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19

Quando le nostre labbra si staccarono subito sentii la loro mancanza e un formicolio che provavo solo con lui si fece strada nel mio cuore.
Appoggiò la fronte alla mia. "Non voglio perderti più" disse facendo un respiro brusco e rapido.
"Neanche io voglio, ma... Ma sai come sono fatta, non parlo..." stavo per elencare tute le cose negative che trovavo in me, ma lui mi interruppe dicendomi: "Shh, tu riesci a parlare, solo che hai paura di sbagliare qualcosa." aprii la bocca per ribattere, ma lui premette il suo indice contro le mie labbra ammutolendomi.
"Devi lasciarti amare per farti capire quanto tu sia bella e favolosa. Sei un bellissimo disastro, Sasy. Ma tu se rinunci a noi sin da subito, non posso dimostrarti nulla. Voglio che tu capisca quanto sei speciale per il mio cuore, voglio farti capire quanto tu sia importante per me e mi fai stare bene"
"Hai un certo effetto su di me
Non conosci nemmeno il tuo potere
Sono a cento piedi da terra
Ma cado quando sono vicino a te
Mi mostri una porta aperta
Poi te ne vai e la sbatti verso di me
Non ce la faccio più
Sto dicendo
Ti prego, abbi pietà di me
Vacci piano col mio cuore
Anche se non hai intenzione di farmi del male
Tu continui a lacerarmi
Potresti per favore quindi avere pietà del mio cuore
Guiderei per tutta la notte
Solo per essere vicino a te
Cuore vecchio e testimone
Dimmi che non sono pazzo
Non sto chiedendo molto
Solo che tu sia onesta con me
Il mio orgoglio è tutto quello che ho
Sono un burattino e tu manovri i fili
E anche se hai buone intenzioni
Ho bisogno che tu mi renda libero
Consumando tutta l'aria dentro i miei polmoni
Strappandomi tutta la pelle dalle mie ossa
Sono pronto a sacrificare la mia vita
Mi sarebbe piaciuto farlo due volte
Consumando tutta l'aria dentro i miei polmoni
Strappandomi tutta la pelle dalle mie ossa
Sono pronto a sacrificare la mia vita
Mi sarebbe piaciuto farlo due volte
Ho bisogno che tu mi renda libero"
Mi veniva da piangere per quanto ero commossa, non potevo credere che mi avesse detto una cosa del genere, sembrava una poesia già scritta.
"Ti prego lasciati amare.." mormorò con occhi lucidi.
Annuii.
"Davvero?" chiese e vidi una scintilla accendersi nel suo sguardo.
Annuii ancora.
"Voglio sentirtelo dire" annunciò.
"Ti amo. Ti amo. Ti amo" dissi guardandolo negli occhi.
"Allora vieni" mi prese per il polso, ma mi ritrassi. Sapevo che me ne sarei pentita, ma non potevo nascondergli ciò che provavo.
"Non credo di voler venire. Non sono ancora pronta ad affrontare tutti i problemi che mi aspettano a suola, tra cui Jade e tutto il resto." ammisi.
"Sasha, ma tu devi venire, se no resto anche io qui" mi minacciò.
Feci un profondo respiro e cercai di calmare quei singhiozzi incastrati in gola e lo guardai negli occhi cercando di capire se stesse dicendo la verità. A quanto pareva, si.
Feci un respiro profondo e iniziai a balbettare: "diceva che se fossi venuta con voi, avrei messo in pericolo la mia e la vostra vita" dissi con le lacrime agli occhi.
"Chi?" chiese immediatamente prendendo la mia mano tra le sue.
"Quello dei messaggi" tirai su col naso.
"Va bene, ma tu vieni con noi lo stesso" mi tirò per il braccio verso l'uscita, ma subito lo ritrassi cercando di reprimere un singulto che mi salì alla gola.
"N-no" balbettai distogliendo lo sguardo dal suo così profondo.
"Vi metterei tutti nei guai e mi ha detto che mi avrebbe presa... se succedesse qualcosa a voi, non me lo permetterei mai.. sarebbe tutta colpa mia... dopo mi sentirei in colpa e..."
"Ascolta, guardami okay?" mi prese il volto fra le sue mani possenti e mi accarezzò la guancia destra asciugando una lacrima traditrice.
"Io non ti lascerò a 1750 km di distanza solo perché un pazzo maniaco, ti minaccia. Hai capito bene?" chiese speranzoso guardandomi negli occhi.
"Dyla... Oh mio Dio! Sasha!!" urlò Riley.
"Ragazzi, venite! C'è Sasha!" urlò ancora.
Un brusio di sottofondo, mi fece voltare lo sguardo verso l'entrata nel quale in quel momento stava entrando una testa bionda.
Jade.
"Hai portato anche lei?!" sbottai arrabbiata.
"Sapevo che avresti avuto questa reazione" mi sorrise.
Lo fulminai con lo sguardo e dissi: "Io torno a casa".
"Sasha, ti posso parlare?" mi chiese con occhi speranzosi Jade.
"Certo" ironizzai. "Questa... Volta, mi dirai... Che sono grassa?"
"Scusami tanto. Non sapevo dei tuoi... Problemi" sentenziò.
"Dylan, te l'ha detto?" sbottai infuriata.
Se avesse detto tutto a questa oca da quattro soldi, non avrebbe mai più riconquistato la mia fiducia.
"No, ma mi ha avvisato di andarci piano con il tuo cuore" mi sorrise dolcemente e un pensiero maligno mi passò per la testa.
Avrei voluto togliere quel sorrisetto da sgualdrina a suon di schiaffi.
"Okay, comunque, cosa mi dovevi dire?" cercai di mantenere la calma, non del tutto controllata in quel momento.
Dylan si allontanò lasciandoci da soli.
"Ti volevo chiedere scusa, scusami per tutto, anche se non so i tuoi problemi non sono affari miei e non lo saranno mai" sorrise e i suoi occhi azzurri brillarono di una strana scintilla maliziosa.
"Ah, un'ultima cosa" curvò la testa da un lato.
"Cosa?" chiesi annoiata.
"Provati ad avvicinare a Dylan e puoi dire ciao ciao a tutto ciò che ti sta intorno. Compreso il tuo Matt" mi fece l'occhiolino.
"Ragazze andiamo?" urlò dall'altra parte della pista Dylan, richiamandoci.
"Arriviamo" rispondemmo insieme io e Jade.
"Hai capito bene, mocciosetta?" mi sorrise trionfante la bionda.
E come altre milioni di volte non trovai più le parole, quando lei se ne andò sculettando da Dylan.

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