Capitolo 8
Quel pomeriggio, Alicia avvertì il disagio di Camila non appena la vide entrare. Glielo disse tra paziente e paziente mentre prendeva un paio di mate in cucina. Camila, che completava un esercizio di francese, fermò la biro e rimase a guardare il nulla. Gli occhi le si riempirono di lacrime. Non voleva ancora piangere davanti ad Alicia. Si supponeva che lei fosse una ragazza matura, capace di farsi carico di un bambino.
-Che succede, cuore?- Insistette Alicia, e le strinse la mano. Il mento di Camila tremò.
-Ho avuto una giornata orribile- Disse, con voce spezzata.
-Cos'è successo?
-Non voglio infastidirti con le mie cose. Già è troppo con quello di ieri. Con Ines- Chiarì.
-Non m'infastidisci. Sono io che te lo chiedo. Forza, Signorina Perfezione, lasci da parte la sua Luna su Vergine e mi mostri il suo dolore.
Camila nascose il viso tra le braccia e si mise a piangere. Lucio, che masticava un biscotto sul suo seggiolone, fermò la sua attività e lanciò una serie di parole incomprensibili.
-Sì, Lucio, sì. Cami è triste oggi -Parlò tra singhiozzi, e, al terminare, si chiese se Alicia aveva capito qualcosa- Sembra che il tuo mondo sia caduto in basso, no?
-Prima non mi succedeva nulla. Ora mi succede di tutto. Tutte cose brutte.
-Sì? Tutte cose brutte? Che le ragazze più popolari della diversione ti invitino a ballare è qualcosa di brutto? Che due ragazzi litighino per te è qualcosa di brutto?
-Non mi piacciono i litigi. Ieri, Ines ha tentato di buttarsi sui binari. Almeno credo. Oggi stava come se non fosse successo nulla, pensando di andare a ballare. Sebastián mi ha rubato il diario, sicuramente ha letto il suo nome su tutte le pagine, e Lautaro si è intromesso, lo ha preso a calci e lo ha lasciato a terra. Che disastro!
-Sai se Ines fa una terapia? -Camila fece spallucce- La verità è che non possiamo intrometterci, Cami. Non sappiamo per certo cosa pensava di fare in stazione. So che tu sei sicura del fatto che voleva buttarsi, però magari non è così. Forse, col tempo, se vi fate più amiche, te lo racconterà.
Camila annuì, anche se dentro di sé sapeva che Ines voleva buttarsi davanti al treno.
-Chi è questo tale Lautaro? Non ne avevi mai parlato prima -Camila tornò a fare spallucce per fingere indifferenza- Sembra che gli interessi. Guarda che sfidare il muscoloso della diversione... Immagino che sarà rimasto ferito l'ego del tuo Leone, se Lautaro lo ha lasciato a terra.
Camila annuì, mentre ricordava la sicurezza sorprendente del nerd.
-Sebastián si arrabbierà con me. Ne sono sicura.
-Sì, è probabile. E lo farà per nascondere il suo orgoglio ferito. Com'è Lautaro? La sua personalità, intendo.
-E' strano -Disse Camila, dopo alcuni secondi- E' silenzioso, ha sempre la faccia da cattivo, mi guarda come se mi stesse accusando di un crimine. Mi infastidisce quando mi guarda così! E' intelligente. Molto intelligente.
-Sai di che segno è?
-No. Credo che compia gli anni a Novembre.
-Magari è Scorpione -Congetturò Alicia- Ma potrebbe anche essere Sagittario. Se è Scorpione è il tuo opposto complementare -Camila si soffermò sul mezzo sorriso e sugli occhi accesi della psicologa- Lui possiede per natura l'energia che tu devi apprendere a farti propria.
-Non capisco.
-Ti ricordi che ti ho detto che il tuo Ascendente è Scorpione? -Camila annuì- Ecco, per Lautaro è naturale quello che per te rappresenta una minaccia. Cami -Disse Alicia- Non ti spaventare per le cose che ti stanno succedendo. E' parte della tua crescita. E' parte dell'energia del tuo Ascendente.
Abbandonò la sedia e si diresse in sala. Camila la seguì con Lucio in braccio. Alicia cercava un libro dalla libreria.
-Eccolo qui -Estrasse un libro giallo- Forse è un po' complicato per te, però mi piacerebbe che leggessi la parte che corrisponde all'Ascendente su Scorpione.
