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La giornata prosegui cosi: andai in bagno e persi il resto delle lezioni.
Non so il perché ma quella scuola mi metteva solo ansia e paura, specialmente pensando che la mia lingua non voleva scollarsi dal palato.
Quando ritornai a casa trovai Tay ai fornelli intento a preparare qualcosa con la sua padella preferita.
"Ehy" dissi entrando e buttando lo zaino per terra mentre mi pulivo i piedi sul tappetino dell'entrata.
"Sasha" mi disse sorridendo felice.
Sapevo che gli piaceva quando parlavo.
Mi aveva detto chiaramente che la mia voce gli piaceva tanto, ma io la tenevo nascosta per paura di sbagliare qualcosa.
Ricambiai il sorriso e poi andai a sedermi su uno dei sgabelli della cucina.
"Allora com'è andato il tuo primo giorno di scuola?" chiese e il mio sguardo si rattristò.
"Non... Non ci sono riuscita" balbettai e in quel momento mi sentii una bambina piccola, una ragazza senza forze che non voleva essere picchiata. Sembravo la me in versione piccola.
"Sasha..." disse guardandomi seriamente negli occhi. "So che per te il passato è una cicatrice ancora molto profonda. Ma se non ci provi nemmeno, come credi di farlo senza lottare?" mi disse.
E in quel momento capii che senza lottare, senza le mie cadute e i miei pericoli che avevo corso, non sarei stata li a quel punto.
Non sarei stata la stessa di quella che ero adesso.
Presi un profondo respiro e annuii.
Poi feci una cosa che non avrei mai pensato di fare: parlai.
"Il passato... è una cicatrice che farà parte di me... fino alla morte... N-non posso farci niente... Anche se lo psicologo mi dice... di parlare... Io... Ehm... Non riesco a prendere fiato... E mi blocco... Non posso... farci niente" balbettai.
***
"Il passato resterà per sempre con te" aveva detto mr. Brown.
"Ti segnerà e ti farà affondare ogni giorno di più. Resterai bloccata dalla tua stessa voce, perché tu non parli, sei muta come un pesce. Sei una bambina troppo innocente e per non far del male agli altri, ti ferirai tu. Stupida bambina. Tu sei mia. Tu resterai qui a vita finché io non ti venderò a una famiglia più merdosa di questa a un prezzo più che conveniente." aveva continuato tirandomi di conseguenza uno schiaffo.
"Sei uno schifo!" aveva urlato.
"Sei solo un peso per noi!"
"Sei solo una puttana!"
"Brutta merda!"
Tutte quelle parole mi riasero nella testa e mi logorarono l'anima, sempre di più.
"Lo sai cos'hai fatto a questa famiglia?" urlava.
"Sei solo un peso per noi!"
"Una delusione!" disse ancora tirandomi un calcio sul fianco destro.
E in quel momento avevo iniziato a singhiozzare sempre più forte.
Ma non solo per il dolore fisico, ma anche il dolore interiore che bruciava al cuore e alla gola.
Tutto il dolore mi stava divorando e io non potevo farci niente: ero di sua proprietà e ormai era troppo tardi per scappare.
Era troppo tardi per fare qualsiasi cosa, ormai.
"Sei solo una delusione!" aveva ricominciato a darmi pugni su pugni.
E capii che se avesse continuato io sarei morta.
Le mie forze erano poche e il respiro mi graffiava la gola.
Sentivo un peso sempre più pesante sul cuore e in quel momento ci vidi tutto sfocato e a puntini neri.
Un altro calcio mi arrivò alla pancia cosi tanto forte che il mio urlo fece eco alla strada date le finestre aperte.
"Sei solo uno schifo, maledetta bambina!" urlò ancora e pensai che fosse la verità.
***
"Il passato rimarrà con te, ma sei tu a decidere se farlo restare una cicatrice o no" disse Taylor risvegliando mi dai miei ricordi bui.
"E se... Non se ne andasse... Mai? Se... Io rimanessi... cosi... per sempre?" chiesi con gli occhi spalancati.
"Troverai la persona che ti aiuterà a rialzarti in piedi. Non devi preoccuparti" disse sorridendomi.
"Vuoi aiutarmi a cucinare per Mary? Arriverà tra poco." chiese ed io annuii.
Andai vicino al lavandino e iniziai ad aiutarlo ad asciugare le pentole.
