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Capitolo 9

Un'ora più tardi stavamo scendendo le scale, e quando uscimmo ci dirigemmo verso l'auto di Tyler.

Preferii mettermi dietro, cedendo così il posto a Kyle.

Tyler mise in moto. -Ti dispiace se andiamo a vedere qualche macchina prima? Kyle avrebbe bisogno di un'auto nuova.-

-Che dici? La mia macchina è perfetta, viaggia che è una meraviglia.- Kyle sembrava quasi offeso, ma vedendo l'espressione dell'amico quasi ci ripensò. -In realtà è un po' vecchia, forse è il caso che ne cominci a cercare un'altra.-

-Non ci sono problemi, sarà divertente.- Convenni io.

-Divertente non è la parola giusta, io direi illuminante.-

-Smettila Kyle. Sarah, puoi star certa che non ti annoierai. Specie se il mio amico qui davanti continua a fare lo stupido.- Tyler si intromise e diede una spinta amichevole a Kyle.

Ci vollero quasi venti minuti per raggiungere il salone dove erano esposte una quantità considerevole di auto veramente lussuose. Non ero mai stata in un posto in cui la cosa meno costosa si aggirava intono ai centomila dollari. Ero in parte affascinata e in parte intimorita dal quel posto. C'era qualcosa che mi attraeva in quella ricchezza, qualcosa che non avrebbe dovuto richiamare la mia attenzione.

Fu un'esperienza davvero particolare quella. Tyler e Kyle parlavano con il venditore di alcuni modelli che non avevo mai sentito prima. Discutevano di motori, di velocità di reazione, insomma mi sembrava quasi che stessero parlando una lingua tutta loro.

Io, nel frattempo, annoiata da quei discorsi che non riuscivo a comprendere, camminavo in mezzo a quella marea di macchine costose, ammirandole distrattamente, come può fare solo chi non se ne intende. Mi sentivo quasi come se mi trovassi dentro un labirinto in cui non esistevano né un inizio né una fine. Uno strano senso di inquietudine e di solitudine si stava impossessando di me, ma ciò che più temevo era essere sopraffatta dai ricordi, quindi non stava andando così male in realtà.

Mentre girovagavo senza meta, vidi Tyler e gli altri dirigersi verso alcuni uffici, probabilmente dovevano discutere ancora e avevano bisogno di dati più precisi, o magari avevano già deciso quale auto comprare. Anche se l'ultima opzione mi sembrava molto improbabile, quando si tratta di scegliere una macchina gli uomini si comportano come fanno le donne per scegliere un vestito.

Non so nemmeno perché li seguii, lo feci e basta.

Con discrezione, come se stessi ancora camminando senza badare a dove andavo, mi avvicinai sempre di più al luogo in cui erano scomparsi Tyler e gli altri. Sentivo troppo silenzio, credevo di non essere abbastanza vicina da sentire le loro voci, quando il tono profondo di Kyle arrivò fino alle mie orecchie.

-Questo modello qui mi ha colpito maggiormente, anche se sinceramente preferirei un altro tipo di cerchi, e magari abbinamenti di colori differenti.-

-Per questo non deve preoccuparsi.- Rispose il venditore. -Qui potremo farle avere la macchina dei suoi sogni. Deve solo dirci come la vuole.-

Un breve silenzio li avvolse, e a spezzarlo fu Tyler. -Avrei una curiosità, so che può sembrare una domanda stupida, ma quanto tenete al sicuro questi gioiellini? Voglio dire, spero che qui ci sia una sicurezza discreta per questo ben di Dio.-

-Oh, ma certo. Noi teniamo ad ogni nostro prodotto e non permettiamo che succeda nulla di male. Può star certo che abbiamo il miglior sistema di sicurezza, si figuri che resta attivo ventiquattro ore su ventiquattro. Può fidarsi della nostra compagnia.- Dichiarò quello tutto fiero, senza stranirsi per un solo secondo della curiosità di Tyler.

-Ne ero sicuro. Mi scusi comunque, non volevo essere indiscreto. Volevo solo accertarmi che ci stessimo rivolgendo al posto giusto.- Mi parve così bizzarra quella situazione, ma Tyler la faceva sembrare così normale, come se in fondo quello che aveva chiesto era la cosa più banale del mondo.

-Oh, ma naturale. Spero di aver soddisfatto le sue aspettative.- Disse speranzoso.

-Completamente, non poteva essere più chiaro e conciliante di così.- Il tono di Tyler era compiaciuto, come se avesse ottenuto tutto quello che di più desiderava.

-Bene, - s'intromise Kyle. -Adesso dobbiamo andare. Le farò avere mie notizie al più presto, quando avrò scelto tutti i dettagli.-

Sentendo quelle parole mi allontanai il più in fretta possibile, non mi andava proprio di essere beccata ad origliare.

