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Chapter 14: Pacing

Ma io dico, è mai possibile?
No che non è possibile.
Sotto l'effetto di quali droghe pesanti ho baciato ieri Luke? E per quale motivo del creato gli ho permesso di dormire in camera mia stanotte?
Non l'ho neanche fatto dormire sul pavimento, bensí sulla poltrona!
Sbuffando piano, nella speranza di non svegliare il biondo ancora profondamente addormentato, sgattaiolo fuori dalla stanza, massaggiandomi piano le tempie nella speranza di far andare via i ricordi di ieri sera.
Cosa mi sia preso è ancora un mistero.
"Finalmente! Pensavo di dovervi venire a svegliare con pentole e coperchi! Oggi si va a scuola, nel caso te ne fossi dimenticata!" Esclama una voce squillante non appena metto piede in cucina, e alzando lo sguardo trovo il viso di mia madre che mi sorride dall'altra parte del bancone.
"Mamma!" Sorrido, correndo poi ad abbracciarla, e lei ricambia la stretta, facendo attenzione a non bruciarmi con la tazza di caffè.
"Finiamo sempre per stufarci una dell'altra, Peach, eppure quando siamo lontane ci manchiamo. Come siamo strane" ridacchia, scostandosi leggermente, ed io stessa mi ritrovo a sorridere, afferrando poi la scatola di biscotti che tengo nascosta come scorta segreta.
"Allora? Com'è andato il convegno o quello che era?" Domando, sinceramente incuriosita, facendo alzare gli occhi al cielo a mia madre.
"Era un convegno-corso d'aggiornamento, ed è andato bene, direi, se non fosse che c'era anche la moglie di tuo padre, Joy" annuncia, facendomi socchiudere le labbra.
"Davvero?! Ma cosa...".
"A quanto pare la sua azienda organizza questi corsi, e te la saresti dovuta vedere, tutta impettita nel suo abito Chanel rosa maialino" borbotta, facendole il verso e facendomi scoppiare a ridere prima che la sua espressione si faccia incuriosita.
"Piuttosto, come mai quando sono salita ho trovato Luke Hemmings addormentato sulla tua poltrona? C'è qualcosa che devi raccontarmi?" Domanda, nascondendo le labbra dietro il bordo della tazza, facendomi sospirare.
Il potere delle mamme: se possono infilare il dito nella ferita, lo fanno.
"No, nulla da dichiarare. È venuto ad aiutarmi con matematica perchè oggi abbiamo la verifica e gli ho offerto vitto e alloggio" borbotto, evitando il suo sguardo, e nonostante riesca praticamente a sentire le sue mille domande ed il suo sguardo perforarmi la nuca, rimane in silenzio.
Silenzio che regge finchè Luke non fa il suo ingresso, finendo di infilarsi la giacca e con i libri in braccio.
"Pesca, io... Oh, buongiorno, Adrienne" saluta educatamente, facendomi alzare gli occhi al cielo prima che mi giri verso di lui.
"Ti accompagno verso la porta, non sia mai che ti perdi" sbuffo, e sentendo gli occhi di mia madre su di me conduco Luke fino alla porta, sentendo anche i suoi occhi su di me.
"Princess Peach, io...".
"Non una parola su ieri, per favore. Ricordati la promessa" mormoro, improvvisamente senza forze, e Luke mi osserva qualche secondo, annuendo poi leggermente.
"La ricordo, ma so anche che l'abbiamo infranta... Di nuovo. Ma ne parleremo quando avrai voglia. Ci vediamo, Pesca" sorride leggermente, facendomi un occhiolino pronunciando il mio nomignolo prima di uscire nel gelo invernale, seguito dal mio sguardo.
Perchè è cosí difficile mantenere una promessa con lui?
"Sai, che tu ci creda o meno, sono stata giovane anche io, e saprei riconoscere quello sguardo ovunque. Ma mi limiterò a rispettare i tuoi tempi, Peach" esclama all'improvviso mia madre, facendomi girare di scatto, guardandola andare via con quelle parole per la testa.
La mia mente corre in giro senza alcuna voglia di fermarsi, e nonostante voglia tirare fuori ogni singolo pensiero, qualcosa dentro di me mi ferma.
Dannato Hemmings, tutta colpa sua.
Meglio che pensi alla verifica di matematica, adesso, anche se ho come l'impressione che non sarà affatto una buona giornata.

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