Capitolo 15
Tyler stava ancora provando a mangiare le cose che gli avevo riscaldato. Per la pasta non c'era stato verso, era troppo tardi, ma fortunatamente, per il secondo era bastato semplicemente scaldarlo un po'.
-Tu hai già mangiato?- Mi chiese ad un tratto Tyler, si era sorpreso così tanto di tornare a casa e trovare il pranzo pronto che non aveva quasi fatto caso che non stessi mangiando insieme a lui.
-..Sì.- Risposi io. Sempre ammesso che assaggiare il cibo mentre cucinavo, per vedere se fosse cotto, possa essere definito mangiare. Diciamo solo che aspettarlo per tutto quel tempo mi aveva fatto passare la fame, ero così preoccupata di essere stata abbandonata che non ero riuscita a concentrarmi in nient'altro.
-Non sapevo fossi così brava a cucinare.- Riuscì a dire tra un boccone e l'altro.
-Nemmeno io in realtà. Forse perché le poche cose in cui me la cavo si possono contare sulle dita di una mano?- Non riuscii a trattenermi, scoppiai a ridere. Neanche Tyler si frenò.
Adesso, vedendo quella scena, chiunque avrebbe potuto dire che eravamo una famiglia felice. Visto da fuori poteva sembrare così, chi poteva immaginarsi tutto quello che avevamo passato in quegli anni mentre eravamo separati? Anzi, cosa aveva passato lui, perché io non ero al corrente di niente.
Non mi rendevano mai partecipe di niente. Credo sia anche per questo se avevo reagito in quel modo, il giorno prima, perché non mi dicevano mai la verità. Non potevo sopportare di essere trattata ancora in quel modo, soprattutto da lui.
Pensavo che con lui non mi sarei più sentita esclusa o cose del genere, che mi sarei sempre sentita a casa. E in quel momento finalmente riuscivo ad immedesimarmi nelle mie aspettative.
-Beh, non sai quanto questo mi consoli.- Concluse Tyler.
Continuò a mangiare e solo quando terminò di svuotare il piatto mi concesse nuovamente tutta la sua attenzione. -Allora, hai qualche programma per pomeriggio?- Buttò lì Tyler.
-Fammi pensare..- Risposi io con finta concentrazione, come se avessi veramente un'agenda piena e non potessi concedergli nemmeno cinque minuti per la prossima settima. -Dovrei andare a fare ancora spese, poi dovrei andare a cercare qualcuno per organizzare una festa e distruggerti casa... Mah, sì dai. Posso anche rimandare a domani volendo.- Mi alzai, presi le sue cose e cominciai a lavare i piatti.
Tyler rimase per un attimo interdetto, come se stesse pensando alle parole da usare. -In realtà puoi veramente fare tutte le cose che hai detto. Beh, forse, tranne la parte di distruggermi casa, quella preferirei evitarla.- Replicò lui serio.
Io nemmeno lo guardavo, stavo insaponando le posate quando gli risposi. -Veramente stavo pensando di andare a restituire tutto quello che ho preso ieri sera..-
-Perché mai?- Fece lui sorpreso.
-Ho comprato davvero tante cose, che per di più erano anche molto costose, non vorrei che tu non potessi permettertele.- Per rispondergli mi ero voltata a guardarlo, ma vedendo che era serio avevo continuato. -L'ho fatto solo perché ero arrabbiata, ma adesso è passato tutto, posso anche riportarle indietro.-
-No. Sarah, tu non devi preoccupartene. Io posso permettermi questo ed altro. Puoi tenere tutto quello che hai preso ieri, anzi, vorrei che più tardi mettessi qualcosa di comodo. Voglio portarti in un posto.-
Ripensai un attimo all'ultima volta che mi aveva portata in un luogo che per lui era speciale. La serra. Era stato bello finché non era arrivata una tizia a rovinare tutto. Sperai che questa volta sarebbe andata diversamente mentre dicevo. -D'accordo.-
Tornai nella mia stanza per riposarmi un po'. Alle tre e mezza dovevamo uscire, quindi non avevo molto tempo. Mi coricai un attimo sul mio letto, misi le cuffie e feci partire la musica.
Avevo bisogno di un attimo di pausa, per non pensare a niente. C'erano state fin troppe preoccupazioni negli ultimi giorni.
