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La mattina dopo, aprii gli occhi per la troppa luce che entrava nella mia camera.
Mi alzai dal letto e andai verso la finestra, aspettandomi che forse avrei trovato il ragazzo moro che mi aveva rubato il cuore. Ma l'unica cosa che vidi al di fuori, era il grande albero che c'era nel mio giardino.
Mi misi le pantofole e dopodiché mi avviai verso il bagno. Mi sciacquai il viso e misi un filo di trucco, per andare a scuola.
"Matt" dissi al di fuori della porta della camera degli ospiti. "Matt" bussai più rumorosamente.
"Arrivo Sasha, mi sto preparando" disse lui con voce assonnata.
"Muoviti, siamo già in ritardo" annunciai.
"Si, ho quasi..." lasciò la frase in sospeso. "Finito" disse aprendo la porta di scatto.
"Oddio!" urlai io, portando la mano sul cuore. "Mi hai fatto venire un infarto" dissi.
Scendemmo le scale, mentre un odore di pancake inondava le mie narici.
"Che buon profumo" canticchiò Matt.
"Oh, buongiorno ragazzi" disse Tay.
Com'era possibile che ogni persona che conoscevo era di buon umore di prima mattina?
"Tay, dobbiamo mangiare qualcosa velocemente. Siamo in ritardo." dissi io preoccupata di perdere l'autobus.
"Facciamo una cosa: vi porto io in macchina" annunciò mio padre.
"Ma come? Non devi andare a lavoro?" chiesi io. Non si era mai permesso di saltare un giorno di lavoro.
"Certo, ma non fa niente se qualche volta arrivo un po' più tardi." decise.
Mezz'ora dopo siamo davanti a scuola. Non ero pronta ad affrontare questa giornata.
"Buona giornata ragazzi" disse Tay.
"Grazie, anche a lei" disse Matt con educazione. Aprì lo sportello della macchina e iniziò a scendere. Io misi la mano sulla maniglia della porta, ma Tay mi fermò con le sue parole.
"Vai e riprendilo" disse "E' arrabbiato Sasha, e non poco. Ieri è arrivato a casa tutto preoccupato. Poi ha letto qualcosa sul telefono e ha iniziato ad agitasi. Dimostragli che ti hanno imbrogliata. Non lasciar andar una storia così."
Annuii. "Provo a parlarci a ricreazione" dissi.
Mi diede un bacio sulla guancia e disse "Buona giornata, piccola"
"Buona giornata anche a te" disse sorridendogli. Dopodiché scesi dalla macchina e chiusi lo sportello.
"Figlio di puttana!" sentii gridare in lontananza.
Misi a fuoco e vidi Dylan correre verso Matt. Se non fosse stato bloccato da due ragazzi della squadra di Rugby, sono convinta che sarebbe già arrivato qua.
"A chi sta dicendo?" chiese Matt sottovoce, in modo che potessi sentire solo io.
"Penso che sia riferito a te"
Dylan riuscì a strattonarsi e a liberarsi dalla presa salda dei due ragazzi.
"Che cazzo ci fai con la mia ragazza?" urlò quando venne a passo svelto verso di noi. "Lei è mia!"
"Lo so, non te l'ho rubata" disse Matt, tenendo lo sguardo fisso nei suoi occhi.
Non so come fece. Io non ne avrei mai e poi mai avuto il coraggio.
"Sei un figlio di troia! La mia ragazza non devi neanche guardarla" disse in tono spietato.
Quando si avvicinò a un metro di distanza "Dylan, basta" dissi a bassa voce. "Abbiamo attirato troppo l'attenzione della gente. Andiamo da un'altra parte"
Lui rosso dalla rabbia, annuì e iniziò a camminare davanti a me e Matt a testa bassa.
Chissà a cosa stava pensando.
Mi sedetti su una panchina e aspettai che i due si calmassero un po'.
"Dylan, puoi venire un attimo?" chiesi indicando la panchina.
Lui senza proferire parola, si sedette e mi guardò. Lanciai uno sguardo a Matt e lui se ne andò in classe.
"Ieri sono andata lontano da qui. Ho pensato a tante cose. Forse adesso non è il momento migliore per dirtelo, ma voglio farti capire perché mi sono allontanata così tanto da casa.." dissi "Stavo pensando al fatto che forse incontrare mr. Brown, sarebbe la cosa giusta da fare. Voglio sapere tutta la mia storia e forse anche la tua se tu c'entri qualcosa. Quel ragazzo che ti ha inviato la foto sul treno, non so nemmeno chi sia. Mi stava guardando da un bel po', ma sono andata lì da sola, per cercare di trovare una risposta alle mie domande. Un'ultima cosa, Matt è venuto da me perché l'ho chiamato io. Stavo male Dylan. Ieri mi avevi lasciata e pensavo che fosse una cosa seria. Non riuscivo a trovare nessuna luce in fondo al tunnel. Mi dispiace tanto che tu ti sia fatto strane idee su me e lui. Ma tra di noi c'è solo una profonda amicizia."
Lui annuì. "So che forse ieri sono stato troppo avventato a darti la colpa e a lasciarti sul momento. Sasha, io voglio te, solamente te. Non voglio nessun'altra nella mia vita. Mi sembra che io ti conosca già da una vita e questo mi aiuta a parlarti, a sfogarmi con te, a guardare avanti, anche se avanti non c'è niente. Mi hai aiutato in tutto e per tutto. Ti amo Sasha. Ho sbagliato ieri. Avrei dovuto cercare di capire cosa era successo con quel ragazzo, prima di prendermela con te." disse "E per il fatto di Matt, non ho sbagliato niente. Io ti voglio tutta mia e appena vi ho visti scendere dalla stessa macchina, non ci ho più visto. Lo sai che le mie cose non mi piace condividerle."
"Si, lo so."
Mi prese la mano e andammo verso scuola, sotto lo sguardo di tutti.
Il telefono squillò:
'Hai risolto con il bimbo?
-B'
Ancora lui?
-spazio me-
Buongiorno ragazzi/e, come state?
Non aggiornavo da un secolo, ma è perché in questi ultimi mesi ho avuto tanto da fare. Ho cambiato scuola perché il linguistico era veramente troppo difficile per me. Però sto trovando molte difficoltà con le nuove materie d'indirizzo di questa scuola e sto cercando adesso di tirare su tutte le materie. Un'altra cosa che volevo dirvi sulla mia vita privata è che mi sono fidanzata con un ragazzo fantastico. Stiamo insieme da quasi sette mesi ed è riuscito a far venire fuori la vera 'Chiara', che pensavo fosse ormai morta dopo tutte le delusioni che ho ricevuto nella mia vita. Lo amo tanto e non vi nego che a volte litighiamo, ma ogni volta risolviamo e siamo ancora più forti di prima. Non vi nego neanche che ci siamo lasciati per circa un paio di giorni, ma lui ha capito lo sbaglio che ha commesso ed è tornato, chiedendomi scusa. Siamo una persona sola, io e lui, lo amo tanto.
Detto questo, vi saluto. Un bacio!
Princesses
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