Capitolo 23
Al primo intervallo, Camila fingeva di leggere. Aveva la tachicardia, e contava i battiti ogni volta che questi le colpivano il petto. Lautaro sarebbe arrivato, senza ombra di dubbio. I battiti accelerarono quando lui si fermò di fronte a lei. Mantenne lo sguardo sul libro e, allo stesso tempo, desiderò che rimanesse lì e che se ne andasse.
-Camila.
-Cosa succede?
-Dobbiamo parlare.
-Va bene.
Lautaro si sedette a terra, accanto a lei. Non la toccò nemmeno.
-Descrivimi la foto, per favore.
Camila lo fece, e si sforzò per mantenere la calma. Non voleva pentirsi di parole e azioni sbagliate.
-Ho pensato molto -Parlò Lautaro- La foto l'hanno scattata un po' prima che avvenisse lo scontro tra me e Sebastián.
-Tu mi hai detto che Ines e Paola erano venute a provocarti, non a prenderti per mano.
-Prima Paola è venuta da me e mi aggredì nominandomi tuo padre. Ines la spinse e le disse che doveva lasciarmi in pace. Mi ha preso per mano e mi ha detto che voleva che facessimo pace.
-Pace? Perchè pace? A me, Nicola ha detto che Ines era andata a provocarti, non a fare la pace, e che per questo Sebastián era intervenuto.
-Sì, proprio così. Prima mi ha chiesto di fare pace, di tornare amici. Siccome io le ho detto che non sono interessato alla sua amicizia, mi ha insultato e ha cercato di picchiarmi. Non sapeva ciò che faceva. Era ubriaca.
Camila flesse le gambe, se le abbracciò e appoggiò la fronte sulle ginocchia. Lautaro non le diceva tutta la verità. Girò il viso e gli chiese:
-Cosa c'è tra te ed Ines?
-C'è una cosa che voglio raccontarti da quando stiamo insieme, ma non ho mai trovato il momento giusto per farlo. Io ed Ines siamo usciti insieme per alcune settimane durante l'estate.
"Ines ed io", ripetè per se stessa, e un dolore fisico l'attraversò dalla testa ai piedi. Non riusciva a parlare, non riusciva a respirare. Le labbra le diventarono secche.
-Camila, guardami, per favore.
-No. Continua a raccontare. Io ti ascolto.
-Non c'è nulla da raccontare. Siamo usciti un paio di settimane, non ha avuto nessuna importanza per me.
"Ma lei ha tentato di suicidarsi per colpa tua! La più bella della scuola ha tentato di suicidarsi per te, Lautaro! E io l'ho salvata!".
-Non dire così -Gli disse invece, e lo guardò furiosamente- Non mi trattare come una ritardata mentale. Se me lo racconti, sarà meglio che tu mi dica la verità. Se non sei disposto a dire la verità, non dire nulla.
-Cosa vuoi che ti dica? -Camila sbuffò e fece per alzarsi, ma Lautaro la mantenne al suo posto- Non te ne andare, per favore. Voglio che parliamo.
Rimasero in silenzio.
-Perchè sei uscito con lei? Ti piace? -Incominciò a ridere da sola- Che domanda stupida! Certo che ti piace! Lei è bellissima.
-Non è questo. Non mi ha mai attratto, nonostante...
-Non uscirtene con questo, Lautaro!
-Possiamo parlare decentemente? Mi lasci dirti la verità? -Camila annuì col viso tra le ginocchia- Alla fine dell'anno scorso, l'istituto di karate ha fatto una dimostrazione nel Club dei Farmacisti. La madre di Ines è una farmacista, per questo Ines viene al club. Quel giorno, lei mi vide alla dimostrazione.
"E ti ha anche visto nudo, mentre ti facevi la doccia nello spogliatoio".
-Ha incominciato a chiamarmi.
-Come ha avuto il tuo numero?
-Gliel'ho dato io quel giorno, al club.
-Ah. E? Cos'è successo?
-All'inizio, nulla. Parlavamo.
-Di cosa parlavate?
-Di qualsiasi cosa.
A Camila risultava intollerabile immaginare Lautaro ed Ines flirtare. Avrebbe giurato che Ines era incapace di sostenere una conversazione che soddisfacesse Lautaro. Chiuse gli occhi per eliminare la scena. Rabbiosa di gelosia, alzò lo sguardo e gli chiese:
-Come siete passati al secondo livello? O quando mi dici che sei uscito con lei, vuoi dire che rimanevate a parlare come due filosofi?
-No, certo che no. Un giorno, mi ha chiesto di aiutarla a studiare Fisica. Alla fine di marzo ha iniziato a venire a casa mia e beh...
