Capitolo 12
Giravamo tra i corridoi di quell'enorme supermercato da più di un'ora e ormai il carrello era stracolmo. Stavo quasi per decidere di cominciare ad incamminarci verso la cassa quando spuntò uno strano tizio. Era un uomo sulla sessantina, bassino e robusto, capelli bianchi e baffi lunghi, occhi infossati e viso tondo. Giurai di averlo già visto prima, solo che non riuscivo proprio a capire dove. Ero in quella città solo da qualche giorno, ma ero certa che non era la prima volta che lo vedevo.
Ad un certo punto l'uomo si voltò verso di noi, e appena il suo sguardo si fermò su Tyler lo riconobbe e si avvicinò.
-Dawson. È un piacere rivederti, anche se non mi sarei mai aspettato di incontrati qui.- Non avevo mai sentito qualcuno che lo chiamava in quel modo. Così quello era il suo cognome, il cognome dei miei, e perciò anche il mio. Tyler non me lo aveva detto, probabilmente lo aveva dato per scontato, magari non si era nemmeno reso conto che prima di quel momento non sapevo nemmeno quali fossero le mie origini.
-Già, non è proprio da me.- Rispose Tyler imbarazzato di essere stato colto nel sacco, anche se proprio non riuscivo a capire cosa ci fosse di male nel fare la spesa. Era la cosa più banale che si potesse fare. Magari era proprio per questo, lui non faceva cose così normali e semplici, tutta la sua vita era complicata, a cominciare dal lavoro, che per altro non sapevo nemmeno quale fosse.
-Quindi lei è la famosa Sarah. La figlia scomparsa, quella che tutti credevano morta. Dove sei andato a ripescarla? Scommetto che viene da un lurido paesino incivilizzato.- L'uomo, notando la mia reazione, cercò subito di ritrattare. -Oh, cara. Non era per offenderti. Tyler ti ha fatto un grosso favore a riportarti qui. E ora tu vuoi dare una mano, non è così?- Disse indicando il carrello pieno.
Non mi diede modo di rispondere che già aveva ripreso a parlare. -Ma certo che è così. Sono certo che tu sia una così cara ragazza, proprio come lo era tua madre. Una gran lavoratrice, sotto ogni punto di vista. Ora, però, io devo andare. Passate una bella giornata, mi raccomando.-
Sparì prima ancora che avessi il tempo di metabolizzare quello che aveva detto. Mi chiedevo cosa intendesse dire con "tua madre era una gran lavoratrice, sotto ogni punto di vista". Poteva voler significare che metteva anima e corpo sia nelle faccende di casa, che nella famiglia, che nel lavoro. C'era, però, qualcosa che mi spingeva a credere che non era tutto qui, che ci fosse qualcosa sotto.
-Sarah, andiamo a pagare? Che dici?- Tyler era stanco di tutta quella situazione, o meglio, prima di incontrare quell'uomo andava tutto bene, ora invece c'era qualcosa di strano, di diverso in lui.
-Sì certo.- Andammo dritti alla cassa, e dopo aver pagato, prendemmo un'enorme quantità di sacchetti e ci incamminammo verso casa.
Per un po' nessuno dei due aprì bocca, poi non c'è la feci più e posi la domanda che tanto mi assillava. -Chi era quell'uomo Tyler?-
Lui fece finta di non capire. -Di chi stai parlando?-
-Lo sai benissimo.- Risposi pronta io.
Fece un sospiro profondo, come a rassegnarsi alla situazione, poi cominciò a vuotare il sacco. -Il suo nome è Joseph Reinhold, è solo un uomo andato in pensione troppo presto e che ora non ha niente di meglio da fare che rompere le scatole alla gente.- Taglio corto lui.
-No, voglio dire, che rapporto aveva con i miei, come faceva a conoscerli?-
Quella domanda sembrò spiazzarlo all'improvviso. Non sapeva cosa dire.
-Diciamo che lavoravano nello stesso settore. Si conoscono tutti in questo campo, quando si sceglie un certo tipo di vita si deve rinunciare alla vita privata, almeno in parte.- Non ero sicura che lui sapesse cosa stava dicendo, più che altro metteva delle parole l'una dietro l'altra senza rendersene conto.
-Spiegati meglio. In cosa consisteva precisamente il loro lavoro?- Ero così curiosa in quel momento che il mio istinto non riuscì ad averla vinta, sapevo che non avrei dovuto andare oltre, ma fu più forte di me.
-Sarah, non è così importante. In fondo è passato tanto tempo. E poi non conta che lavoro facessero per tirare avanti, l'unica cosa importante è che erano delle brave persone e lo dimostra il fatto che io ora sono qui con te.-
Le sue parole mi commossero, disse delle cose veramente dolci, ma questo non cambiava il fatto che ancora non avevo scoperto un bel niente su tutto quello che li riguardava, a parte qualche informazione generale. Avevo fame di notizie, cosa che non mi era mai capitata prima. -Tyler, non mi stai dicendo niente.-
-Io... non credo che tu voglia sapere altro, non penso che sia il caso che te lo dica, almeno non adesso.- Aveva lo stesso sguardo, lo stesso tono, la stessa preoccupazione di quando aveva parlato con Kyle quella mattina. Avrei potuto fermarmi a quel punto. Avrei dovuto, ma non lo feci.
-Non ci posso credere. Perché devi tenermi nascosta la verità anche tu? Credevo che fossi diverso da loro, avevi promesso che sarebbe stato differente. Mi ero fidata di te. Come hai potuto farmi questo?- Calde lacrime scendevano lungo le mie guance. Ormai avevo perso totalmente il controllo.
-Sarah, ti prego. Non dire così. L'ho fatto per il tuo bene, per noi. Non volevo perderti prima ancora di averti conosciuta.- Era disperato, voleva rimediare in qualche modo, ma i rapporti familiari non erano il suo forte, non sapeva come comportarsi.
-No. Non osare dire queste cose. Non si può proteggere una persona con le bugie. Servono solo a far soffrire le persone che ami, dovresti saperlo.- Non so perché fossi stata così cattiva con lui. E dire che quella mattina ero anche sollevata di non sapere la verità, perché ne avevo paura. Avevo evitato di spingerlo a confessare quello di cui ancora ero all'oscuro. E ora, invece, mi ritrovavo davanti a lui ad accusarlo per qualcosa dalla quale, in un certo senso, ero fuggita. Ero così confusa. Era tutto così disordinato nella mia testa, e per questo mi sentivo sotto pressione.
Tutta la tensione e lo stress accumulato in quei giorni stava esplodendo tutto in una volta. Non potevo più reggere quel peso, era troppo per me. Così, semplicemente, mollai i sacchetti della spesa e me ne andai.
________________________
Ehii! Ciao a tutti. Anche oggi sono riuscita ad aggiornare. Spero che il capitolo vi sia piaciuto. È la prima volta che Tyler e Sarah litigano e il motivo è chiaro. La verità è una cosa che causa sempre tanti problemi, eh?
Comunque, prima di salutarvi volevo ringraziare tutti coloro che leggono pazientemente la mia storia capitolo per capitolo. Siete voi che mi fate andare avanti, con i vostri voti, i vostri commenti, ma anche solo con le vostre letture. Ancora grazie, e spero che continuerete a seguire ancora la mia storia. Aggiornerò il prima possibile, come sempre. :)
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro