Capitolo 32
Dopo essersi fermata quasi un'ora sotto la doccia, Camila si avvolse nel suo accappatoio, si sedette su una sedia e permise a Bianca di asciugarle i capelli così da non farle prendere freddo. Intanto, le sue nuove amiche le riferivano la scena che Ines e Lautaro avevano appena finito di fare nell'atrio.
-Lautaro le ha detto: "Ines, non toccarmi. Tra me e te non c'è nulla. E già so che sei stata complice di questa (e segnalò Paola) per inviare gli anonimi a Camila. State lontano da lei o risponderò di conseguenza". Cos'ha voluto dire con questo? -S'interessò Lucrecia- Di quali anonimi parla?
Camila raccontò loro il successo ed insistette per farsi finire di raccontare cos'era successo tra Ines e Lautaro.
-Non è successo più nulla -Ammise Morena- Ines se n'è andata piangendo, con il sua fedele cagna che la seguiva.
-Raccontami, per favore, cos'è successo quando siamo scomparsi.
-Io sono stata l'ultima ad avervi visto, a te e a Sebastián, e poi Lautaro, quindi tutti chiedevano a me.
-Quando hai visto me e Sebastián? Io non ti ho vista.
-Sono tornata a cercarti perchè non arrivavi, e ti ho vista parlare con lui. E ho sentito quello che ha detto. Mi hai sorpreso quando hai accettato.
-Sì, sono stata una stupida. Bianca, quanto sono felice che tu abbia visto da che lato siamo andati. Ti avranno investita di domande.
Questo non m'importava. Volevo dir bene le cose, volevo essere utile per aiutare a trovarvi. Mi hanno portato al luogo esatto da dove ho visto partire voi e Lautaro.
-Ha attirato un sacco di persone!- Saltò Morena.
-Non immagini la reazione di Ines!- Strillò Lucrecia, e Camila percepì che i lacci di fratellanza con quelle ragazze si stavano stringendo.
-Presto, -Riprese Bianca- ho visto Lautaro camminare nella direzione contraria (lui andava con Ines più avanti) e veniva verso di noi.
-Aveva una faccia...- Disse Lucrecia.
-Sembrava che volesse mangiare qualcuno- Puntualizzò Morena.
-"Bianca, dov'è Camila?", mi ha chiesto, ed io non sapevo cosa fare, però mi guardava in un modo, che ho incominciato a parlare come una scema.
-Sì, -Concordò Camila- conosco quello sguardo.
-Gli ho detto tutto. Che te n'eri andata con Sebastián, che lui ti aveva convinta, che tu all'inizio non volevi... Tutto. Mi ha fatta tornare nel punto esatto dove vi avevo visti andare. E gli ho mostrato la direzione che avevate preso. Ines lo seguiva e gli gridava addosso.
-Cosa gli diceva?
-Uf! -Sospirò Morena- Gli diceva che ti doveva lasciare da sola, che di sicuro stavi scopando con Sebastián, che vi lasciasse scopare in pace, che non doveva intromettersi, che tu e lui non stavate più insieme, che non capiva perchè si preoccupava per te, ed insisteva a dire che tu e Sebastián stavate scopando.
-Gli ha anche detto -Intervenne Lucrecia- che sarebbe andata a dire a Rita che tu e Sebastián eravate scappati e che lui voleva venire a cercarsi, così lo avrebbero fermato e non gli avrebbero permesso di andare.
-Cagna -Mormorò Camila- E lui cosa le ha detto?
-Che se apriva bocca, avrebbe dovuto dimenticarsi di lui -Ricordò Morena- E le ha detto una cosa che mi ha fatto sospirare: "Nemmeno un esercito mi fermerà. La troverò anche se dovessi incrociare l'Inferno". Con quella frase, Ines ha chiuso la bocca e se n'è andata.