Camila ricordò i preservativi nel cassetto del comodino.
-Va bene -Disse, e, con un salto, si mise in piedi- Non voglia ascoltare più nulla.
-Camila! -Lautaro si alzò e la prese per il braccio- Perchè sei arrabbiata? Io non ti ho messo le corna con lei. Tutto questo è successo prima che tu ed io ci mettessimo insieme.
Era vero, Lautaro ed Ines uscivano prima che iniziasse la loro relazione. Cosa la faceva infuriare? Perchè si sentiva tradita?
Allora ricordò: "Ti amo dal primo momento in cui ti ho vista. Quel giorno mi sono promesso che saresti stata la mia ragazza".
-Ti amo dal primo momento in cui ti ho vista. Questo mi hai detto il giorno in cui ci siamo messi insieme. Ovviamente, sei stato con un'altra.
La campanella annunciò la fine della ricreazione. Camila si girò e corse verso la sua classe.
"Ci sono giorni belli e giorni brutti", meditò Camila più tardi, durante la lezione di Fisica. "Questo è uno di quelli brutti", concluse, quando Ines, che venne chiamata all'interrogazione, prese un dieci.
-Le mie congratulazioni -Si complimentò il professore- Vedo che ha deciso di prendere la mia materia seriamente.
-Qualcuno me l'ha fatta piacere- Commentò Ines, e Camila le avrebbe strappato gli occhi con la quale guardò Lautaro. Ora molte cose successe in passato tornavano lucide. Ora capiva perché Lautaro non voleva che nessuno venisse a sapere della loro relazione. Ora sapeva chi era Sonochisono. E se c'era una complice, quella era sicuramente Paola. Odiò Lautaro per aver desiderato Ines. Immaginarlo a letto con lei le fece venire i conati di vomito. Si appoggiò una mano sul ventre e si morse il labbro.
-Cami, stai bene?- Si preoccupò Nicola.
Lautaro si girò immediatamente.
-Cos'hai?
-Sto bene, Nico. Non ti preoccupare. Ho solo avuto un dolore allo stomaco.
-Cosa le succede, Camila?- S'interessò il professore.
-Le fa male lo stomaco -Rispose subito Lautaro- Posso accompagnarla in infermeria?
Il professore diede loro il permesso.
-Sto bene, professore. Non ce n'è bisogno- Obbiettò Camila.
-Sei molto pallida, Camila. Accompagnala pure, Lautaro.
Quando si alzò, senza farlo apposta, il suo sguardo finì su quello di Ines, che la guardava, e il dolore allo stomaco si accentuò.
Lautaro tentò di prenderla per mano, e Camila, con un movimento delicato, la separò. In infermeria, le misurarono la pressione, sentirono il suo polso e le controllarono le pupille.
-Hai la pressione bassa, -Disse Marisa, l'infermiera- per questo hai mal di stomaco. Mangia queste gallette, che sono ricche di sale -Estese un piccolo pacchetto sigillato, che ricevette Lautaro- Ti sentirai meglio. Intanto, vado ad avvisare Rita, così puoi andare a casa. Hai bisogno di riposare.
-Non può andare da sola -Intervenne Lautaro- Cosa succede se sviene sul treno?
-Non sverrò. Non esagerare. Posso andare benissimo da sola.
-No, nemmeno morto ti lascio andare a casa da sola.
-Litigi da innamorati? -Intervenne l'infermiera- Lautaro, alla tua ragazza non succederà nulla. E poi, Rita chiamerà a casa sua per farla venire a prendere.
-Non c'è nessuno a casa di Camila a quest'ora.
-Torna in classe, Lautaro. Camila è sotto la nostra responsabilità, non la tua.
L'infermiera uscì dalla stanza senza chiudere la porta. Camila rimaneva seduta sul bordo del lettino, con la testa bassa. Aveva voglia di piangere. Perché era durata così poco la felicità? Perchè sentiva come se Lautaro l'avesse tradita?
Lui appoggiò le mani sulle sue gambe, e lei non ebbe la forza per tirargliele via.
-Mangia le gallette- Le fece coraggio,e sentì il rumore del pacchetto mentre lo apriva.
Camila ricevette la galletta e morse un angolo piccolo. Il sapore del sale le inondò la bocca. Masticò lentamente e ingoiò timorosa che il boccone le facesse aumentare la nausea. Ripetè l'azione, sempre lentamente, e alla fine si sentì meglio.
-Cos'hai, Camila?- Chiese Rita, quando entrò seguita dall'infermiera.
-Ora sto meglio. Posso tornare in classe senza problemi. Le gallette mi hanno fatto bene.
