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Capitolo 20

Il giorno del suo compleanno, il 10 di Maggio, Camila si alzò prima del solito orario. Si preparò un caffellatte ed appoggiò la tazza sulla scrivania vicino al computer. Si connesse a Internet e poi accese a Facebook. Credeva che Lautaro le avesse fatto una sorpresa in bacheca. Non si sbagliò. Il messaggio era stato inviato alle due del mattino. "Perchè voglio essere il primo di tutta la tua vita, anche il primo ad augurarti un buon compleanno, ti scrivo a quest'ora per dirti: Buon compleanno, amore mio! Sei la cosa più bella della mia vita". Un nodo le si formò il gola, e il cuore incominciò a batterle tanto forte, che lo sentì nelle orecchie. Sapeva quello che voleva dire con il "voglio essere il primo di tutta la tua vita". Il giorno prima, dopo un bacio pieno di passione, Lautaro le aveva sussurrato all'orecchio:

-Camila, voglio fare l'amore con te -Dovette percepire il suo nervosismo perchè chiarì- Quando sarai pronta. Prenditi il tuo tempo, però. So che sei vergine e che sarà la tua prima volta.

Perchè la scandalizzava tanto la domanda del suo ragazzo?

Dopotutto, pensò, si supponeva che fare l'amore era normale. Per Camila, invece, avere relazioni sessuali, anche con Lautaro, che amava, si presentava come un'impresa dura da affrontare. Seppure cosciente che i baci non calmavano il desiderio, immaginarsi nuda con lui era un pensiero che non riusciva a tollerare.

Non era per niente pronta.

Ma si sforzò di cacciar via i brutti pensieri dalla sua mente. Era il giorno del suo sedicesimo compleanno e voleva prendere un respiro dai propri problemi.

Non ci riuscì: un attimo più tardi, arrivò un messaggio privato di Sonochisono. "Auguri, Camila! Oggi, per te, c'è un regalo speciale. Apri l'archivio e goditelo". Con la freccia del mouse sulla parola "cancella", lottò contro la curiosità e perse. Non era un disegno, ma una foto di Lautaro ed Ines scattata mentre parlavano nell'atrio dell'istituto di karate. Era di qualità e nitida, quindi non era stata scattata con un cellulare. Con la nuova fotocamera di Laura, magari?

Camila analizzò l'immagine per vari secondi. Non c'era nulla di male nel modo in cui si guardavano mentre parlavano; in realtà, Ines parlava; Lautaro la guardava con la serietà di sempre. Ma, con il semplice completo di karate ed una coda alta, Ines era bellissima, e lo sguardo di Lautaro Camila lo giudicò pieno di desiderio. Cosa gli starà dicendo? Avrà praticato con lei qualche mossa? Saranno finiti a terra, agitati e guardandosi negli occhi? Li circondava un'armonia insolita, come se in realtà non s'insultassero e non si trattassero mai male. Perchè Sonochisono le inviava una foto di Lautaro con Ines? Sonochisono sarà proprio lei? Se lo era, avrebbe avuto bisogno di un complice, qualcuno che scattasse la foto. Paola? Sebastián? No, era improbabile. In quegli ultimi giorni, l'amicizia con Ines si era rafforzata, e Camila la percepiva sincera.

Come al solito, Lautaro l'aspettava sotto casa. Nonostante Ignacio li guardava con un sorriso imbarazzato, la baciò sulle labbra e l'abbracciò. Al sussurrarle: "Buon compleanno, amore mio", distrusse tutto il disagio causato da quella fotografia. Era la seconda volta che la chiamava così e quanto le piaceva!

Una volta soli, in treno, Lautaro le chiese:

-Hai letto il messaggio che ti ho scritto su Facebook? -Camila annuì- E? Ti è piaciuto?

Si avvicinò al suo orecchio per confessargli:

-Non mi è piaciuto, l'ho amato.

Lautaro sfiorò le labbra con le sue. Senza separarsi, dichiarò:

-Ho detto la verità, Camila. Sei la cosa più bella che ho.

Passarono una mattina gradevole. I loro compagni le cantarono "tanti auguri", e, nel primo intervallo, Lautaro le diede dei cioccolatini.

-Questo regalo è un anticipo. L'altro te lo do oggi pomeriggio.

-Ce ne sono altri?

-Ovvio.

-No, non darmelo oggi pomeriggio. Dovresti farlo a casa di Alicia e non voglio. Mi piacerebbe che fosse un momento speciale, per noi due.

-Sì- Acconsentì lui, e le strinse la mano.

-Dammelo sabato, che è il mio giorno preferito. Pensavo di preparare una cena per festeggiare. Questa volta ho voglia di festeggiare. Perchè ho te.

-Sì- Ripetè lui, senza battere ciglio, perso nei movimenti delle labbra di Camila.

Al pomeriggio, Alicia l'accolse con un abbraccio.

-Buon compleanno, tesoro!

La sorprese il fatto che se lo ricordasse. Lucio le diede un regalo e le riempì la guancia di saliva per darle un bacio.

-E' bellissimo! -Esclamò mentre ammirava il completo composto da una camicia e una minigonna- Alicia, è bellissimo! Non avresti dovuto spendere tanto!

-Cosa t'importa di quanto ho speso? L'ho visto e mi sono detta: "Camila sarà bellissima con questa gonna e questa camicetta". Hanno un'aria così romantica...