-Io ho detto a Rita che ve n'eravate andati -Confessò Bianca- Siccome non tornavate, ci siamo spaventati. E ho deciso di raccontare tutto a Rita.
-Grazie, Bianca. Hai fatto la cosa giusta. Qua l'unica stupida sono stata io.
-E Sebastián- Aggiunse Bianca.
Camila si prese alcuni minuti per apprezzare la sensazione dei vestiti puliti sulla pelle profumata. Si rese conto che quella fuga, che sarebbe potuta finire in tragedia, le era servita per ricevere comodità e lussi che aveva sempre dato per scontato. Si guardò allo specchio e si vide scarna e dimagrita, ma non brutta. Si coprì le occhiaie, si mise il mascara e si bagnò il collo con una colonia che Morena aveva insistito a farle provare. Uscì nel corridoio e, anche se era tentata dall'andare a cercare Lautaro, andò dai suoi genitori. Quella era un'altra sorpresa: che occupassero la stessa camera. Bussò alla porta e aprì Juan Manuel, che aveva un giornale in mano. Josefína, sdraiata sul letto, guardava il notiziario. Tornarono ad abbracciarsi tutti e tre e rimasero un momento in silenzio fino a quando si diluirono le voglie di piangere. Camila avvertì che non c'era un letto matrimoniale, ma due individuali, e dedusse che, dato che l'hotel era pieno di gente, i suoi genitori avevano accettato l'unica stanza libera che era rimasta. Non doveva farsi illusioni di una possibile riconciliazione. Indubbiamente, qualcosa era cambiato tra i suoi genitori, come anche tra lei e i suoi genitori. La tormenta che aveva realizzato la loro relazione negli ultimi tempi, soprattutto con Josefína, cominciava a dissiparsi. Si sedette e raccontò loro tutto, dalla felicità che aveva significato per lei incontrare un ragazzo come Lautaro, continuando con gli anonimi, la disperazione che le provocò aver saputo di ciò che avevano avuto Ines e Lautaro, fino a finire per confessargli che aveva deciso di scappare con Sebastián per far ingelosire Lautaro.
Juan Manuel e Josefína ascoltavano in silenzio e la interrompevano solo per farle domande di chiarimento. Quando finì, Camila abbassò la testa e rimase ad aspettare il castigo.
-Juan Manuel, -Sentì parlare Josefína- questo che mi ha raccontato Camila mi ricorda quella tua ex, la rossa, che ha continuato ad infastidirti anche quando ci siamo sposati. Ti ricordi?
-Gloria Tribejo.
-Vedo che la ricordi.
-Josefína, come faccio a dimenticarla se l'hai quasi ammazzata?
-Come?- Si sorprese Camila.
-Sì, figlia mia. Tua madre l'ha presa per i capelli rossi che aveva e l'ha scossa come una bambola di pezza. La poverina è rimasta stupida.
-La poverina! Era una zoccola, Juan Manuel. Non è rimasta stupida. Era una stupida. E una cagna, che voleva togliermi il marito.
-Dopo la scossa che le hai dato, cara mia, non ci siamo più rivisti.
Camila rise. Juan Manuel e Josefína la seguirono.
Il giorno dopo, mentre facevano colazione, Rita annunciò che l'avevano appena informata che Sebastián aveva passato bene la notte in terapia intensiva e che la sua gamba si stava riprendendo per bene. Tutti ne furono felicissimi. Poi, Rita riferì loro che, dopo varie conversazioni telefoniche con le autorità della scuola e ministeriali, e dopo aver consultato i genitori di Lautaro e Camila, si era deciso di continuare il viaggio. Rimanevano te giorni prima di tornare a casa. I genitori di Camila avrebbero preferito tornare con la loro figlia. Sebbene non si arrabbiarono, gli risultava difficile dimenticare la scomparsa di Camila. Ma, vedendola così contenta dell'idea di condividere quegli ultimi giorni con i suoi compagni, consentirono con mala voglia e la riempirono di avvertenze e consigli.
