22
"Cosa ti avevo detto al proposito del non parlare?" domandò Dylan lanciandomi un'occhiata veloce per poi far ritornare lo sguardo alla strada.
Era passata un'ora da quando eravamo partiti nuovamente e fino a quel momento non avevo ancora spiccato una parola.
"Che non devo vergognarmi di parlare con te" dissi fissando un punto fuori dal finestrino.
"Appunto" ribatté lui superando una macchina alla nostra destra.
"Cosa stai pensando, Sasy?" chiese prendendomi la mano che si trovava sulla mia coscia.
"A come le cose siano cambiate in così poco tempo" dissi non voltandomi, ma vidi lo stesso dal riflesso che il suo sguardo d'indurì di colpo, come se fosse stato colpito da una lama appuntita.
"Vorresti dire, che sto correndo troppo? Non vuoi essere la mia ragazza?" chiese trasalendo e stringendomi di più la mano.
"No, no. Certo che voglio esserlo, ma non so se sono in grado di amare... e ammettiamolo, neanche tu saresti in grado" ammisi soffocando un piccolo sorriso che si stava formando sulle mie labbra
"Quindi? Che stai dicendo, Sasha?" chiese serrando la mascella.
Feci un balzo dalla sua parte e gli stampai un bacio sulla guancia. "Ti sto dicendo che ti amo" dissi sorridendo. "Ma... Sai che sono strana" mi voltai dall'altra parte cercando di nascondere il fatto che ero arrossita.
"Non è colpa tua" replicò Dylan stringendomi ancora più forte la mano provocandomi una scossa alla spina dorsale. Girò verso destra, andando in un parcheggio per fare benzina.
"Guardami okay?" Chiese prendendomi il volto tra le sue grandi mani.
"Il tuo passato ti ha cambiata, ti ha fatta diventare più forte di prima e adesso sei la Sasha che tutti conosciamo e che amiamo. Non posso dirti di cambiare e non posso dirti di dimenticare il passato, perché neanche io ci sono riuscito del tutto, ma solo... provaci. Devi solo credere in te stessa Sasy e il tuo mondo si colorerà da solo senza aver bisogno di pennelli. Tu diventerai tutto ciò che vuoi se ti impegni, ma... devi provarci e forse con il mio aiuto ci riuscirai. Voglio solo dirti che sei importante così come sei Sasha".
I miei occhi si riempirono di lacrime al suono di quelle parole e non potei fare a meno di far girare per le frasi che mi avevano colpito di più: <adesso sei la Sasha che amiamo>.
Davvero ci tenevano così tanto a me, o era solo una falsa? Una bugia magari.
Lo guardai. E in quel momento il mondo si fermò e capii di essere davvero innamorata. Cosa che non era mai successa. Sentivo il cuore battere all'impazzata e il sangue nelle mie vene sciogliersi come un gelato al sole.
Sorrisi dentro di me, ma non potei reprimere il piccolo ghigno che si stava formando sulle mie labbra.
Annuii per dirgli che avevo capito che non ero io l'errore. Che non era colpa mia ad essere cambiata così tanto in questi anni.
Riaccese la macchina e ripartimmo per il nostro viaggio.
***
Quando si fece abbastanza tardi, spegnemmo le macchine e andammo nel camper, ma dato che non ci stavamo tutti, avevamo deciso di andare in un motel che si trovava nei dintorni.
"Che camere facciamo?" chiesi.
Riley mi lanciò un'occhiata furtiva. "vuoi stare con Dylan?" chiese scrutandomi con un sorriso malizioso. "che completino hai li sotto?".
Diventai paonazza. "Riley!".
Alzò le mani in segno di resa, ma il suo sorriso non si spense neanche un po'. "Scusami tanto verginella".
La fulminai con lo sguardo. "Giusto per sapere quando e con chi l'hai persa tu?" chiesi curiosa inarcando un sopracciglio.
"Un paio d'anni fa con Cole, ma non ha importanza adesso. Voglio tutti gli scoop di cosa è successo in macchina" batté le mani come una bambina piccola.
"Non è successo ancora niente!" ribattei levando gli occhi al cielo.
"Sei così noiosa" mi diede un buffetto alla guancia, facendomi divincolare dalla sua presa.
"Di cosa si parla?" chiese Dylan mettendomi una mano sulla vita e girandomi per poi far incontrare le nostre labbra.
"Niente" dissi
"Di te" aggiunse nello stesso momento Riley.
Gli lanciai un'occhiataccia come per dire che dopo l'avrei uccisa.
"Ah si? E cosa stavate dicendo? Di quanto sono bello per essere vero?" fece una faccia buffa, il che mi fece scoppiare a ridere.
"Va bene, le camere, allora quali sono?" chiesi guardandolo negli occhi e cercando una risposta.
"Voi femmine una stanza, noi maschi un'altra" annunciò con un'alzata di spalle.
Guardai Riley con un'espressione di sfida e vidi che anche lei mi guardava nello stesso modo.
"Che ne dite se cambiamo?" chiese con fare provocatorio.
"In che senso?" chiese Dylan alzando un sopracciglio con eleganza.
Le labbra di Riley formarono un ghigno malizioso, il che mi fece temere il peggio.
"Vedi.." iniziò a dire, ma fu interrotta dal fischio di Dylan che mi fece sciogliere il cuore e sorridere al tempo stesso.
"No" disse in fretta il mio fidanzato stringendomi la vita. "Non risponderei alle mie azioni" annunciò mandandomi un'occhiata furtiva.
"E chi te l'ha detto che ti devi trattenere?" ammiccò la mia amica facendogli un gesto strano.
Alzai gli occhi al cielo. "Scusa.. Sai com'è fatta Riley" gli lanciai un'occhiata di fuoco.
Alzò le mani in segno di resa e se ne andò sussurrando "Meglio che vi lasci soli, piccioncini".
Respirai profondamente facendo appello a tutta la mia pazienza e forza di volontà per non picchiare Riley.
"Calma, sta solo scherzando" disse Dylan facendomi appoggiare con le spalle al muro e appoggiando le sue mani ai lati della mia testa.
"Mi convincerà prima o poi a perderla" dissi sospirando facendo sogghignare Dylan.
"Prima o poi.." lo interruppi mettendogli l'indice sulle labbra.
"Prima o poi dovrai baciarmi" dissi prendendolo dietro la nuca per poi far combaciare le nostre labbra che sembravano fatte apposta per essere unite.
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