra davanti alla porta del suo ufficio. La donna sorrideva come era il suo solito fare, rivelando una fila perfetta di denti.

<<Grace tutto bene?>>

<<Sì Debra, scusami ero andata un attimo al bagno. Mi sono presa qualche minuto di troppo.>>

<<Non fa nulla. A proposito, hai visto Ethan? Ha portato tutto il rifornimento oggi, quel ragazzo è eccezionale!>>

<<Eh.>> ridacchiò istericamente Grace, <<speriamo rimanga così sempre.>>

In un certo senso, Grace lo sentiva che era un brav' uomo ma quel biglietto le infuocava ancora la tasca della divisa.

***
Giselle era in piedi davanti a lei e cingeva a sé il piccolo Bryan.

La vedeva di rado, una volta al mese se capitava ed era sempre la stessa persona. Entrambe vivevano un dolore diverso, lei aveva perso il suo unico figlio ed era normale che soffrisse maggiormente ma tra loro due i rapporti, dopo la morte di Jared, si erano raffreddati.

Sul volto portava i segni del dolore, profondissime rughe solcavano il viso e le mani erano cosparse di macchie scure.

Sembrava invecchiata di almeno cinquant'anni nonostante ne avesse solamente sessantacinque. Di colpo il suo corpo era invecchiato pesantemente, i capelli erano di un bianco quasi irreale e scompigliati.

Era abbandonata a se stessa ma sempre disponibile verso gli altri, soprattutto verso il suo nipote, l' unica persona che poteva assomigliare a Jared.

<<Sono contenta che Bryan sia qui. Dopo sforniamo qualche biscotto insieme?>>

<<Evviva! Voglio anche andare a trovare le galline con il nonno.>>

<<Sì, ma vedi di comportarti bene e di non far stancare troppo i nonni. Adesso vado, ci vediamo tra un paio d'ore.>> disse Grace.

Giselle annuì lievemente, aveva rivolto poche parole con la nuora, Bryan invece salutò con la mano.

Grace lasciò la proprietà dei Barnes e si avviò verso casa in auto.

La neve, che era scesa in mattinata era già una poltiglia di fango, una cosa disgustosa e odiosa che le faceva venire il ribrezzo. Per lei risultava difficile guidare in quello stato, il manto stradale le risultava scivoloso ma in quei luoghi erano normale un clima così rigido in inverno.

Appena arrivò nel suo vialetto vide Allison davanti alla porta, aprì lo sportello e scese dalla sua macchina.

<<Alla buon ora, amica mia!>> urlò sbracciandosi Allison.

<<È da molto che sei qui?>>

<<Nah, da cinque minuti. Tranquilla.>>

Grace aprì il portone e fece accomodare l'amica in salotto. Per prima cosa sistemò in giro per il salotto, il disordine che aveva lasciato prima di andare dai suoceri e poi si rivolse all'amica.

<<Desideri qualcosa Allison? Non sò... un caffè?>>

<<Ma che sei matta? Sono a dieta. Sai qual'è il mio obiettivo?>>

Grace abbozzò un mezzo sorriso sapendo già che sarebbe stata un'idea folle, tipica di Allison.

<<No, cosa vuoi combinare?>>

<<Voglio rifarmi il sedere. Hai presente il culo di Nicki Minaj o di Kim Kardashian? Ecco così, sodo...>>
Allison mimò le proporzioni ideali delle sue forme che aveva in mente.

Grace ridacchiò e tossicchiò, non aveva mai tirato fuori un idea così bizzarra e per poco si strozzò con la sua stessa saliva.

<<Tu sei bella così. Non c'è bisogno d'esagerare in questo modo.>>

<<Ok d'accordo.>> Allison alzò le mani in segno di resa, << farò solo la dieta e la palestra. Ora però, non avevi qualcosa da dirmi?>>

<<Sì, è successo così in fretta che non so da dove iniziare. Allora, ieri sono andata al cimitero a trovare Jared... Poi al lavoro, dove ho avuto una piccola riunione, ecco Ethan, il rifornitore, mi guardava un po' troppo ma poteva essere solo una mia impressione. Beh, oggi ha portato la consegna in anticipo e pure questo...>>

Grace tirò fuori dalla tasca il bigliettino da visita e lo mostrò ad Allison.

<<Cosa, cosa?! Penso di aver capito male. Non è che devo andare a comprare un apparecchio acustico? Un gran bel pezzo di manzo ti ha lasciato il numero?>>

<<Esatto, cioè è solo un bell'uomo. Non so cosa fare, è così strano. Consigliami tu!>>

<<Dammi il telefono, ti salvo il numero!>>

<<No no, è troppo esagerato, non è così semplice.>>

<<Ti interessa almeno un po', giusto per amicizia?>>

<<Mi incuriosisce.>>

<<Lo sai che la vita toglie ma da anche, la vita da nuove opportunità e non la devi perdere. Segui il mio consiglio!>>

<<Ci penserò...>> disse in tono serio e deciso.

Ciavrebbe pensato molto a lungo perché se la vita le aveva dato una nuovaopportunità, quest'ultima doveva aspettare le sue più sagge decisioni!

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