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Capitolo 18

Ci trovavamo davanti il più grande e rispettato studio legale di tutta Chicago.

Io mi sentivo leggermente in imbarazzo con la mia vecchia T-shirt dei Green Day e con i miei jeans strappati. Tyler e Kyle ovviamente erano vestiti in modo impeccabile. Pronti ad ogni evenienza.

Non sapevo perché ci trovassimo lì, e non avevo intenzione di chiederlo. In parte perché temevo la risposta, in parte perché sapevo che Tyler avrebbe inventato qualche tipo di scusa. Non era ancora arrivato il momento in cui mi avrebbe reso partecipe di tutto della sua vita. Sperai solo che non avrei dovuto aspettare ancora molto.

Una volta dentro, Tyler si informò all'ingresso. Poi prendemmo un ascensore fino al 23esimo piano.

Da qui, seguimmo alcuni corridoi fino ad arrivare in una stanza con un ampia scrivania, nella quale era seduta una bella segretaria. Kyle si avvicinò a lei e cominciò a parlarle.

Tyler invece mi disse di aspettare lì. -Non ci metterò troppo. Scusa se in questi giorni ti porto sempre con me nei posti più noiosi, ma non potevo fare diversamente questa volta. Questione di affari.- Cercò di scusarsi lui.

-Tranquillo, non è un problema per me.- Lo rassicurai io, e con un sorriso sincero lo convinsi.

Lui si avvicinò alla segretaria. -Il signor Jenson?- Lo sentii chiedere.

-Lei è il signor Dawson?- Dopo un consenso di Tyler, lei gli mostrò la strada fino all'ufficio del suo capo, che tra l'altro, era a pochi metri dalla sua scrivania. La vidi bussare e poi fare entrare Tyler.

Nel frattempo lanciai uno sguardo a Kyle, che si trovava ancora alla scrivania, e stava armeggiando con il computer approfittando del momento di distrazione della segretaria. Infilò una pendrive nel computer. Digitò alcuni tasti, e poi si allontanò, in tempo, prima che la donna tornasse verso di lui.

Io mi lasciai cadere sul divanetto alle mie spalle e afferrai una rivista che si trovava sul tavolinetto ti vetro lì davanti. Non per ingannare il tempo ovviamente, ma per avere una copertura e fingere di non prestare attenzione a quello che succedeva attorno a me. Naturalmente ero troppo curiosa per concentrarmi sulla rivista.

Vidi Kyle flirtare con quella donna con la naturalezza con cui camminava. Non era la prima volta che faceva una cosa del genere. Cercavo di non fissarli per tutto il tempo, per non farmi scoprire, anche se non penso che nessuno avrebbe sospettato di me. E poi cosa c'era da sospettare? Anche se li guardavo che problema c'era? Stavano facendo qualcosa di male?

Poi mi ricordai della pendrive che Kyle aveva inserito nel computer. Aguzzai la vista e mi resi conto che era ancora inserita nel computer. Kyle non aveva avuto il tempo di rimuoverla? O l'aveva lasciata lì di proposito?

Mi chiesi perché l'avesse messa nel computer, ma non riuscivo a darmi una spiegazione plausibile. Così mi limitai a osservare, sperando di capirci qualcosa di più.

Rimasi lì per una buona mezz'ora. Tenevo d'occhio Kyle che una volta toccava il braccio della donna, un'altra faceva una battuta alla quale entrambi ridevano e solo alla fine lui tirò fuori il cellulare e lo passò a lei, per farsi scrivere il numero di telefono. Dubitavo che l'avrebbe richiamata, e se anche lo avesse fatto non sarebbe stato per qualcosa di più di una notte insieme, ma questo lei non poteva saperlo.

Non appena lei terminò, e ridiede il telefono a Kyle, spuntò Tyler. Lei gli corse incontro, e contemporaneamente, Kyle, senza nemmeno guardare lo schermo del computer, si riprese la pendrive e la mise in tasca, con la discrezione di un'ombra che piano piano sparisce.

Io tornai a guardare la rivista. E per la prima volta da quando me l'ero messa davanti, cominciai a leggere qualche frase.

Non avevo nemmeno finito un capoverso che Tyler e Kyle mi raggiunsero. Io la chiusi, cercando di sembrare seccata, come se avessi voluto qualche altro minuto a disposizione per finire di leggere.

-Finito.- Fece Tyler quando mi alzai e lo affiancai. -Te lo avevo detto che non ci avrei messo troppo.-

Io gli sorrisi. -Tutto a posto?-

Lui mi guardò di sbieco per un attimo. -Sì, spero tu non ti sia annoiata troppo.-

-No. No. Ora dove andiamo?- Chiesi realmente curiosa mentre entravamo in ascensore.

-A casa mia, no?- S'intromise Kyle.

-Sì certo.- Confermò Tyler.

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Salve gente! Per prima cosa mi scuso per aver pubblicato un capitolo così corto. Okay, mi rendo conto che non è una cosa giusta, ma avevo promesso di farlo entro oggi, e non ho potuto fare di meglio. Comunque sia, spero che vi abbia incuriosito abbastanza questo capitolo, nonostante fosse così piccolo è successa una cosa particolare. Il comportamento ambiguo di Kyle, e la solita curiosità di Sarah, e su questo che volevo incentrare il tutto. Dubito che siate riusciti a capirci molto, ma se avete almeno un minimo della curiosità di Sarah, continuate a leggere e piano le cose verranno a galla.
Con questo chiudo, come al solito vi ringrazio per i voti e i commenti e vi invito a scrivermi i vostri pareri.
Alla prossima!:)

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