-Sì? Ti senti meglio? -Camila annuì- Bene, se preferisci rimanere... -Guardò l'orologio- Manca poco alla ricreazione. Lautaro, portala alle macchinette e prendile un tè con molto zucchero.
-Sì, certamente.
-Questo le farà molto bene- Opinò Marisa.
Lautaro le diede il bicchiere di tè fumante.
-Amore mio, -La chiamò, e le accarezzò la fronte con un bacio- davvero stai meglio? Perchè non ti sei fatta portare a casa?
-Sto bene, Lautaro, mi sento meglio.
-Cos'è successo?
-Mi è venuta la nausea e un giramento di testa. Sono uscita senza fare colazione stamattina. Sarà stato questo.
-Perchè non hai fatto colazione? -Si arrabbiò- Non fa bene.
-Non avevo fame.
-Dai, bevi il tè. Ci ho messo molto zucchero -Disse, e le baciò la guancia. Lo bevve a piccoli sorsi- Camila, ti amo- Le sussurrò Lautaro, e con ciò le accarezzò l'orecchio con le labbra.
-No, Lautaro, non ora.
-Va bene, ma voglio che tu sappia che sei la cosa più importante per me, ciò che più amo in questo mondo -Annuì con sguardo assente- Per me Ines non ha significato nulla. Non m'importa se ti arrabbi quando lo dico. E' la verità.
-Sei andato a letto con lei -Disse energica come non mai- Hai avuto relazioni sessuali con lei, è ovvio per me. Non puoi dirmi che non ha significato nulla.
Lautaro abbassò lo sguardo e non negò la faccenda. "Sono stati a letto insieme", si disse Camila. "Avevo ragione. Hanno fatto sesso. Conosce più lei che me. L'ha penetrata. Conosce il suo corpo nudo. Conosce il suo corpo perfetto e ha goduto insieme a lui".
-Non stavamo insieme.
-Ma, secondo quanto mi hai detto, eri innamorato di me.
-Tu non mi consideravi nemmeno.
-Dio mio, Lautaro! Come avrei dovuto considerarti se nemmeno mi degnavi di uno sguardo?
-Non ho continuato con lei per te. Ho smesso appena sono iniziate le lezioni, perchè ti avevo in testa tutto il tempo.
-Non volevi che si sapesse che stavamo insieme perchè così Ines non si sarebbe arrabbiata? Per poter continuare con tutte e due?
-Stai dicendo un mucchio di stupidaggini!
-Non parlarmi così! Con me, parli bene!
-Scusami, però mi fa andare fuori di testa che tu mi dica cose tanto ingiuste. Non sono mai stato con lei da quando ci siamo messi insieme. Non voglio stare con nessuno, solo con te! -Più calmo, le chiese-: Camila, davvero pensi che sono stato con lei e con te contemporaneamente? -Non riusciva a parlare, così, senza guardarlo, negò con la testa- Non volevo che lo venisse a sapere così non ci avrebbe infastiditi. Sapevo che lo avrebbe fatto.
La campanella la inquietò, e Lautaro le strinse la mano per tranquillizzarla. Lei gli permise di prendergliela.
-Sei innamorato di lei?
-No! Cosa dici? Io amo te. Con tutta l'anima.
-Lei continua ad essere innamorata di te. Non credere che non mi sono resa conto che la ragazza che ti ha infastidito tutto il giorno quella volta che sono venuta da te per il lavoro di Geografia, era lei. Stava anche aspettando che uscissimo di casa. Se ci penso, mi viene paura.
-No, no -Le fece coraggio lui- Non ti farà nulla. Non glielo permetterò. Nessuno ti toccherà nemmeno un capello, amore mio.
-Come lo sai? Mi spaventa il fatto che ha voluto essere mia amica per tutto questo tempo. Perchè? Per cosa?
-Io credo che tu le stia simpatica, in fondo.
-Sì, certo! Chi altro sa ciò che è successo tra voi due.
-Paola e Javier lo sanno. E Sebastián pure, perchè Ines gli racconta tutto.
-E Laura e Nicola lo sanno?
Lautaro annuì.
-Per me, lei non esiste.
-Andiamo, voglio uscire da qui. Non sopporto quando c'è troppa gente.
Quando passarono vicino a Ines, Paola e Sebastián, Camila mantenne lo sguardo su quello di Ines che rimaneva indifferente. "Finalmente ti mostri per come sei", pensò.
-Ines, non inviarmi più anonimi. Non avrebbe senso. So già tutto. Lautaro me lo ha appena raccontato.