-In realtà, -Disse Juan Manuel, in presenza di Lautaro- ti lasciamo stare qui solo perchè c'è Lautaro che ti controlla.
-Io avevo paura -Raccontò Ximena- che Lautaro non li avesse trovati e che tu e Sebastián vi foste persi da una parte, e Lautaro, dall'altra. Io sapevo che, se Lautaro sarebbe stato con voi, sareste sopravvissuti al freddo e a tutti gli altri pericoli.
-Avrò cura di lei -Promise Lautaro- Per tutta la vita- Puntualizzò.
Sebastián tornò a scuola con la gamba ingessata dall'inguine al tallone e camminava con le stampelle. Entrò in classe, e i suoi compagni si avvicinarono a lui per salutarlo e dargli pacche sulla spalla. Aveva guadagnato il rispetto dei suoi genitori nel dichiarare davanti ai giornalisti che la colpa era stata sua, che lui aveva convinto Camila ad accompagnarlo, che le aveva promesso che sarebbero tornati presto insieme agli altri e che le aveva assicurato che conosceva bene il parco, quando erano anni che non lo visitava. "Devo la mia vita al mio compagno Lautaro. Senza di lui, credo che Camila ed io non vi avremmo raccontato nulla". Sebastián dimostrò che parlava con il cuore quando chiese a suo padre, - dopo anni di assenza, era riapparso dopo aver scoperto grazie alla televisione della tragedia vissuta da suo figlio - un uomo molto ricco, che si facesse carico delle spese riguardanti il riscatto dei ragazzi scomparsi. Il padre, che desiderava compensare al figlio i suoi anni d'assenza, concesse la sua richiesta e pagò una cifra con molti zeri, anche se quella somma costituiva solo una parte delle spese che erano servite per cercarli; del resto se ne sarebbero occupate le pubbliche istituzioni. Le dichiarazioni di Sebastián finirono per catapultare alla fama Lautaro, che si trasformò nell'eroe del momento. Il ragazzo che aveva vinto le Prime Olimpiadi di Matematica e Fisica e che aveva salvato la vita dei suoi compagni. Lo invitarono a partecipare a programmi radio e televisivi; lo volevano intervistare le riviste e i giornali; parlavano di lui nei programmi di politica e l'interesse culturale come un esempio d'integrità e di valori. Lautaro accettò di parlare al telefono in tutte le opportunità con i giornalisti che li rispettavano. Gli altri, li rifiutava.
-Cos'hai imparato da tutto questo, Cami?- Le domandò Alicia.
-Che sono una cretina.
-No. Che sei più forte di quello che pensavi; io direi, che sei poderosa, e che la tua insicurezza, che proietti su Lautaro, deve terminare. La vita sta insistendo a farti avere il potere con la quale sei nata e che tu possa camminare tranquilla e sicura. Sempre attenta, ovviamente, ma con la certezza che sei Camila, una grande persona, e che, ovunque tu vada, nulla sarà lo stesso perchè la tua luce stravolge tutto. Se non hai capito questo messaggio, la vita tornerà a schiaffeggiarti fino a quando non lo comprenderai.
Con queste parole in mente, Camila stringeva la mano di Lautaro, sorrideva a chi passava e lo salutava e si dedicava ad amarlo ed ammirarlo. Era saggio il suo Lautaro, e aveva anche il senso dell'umorismo, che dimostrò la mattina del ritorno di Sebastián a scuola, quando questo, dopo aver salutato e risposto a varie domande, si avvicinò al suo banco, appoggiato alle stampelle, e gli disse:
-Hey, boy scout! Quante vecchiette hai salvato oggi?
-Nessuna. Ma non ti hanno raccontato dell'idiota alla quale ho salvato la gamba?
Le risate si elevarono come un ruggito, mentre Sebastián, Lautaro e Camila si strinsero in un abbraccio.
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