Camila mise Lucio sull'osso dell'anca e prese il libro con la mano destra. Ascendentes en astrología. Segunda parte. Lo aveva scritto un certo Eugenio Carutti.
-Leggilo -Insistette Alicia- Dopo mi chiedi quello che vuoi.
Quella sera, Camila lasciò da parte il libro di Victoria Holt e si buttò in quello d'astrologia. Appena incominciò, rimase a bocca aperta, visto che Carutti assicurava che, normalmente e da piccoli, gli Ascendenti su Scorpione sono testimoni di litigi e delle discussioni che li circondano; è comune che si creino rapimenti nei suoi seni familiari. L'autore affermava anche che non erano solo parte di un circolo di litigi, gelosie e possesività, ma anche che erano segnati per la morte. Ciò che lesse dopo le rubò il respiro: E' comune che queste persone assistano in forma totalmente "casuale" alla morte di altri e, molte volte, anche al suicidio. S'incorporò sul cuscino e si tolse gli auricolari. Come un rumore fastidioso arrivarono i rimproveri di sua madre e le risposte al vento di suo padre. Pensò ad Ines, anche a Sebastián e successivamente a Lautaro, perchè Carutti dichiarava che i nati con il Sole sulla costellazione di Scorpione guidano con naturalezza l'intensità del rapimento, del disaffezionamento alla materia, della perdita è della morte. L'ultima frase le provocò un brivido e la portò a ricordare i suoi occhi chiari che la destabilizzavano: Un Sole su Scorpione... Nasce con la marcata predisposizione nel vedere nitidamente negli altri tutto quello che gli esseri umani abitualmente desideriamo negare.
Il giorno dopo, chiese a Nicola quand'era il compleanno di Lautaro. La risposta -17 Novembre- confermò il suo sospetto: Lautaro era Scorpione, il suo opposto complementare e qualcuno con la capacità innata di vedere nitidamente quello che lei desiderava nascondere.
Il sabato mattina, Camila si sistemava con accuratezza davanti allo specchio e non si fermava a pensare perchè era ansiosa quando si trattava di un incontro con Lautaro per realizzare un lavoro di Geografia. Sarebbe andato a prenderla? Dopotutto, non le aveva chiesto la via; in più, non le aveva diretto parola durante tutto il resto della settimana. Voleva fare ancora il lavoro con lei? Neanche Sebastián le aveva parlato e, in un'occasione dove si trovarono faccia a faccia nell'atrio della scuola, si girò e se ne andò. Cosa stava succedendo? Il suo Ascendente su Scorpione dimostrava essere troppo per lei. Carutti diceva: Come partecipare a tanta intensità senza essere annientato dalla sua turbolenza? L'autore allegava che l'energia di Scorpione risultava complicata da assimilare specialmente per una persona del Toro, che è tutto attaccamento e possessione. Bella fortuna. Proprio a lei toccava imparare un'energia opposta alla sua! Carutti diceva che l'Ascendente su Scorpione doveva soffrire per familiarizzare con il dolore. Pensò alla perdita della fabbrica, al rapimento con suo zio, ai litigi dei suoi genitori, alla mancanza di denaro. Aveva paura di soffrire.
Si ricordò di Ines. Sembrava incredibile che stessero diventando amiche. Lei la cercava all'intervallo, e Camila le insegnava Chimica per la verifica del lunedì. La faceva sentire orgogliosa l'ammirazione che la più bella della diversione le professava.
-Sei un genio! Come fai a capire tutta questa merda? Lo spieghi meglio di quel vecchio di Chimica. E' un idiota. A lui non lo capisco per niente. Con te è troppo facile.
Paola si univa a loro senza voglia e sbuffava quando incominciavano a studiare. A Camila davano fastidio il suo odore a sigaretta, il rumore che faceva quando masticava la gomma, come le stava male il pearcing sul labbro superiore e che voleva sempre parlare dei Likin Park o dei vestiti di Lady Gaga.
-Uffa, me ne vado!- Diceva quando prendevano il quaderno con le formule degli ossidi basici e degli ossidi acidi, e si mettevano a parlare dei loro gruppi.
