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capitolo 6

Mio babbo se ne è appena andato dopo avermi fatto un interrogatorio su Luca. Per mia grande sfortuna non c'era la mamma e quindi non c'è stato nessuno che distrasse il babbo dal fare domande. Poi ad un certo punto Luca è entrato in camera urlardo: "come stai creatura magnifica?!" e non appena ha visto mio babbo si è alzato di scatto dalla sedia a rotelle e gli ha stretto la mano dicendogli: "sono onorato di conoscere il padre di questa stupenda ragazza". Mio babbo si è girato subito verso di me e mi ha guardato malissimo. Direi che questa figura di merda Luca poteva risparmiarsela, per fortuna adesso il babbo è dovuto andare a lavoro. Per fortuna!
"Luca, potevi evitare!" dico non appena mio babbo esce dalla camera.
"Eddai creaturina!" dice e si avvicina con la sedia a rotella al mio letto.
"Smettila di chiamarmi creatura!"
"A me piace questo nome" dice e si siede di fianco a me senza nessuna difficoltà.
"A me no"
"Allora ti chiamerò in un altro modo"
"Come?"
"Lo scoprirai" dice e si avvicina ancora di più a me. Mi sorride e poi avvicina il suo viso al mio, riesco a sentire il suo respiro sulle mie labbra e in questo momento i miei ormoni sono andati a puttane. Non so cosa provo per questo ragazzo, però fa un certo effetto su di me. Si avvicina ancora di più e con uno scatto veloce mi morde il naso.
"Aii!" urlo e lo allontano.
"Ma te la smetti? Con tutti i morsi che mi dai si sara formato un buco così grande da far passare un piercing!"
"Povera" dice e si avvicina di nuovo. Questa volta gli mordo io il naso e prima di staccarmi glie lo lecco, lasciando una scia bagnata su di esso.
"Che monella" dice e sorride.
"Te le cerchi!"

Sono sul tetto dell'ospedale, seduta per terra in un angolino. Ora capisco perché Luca viene spesso qui, e un posto tranquillo dove si può avere un po' di pace. Vorrei avere questo silenzio intorno a me per sempre, però questo mi costringerebbe a pensare costantemente ad una persona, che questa volta non è Pietro, ma Luca. Non so che mi succede, è come quei giochini dementi che creano dipendenza, è come una droga di cui non ne puoi più fare a meno. La sua voce dolce, i suoi capelli mori sempre spettinati, gli occhi verdi e brillanti come se fossero diamanti, quel sorriso perfetto che si forma sulle sue labbra, i baci che mi da sulla fronte... se questa non è una cotta allora non so proprio cosa sia. La porta che collega il tetto alle scale e all'ascensone cigola e si apre lentamente, provo a saltare velocemente sulla sedia a rotelle per nascondermi ma non appena vedo che è Luca sulla sua sedia a rotelle mi fermo e lo guardo. Ha il cellulare in mano e sulla fronte degli occhiali da sole. Luca versione mare, penso che sia anche più figo del solito.
Chiude la porta con delicatezza e appena si gira il suo sguardo ricade su di me. Rimane in silenzio per qualche secondo e poi si avvicina a me,
"Io sarei qui per prendere il sole" dice e basta. Rimango abbastanza delusa da quello che ha appena detto, mi aspettavo una specie di: 'ei creatura, che ci fai qui?', però mi devo accontentare.
"Fai pure" rispondo e lui annuisce.
Si toglie la maglietta, lasciandomi vedere un fisico con un po' di 'tartaruga'.
Si alza dalla sedia a rotelle e si siede di fianco a me,
"Come mai sei qui?" chiede.
"Volevo pensare"
"A cosa?"
"Ad una persona"
"Chi è il fortunato"
"Sono affari miei"
"Pensavo di esser tuo amico"
"Infatti lo sei" dico e il mio sguardo ricade sul suo bel fisico, quando lo riguardo in faccia ha un sorriso a trentadue denti.
"Perché sorridi?" chiedo.
"Non sto sorridendo"
"E no, e questo sorrisetto cos'é?" chiedo e gli tocco le labbra con l'indice. Con uno scatto quasi imprevedibile afferra con i denti il mio dito e lo morde.
"Ai!" dico e tiro via il dito, "mi hai fatto male" mi lamento.
Lui si mette a ridere e io giro la testa dall'altra parte per non vederlo, antipatico.
"Sai Aury" dice e con la mano destra afferra il mio mento e mi fa girare con la testa verso di lui, "penso proprio di essermi innamorato di te" dice e io spalanco gli occhi per lo stupore.
"Non uno di quei amori che passano dopo una settimana, sento che è diverso. Sei come una cazzo di droga per me, adoro il tuo sorriso, il tuo profumo, e mi perdo nei tuoi occhi quasi neri"
Non rispondo, non so cosa dire, non mi sono mai trovata in una situazione come questa.
"Tu provi lo stesso per me?" chiede.
Annuisco leggermente e lui mi abbraccia, lo faccio anche io e quando ci stacchiamo mi sorride.
"So che non sará una relazione normale. Siamo in un cazzo di ospedale e non abbiamo un'ampia scelta per gli appuntamenti. Non posso portarti a cena fuori, preferirei darti da mangiare un verme piuttosto che portarti a mangiare quel cibo merdoso della mensa, almeno ha più proteine. Però quando saremo fuori di qui faremo tutto quelle che non abbiamo potuto fare qui dentro"
"Luca, a me basti tu, il resto non importa"
"Cazzo, io ti faccio il discorso più lungo del mondo e tu con una semplice frase riesci a farmi scaldare il cuore? Che razza di creatura magnifica sei?"
"Non avevi detto che mi avresti trovato un altro nome?"
Si avvicina a me e mi bacia la fronte, "penso che creatura meravigliosa ti si addice perfettamente"

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