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Quella sera, quando uscii di casa, presi le cuffiette e andai a fare una corsa per sfogarmi un po', prima che tutto quello che mi stava succedendo, mi tirasse in basso come due anni fa.

Iniziai a correre sul marciapiede e misi la musica al massimo, cercando di schiarire un po' i pensieri che mi tormentavano.

Dylan non poteva far parte della mia vita. Certo come amico si, ma come fidanzato no. Lui era bello, aveva superato ostacoli grandi quanto i miei e poteva avere chiunque.

Qualsiasi altra ragazza avrebbe pagato oro per stare vicino ad una persona così. E non potevo biasimarla.

Ma io non potevo restare vicino a lui, ero certa che gli avrei provocato del male.

Io sono come un lupo solitario, che vive da solo e può fare a meno delle persone. Riesco a farcela da sola. Riesco a rialzami.

Ma io sono troppo instabile per sopportare altro dolore. E lui è troppo per me.

"Guarda dove vai!" disse un ragazzo quando gli andai a sbattere contro.

"Scusa" dissi lanciandogli una rapida occhiata per inquadrarlo, mentre mi toglievo la cuffietta.

"Che ci fa una bella ragazza come te, qui da sola a quest'ora?" chiese con un sorriso beffardo, squadrandomi da capo piedi.

"Una corsa" alzai un sopracciglio incuriosita.

"Beh, allora buona passeggiata" disse lui voltandosi per proseguire.

Continuai a camminare cercando di schiarirmi le idee, ma l'unica cosa che potevo fare era lasciare Dylan. Perchè nessuno mai mi avrebbe dato l'amore di cui avevo bisogno. Nessuno mi avrebbe mai capita, nessuno mi avrebbe mai curata dalle mie ferite profonde.

Andai in un parco e mi accesi una sigaretta portandomela alle labbra e aspirando chiudendo gli occhi.

Perché non potevo sparire come il fumo che andava sempre più in alto dissolvendosi lentamente?

"Sasha?" sentii pronunciare il mio nome e mi voltai aspettandomi il magnifico volto di Matt.

"Ehi" dissi alzandomi per abbracciarlo.

"Non sei cambiata affatto" annunciò. "sei sempre la stessa. Scappi sempre dai problemi. Anche se forse la cosa più semplice da fare è scappare, tu devi affrontare i problemi. Devi cercare di risolvere tutti i tuoi problemi, sia da sola, sia con la compagnia degli amici. Però ti conosco da più tempo rispetto agli altri, quindi posso dirti che tu ora, anche se fai credere il contrario, non stai bene. Non stai bene in te stessa. Cosa succede Sasha?" chiese scrutandomi, sedendosi sulla panchina.

"Non penso di meritare Dylan. Non voglio mettergli addosso tutti i miei problemi, perchè lui ce ne avrà più di me" dissi sorridendo tristemente. "E non voglio dargli del peso. Forse mi devo prendere una persona che sappia reggere il mio peso.. il peso dei miei problemi"

"No, Sasha, non devi dire così. Io, conoscendoti, dirai così di tutti i ragazzi che verranno. Ma se ti butti giù così sarà impossibile andare avanti con la propria vita. Stai con Dylan. Non lasciartelo sfuggire, è un ragazzo pieno di vita che ti può dare le sue energie per continuare col tuo cammino. E si, ci sarà gente che ti dirà: <non siete fatti per stare insieme>, ma tu devi passarci sopra. In questo caso devi fare la menefreghista, anche se a me non piace per niente che tu faccia tanto la dura, mentre dentro sei ridotta a pezzi"

Queste parole anche se molto intense, non avevano risvegliato il senso di coraggio che avevo sempre quanso una persona mi incoraggiava.

Ero confusa.

Non sapevo cosa fare. Avevo voglia di fuggire lontano da qua, ma come aveva detto lui, dovevo imparare ad affrontare i miei problemi e maturare. Non potevo scappare sempre dalla realtà. Sembravo la piccola me che si nascondeva in giardino e che non tornava a casa per parecchi giorni.

"Hai ragione, non posso sempre fuggire. Devo imparare ad affrontare tutto. Ma sai che non riesco a sopportare questo peso. Non riesco ad affrontare tutto da sola"

"Ci sono io Sasha" mi sorrise timidamente.

"C'è anche un anonimo che mi scrive e sembra che mi stia seguendo" dissi abbassando gli occhi.

"Cosa?" scattò in piedi come un razzo e iniziò a guardarsi intorno, alla ricerca di una cosa che non avrebbe mai trovato.

"Siediti" ordinai io facendogli cenno con la mano.

"Okay.. ma quindi che ti scrive?" domandò corrugando la fronte.

Presi il cellulare dalla tasca mostrandogli gli ultimi messaggi che mi aveva scritto.

"Ma che..." andò su coi messaggi e sbarrò gli occhi. "B?" fece una breve pausa. "Sasha, ma come puoi non arrivarci? La 'B' sta per il nome di mr. Brown. Ti sta ancora cercando ed è in città per spiare tutte le cose che fai" si passò una mano tra i capelli, frustato. "Non.. non si riesce a bloccare questo contatto?" chiese lui.

"Non penso, non ci ho provato. Voglio sapere chi è." annunciai facendogli un timido sorriso.

"Okay, quindi che hai intenzione di fare? Perdonare mr. Brown?" mi guardò con occhi sbarrati e poi mi prese la mano tra le sue. "Non gli devi niente, questo lo sai vero, Sasha?"

"Certo che lo so, Matt. Voglio sapere dove si spingerà questa volta, ma non voglio rivivere ciò che mi ha fatto per quindici anni" feci un sospiro e presi il cellulare dalle sue mani. "Se tu non riesci a capire, non so cosa farci Matt. Lo sai come sono fatta." feci un lungo sospiro e presi una sigaretta per poi accenderla.

"Non si merita neanche di stare nei tuoi pensieri, fidati." fece un triste sorriso. "Non si merita tutte queste attenzioni da te. Non si merita niente. Sei una cosa troppo grande per lui. Non ti merita. Hai sempre pensato che non saresti stata all'altezza di niente e nessuno, ma se la gente se ne va via da te, vuol dire che non riescono a gestire il tuo carattere e di conseguenza, non sono alla tua altezza."

Avevo cosi tante cose da dirgli, ma le parole mi erano morte in gola, la lingua si era incollata al palato.

Matt, anche senza che io dicessi una parola, sapeva cosa volevo dire e questo mi rendeva felice. Lui sapeva tutto ciò che mi aveva fatto mr. Brown e mi era stato accanto tutto il tempo, fino a quando sono scappata di casa che non lo vidi più per due anni. Ogni volta che mr. Brown si avvicinava a me al di fuori della casa, mi prendeva per mano e mi portava nella sua casa sull'albero. Sapeva sempre cosa fare quando mi sentivo giù, oppure quando volevo dire cose, ma non sapevo come.

Mi aveva sempre aiutato e sostenuto. Era l'unica persona di cui potevo fidarmi ciecamente e l'unica persona che non mi avrebbe mai tradita o pugnalata alle spalle.

-spazio me-
okayyy non uccidetemi please😭
PROMETTO e sta volta dico sul serio CHE AGGIORNERÒ PIÙ FREQUENTEMENTE.
Sapete che vi voglio bene, ragazzi/e.
cooomunque mi sono lasciata col ragazzo 🌝
siamo durati 11 mesi e poi ci siamo lasciati.
#benemanonbenissimo
VI ADORO❤️
Grazie per tutte le visualizzazioni (4.6 k)

Princesses

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