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Capitolo 8

Diana
-E se il buongiorno si vede dal mattino, vi prego non svegliatemi- penso spegnendo l'assordante sveglia del cellulare.
Alla fine mi sono riaddormentata, ed ora, sono costretta a correre nel campetto per gli allenamenti in completo ritardo.
Scendo le scale e prima di uscire in giardino, recupero due fette di pane iniziando a mangiare.
'Eccomi, scusate l'attesa!' Urlo dopo aver ingerito l'ultimo pezzo della mia strabiliante colazione.
Mi accomodo vicino a Celia, e noto che le mie mani, grazie alla crema che ieri mi ha dato Jude, stanno molto meglio.
'Ma ciao dormigliona' mi saluta prima Silvia e poi tutte le altre si aggregano.
'Hai fatto le ore piccole?' Domanda Victoria bevendo da una bottiglia.
'È semplicemente pigra' al mio posto, risponde direttamente lo zio.
Scoppio a ridere mentre mi copro il volto imbarazzata; osservo i giocatori, ce la stanno mettendo davvero tutta per migliorare, in particolare Jordan e Xavier.
Il mio sguardo, si posa sulla figura di Caleb: si allena da solo come sempre e sembra infelice, glielo leggo in faccia.
Non so nemmeno io perché mi sto preoccupando, però a vederlo sempre triste o tormentato mi provoca un forte dispiacere.
Ad un certo punto si guarda attorno sentendosi osservato, e colta in fragrante, giro subito la testa per evitarlo.
'Diana hai delle briciole sul viso' mi fa notare Camelia, mentre io ancora rossa, mi pulisco con un fazzoletto.

Nel pomeriggio, arrivano le prime complicazioni. Si presenta davanti a noi la ex allenatrice della Raimon, la squadra che sconfisse gli alieni: vuole sfidare la nuova Inazuma Japan per sostituirla con la sua.
'Oh, ma perché non si può stare mai tranquilli?' Espongo il mio pensiero ad alta voce, beccandomi un'occhiataccia dal mister.
'Accettiamo la sfida. Diana vieni con me, devi fare una cosa' parla prima con la Schiller e poi, si rivolge a me.
'Che succede?' Aspetto le indicazioni da seguire.
'Stonewall è scomparso, sarà andato ad allenarsi in periferia della città; vai a recuperarlo, e avvisalo di quanto sta succedendo... potrebbe servirci per questa partita' mi spiega, ma ho come l'impressione che mio zio, voglia semplicemente spingermi a sbloccare maggiormente quel ragazzo.
Annuisco e senza salutare nessuno, mi avvio all'esterno dell'edificio aspettando il bus.
Sono leggermente agitata, non so cosa dirgli quando me lo ritroverò davanti, ma allo stesso tempo, sono preoccupata per l'evolversi di questa sfida.
Finalmente dopo una buona mezz'oretta arrivo a destinazione, la foresta che trovo davanti sembra essere molto estesa.
'Cavolo, come farò a trovarlo?' Chiedo con una leggera paura, tuttavia, devo farmi coraggio ed entrare.
'Ma che problemi ha nel venire ad allenarsi qua dentro?' Il sole iniziava a calare e della testa pelata nemmeno l'ombra.
'Quando lo trovo, giuro che gli lancio qualcosa dietro la testa! Che irresponsabile!' Calcio con forza una pietra, prima di sentire dei leggeri movimenti alle mie spalle.
Non faccio in tempo a calarmi per recuperare un pezzo di legno, che una mano chiude la bocca, mentre l'altra mi blocca la vita.
'Se ti lascio, tu sta zitta e non urlare' il tono di voce del pelato si fa spazio nelle mie orecchie e finalmente, tiro un sospiro di sollievo.
'Venire così dietro di me, sei pazzo?' Mi giro per colpirlo su un braccio con dei pugni.
'Ti sembra l'ora di allenarti? È quasi buio e...' non mi lascia nemmeno terminare la frase, che mi tappa di nuovo la bocca.
Ci sta prendendo gusto nel farlo?
'Sta zitta, già non ti sopporto più. E tanto per la cronaca, io faccio quello che voglio' mi ringhia contro arrabbiato.
'Non puoi fare quello che ti pare, sei sotto responsabilità, devo ricordartelo?' Stacco con forza la presa dalle mie labbra per poterlo rispondere.
'E comunque, quella pazza di Lina Schiller, ha sfidato la tua squadra oggi... non so come sia andata' gli faccio presenti i nuovi avvenimenti di oggi.
'Che cosa?' Quasi urla spalancando gli occhi.
'In caso di una loro vittoria, l'Inazuma verrà sostituita con la sua squadra' inizio, per poi continuare iniziando a camminare 'non so come sia andata, è successo ore fa' concludo, per poi guardarlo negli occhi.
'Merda, e quando pensavi di dirmelo?' Mi accusa fulminandomi con lo sguardo.
'Sono venuta a cercarti per questo, non è colpa mia se ti piace nasconderti e stare solo' gli punto il dito contro arrabbiata.
'Stupida mocciosa, non capisci niente' mi offende come al solito girandosi per andare via.
'Bene, dai pure la colpa a me testa d'ananas! A mai più rivederci!' Mi incammino nella direzione opposta cercando l'uscita.

