Capitolo 17
-Un acquario?- Chiesi io sbalordita. Di tutti i posti in cui Tyler poteva portarmi questo si trovava in fondo alla lista di quelli che avrei potuto immaginato.
-Sì. Perché? Cosa c'è che non va?- Domandò lui. Evidentemente non si aspettava questa mia reazione.
-No. Niente. È che in questi giorni sto scoprendo degli aspetti di te che non mi sarei mai immaginata.- Risposi io trattenendo una risata.
-Tipo?- Non riusciva a seguire il mio discorso, ma sono certa che fosse curioso di capirci qualcosa, nonostante non riuscissi a vedere la sua faccia perché stavamo scendendo dalla macchina.
-Non so, magari il fatto che adori la natura e gli animali?- Lo presi in giro io in modo discreto. E indubbiamente ero stata troppo discreta perché non comprese il mio intento.
-Non capisco a cosa ti riferisci.- Giuro che in quel momento non sapevo se prenderlo a calci perché faceva il finto tonto o compatirlo perché era veramente tonto.
Mi voltai verso di lui. Ci stavamo incamminando verso l'entrata e, lui, con le mani in tasca, guardava davanti a sé. Come se il nostro discorso non gli interessasse, come se fosse sintonizzato in una diversa frequenza radio. Io non ci prestai molto caso e continuai. -Prima mi porti in una serra. Poi in un acquario. Lo zoo più vicino era chiuso oggi o mi ci porti domani?-
Finalmente si girò a guardarmi. Vedendo la mia espressione scoppiò a ridere, e io lo seguii a ruota, in questi casi mi era sempre difficile resistere.
-D'accordo. Credo che tu mi abbia preso per il culo abbastanza per oggi. Ora che ne dici di entrare?- Disse Tyler con ancora il sorriso in faccia.
Io non risposi. Mi limitai a andargli dietro.
In quel momento non potevo capirlo. Se solo avessi saputo prima che quelli erano gli unici posti in cui aveva mai portato una ragazza, dubito che lo avrei preso in giro. Lui non era abituato a stare con una ragazza, non sapeva dove portarla, come comportarsi con lei. Come posso biasimarlo nonostante tutti gli errori che ha commesso?
In fondo non era tutta colpa sua, anche lui era una vittima, proprio come me, del destino che ci aveva voluto separare. Spesso mi chiedo come sarei adesso se fossi cresciuta al fianco di Tyler. Non sono sicura che sarei diventata così. Forse avrei meno principi morali, magari crescere accanto alla mia "vecchia famiglia" era servito a qualcosa. Se devo essere sincera, però, l'unico rimpianto che ho è di non aver passato abbastanza tempo insieme a Tyler.
Comunque, la prima volta che entrai in quell'acquario rimasi veramente impressionata. Non ero mai stata in un posto simile prima di quel giorno, e ammetto che adesso sono felice che sia stato lui a portarmi lì, almeno ogni volta ch ci torno il ricordo che ho di lui riemerge più vivido che mai. Questo è solo uno dei tanti posti che mi tiene vive le memorie di Tyler, ma è uno di quelli che amo di più.
Non appena Tyler prese un paio di biglietti mi condusse all'interno dell'acquario, districandosi tra i corridoi con la tranquillità di uno che conosce il posto come le proprie tasche.
Vidi un'infinità di pesci quel giorno, e ora sarei anche in grado di elencarne una buona parte, perché ci sono tornata molte volte da quel giorno e ho imparato tante cose da allora. Quel giorno, però, non riuscivo a far altro che ammirare tutto quello che mi circondava in modo superficiale. Non ero ancora capace di comprendere le singole qualità di ogni essere che si trovasse lì dentro, per tanto non potevo contemplarlo come si doveva.
Ricordo che, quel giorno, l'unico che riuscì a colpirmi veramente fu un enorme squalo bianco. Non ne avevo mai visto uno così da vicino, figuriamoci uno tanto grande. Era così spaventoso e letale e silenzioso. Si muoveva elegante e veloce. Un predatore nato che incuteva timore soltanto al nominarlo.
-Bello vero?- Mi chiese Tyler quando notò che mi ero fermata più del normale questa volta.
-Sì.- Risposi meccanicamente. Non ero completamente consapevole delle parole di Tyler. Ero ancora ipnotizzata da quell'essere maestoso.