Man mano che la realtà le mostrava che, sotto tanta bellezza e perfezione, si nascondeva una ragazza con problemi, Camila acquisiva sicurezza. Le faceva bene insegnarle Chimica; La soddisfava che Ines apprezzasse la conoscenza e che rimaneva contenta quando riusciva a risolvere un esercizio. Era molto bella quando sorrideva. Nonostante ciò, c'era una parte di lei alla quale Camila temeva. Non sapeva di cosa si trattasse; sapeva solo che era lì, nascosto e che non si rivelava. Questa presenza la minacciava, quindi non si apriva con confidenza. Forse era solo immaginazione; senza dubbio, la sensazione le risultava quasi fisica. "Fidati del tuo istinto", le aveva detto Alicia in varie opportunità. "La percezione di una del Toro è proverbiale". Perchè Ines non le parlava di quello che era successo in stazione? Lei non si permetteva a tirar fuori il tema perchè non voleva imbarazzarla. La spaventò il campanello e s'innervosì. Mi mise velocemente il mascara e si pizzicò le palpebre. Le lacrime uscirono automaticamente. "Merda!", disse per sé. Si passò sulle labbra un lucida labbra incolore di Christian Dior, dell'epoca delle mucche grasse, e uscì dal bagno.
-Cami! Ti cerca il tuo compagno.
-Arrivo, papà.
-Juan, accompagnala giù e dai uno sguardo a questo ragazzo- Ordinò Josefina.
Durante il tragitto in ascensore, Camila cercò di dissuadere suo padre del che l'accompagnasse, senza riuscirci. La porta dell'edificio si aprì, e Juan uscì per primo. Lautaro si trovava sul marciapiede con un labrador seduto accanto a lui.
-Ciao. Tu devi essere Lautaro, no?
-Sì, Signore. Buongiorno -Offrì la mano, che Juan accettò- Ciao, Camila.
-Ciao- Sussurrò, imbarazzata, e si mise a fissare il cane, che la guardava con occhi bellissimi, di un verde che si rifugiava dal pelo color cioccolato.
-Quindi tu e Camila farete un lavoro insieme?
-Sì, per Geografia.
-A casa tua.
-Sì, Signore.
-Ci saranno i tuoi genitori?
-Mia madre. Mio padre è morto quasi quattro anni fa.
Camila alzò la testa e studiò il viso tranquillo di Lautaro. Era la prima volta che lo sentiva menzionare il padre morto.
-Ah, mi dispiace- Espresse Juan Manuel, turbato.
-E' tutto a posto, Signore.
-Mia figlia non sa dirmi dove vivi né qual'è il tuo numero di telefono. Potresti darmeli per qualsiasi cosa?- Estrasse un foglietto e una matita dalla tasca posteriore del pantalone.
-Sì, certamente- Disse Lautaro, e gli diede le informazioni.
-E' vicino da qua.
-A otto isolati.
-A che ora pensi di tornare, cara?
-Non lo so, papà- Ammise, e, per la prima volta, cercò gli occhi chiari di Lautaro, che le concesse uno sguardo fugace prima di parlare.
-Tipo alle cinque, sei del pomeriggio, se le va bene, Signore. L'accompagno io fino a qua.
-Molto bene, Lautaro- Accordò Juan Manuel, e gli sorrise per la prima volta mentre estendeva la mano, che il giovane strinse con decisione.
I primi metri li camminarono in silenzio. Camila, ancora imbarazzata, si opprimeva il petto con il raccoglitore e contava le mattonelle del marciapiede. Il cellulare di Lautaro annunciò l'arrivo di un messaggio. Camila lo osservò leggerlo. Le sopracciglia gli si corrugavano secondo dopo secondo. Alla fine, si morse il labbro inferiore e schiacciò un tasto. Chi gli aveva scritto?
-Come sapevi dove vivo?- Si permise di chiedere, senza guardarlo.
-Perchè un giorno, l'anno scorso, ho visto una lista nell'ufficio di Rita -Si riferiva alla percettrice- con gli indirizzi di tutti i ragazzi delle classi.
-E te li sei imparati a memoria?- Chiese, stupita.
-Solo il tuo.
La risposta le provocò una commozione che seppe dissimulare stringendo le mani intorno al raccoglitore. "Solo il mio perchè è stato l'unico che sei riuscito a vedere o perchè ti interessava solo il mio?".
