31
Taylor si girò subito per vedere chi si nascondesse alle sue spalle.
Subito il sorriso di Dylan si fece ampio.
"Dylan" fece qualche metro avanti per porgere la mano a quello che io ritengo padre.
"Grazie per aver fatto tutto ciò" disse Taylor abbracciandolo.
Si staccò dall'abbraccio e Taylor porse la mano a Dylan, presentandosi.
Alla sera Dylan fu invitato a cena dai miei "genitori".
Quando finimmo di mangiare io e il mio ragazzo ci dirigemmo verso la mia camera.
Appena entrai sentii quella sensazione che la nostalgia se ne fosse andata. Mi diressi verso il letto e mi ci sdraiai.
Dylan si tolse le scarpe e si sdraiò vicino a me dicendo: "ti amo"
Io risposi: "e domani chi amerai?"
"Te" ribattè lui.
"E dopo domani?" Chiesi io.
"Te" rispose lui.
"E fra tanti anni?" domandai.
"Poi amerò un'altra ancora" disse.
"Ah... e chi sarebbe?" sussurrai.
"Nostra figlia" disse lui.
Spalancai gli occhi sconcertata da quella rivelazione. Mi alzai in piedi e nella mia testa si creò un casino che nessuno poteva più togliermi.
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"Sta ferma!" sbraitò mr.Brown mentre mi mise i capelli da una parte.
"Scusi" dissi io abbassando lo sguardo sulle mie ballerine argento.
"Da grande vuoi avere figli?" mi chiese scrutandomi mordendosi il labbro inferiore.
Annuii. Ogni donna vorrebbe un figlio quando raggiunge l'età giusta no?
"Risposta sbagliata piccola Sasha" disse scuotendo la testa. "Nessuno deve avere figli qui dentro. Capito? In questa casa ne abbiamo persi troppi per strada e non ti permetterò di perderlo anche tu. Non voglio vederti soffrire così tanto come me. Voglio raccontarti una storia, ci stai?" mi chiese con un tono da farmi capire che se avessi rifiutata sarebbe successo un casino.
Annuii ancora.
"Quando ero giovane io cercavo di andarmene di casa mia perchè sentivo che non era il posto in cui sarei stato per tutta la vita. Quindi perchè non scappare prima del previsto? Tanto non sarebbe cambiato niente. Prima o dopo sarebbe la stessa cosa, no? Comunque, sono scappato via con solo un paio di mutande, una notte in cui sembrava dovesse piovere. Non mi ricordo tanto, perchè dopo un po' sono andato in un bar e mi sono andato ad ubriacare, ed è proprio in quella sera che io ho conosciuto tua mamma. Mi ha salvato quasi del tutto, dal mio passato, ma se il cuore è cattivo dentro, puoi metterci tutto l'amore che vuoi, ma almeno un pezzetto di diabolicità ci resterà per sempre e vincerà su tutto. E tu, che sei sempre una cattiva bambina, vuoi veramente avere un figlio, dove anche lui sarà diabolico. Vuoi veramente riprodurre una tua copia? Non penso sia una buona idea. Una stronzetta come te, basta e avanza." disse con un ghigno sulla faccia.
Mi prese la mano e mi condusse in cucina dove si prese un bicchiere d'acqua e lo bevve tutto in un sorso.
"Beh, andiamo?" disse recandosi verso la porta senza aspettarmi, e quando fui abbastanza vicina, la richiuse con un tonfo.
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Senza che me ne fossi accorta, stavo urlando contro Dylan e mi ero seduta sul pavimento con le gambe raccolte al petto.
"Sasha!" urlò Taylor spalancando la porta.
Lo sguardo preoccupato di Dylan, mi rimase impresso nella mente, mentre Tay si avvicinava a me.
"Sasha..." disse abbassando il tono di voce il mio padre adottivo.
"Sto bene" mentii asciugandomi una lacrima traditrice.
"Vado a prendere un bicchiere d'acqua" disse Dylan.
