Chapter 21: Faking
"Ciao, mamma, vado a prendermi un cinque in chimica!" Esclamo afferrando in fretta e furia una mela dalla cucina, il quaderno di scienze sotto il braccio, il cellulare con le cuffiette in una mano, quando lei fa la sua comparsa ancora struccata sulle scale.
"Ma sono solo le sette e dieci, Peach".
"Ho bisogno di aria. Ah, e dopo scuola vado da Ellie, quindi tornerò per l'ora di cena. Ti voglio bene!", e con quelle parole esco di casa, ritrovandomi ad essere grata per l'aria fresca che sferza il mio viso.
Ho mentito riguardo ad Ellie, perché oggi so che ha intenzione di uscire con Michael, ma non voglio tornare a casa subito dopo scuola per ritrovarmi a fissare la casa accanto alla mia dalla finestra, perciò mentire per andare in giro mi è sembrata l'idea più intelligente.
Sospiro, sistemando le cuffiette nelle orecchie e il quaderno in borsa, e mordendo la mela comincio a dirigermi verso la scuola, tamburellando le dita nelle tasche al ritmo della musica.
Fuori, normalità apparente.
Dentro, il caos.
Non voglio tornare a scuola, esattamente come ieri, ma non posso evitare la realtà ancora a lungo, non avrebbe senso e sarebbe controproducente, anche se oggi sentire gli sguardi di tutti addosso e sentire i mormorii alle spalle sará ancora più duro del solito.
Il mio rapporto con Luke è malato, disfunzionale perchè entrambi siamo complicati e non riusciamo a parlare, eppure spesso mi illudo che sia proprio quello il bello della nostra relazione.
Perchè in fondo, so che tiene a me.
Non nello stesso modo in cui io tengo a lui, ma qualcosa che ci va molto vicino.
Ed è per questo che in un modo o nell'altro ci ritroviamo sempre ad odiarci e ad amarci.
"Pesca!".
Mi fermo sui miei passi, i Kings Of Leon ancora nelle mie orecchie, quando una voce familiare supera il volume della musica, e senza girarmi aspetto che sia lui a raggiungermi.
Luke si avvicina veloce, togliendomi poi una cuffietta dalle orecchie solo per infilarla nelle sue, annuendo piano alla scelta musicale, ma io lo ignoro, guardando dritta davanti a me.
Detesto essermi fatta vedere cosí debole da lui.
Non se lo merita, non se lo merita davvero.
"Hai intenzione di ignorarmi?" Domanda all'improvviso, ed io mi limito ad inarcare un sopracciglio, guardandolo di sfuggita.
"Ignorarti è il mio obiettivo nella vita".
"Ma non puoi, e lo sai".
"Ma non posso, e lo so. Ma posso comunque provarci" sibilo, a denti stretti, strappandogli la cuffietta per evitare ogni collegamento con lui, facendolo sorridere maliziosamente.
"Ah, sí, piccola pesca. Mi piaci quando fai la dura, sei eccitante, fai venire voglia di baciarti" sorride, come se per lui fosse tutto uno scherzo, e forse lo è.
Ma ha bisogno di capire quando deve smetterla e starmi lontano.
"Smettila, Luke".
"Va bene, smetteró di sfotterti".
"No, Luke" lo interrompo, sbarrandogli la strada per impedirgli di sfuggirmi.
Non ora, non questa volta.
Non dopo questo.
"No, Luke" ripeto, più lentamente, chiudendo gli occhi e prendendo un respiro profondo "no, Luke. Non solo devi smettere di sfottermi, devi dimenticarti di me. Okay? Sono stanca, davvero. Stanca di te e di tutta la merda che ti porti dietro e di cui probabilmente non sono neanche a conoscenza. Non voglio nemmeno piú sapere, perchè voglio che tu mi stia alla larga. In tutto, e per tutto. Sempre. A scuola e fuori. Non voglio più avere nulla a che fare con te. Accetteró cosa dicono a scuola di me, staró zitta, ma tu non dovrai rivolgermi mai piú la parola".
Luke mi guarda fissa negli occhi, lo sguardo improvvisamente serio, come se solo ora si fosse reso conto che il nostro non è un rapporto normale, nè tantomeno qualcosa che sono disposta a portare avanti, e senza aggiungere altro lo supero, girandomi un solo istante dietro di me per vederlo tornare a casa sua.
A quanto pare qualcosa in comune ce l'abbiamo.
Nessuno dei due sa affrontare i problemi a testa alta.
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