Chapter twenty-three
Quando prendo una decisione, é difficile farmi desistere.
Molto spesso mi sono trovata a prendere decisioni pessime -sempre appoggiata da una Medea che non vedeva l'ora di mettere un po' di scompiglio- che mi hanno fatta pentire il secondo dopo, ma ormai erano state prese.
Non mi sono mai fatta problemi ad andare da una persona a dire cosa non va nel nostro rapporto o che atteggiamento non mi sta piacendo. Soprattutto dopo esser arrivata ad un certo punto del mio limite.
Ed Evelyn Prescott ha decisamente superato il limite.
La situazione era già inaccettabile di suo, che era tornata ad ignorarmi e a non rispondermi ai messaggi, in più l'episodio di ieri mi ha fatto solo arrabbiare più di quanto lo ero.
Oggi il professore di letteratura inglese manca, quindi io, Colin, Lauren e Lindsay andiamo fuori, così non veniamo rimproverati da qualche bidello. Abbiamo chiesto a Medea se vuole unirsi a noi mandandole un messaggio e lei ha subito risposto che é ben contenta di saltarsi la lezione di fisica. Alla fine, le abbiamo solo fatto un favore.
Mi accendo la sigaretta che ho appena finito di fare, aspirando avidamente per il nervosismo. Colin é accanto a me che fa la scorta di sigarette fatte con il tabacco e le cartine in modo da averle già pronte, mentre, invece, Lauren sta dicendo qualcosa nell'orecchio di Lindsay, che cerca di trattenere un sorriso, girandosi verso di lei.
Sono veramente belle, sembrano essere fatte per stare insieme e sono complici in questi piccoli momenti, poi ovviamente ci sono quelli in cui discutono, cercando di far valere la propria opinione, stessa cosa che facevano quando erano solo amiche.
Mi guardo attorno, trovando alcuni della nostra classe in cortile come noi, ad esempio il cugino di Evelyn, Charles, seduto sulla panchina accanto alla nostra ma nel punto più lontano, forse per non essere disturbato troppo dalle nostre chiacchiere, dato che sta leggendo un libro.
"Ma Medea perché non é ancora arrivata?" domando, rendendomi conto che é passato un po' da quando l'abbiamo avvisata.
"Mi ha scritto che si ferma un attimo in bagno, ha il ciclo" controlla il telefono Colin, rispondendo alla mia domanda.
"Tra una settimana é Halloween, che facciamo?" chiede Lindsay, con la testa appoggiata sulle gambe di Lauren.
"Organizziamo una festa? Non mi va di cercare qualche party bello, certi non mi soddisfano proprio" dice l'altra metà della coppia, mentre io rimango in silenzio, sentendo con poca attenzione la risposta di Colin.
Perché i miei occhi sono puntati sulla figura di Evelyn che sta uscendo in cortile insieme a Jane e ad altre due sue amiche. Il suo sguardo si punta nel mio, con un'indifferenza che mi fa solo innervosire di più. Jane ghigna al suo fianco, passando accanto a noi.
"Che puzza di feccia qui" le due cretine ridono, mentre Evelyn non fa nulla, continuando a camminare, mentre Jane fa la parte di quella simpatica.
Le mie mani si stringono in due pugni e provo a calmarmi. Qua ci vuole poco e l'attacco al muro.
"Mi stupisco: di solito una persona non sente la sua stessa puzza" rispondo, non riuscendo proprio a trattenermi, aspirando la sigaretta tra le mie mani.
Sento la risata di Colin alle mie spalle, mentre Jane si volta fulminea verso di me.
"Cos'hai detto?" chiede a denti stretti.
"La verità. Brucia?" faccio un sorrisetto, vedendo la mia nemica così arrabbiata, non spostando per niente il mio sguardo da lei.
"Lurida lesbica" risponde, però Jane é imprevedibile, la sua espressione cambia e diventa compiaciuta. Guarda un attimo di lato, dove c'é Evelyn che osserva tutto con occhi freddi, e sorride con gusto. "Nemmeno quelli che ami, ti vogliono"
Jane é una stronza perché sa esattamente quali punti toccare e cosa dire per portarmi al limite. Infatti, faccio uno scatto in avanti per raggiungerla, ma sento subito qualcuno prendermi le braccia e bloccarmi.
"Sta' ferma, Georgia" mi ammonisce Colin, ma io tiro le braccia per potermi liberare.
"Lasciami Colin, devo rovinare la sua faccia di merda"
"C'é una rissa ed io non sono presente?" Medea si avvicina a noi con il suo solito sorriso, che si amplia ancora di più quando vede Jane. Diciamo che ha una particolare predisposizione ad infastidire la mia nemica, che s'innervosisce ogni volta.
"Non é il momento, Med" l'avvisa Colin, che cerca ancora di tenermi ferma. Medea capisce subito la situazione e si avvicina alla stronza, lasciando poco spazio tra di loro.