Dopo qualche minuto, la musica si spense e sentii arrivare una chiamata. Guardando il display notai che era un numero che non avevo salvato, curiosa staccai le cuffie e risposi. -Pronto?-
-Ehii, Sarah. Sono io, Mark. Ti ricordi di me?-
Rimasi per un attimo interdetta, come faceva ad avere il mio numero? E perché mi stava chiamando? Poi ricordai che Evelyn mi aveva avvertita, solo che con tutta la faccenda di Tyler mi era passato di mente. -Oh, sì. Certo.- Risposi con quel po' di nervosismo a cui ormai ero abituata. Diciamo solo che non ricordavo più cosa volesse dire dover uscire con un ragazzo.
-Mi chiedevo se ti andrebbe di uscire con me..- Propose lui sicuro di sé, anche se dalle parole non sembrava, dal suo tono era chiaro che fosse consapevole del suo fascino, e dell'effetto che faceva sulle ragazze.
-Beh, veramente... Non sono molto sicura che questo sia il momento giusto.- Stavo pensando alla situazione con Tyler, anche se, dovendo essere sincera, ammetto che ero semplicemente preoccupata che non sarei riuscita a gestire una relazione con un ragazzo.
Mark parve leggermente irritato alle mie parole. Era evidente che non si aspettava un no come risposta. -Dillo chiaramente se non ti va di uscire con me...- Fece una pausa ad effetto, sapeva il fatto suo nel convincere le ragazze, solo dopo me ne resi conto, peccato che era anche un po' troppo presuntuoso. -Pensavo che ci fosse dell'interesse anche da parte tua, evidentemente devo aver capito male...-
In quel momento, l'unica cosa a cui pensai era che forse potevo anche dare ascolto a Evelyn. Volevo almeno provarci, vedere come sarebbe andata, e se non avesse funzionato non sarebbe certo cascato il mondo. Ovviamente, dopo, mi pentii di quella stupida decisione. Ero così stupida ed ingenua allora, non ero ancora riuscita a imparare la lezione. Credevo sempre alla gente, pensavo che nessuno avesse cattive intenzioni. Ero troppo ottimista, non riuscivo a pensare male del genere umano.
-Va bene.- Risposi io come se le ultime battute fossero state pronunciate solo nella mia testa.
-Cosa va bene? Non ti seguo.- Chiese Mark, per la prima volta lo vedevo veramente confuso.
-Uscirò con te.- Dichiarai io con solennità.
Non potevo vedere la sua espressione, ma immagino che abbia fatto uno di quei sorrisi falsi e maliziosi che fanno le persone quando riescono ad ottenere quello che vogliono. -Grande. Allora passo a prenderti alle otto, se per te va bene.-
-Intendi dire questa sera?- Domandai io sorpresa. Non pensavo che sarei riuscita a finire in tempo con Tyler per uscire con Mark, e di sicuro non avrei mai dato buca a mio fratello. Per niente al mondo.
-Sì. È un problema?-
-In realtà non credo di potere oggi..-
-Dimmi tu. Allora quando saresti libera?- Chiese Mark. Era ovvio che fosse seccato, gli stavo rovinando tutti i piani.
-Domani?- Dissi io nella speranza di poter chiudere lì la questione. Non mi andava di continuare ancora quella chiacchierata a telefono, anche perché non stava andando granché bene. Confidavo nel fatto che, magari, di persona non potesse andare peggio di così.
-Perfetto. Allora passo a prenderti domani alle otto.- Staccò la chiamata senza nemmeno aspettare che rispondessi.
Io, lieta che la chiacchierata fosse finita, mi lasciai cadere pesantemente sul letto. Durante la chiamata non avevo fatto altro che camminare nervosamente per tutta la stanza, e adesso, in realtà, non ero affatto più calma, però volevo concentrami su altro. Avrei pensato al mio appunto più tardi.
Guardai l'ora. Mancavano meno di venti minuti alle tre e mezza così, riluttante, mi alzai nuovamente e mi andai a darmi un sistemata per uscire con Tyler.
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Salve a tutti! Eccomi con un altro capitolo. Spero che possa piacervi. Volevo sapere cosa ne pensate di Mark. So che questo personaggio non è stato ancora ben delineato, ma presto ne saprete di più. Intanto volevo sapere cosa ne pensate della mia storia, votate se mi va, ma soprattutto commentate, commentate tanto. La vostra opinione è molto importante per me.
Grazie di tutto e alla prossima:)
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