-Mi interessava soltanto il tuo- Disse, e Camila ebbe paura di aver pensato a voce alta. Certo che non lo aveva fatto. E' che Lautaro le leggeva nella mente? A volte, a scuola, quando lo pescava osservandola, aveva la sensazione che sapesse cosa le succedeva. Allora, ricordò la frase del libro di Carutti e quasi si mise a ridere: Un Sole su Scorpione... Nasce con la marcata predisposizione nel vedere nitidamente negli altri tutto quello che gli esseri umani abitualmente desideriamo negare.
-Come si chiama il tuo cane? -Parlò, nervosa e agitata- E' bellissimo.
-Si chiama Nahuel.
Continuarono in silenzio. Camila percepiva il calore della mano di Lautaro, che si fermava a centimetri della parte bassa della sua schiena ogni volta che giravano la strada, in maniera protettiva, che le provocava farfalle nello stomaco, le stesse che l'assalivano quando vedeva Sebastián o parlava con lui.
"Sebastián", pensò, con amarezza, e lanciò uno sguardo con la coda dell'occhio al più intelligente della diversione che aveva battuto e umiliato il più forte. Lautaro era un'incognita. Magro, con le gambe lunghe, le braccia anche, forse un po' sproporzionate, non aveva un brutto fisico. Osservò le sue scarpe, che le sembrarono canoe. Che numero portava? Quarantaquattro? Le sue spalle non erano larghe né troppo strette, anche se ben quadrate: le piacque che non camminasse con la schiena curva, al contrario, camminava con la testa eretta. Praticava karate con una destrezza che aveva lasciato a bocca aperta mezzo mondo; non si era parlato d'altro durante la settimana. Ancora una volta, le venne in mente la scena del primo giorno di classe, quando tornava a casa in treno ed era nello stesso vagone con Ines, Paola e Lautaro. Le ragazze chiacchieravano e lanciavano sguardi al miglior alunno, impegnato in una conversazione con un ragazzo di un'altra diversione. Si ricordò di ciò che dissero, un dialogo che alla luce dei fatti acquisiva senso: "Non posso credere che lo hai incontrato al club!", aveva esclamato Paola. "Ti giuro che è la verità!", insistette Ines. "Sono andata al club ed era lì, con un gruppo di karate che doveva esibirsi". Paola si mostrò incredula al dire: "E com'è andata?". "Io non capisco niente di quelle cose", ammise Ines, "Però mi sembrava che lo facesse molto bene. Poi, quando era terminata l'esibizione, sono salita sul tetto degli spogliatoi". "No! E lo hai visto nudo?". Dal "Sì!" della più bella del corso e il gesto degli occhi che lo accompagnò, si rese conto che, in quell'opportunità, aveva sottovalutato il valore e l'eccitazione in loro.
-Hai fatto colazione?
-Eh?
-Ti ho chiesto se hai già fatto colazione -Camila negò- Neanche io. Vieni, entriamo in questa panetteria che hanno delle cose buonissime. Rimani qua, Nahuel.
Le cedette il passo ed entrò dietro di lei. L'aroma a pane appena sfornato la sollevò e la tranquillizzò.
-Cosa ti piace?
-Qualsiasi cosa- Si affrettò a rispondere e simulò disinteresse, anche se le veniva l'acquolina in bocca. Il suo stomaco incominciò a brontolare, quindi si schiacciò lo stomaco col raccoglitore per soffocare il suono.
-Dimmi cosa ti piace- Insistette lui, e le diede uno dei suoi sguardi, affilato come un bisturi- Quelle che contengono crema pasticcera? Quelle col caramello? Quelle alle mele?
-Quelle alle mele- Confermò. In onore alla verità, le piacevano le altre.
-Quelle alle mele? -Lautaro fece spallucce- Io preferisco quelle al caramello e alla crema pasticcera.
-Sì, ovvio, mi piacciono anche quelle.
-Allora, perché vuoi quelle alle mele? -Camila cominciò a sentirsi accusata- Perché non fanno ingrassare molto?
-Cosa t'importa? -Lo sfidò, e odiò l'aspetto delle sue guance arrossate che intravide in uno specchio da decorazione- Magari le scelgo perché la mela è più sana, perché e una grande purificatrice del fegato.
Lautaro alzò le palpebre sorpreso.
-Volevo solo sapere se sei di quelle anoressiche che non mangiano nulla.
"Con queste gambe ti sembro anoressica?". Qualche secondo dopo, mentre Lautaro sceglieva le paste e le collocò in una cesta, Camila sorrise per sé: si era presa il commento del suo compagno con ironia.
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