Capitolo 10
{In foto la casa di Alex ad Edimburgo}
Di solito ci mettevano una mezz'oretta per arrivare a casa loro, quella mattina ci misero un'ora.
Maledetto traffico...
La zia aprì il cancello della loro villa e fece scivolare dolcemente la macchina per il lungo viale brecciolinato costellato da ciliegi, ora spogli.
La loro "casa" era una mega villa con piscina, la donna l'aveva ereditata da suo nonno, che a quanto pare non se la passava cosi male, e l'aveva fatta rimodernare tutta.
Dopo che sua zia ebbe parcheggiato la sua auto in garage, Alex prese la valigia e la chitarra, e scesero dall'auto per poi entrare in casa attraverso una porta laterale.
Si ritrovarono così nel loro ampio ed illuminato soggiorno.
Si guardò attorno:casa..
Quanto gli era mancato quel posto!
Mentre sua zia andava in cucina a preparare il pranzo,Alex sali al piano superiore, dove si trovava la sua camera. Percorse il corridoio che gli si presentò davanti fermandosi poi davanti all'ultima porta, che era appunto quella della sua camera.
Non vedeva l'ora di lasciarsi cadere sul letto per qualche minuto!
Aprí la porta ma non fece in tempo a fare altro perché si ritrovò quasi atterrato da un ragazzo biondo, che gli si era letteralmente buttato addosso.
<<Ma che cazz-.. >>
<<Aleeex!! >>lo interruppe il biondino, stritolandolo nella sua morsa.
Solo allora lo riconobbe. Sgranò gli occhi, incredulo. <<Blake..? >>chiese come se fosse stato in un sogno.
<<E chi se no! >>gli rispose lui ridacchiando per poi lasciargli un bacio sulla guancia e scompigliargli affettuosamente i capelli scuri.
Alex sbuffo e rise a sua volta, finalmente Blake lo liberò dal suo abbraccio spacca costole. Non che gli dispiacessero i suoi abbracci...ma cazzo...non respirava!
Alex lo studiò meglio. A primo impatto,letteralmente impatto,gli era sfuggito che i suoi capelli ormai non fossero più semplicemente biondi,ma biondo platino e che si fosse fatto un piercing al labbro(che tra l'altro gli stava da dio).
Non gli sembrava vero che fosse lí. <<non che non sia felice di vederti ma...cosa ci fai qui? >>gli chiese guardandolo.
Blake si strinse nelle spalle. <<ho pensato che sarebbe stato carino venirti a trovare>>gli disse sorridendogli.
<<Fammi capire…tu sei venuto a passare le feste con me e mia zia invece di andare dai tuoi di parenti? Non che non ti voglia qui ma, cavolo,credo che anche a tuo padre sarai mancato...>>
<<Nah,non credo>>si strinse nuovamente nelle spalle. <<lo sai,no? Mi è rimasto solo mio padre ma con lui non ho un buon rapporto...>>
Alex annuí solamente, senza dire nulla, perché in fondo era vero...lo sapeva...e gli dispiaque di aver tirato fuori l'argomento.
<<Io...scusa...>>mormorò.
<<Hey,tranquillo...>>Blake gli posò una mano sulla spalla e gli sorrise per rassicurarlo.
Alex gli sorrise di rimando,anche se ancora parecchio mortificato,ed entrò nella stanza, posando il borsone e la custodia nera con dentro la chitarra a terra.
Si passò una mano tra i capelli guardando quella che era la sua camera.
Ogni cosa era esattamente come l'aveva lasciata tre mesi prima, sua zia non aveva spostato nulla;le pareti erano ancora riempite dai poster di band rock/metal,e un mucchio di fogli con su scritto i testi delle canzoni di cui faceva le cover o che scriveva lui, erano ancora sparsi su tutta la scrivania.
Le era profondamente grato per non averli messi da qualche parte a casaccio o, nel peggiore dei casi, nella spazzatura.
Alex si girò a guardare Blake. <<sarà meglio che scendiamo ora...così diamo una mano a mia zia>>
Blake sorrise. <<ma certo, così magari le insegno anche qualche trucchetto culinario...lei adora i miei piatti! >>si vantò lui con tono altezzoso.
<<Pfff, ma smettila! >>disse Alex ridendo, anche se era vero, sua zia amava la sua cucina, e lui con lei.
Blake allora si avvicinò e gli prese la testa sotto il braccio strofinandogli i capelli con forza. <<ritira quello che hai detto! >>disse ridendo.
Alex si dimenò lamentandosi e ridendo al tempo stesso. <<ahi, cazzo fai male! E va bene....va bene hai vinto! >>
A quel punto, finalmente,Blake mollò la presa e Alex tirò un sopiro di sollievo che scatenò una risata da parte del biondo.
Alex sbuffò divertito. <<dai andiamo>>disse mentre iniziava a camminare lungo il corridoio.
Dopo che si fu calmato dal suo attacco di ridarella, Blake lo seguì e insieme scesero al piano di sotto andando in cucina a dare una mano a sua zia Meredith.
Non appena li vide, la donna si aprì in un dolce sorriso. <<vedo che hai trovato Blake>>gli disse ridacchiando.
<<Più che averlo trovato io, diciamo che mi ha buttato a terra non appena ho aperto la porta della mia stanza>>rise lanciando un'occhiataccia al suo migliore amico, che gli rispose con un occhiolino e un sorriso fintamente innocente.
Sua zia rise di gusto e Alex sorrise, andando poi ad apparecchiare la tavola mentre Blake, invece, si mise ai fornelli insieme a lei aiutandola a preparare il pranzo.
Più o meno mezz'ora dopo, erano tutti e tre seduti a tavola, parlando del più e del meno,bè...più che altro diciamo di quello che aveva fatto Blake in questi mesi in Italia.
Si, quella donna era una cazzo di pettegola e Alex a volte era imbarazzato da questa cosa. Non gli avrebbe mai chiesto di cambiare o di smettere di esserlo però, primo perché sapeva che non l'avrebbe mai fatto e secondo perché le voleva bene anche se aveva questo piccolo difetto, la rendeva ancora più speciale.
Prima che potesse passare ad argomenti imbarazzanti, per fortuna, finirono di mangiare e, dopo averla aiutata a sparecchiare la tavola, Alex e Blake si rifugiarono in camera del primo grati che l'interrogatorio della donna non si fosse prolungato a lungo.
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