"Senti, piccola stronza, ho il ciclo oggi e non sono molto predisposta a sentire le tue puttanate, quindi apri le orecchie ed ascolta attentamente: smettila di infastidirci, sennò sarò costretta a ritrovarmi i tuoi capelli tra le mani. Intesi?"
Jane, molto probabilmente, ha un po' paura di Medea, solo che cerca di non mostrarlo. Se noi possiamo ritenerci controllati, la nostra amica non ha molta pazienza e sa come far piangere le persone e come vendicarsi. La serpe annuisce lentamente, ma so che comunque la sua mente trama qualcosa. Mi lancia un'occhiataccia e si volta, cosa che fa anche Evelyn.
"E tu? Non hai da dire nulla?" mi sento chiedere senza neanche pensarci, volendo tentare tutto. Evelyn si gira, mi squadra con i suoi occhi azzurri freddi, facendo provare un brivido. Ed io spero che tutto quello che c'é stato non sia stato una cazzata.
"Solo che questo spettacolo mi ha annoiata"
Non c'é stato più bisogno che Colin mi tenesse ferma, perché io ho smesso da sola di lottare, ritrovandomi quasi a cadere a terra per la pugnalata che ho sentito. Ci sono stati, però, i miei amici a tenermi su.
Al probabile dolore che posso sentire, subito dopo in me subentra sempre la rabbia. Una rabbia che va sfogata, che non sa stare zitta e che ha bisogno di essere sputata in faccia a chi me la fa provare.
Nell'ala ovest del secondo piano, in cui ci sono classi vuote e tutti sono impegnati nei vari club e sport, io attendo la fonte della mia rabbia. Le ho detto di incontrarci qui per parlare e, se non fosse venuta, le avrei parlato tranquillamente davanti a Jane.
È lei quella che si fa problemi di non far sapere nulla, mica io.
Seduta sulla cattedra, guardo le storie su Instagram di chi seguo. Ho i direct pieni di messaggi di ragazze che mi scrivono, ma non controllo nemmeno chi possano essere, non m'importa. Adesso m'importa solo di una persona.
La porta dell'aula si apre ed io poso il mio telefono, attendendo che Evelyn la chiuda. In seguito, si volta verso di me, osservandomi con sguardo annoiato.
"Allora, cosa vuoi?"
"Voglio capire cosa ti sta succedendo" affermo, guardandola negli occhi, cercando di trovare un barlume della ragazza che ha trascorso quei momenti da sola con me lontana dagli occhi del mondo.
Evelyn quasi ridacchia, una risata che non ha nulla di affettuoso.
"Seriamente, Georgia? Non ti ho mai vista così disperata"
"Non sono disperata" dico, mettendomi sulla difensiva, cominciando a sentire alzarsi ancora di più il nervosismo.
"No? Dimostri il contrario. Ora, muoviti a dire ciò per cui sono qui che ho da fare"
Rimango in silenzio ad osservarla, sentendomi quasi come quattro anni fa, quando si é allontanata da me e mi ha lasciata sola. Ma adesso sembra diverso, sento il cuore frantumarsi, qualcosa che mi blocca il respiro.
"Sei una stronza" comincio "Se pensavo che Jane fosse la peggiore, tu la batti. Abbiamo passato tutto quel tempo insieme, mi hai sempre baciata tu, mi hai usata quel giorno quando siamo andate via e adesso osi comportarti in questo modo? Cristo, Evelyn, mi fai schifo. Dopo tutto questo, mi tratti così? Sei sempre stata tu a cercarmi" ad ogni parola alzo la voce, sentendo parte della frustrazione uscire fuori.
"Hai ragione, ti ho usata, ti ho fatta illudere troppo ed ho esagerato. Ma adesso é inutile disperarsi, torna alla tua vita fatta di puttanelle"
Batto una mano sulla cattedra per il nervosismo, facendomi anche male.
"Vaffanculo Evelyn. Sai solo sfruttare le persone e il problema più grande sai qual é? Che tu vivi la tua vita avendo paura, preoccupandoti di cosa gli altri possano pensare e non sentendoti per niente felice. Vuoi vivere in questo modo? Fatti tuoi, mi sta bene, ma non cercarmi mai più. Puoi dirmi tutte le cazzate che vuoi, ma non tutto era falso"
HOLAAA
So di essere ritornata dopo due settimane, ma ho avuto da studiare e dovevo organizzare il mio diciottesimo. Il capitolo non è dei migliori, così come gli altri, solo che questo penso sia peggio, ma ho cercato di scrivere della freddezza di Evelyn dopo tutti quei momenti passati con Georgia.
Questa storia sta per terminare, omg, altri due capitoli + l'epilogo.
Secondo voi come andrà? Perché Evelyn si comporta così? C'é qualche motivo sotto?
Alla prossima,
Kisses
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