"Sai una cosa?" chiese dopo qualche minuto, girandosi verso di me. Lo guardai confusa. "Non importa il tuo passato, non importa il tuo carattere, non importa niente." silenzio. "Importa che tu ti rialzi in piedi e lotti fino allo sfinimento per dimenticarlo. Tu devi provarci e riprovarci e alla fine ci riuscirai. Non devi piangere ogni sera perché sei cosi: qualcuno ti prenderà per mano e ti porterà lontano per proteggerti dal tuo passato difficile. Mi stupisci ogni giorno di più Sasha: tu sei ancora qui e ogni ora della tua vita ti vedo diversa come se avessi fatto, anche se piccolo, un passo che per te non significa niente. Ti stai avvicinando alla meta e tu neanche te ne accorgi. Lo hai fatto da sola" disse guardandomi negli occhi.
Scossi la testa, in segno di negazione. Non era per niente vero.
"È grazie al mio psicologo che io ora sono qui. È solo grazie a lui se ogni giorno sorrido sempre di più. Il mio passato sarà anche critico, ma non sto lottando per dimenticarlo. Non sto dando tutta me stessa, per lasciare quell'uomo alle mie spalle. Non riuscirò mai ad andare avanti" affermai.
Sorrise compiaciuto.
"Hai già fatto dieci passi, Sasha" ammise.
Lo guardai confusa e subito il suo sorriso so allargò ancora di più.
"Hai parlato senza balbettare" disse e solo ora mi rendevo conto che aveva ragione: avevo parlato, senza interruzioni e senza pentirmene subito dopo.
Mi si formò un sorriso a 32 denti sul volto.
Aveva ragione: stavo migliorando di giorno in giorno, anche se io non me ne accorgevo perché per me il passato è come se fosse stato ieri.
"Sasha... So che tu sei ancora nella fase in cui devi superare il tuo passato, okay? So che sei ancora li, ma per le altre persone stai facendo venti passi ogni giorno, anche se tu lo neghi è cosi. Non te ne rendi conto perché pensi che il passato sia una cicatrice da lasciare stare e pensare ad altro. Ma in realtà stai facendo tanti progressi e io... Noi siamo soddisfatti di te." disse abbracciandomi.
Sorrisi e ricambiai l'abbraccio.
Appena finimmo andai in camera mia e cercai il mio diario che avevo ormai da secoli e ricominciai a leggerlo dalle prime pagine.
16 novembre 2006
Cara Elly,
Oggi è stata una giornata brutta! Papà non mi ha fatto giocare alle bambole anche se io lo desideravo tanto, ma lui le ha buttate nel camino dopo aver strappato i capelli a tutte quelle che avevo. E poi oggi ho capito anche una cosa: le bambole, in realtà hanno una parrucca e non i capelli normali e i loro occhi sono pitturati, non sono veri! Chi ha inventato le bambole deve iniziare a pensare che loro sono importanti e non solo oggetti. Ho imparato a scrivere qualche mese fa a scuola e per me è bellissima: le nostre maestre sono simpaticissime e ci insegnano sempre qualcosa che noi non sappiamo. Però l'unico difetto che hanno entrambe è che mi guardano con tristezza, anche se non so il perché. Io ho una famiglia che mi vuole bene e fa tutto per me, anche se a volte il mio papà mi fa un po' paura. Ora vado a letto perché sento dei passi dal corridoio. Buonanotte Elly.
Il problema non era quando avevo solo sei miseri anni, ma quando ne avevo dodici...
26 luglio 2012
Cara Kelly,
Oggi mr, Brown ha cercato di violentarmi...
-spazio me-
Ragazzi e ragazze, finalmente il periodo buio è passato. È andato avanti da settembre fino a una settimana fa. Ho trovato una persona che mi ha aiutata a rialzarmi. 😏
Si, è quello che pensate voi, mi ha aiutata il mio fidanzato ad asciugarmi le lacrime, ma il vostro supporto non è stato da meno.
Volevo ringraziare federina2002 e Elena_Mxx che si sono offerte per aiutarmi ❤.
Riguardo la storia, la protagonista è quella nella foto. Tra poco se riuscirò, uscirà il cast della storia.
Detto questo, vi avviso già che questa settimana, non posso aggiornare perché sono a Londra e voglio godermi la vacanza al massimo.
Ora vi mando un bacio e vado a preparare i bagagli. ❤
Princesses
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