La luce del sole, sta lasciando sempre più spazio al buio della sera; è da circa una mezz'oretta che continuo a camminare, con la speranza di vedere qualche lampione.
Sto iniziando seriamente a provare una certa ansia, e come la stupida, ho scordato anche il cellulare in camera.
Mi guardo attorno, e inizio a pensare che forse, lasciare Caleb non è stata una delle mie migliori idee; ho un pessimo senso dell'orientamento e inoltre, non sono mai stata in questo posto per poter anche solo ricordare qualcosa.
Mi siedo vicino ad una roccia, stanca e con i piedi a pezzi; lo sapevo che venire a parlare con quel cretino era una pessima idea.
Devo essere forte, ma ho la sensazione di essere osservata, stingo i pugni dopo che una lacrima attraversa il mio viso.

Caleb
Esco dopo solo una decina di minuti dal mio luogo preferito, e senza curarmi di quella lì, prendo il primo pullman che passa per tornare alla sede.
Ma chi si crede di essere?
Ho i nervi a fior di pelle a causa sua, vorrei solo urlarle contro di smetterla di intromettersi nella mia vita.
Sono sempre stato solo, e non sarà di certo lei a farmi cambiare idea.
'Stonewall eccoti, dov'è mia nipote?' Mi ferma l'allenatore prima che inizio a salire le scale.
'Non ne ho idea' rispondo alzando le spalle senza curarmene.
Entro in camera mia, mi spoglio ed entro subito in doccia; almeno questa riesce a calmare i miei bollenti spiriti.
Ripenso alle parole della ragazzina, e credo che la nostra squadra abbia vinto la sfida senza problemi; passa un po' di tempo prima che scendo giù per la cena.
Entro in sala, e noto che non c'è nessuno, se non la sorella dell'occhialuto e Silvia.
'Dove sono tutti gli altri?' Chiedo quasi con gentilezza, dato che non voglio litigare.
'Non lo sai? Diana non è ancora tornata, è venuta a cercarti nel pomeriggio e sono le nove di sera!' Spalanco gli occhi a sentire quelle parole.
'Sono andati tutti a cercarla' e senza nemmeno avvisarle, esco dalla porta e inizio a correre per andare nel luogo in cui l'ho lasciata.

È rimorso quello che sto sentendo?

Spazio Autrice
Ecco a voi l'ottavo capitolo, spero vi piaccia!
-Che casino in questa giornata eh?
Primo punto di vista anche del nostro Caleb, vi è piaciuto?
Cosa vi aspettate nel prossimo capitolo, chi troverà Diana?
Aggiornerò il prima possibile, a presto!

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