-Anch'io la prima volta che l'ho visto sono rimasto incantato ad osservarlo per non so quanto tempo. Riesce a trasmetterti una sicurezza che non pensavi di avere. È strano lo so, e forse mi prenderai per un pazzo, ma per me è così.- Sentendo quelle parole fui capace di prestare finalmente un po' della mia attenzione anche a lui. Avevo sempre immaginato Tyler come il ragazzo più forte che potesse esserci, ma ora non lo sembrava più. Adesso pareva più umano. Anche lui era stato debole. Qualcosa lo aveva spinto a crescere, o forse non aveva nemmeno avuto la possibilità di vivere la sua infanzia, almeno non per molto, considerando quello che aveva passato.
Non potemmo stare ancora molto all'interno dell'acquario. Chiudeva alle cinque.
Quando uscimmo, mentre tornavamo in macchina, Tyler fece una chiamata.
-Kyle? Dove sei?... Mmh, d'accordo. Tra quanto posso passare?... Venti minuti? Non ho venti minuti. Sarò lì tra dieci minuti... Non posso farci niente, fatti trovare giù.-
-Quindi adesso andiamo a prendere Kyle?- Chiesi io, sperando che Tyler mi dicesse qualcosa in più del poco che avevo afferrato dalla sua telefonata.
-Sì.- Rispose solamente lui. Era diventato improvvisamente serio. Non potevo capirne il motivo, ma sapevo che era qualcosa di grosso.
Arrivati davanti casi di Kyle, Tyler posteggiò e io passai dietro. Vidi Tyler inviare un messaggio, e pochi secondi dopo Kyle spuntò seguito da una ragazza a malapena vestita.
Tyler abbassò il finestrino di modo ché Kyle potesse chiedergli di dare uno strappo alla sconosciuta.
Kyle ovviamente salì davanti e la ragazza si sedette dietro accanto a me.
Lei non disse niente se non l'indirizzo in cui dovevamo lasciarla e un timido "Grazie" prima che scendere.
Appena lei entrò in casa, Tyler ripartì, ma prima lanciò uno sguardo omicida all'amico. -Che c'è?- Fece lui. -Dovevo lasciarla a piedi? Se avessi avuto più tempo l'avrei riaccompagnata io. Perché credi avessi bisogno di venti minuti?-
Tyler rispose senza guardarlo, ma era palese che fosse incazzato. -So perfettamente perché avevi bisogno di venti minuti. E non era perché così avevi il tempo di riaccompagnarla a casa. Ti conosco troppo bene Kyle. Non ha senso che fingi di essere quello che non sei.-
-D'accordo. Adesso non esagerare. Stai dando una pessima impressione di me.- Rispose quello indicando me.
-Mah stai zitto, Kyle. Nessuno qui ti crede. E scommetto che anche Sarah ti ha inquadrato non appena avete scambiato le prime parole. E sono certo che sia fatta un'impressione più che giusta.- Adesso parlava con il sorriso tra le labbra. Stava scherzando, anche se non completamente.
-Molto spiritoso Dawson.-
-E dai Kyle. Non te la prendere.- Gli disse Tyler, poi si rivolse a me, guardandomi per un istante dallo specchietto retrovisore. -Su Sarah, aiutami anche tu. Digli che sai che in fondo, ma molto in fondo, quando vuole sa essere il migliore amico che si possa avere.-
-Io credo che lo sappia già.- Risposi io. -Penso che volesse soltanto che tu lo dicessi ad alta voce.-
-Perspicace la ragazza.- Ammise Kyle.
-Io te lo avevo detto.- Disse Tyler fiero, quasi come avessero fatto un complimento a lui e non a me.
-Sì lo so, solo che...- Kyle non finì la frase che Tyler posteggiò e lo interruppe.
-Adesso possiamo finirla con gli scherzi. Non è più il momento.-
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Ciaoo ragazze! Scusate il ritardo, so che è passato un po' di tempo dall'ultima volta che ho aggiornato, ma come potrete capire la scuola non me lo ha permesso. Purtroppo adesso non credo di poter aggiornare più di due volte a settimana. Con questo spero che il capitolo vi sia piaciuto. Fatemelo sapere con i commenti e i voti. Grazie a tutti coloro che continuano a seguire la mia storia,sia a quelli che leggono soltanto, che a quelli che votano e commentano. ❤❤
Vorrei chiedervi se la storia finora vi piace o se ci sono cose che secondo voi andrebbero cambiate. Se avete consigli da darmi fate pure, ne avrei bisogno. :)
Alla prossima❤
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