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9

Appena arriviamo a casa mi portò nella sua stanza e mi fece coricare per poi prendere la coperta dall'armadio.
Neanche fossi di ceramica, pensai.
Tremavo tutta, è vero. Non per il freddo, ma per la paura. Paura di essere guardata con compassione. Dylan si buttò sul letto e mise la mano sotto la sua testa per poi guardarmi abbassare lo sguardo.
"Cosa sta succedendo, Sasy?" domandò.
"Sasy?" feci una risata roca e cupa.
"Ti sta bene, questo nomignolo." fece spallucce con un tenero sorriso che gli dipingeva il volto.
"Allora?" chiese nuovamente.
"Cosa?" feci la finta tonta.
"Credi che io non sappia che hai vissuto un periodo complicato?" domandò ancora.
"Dylan. Te lo dirò... Quando sarò pronta" mi accoccolai vicino al suo petto prendendo la sua maglia, aggrappandomi a lui.
Iniziai a piangere, nuovamente sulla sua maglia, bagnandogliela.
"Io... Io da piccola..." cercai di spiegargli tra i singhiozzi.
"C'era... C'era un uomo... Che... Mi ha adottato" lo sentii trattenere il fiato quando gli diedi un piccolo pugno sul petto per sfogare la mia rabbia.
"E poi? Cosa è successo?" domandò cullandomi e accarezzandomi piano piano i capelli.
"Non è... successa solo una cosa, ma tante... sono state molte volte in... In cui ha cercato di violentarmi." dissi tra le lacrime salate.
Lo sentii irrigidirsi.
"E c'è riuscito?" domandò.
"No. Non... ha fatto in tempo. Nel senso che... ogni volta che voleva... c'era sempre qualcosa... o qualcuno... che ci interrompeva" dissi.
Quando i miei singhiozzi si furono calmati, chiusi gli occhi e mi addormentai tra le braccia di Dylan.

***

Quando mi svegliai piccoli raggi, invadevano la stanza.
Mi liberai dalla coperta, guardandomi intorno, ma capii che non era la mia stanza.
Scesi le scale appena le trovai e vidi che c'era Dylan ai fornelli intento a preparare una tisana.
"Ehy" gracchiai e subito mi stupii della voce roca che avevo.
"Sasy" dissi girandosi e abbracciandomi.
Proprio come pensavo... Ora provava compassione.
Lo spinsi bruscamente via da me e gli lanciai un'occhiataccia.
"Cosa? Cosa è successo?" domandò con uno sguardo confuso, e per qualche strano motivo, lo trovai ancora più irresistibile.
"Niente. Vado a casa." affermai prendendo la mia giacca insieme alle mie sigarette.
"Ci vediamo domani" lo salutai senza girarmi.
Lui non rispose, ma io sbattei la porta forte, prima di uscire e prima che lui potesse aggiungere qualcosa.
Presi una sigaretta e andai al lago.
Mi sedetti su una panchina e iniziai a fumare e cercai di trattenere le lacrime che insistevano per scivolarmi sul mio viso.
"Perché piangi?" domandò una voce alle mie spalle.
Mi voltai e vidi Matt con il volto preoccupato.
"Non sto piangendo" mentii.
Si sedette vicino a me e mi accarezzò la testa, posandomi un bacio sulla fronte.
"Cosa è successo, Sasha?" chiese.
"Niente... Ho sbagliato a dire... La verità... Ad una persona. Ora mi guarda... Con compassione." dissi.
Il mio cellulare suonò e in quel momento mi ricordai dei miei genitori.
"Oddio!" urlai.
"Tay?" chiesi timorosa.
"Sasha! Dove cavolo sei?" domandò alzando la voce.
"Sono a casa di Riley... Stiamo facendo... I compiti" dissi.
"Potevi almeno avvisarci. Non sai cosa ci hai fatto passare in queste due ore." tirò un sospiro di sollievo.
Attaccai e mi voltai verso il mio amico d'infanzia e gli rivolsi un sorriso di scuse.
"Devo andare a casa ora" annunciai con un finto sorriso prendendo la mia borsa sulla panchina.
"Ci vediamo" disse salutandomi allontanandosi anche lui.
Presi un respiro profondo e mi avviai verso casa.
Un messaggio però fece vibrare il mio cellulare nella tasca.
'Giri da sola a quest'ora?
-B'
Arricciai il naso.
'Chi sei?' digitai.
Non mi rispose mentre tornai a casa e neanche quando subii la ramanzina da Taylor.
Non suonò neanche un giorno dopo.
Non suonò più.
Stavo andando a scuola mentre ascoltavo musica e la mia mente era persa nei miei pensieri.
Arrivò, in quel momento arrivò un altro messaggio.
'Che musica ascolti?
-B'
Mi guardai intorno ancora più intimorita di prima, ma non c'era ombra di un pazzo maniaco che mi fissava o di un ragazzo con un cellulare in mano intento a farmi uno stupido scherzo.
Scossi la testa e arrivai a scuola cercando il mio gruppo di amici.
Nel frattempo cercai una sigaretta nella mia giacca insieme all'accendino.
Quando arrivai, Riley, mi schizzò addosso come il mare su uno scoglio.
"Hai già preso il vestito per la festa?" chiese.
Aggrottai la fronte. "Non era... Una partita?" domandai di rimando.
"Certo, ma dopo, come ogni anno, c'è il ballo" annunciò sorridendomi dolcemente e curvando la testa da un lato.
"Comunque no" borbottai contrariata da ciò che non mi aveva detto.
"Ragazzi vi devo presentate una persona" disse Dylan iniziando a fischiare a qualcuno a meno di duecento metri da noi.
"Ciao, ragazzi" disse la ragazza con tacchi vertiginosi e una maglia che lasciava poco all'immaginazione.
"Mi chiamo Jade" disse sorridendo sorniona, mentre baciò a stampo Dylan.
Lo guardai confusa, mettendo su uno sguardo ancora più imbronciato e disorientato.
"Come vi chiamate?" chiese curiosa con quei suoi occhi azzurri profondi.
"Riley" disse per prima la mia amica.
"Cole"
"Mattew"
"Cameron"
Tutti si voltarono verso di me, aspettando che dicessi qualcosa, ma avevo la lingua incollata al palato.
"Lei è Sasha" disse Dylan al posto mio.
"Non riesce a parlare? È muta?" chiese cercando di sussurrare, ma io la sentii comunque.
Dylan la fulminò con lo sguardo, voltandosi verso di me guardandomi con quegli occhi scuri e intensi.
"Sasy, perché non vai a prendermi una bottiglietta d'acqua?" domandò in modo gentile, e porgendomi un euro da spendere alle macchinette.
Annuii ancora pietrificata.
È muta?
Camminai verso la macchinetta più vicina per accontentare Dylan, ma appena i miei occhi incontrarono la sagoma grigia piena di disegni, le mie gambe iniziarono a correre verso l'uscita d'emergenza con le lacrime agli occhi.

-spazio me-
Ciao a tutti, come vi sembra il capitolo?
Allora vorrei ringraziare isogni_ per la sua recensione che ha fatto a questo libro e volevo anche consigliare lo scambio di letture di TheRealShimeon.
Detto questo vi saluto!

Princesses

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