-Cosa? Anonimi? Di cosa cazzo parli, Camila? Sei pazza? Di cosa sta parlando questa, Lautaro?
Camila si allontanò senza importarle se Lautaro la seguiva o meno.
Da quel giorno, qualcosa si ruppe all'interno di Camila, e la tristezza prese il sopravvento nella sua anima. Le si cancellò il sorriso e se ne andò il luccichio che aveva negli occhi, e il pallore non l'abbandonò. Era spenta e stanca. A volte, si addormentava piangendo, creando scende di lui godendo insieme a lei. Perchè l'assalivano quelle immagini? Perchè non riusciva a dimenticare quello che era successo tra Ines e Lautaro?
Tecnicamente, lui non l'aveva tradita. Ma l'effetto sorpresa la scioccava ancora. Il nerd della classe con la ragazza più popolare?
-Cami, -L'avvertì Alicia- con questo comportamento, ti stai avvicinando alla parte più oscura della tua personalità.
Il peggio era essere cosciente di incamminarsi verso un abisso e non riuscire a fermare i passi; loro la guidavano in maniera autonoma, e la portavano dove volevano. Aveva perso il controllo della sua vita e del suo corpo. Così, pensando al corpo perfetto di Ines, senza cellulite e maniglie dell'amore, con le gambe snelle e le cosce piccole, cominciò una dieta di sole seicento calorie al giorno, e, determinata come solo le taurine sono, continuò in maniera severa. Siccome buona parte di quello che guadagnava lo usava per aiutare con le spese della casa, non riusciva a pagare anche dei corsi in palestra, così comprò un DVD con esercizi fisici, che faceva in salotto tutte le sere prima di farsi la doccia. Per ammazzare la fame, masticava gomme senza zucchero e beveva tè. Alla fine, le si bloccò la mestruazione.
-Sei più magra -Notò Laura una mattina- Stai facendo una dieta?
-No- Mentì, forse perchè Lautaro era lì, che le stava ascoltando. Neanche morta gli avrebbe confessato che non mangiava per avere un corpo modellato come quello di Ines. Ci fu uno scambio di sguardi tra loro, fugaci, quasi inesistenti, come lo erano da quel lunedì in cui lui le aveva raccontato della sua avventura con Ines. In quel momento gli occhi celesti di Lautaro la stregarono, e Camila vide il dispiacere che provava. Riuscì a leggere la sua mante: "Perchè mi stai punendo? Perchè ti stai punendo? Ti amo. Non te ne rendi conto?". Nonostante ciò, l'orgoglio di Camila le impediva di mostrare un gesto di perdono. In realtà, erano tonnellate di orgoglio.
-Chi dovresti perdonare? -Volle capire Alicia- Lui, no di certo. Non era il tuo ragazzo quando ha iniziato la relazione con Ines.
-Però era innamorato di me quando è andato a letto con lei. Come posso tornare a fidarmi?
-Cami, non stai ragionando e lo sai. Tu e lui non eravate nulla. È andato a letto con Ines, come tu avresti potuto farlo con Sebastián.
Camila, sorda alla lucidità di Alicia, strinse i pugni e chiese:
-Perchè? Perché è andato a letto con lei?
-Perchè lei lo desiderava e lo ha sedotto, non te ne rendi conto? Gli ha chiesto di farsi aiutare in Fisica per avere una chance. Per favore, Cami! Lautaro è un adolescente, non un uomo sposato, con tre figli. E ha gli ormoni a mille.
Sì, Ines era capace di sedurre. In discoteca, lo faceva sempre, e le era risultato agghiacciante vederla all'opera.
-Camila, il tuo comportamento ti sta impedendo di vedere che perderai un ragazzo fantastico, che ti ama molto, per una questione di orgoglio. Non sopporti che lui possa comparare il corpo di Ines con il tuo, la sua bellezza con la tua. E non ti rendi conto che lui non lo fa, che non lo ha mai fatto. Ha scelto te.
-Lo farebbe se facessimo l'amore e mi vedesse nuda.
-Camila, quando un uomo e una donna, per quando giovani e immaturi siano, fanno l'amore con amore, si dimenticano di tutto, anche dei difetti fisici. Che poi, tu non ne hai nessuno! Lautaro ti vede perfetta. Non perfetta per i canoni della società, ma perfetta per lui, semplicemente, perchè ti ama. Ora, ti siedi e mangi questo piatto di pasta di fronte a me. Ci manca solo che diventi anoressica per diventare un palo come Ines!