Vedendo Tyler e Kyle stringere la mano del venditore e dirigersi verso di me, mi feci forza e mi calmai. Quando li raggiunsi feci il sorriso migliore che mi venisse fuori, poi li seguii fuori di lì.

Era tardi per andare da qualche altra parte, così Tyler decise di farmi fare un semplice giro turistico della città seduta sul sedile posteriore della sua macchina. Sembrava che più tempo passassi in quella città, più la amavo.

Un'oretta dopo ci fermammo al primo McDonald's a pranzare. Eravamo così affamati che quasi non ci rendemmo conto di quello che mettemmo sotto i denti.

Kyle e Tyler mangiavano come due lupi, finivano tutto in un attimo e sembravano insaziabili. Chiacchieravano animatamente di una corsa. Io seguivo i loro discorsi distrattamente. Sentivo le loro voci, ma non ascoltavo quello che dicevano.

Ad un certo punto entrarono un paio di ragazze, sembravano quasi delle modelle per quanto erano belle, e avevano un corpo da mozzare il fiato. Kyle, infatti, appena le notò non ebbe occhi che per loro. Diede una gomitata all'amico, che stava accanto a lui, e Tyler si voltò un attimo a guardarle.

-Non sono male, davvero.-

-Non sono male? Ma le hai viste? Forse devi andare a fare un controllo oculistico.- Lo prese in giro Kyle.

-Andiamo sono carine e tutto il resto, ma conoscendo questo tipo di ragazze non hanno nulla in testa. Sono belle ma stupide.- Tyler gli rispose con la voce triste, quasi con rammarico.

-Non puoi saperlo, non le hai mai viste prima, magari sono delle ragazze interessanti sotto diversi punti di vista.- Kyle si fermò all'improvviso, come sa avesse capito lo strano comportamento dell'amico e finalmente riuscisse a comprendere la diffidenza che lo spingeva a parlare così male di quelle sconosciute.

-È per Emily, vero?- Continuò Kyle. -Non l'hai ancora dimenticata dopo tutto questo tempo.-

Tyler non rispose subito, prima guardò me, come per accertarsi che non li stessi ascoltando. Io non li fissavo direttamente, non mi andava di essere scoperta, era un po' imbarazzante. Comunque da come mi comportavo nessuno avrebbe detto che stavo prestando attenzione ai loro discorsi.

-No, non sono riuscito a togliermela della testa. E non credo nemmeno che ci riuscirò tanto facilmente. Lei era tutto per me, andava alla grande tra noi prima... prima che scoprisse la verità. A quel punto lei ha perso tutta la fiducia che riponeva in me e non è più riuscita a starmi accanto. Nonostante mi amasse ancora, non ha potuto far altro che lasciarmi.- La voce di Tyler si spezzò.

-Te lo avevo detto fin dall'inizio che non sarebbe andata bene con lei. Non fa parte del nostro mondo, e non ne farà mai parte. È troppo buona e gentile, una ragazza d'oro, intelligente e bella. Infatti non ha tardato molto a scoprire tutto. Non si possono nascondere cose così, dovevi immaginarlo.-

-Lo so, e so anche che tu mi avevi avvertito. Solo che... non potevo non provarci, dovevo almeno sperare che sarebbe andato tutto per il meglio.-

Avevo capito che Tyler era un playboy o cose del genere, ma forse era così solo prima o dopo questa presunta Emily. Una rabbia incontenibile cominciò a crescermi dentro. Se mi fossi trovata davanti quella ragazza le avrei fatto del male. Non potevo sopportare che Tyler soffrisse per una stronza. Perché era una stronza se aveva lascito mio fratello, soprattutto se lo amava. Per il suo amore avrebbe dovuto dimenticare tutto e superare ogni ostacolo.

-Tyler, è arrivato il momento che tu cominci a fare qualcosa per dimenticarla, per andare avanti. Non puoi restare solo per sempre.- Kyle voleva davvero spronarlo ad andare avanti con la su vita, in fondo era un buon amico.

Tyler lo guardò per un attimo, poi si voltò verso le ragazze e si alzò. Pensai che stesse andando verso di loro, invece , si diresse verso la cassa e andò a saldare il conto. Io mi alzai e lo raggiunsi quando aveva già finito.

-Andiamo?- Mi chiese lui con un finto sorriso stampato in faccia.

-E Kyle?- Domandai io.

-Lui non viene, il pomeriggio è tutto nostro.- Rispose sinceramente sollevato.

Mentre stavamo uscendo lanciai uno sguardo verso il tavolo dove eravamo seduti e vidi che era vuoto, poi riuscii a scorgere Kyle che si avvicinava alle ragazze di prima, e con una scusa si sedeva di fronte a loro.

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Ed eccomi con un altro capitolo. Vorrei tanto sapere cosa ne pensate, votate o commentate se volete. Alla prossima. :)

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