Chapter 16: Caring
Premo piano il fazzoletto imbevuto d'acqua sulla ferita sulla guancia di Luke, osservando in silenzio la sua espressione farsi infastidita probabilmente dal bruciore.
"Aspetta, cerco un cerotto" mormoro, aprendo la tasca più piccola dello zaino, cercando nella pochette dell'essenziale un cerotto.
Luke non dice niente, non parla.
Non so cosa sia successo, non so le sue motivazioni, eppure non gli metto fretta.
Parte di me muore dalla voglia di sapere cosa sia successo, ma so che ha bisogno del tuo tempo.
"Ta-dan!" Esclamo, sollevando vittoriosa un cerotto nuovo, ma non ottengo alcuna risposta dal biondo, che tiene lo sguardo dritto davanti a sè.
Sospiro, passando per un'ultima volta il fazzoletto sulla sua guancia, prima di asciugare piano la ferita e incerottarla, osservando il mio lavoro.
"Grazie" è tutto ció che dico, evitando il suo sguardo, quando finalmente sento una reazione da parte di Luke.
"Per cosa? Ora la scuola pensa che tu sia la mia troia".
La sua voce è dura, sprezzante, quasi ferita, e le sue parole, che in un altro momento mi arriverebbero come uno schiaffo, mi fanno intenerire ancora di più.
Andiamo, Peach, stai proprio perdendo il tuo smalto.
"Per avermi difeso davanti ad Ian. Per non avergli permesso di passarla liscia dopo avermi insultato. Grazie per avermi protetta, Luke" rispondo, avvicinandosi a lui fino a posizionarmi tra le sue gambe mentre mi osserva, trattenendosi dal dire o dal fare qualcosa.
"Ha messo in giro un pettegolezzo. L'ha sentito Ash negli spogliatoi, dice che tu me la dai e io cerco di farti diventare popolare frequentandoti. Quando Ashton mi ha raccontato cosa diceva su di te, io...".
Rimane in silenzio esattamente come me a quelle parole, non concludendo la frase, e senza pensarci due volte afferro le sue guance portando il suo volto abbastanza vicino da posare le mie labbra sulle sue in un veloce bacio a stampo.
"Ian è uno stronzo. E grazie, davvero. Non mi interessa quello che gli altri pensano di me. Loro non sanno come stanno veramente le cose" mormoro, guardandolo negli occhi, azzurro nell'azzurro, prima che annuisca, portando con naturalezza le mani sui miei fianchi, abbracciandomi piano.
"Ma avevi detto che non volevi essere trascinata nella mia merda" risponde, ed io mi limito a scrollare le spalle, posando poi la testa sulla sua spalla.
"Ho cambiato idea. Vuoi tornare a casa?" Domando, cambiando velocemente discorso, ma Luke sembra non fare altre domande mentre annuisce.
"Allora andiamo" esclamo, allontanandomi per raccogliere lo zaino da terra sotto lo sguardo confuso di Luke.
"Vieni con me?".
Sorrido, aggiustandomi la giacca sulle spalle ed infilando la sciarpa, prima di tendergli una mano.
"Per oggi possiamo fare una tregua. Non ho intenzione di lasciarti solo".
E parte di me sa che ho appena firmato una condanna ad essere chiamata Princess Peach per tutto il pomeriggio.
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