"Ti senti bene? Cosa hai immaginato?" chiese Tay.
Scossi la testa come per dirgli che non volevo parlarne.
Qualche minuto dopo il mio ragazzo tornò con un bicchiere pieno d'acqua e me lo porse, aspettando che parlassi.
"Non..." dissi, ma la voce si incrinò e le immagini di mr. Brown mentre mi sfiorava, mi passarono per la mente come un treno.
"Non?" chiese Dylan.
Non riuscivo a parlare.
Avevo in testa un mucchio di cose che a voce non saprei come spiegare. Avevo la mente annebbiata dai ricordi e facevo fatica a respirare. L'aria era diventata tesa.
Iniziarono a tremarmi le mani, quindi le nascosi mettendomele in tasca. Non volevo far preoccupare nessuno con i miei problemi, i miei flashback o tutti i miei errori che ho commesso durante la mia vita.
Ad un certo punto ripensai a quando dovetti pulire il vomito di mr. Brown, mentre lui era a dormire con una ragazza venticinquenne coi capelli color rosso.
Mi immaginai tutta la scena che ebbi visto, quando sua moglie entrò nella camera e trovò i due corpi nudi che dormivano beatamente.
"Perchè? Perchè mi hai fatto questo? Non mi ami più?" urlò la donna dai capelli biondi indicando la giovane ragazza confusa e incuriosita allo stesso tempo.
L'uomo si mise a sedere lentamente e iniziò a stropicciarsi occhi. Poi quando vide sua moglie sbarrò gli occhi.
"Ehm.. io.. Ero a una festa" disse l'uomo, ma si interruppe quando la mano di sua moglie si mosse per zittirlo.
Lo fulminò con lo sguardo e se avesse al posto degli occhi dei super poteri, sicuramente gli avrebbe dato fuoco.
"Chi è lei?" disse con più calma. Ma conoscendola, cercava di tenere la calma solo per avere spiegazioni e dopodiché poteva fare tutta la sa sfuriata.
"Lei è... Una mia amica" disse lui cercando di non incrociare il suo sguardo.
"Mh mh" disse la ragazza rossa intromettendosi nella conversazione. Ella si alzò dal letto e andò a raccogliere i suoi vestiti sparpagliati per terra, davanti a tutti.
"Chi è lei?" sbottò sfuriata la moglie di mr. Brown.
"Te lo ripeto, ma ascolta perche io non lo rifarò un'altra volta. Lei è una mia amica ed è venuta a letto con me" disse come se fosse una cosa da poco.
La ragazza bionda lo guardò sbalordita e disgustata. "Ah okay. Comunque volevi dirti che sono appena ritornata a casa e ho appena deciso di cambiare abitazione, e mi porterò anche Sasha. E non voglio un no come risposta. Non ti permetterò di trattare lei come hai fatto con Samuel"
Io feci scattare la testa all'insù guardandola parlare con una voce piuttosto acida, e pensai che lei mi avrebbe davvero aiutata se io non fossi stata di proprietà di quell'uomo che mi utilizzava come schiava personale.
"No!" disse mr. Brown, ma il mio flashback si interruppe all'improvviso e mi svegliai all'improvviso tutta sudata. Quando mi ero addormentata?
Mi alzai dal letto e notai che di fianco c'era Dylan che mi teneva il fianco stretto con una mano.
"E se fossimo veramente fratelli?" mi chiesi con le lacrime agli occhi e il cuore che batteva all'impazzata.
~spazio me~
Ciao a tutti, finalmente riesco a pubblicare un po' di capitoli. Scusatemi TANTISSIMO per l'attesa💖
Comunque volete una storia dove parlo di me e il mio ragazzo? La nostra relazione è piuttosto complicata: lui è tunisino. E con questo penso di aver detto tutto: insulti come "ma no, devi stare attenta a uno come lui" o cose varie.
Volete che vi spieghi più a fondo questi fatti, come li affronto e come devono essere affrontati?
Rispondete nei messaggi privati😚
Princesses
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