Mangiò il piatto di pasta per far contenta Alicia e, quando questa andò nel suo studio e la lasciò sola con Lucio, si chiuse in bagno per vomitare. Sul punto di infilarsi le dita in bocca, si fermò. Osservò il suo riflesso nell'acqua del gabinetto. "Cosa cazzo stai per fare, stupida?". La sua bocca tremò e le prime lacrime le scesero. Perchè doveva sempre soffrire? Lei si negava la felicità con Lautaro per un orgoglio gigantesco, che la dominava come un ciclope ad un mortale. Sapeva perchè si afferrava a quell'orgoglio: per nascondere la sua bassa autostima. Ma, perchè ne aveva così poca? Perchè aveva paura e si sentiva insicura?
-Perchè senti che devi essere perfetta per essere amata -Le spiegò Alicia- Questa è la tua parte negativa. E, giustamente, i tuoi canoni di perfezione sono altissimi, irraggiungibili. Ti fai del male e fai del male a Lautaro nella tua immaturità.
Sì, gli stava facendo del male. Da alcune settimane non si vedevano né il sabato né la domenica. Aveva smesso di accompagnalo alle riunioni degli scout con la scusa del lavoro, che le dava il tempo di studiare solo il sabato. Anche la domenica si nascondeva dietro bugie simili. Lui però, continuava a presentarsi sotto casa sua tutte le mattine per andare in stazione insieme. A scuola, parlavano durante la ricreazione, anche se sempre più frequentemente apparivano silenzi imbarazzanti tra loro. Il contatto fisico era quasi sparito, e, in due occasioni -una, in treno e l'altra, nell'atrio della scuola- Lautaro la portò in un angolo e cercò di prendersi un bacio forzatamente. Camila girava sempre la testa e si negava, schifata per la sensazione delle sue mani sul suo corpo, mani che non la desideravano più, ma che solamente la comparavano e la valutavano.
Un venerdì di giugno, Lautaro non andò a prenderla per andare a scuola.
-Che strano che non c'è Lautaro!-Esclamò Ignacio, ignorante del dolore che causava in sua sorellaquel commento- E' sempre puntualissimo.
-Andiamo. Oggi non verrà.
-Perchè?
-Perchè no.
-Che umore di merda che hai ultimamente, Camila!
Entrò in aula e lo vide parlare allegramente con Ines. La fame e l'impressione le provocarono un giramento di testa, di quelli che si prova quando ci si alza bruscamente. Delicatamente, si appoggiò al cornicione della porta e inspirò profondamente fino a quando si sentì meglio. Non voleva che si rendessero conto del suo malessere, soprattutto lui, per non fargli sospettare che fosse solo un richiamo d'attenzione. Non li guardò mentre si sedeva al suo posto e fece finta di leggere il solito libro. Lautaro non si girò per salutarla.
-Quando incominciano le olimpiadi?-S'interessò Ines.
Camila rimase congelata sopra il libro.
-Lunedì pomeriggio.
-Ed è vero che lo trasmetteranno intelevisione?
-Sì. Infatti, si svolge negli studi del Canale della Città.
-Che fico! E i tuoi compagni possono venire?
-Non lo so. Posso indagare.
-Dai. Sarebbe da sballo poterci venire, no?
-Certo.
Gli occhi di Camila si riempirono di lacrime, e un singhiozzo le bloccò il respiro. Non le aveva raccontato nulla di ciò, né l'aveva invitata alle olimpiadi. "Non puoi incolparlo, idiota! Hai fatto l'impossibile per farlo succedere. Ora, sopporti".
-Devi vincere, Lauti! -Esclamò Ines, egli appoggiò la mano sulla spalla, la stessa mano che, sicuramente, aveva toccato le sue parti intime- Andremo tutti insieme in vacanza a luglio. Che bello!
Camila uscì dalla classe e andò in bagno, dove vomitò bile. Si sciacquò la bocca e masticò una gomma fino ad eliminare il retrogusto amaro. Si lavò gli occhi e si pettinò i capelli con le dita. Nel tornare in classe, s'incontrò con la professoressa, che le lanciò uno sguardo accusatorio.
-Sei arrivata tardi, Camila.
-Mi scusi, professoressa.
Si sedette al suo posto con l'aria di un cane bastonato, salutò con un mormorio Nicola e aprì lo zaino. Si spaventò quando Lautaro si girò e le chiese:
-Cos'hai? Sei più pallida di un fantasma.
-Sto bene -Disse, senza la voglia di sfidarlo- Perchè non sei venuto a prendermi?
-Perché non ne avevo voglia.
-Lautaro, Camila, silenzio- Esclamò la professoressa e lui si rigirò.
Prima di quel gesto, il corpo di Camila tremò; si era appena resa conto che era tutto finito.
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