In una tonalità rosa pallido, la camicetta di cotone aveva una stampa a rose e laccetti di colore più acceso che andavano dal fucsia al rosso, con dettaglia color lavanda e azzurro. La gonna era della stessa tono rosa della camicia. La delicatezza dei vestiti la commuoveva. Non aveva mai immaginato di poter avere un completo che sarebbe costato una fortuna.

All'improvviso, guardò la dimensione della gonna, assaltata dalla preoccupazione: ci sarebbe entrata?

-E' della tua taglia -Disse Alicia- Non preoccuparti, ti starà.

Senza pensarci, Camila abbracciò la sua vicina. Non voleva mettersi a piangere.

-Hey, perchè queste lacrime?

La domanda le bastò per farla piangere ancor di più.

-Non lo so- Ammise Camila.

-Hai dovuto passare per tante cose ultimamente. E' logico che tu sia sensibile.

-Oggi sarà il primo compleanno che passerò senza mio padre in casa.

-Questo fa male.

-Molto. E poi...

-E poi?

-Oggi mi è arrivato un altro messaggio.

-Aja. Cosa dice questa volta?

-Mi ha mandato un "regalo" di compleanno -Disse- Una foto.

-Di chi?

-Di Lautaro e Ines.

-Insieme? -Camila annuì- A scuola?

-No, al corso di karate. Ines ha incominciato a prendere lezioni quest'anno.

-La foto è, come dire, compromettente?

-Non c'è nulla, però...

-Però ti sei lo stesso ingelosita -Camila tornò ad annuire- E' normale. Ines è una ragazza molto bella e tu molto insicura -Camila rise- Dimmi una cosa, Lautaro ti da motivi per essere gelosa di Ines?

-No, anzi. A volte credo che la odia. A volte si trattano molto male.

-Ah, sì?

-Sì, Lautaro non la sopporta e non vuole che diventiamo amiche.

-E tu, cosa pensi di Ines?

-Mi sta simpatica, nonostante sia un disastro. Non so perchè mi sta simpatica, in realtà.

-L'hai salvata quella volta in stazione. Questo ha creato un legame molto forte tra voi due.

-Può essere -Camila abbassò lo sguardo- Ieri... -Incominciò, poi si fermò.

-Cos'è successo ieri?

-Lautaro... mi ha detto che vuole fare l'amore con me.

-Così te lo ha detto? "Camila, voglio fare l'amore con te"? -Camila annuì- Questo Scorpione è un gran seduttore.

-Davvero?

-Ovviamente! Qualcun altro ti avrebbe detto: "Camila, voglio scopare".

Risero insieme, e Lucio lanciò un'esclamazione per accompagnarle. Camila lo prese in braccio.

-Cos'hai sentito quando Lautaro te lo ha detto?

-Non lo so... molto strana. La verità è che, nonostante quasi tutte le ragazze che conosco hanno già fatto sesso, per me è una cosa che... non so... è una cosa che non ha a che fare con me. Che non avrà mai a che fare con me.

-Dimmi cos'è la prima cosa che ti viene in mente quando pensi al fare l'amore.

-Che dovrò stare nuda.

-Non deve per forza essere così. Si può fare l'amore anche con tutti i vestiti addosso e tutte le luci spente.

-Sì, forse, ma prima o poi ci si dovrà anche spogliare, no?

-Se tu lo vuoi, se sei pronta. Cami, qual è il problema?

-Non voglio che Lautaro veda il mio corpo.

-Perchè? Hai qualche difetto?

-Un sacco! Le mie gambe sono due prosciutti pieni di cellulite. Ho un sacco di nei. La mia dermatologa dice che è tipico delle pelli bianche. Mi piacerebbe essere nera!

Alicia scoppiò in una risata.

-Scusa -Si scusò subito- Ti dico solo una cosa: così come Lautaro ti fa sentire bella con solo guardarti, ti farà sentire bella anche a letto. Devi cercare di capire come pensa e come si sente lui. Gli uomini sono molto diversi da noi. Non ci girano molto intorno, a loro piacciamo così come siamo. Quello che l'uomo detesta è l'isteria. Ci preferiscono rilassate e contente, questo è tutto ciò che chiedono.

-Ci sono uomini che si preoccupano molto di avere ragazze magre- Menzionò Camila, al ricordare il ragazzo tennista della sua amica Emilia.

-Non sono uomini con la quale vale la pena stare -Sospirò Alicia- Potrei sbagliarmi in questo che ora ti dirò, ma non credo. Il giorno in cui deciderai di donarti a Lautaro, sarai la donna più felice del mondo. Ma ora non pensare a questo. Hai già troppi problemi. Quando arriverà il momento, tutto andrà facilmente e ne rimarrai felice. Lautaro ti adora e bacerebbe la terra sulla quale cammini.

Questa dichiarazione la lasciò senza parole.

-Sì? Ti pare?

-Sì. E ora, signorina, vai e goditi questa giornata.

Il sabato successivo, quello scelto per festeggiare il suo compleanno, Camila si alzò presto e andò da Alicia. Aveva bisogno di parlarle. Al ritorno, si rese conto che Josefina era arrabbiata.

-Ero da Alicia.

-E perchè vai da Alicia giusto oggi, che c'è da preparare la roba per il tuo compleanno?

Decise di mentirle:

-Sono andata a prendere la mia paga, per le ore in più che ho fatto lunedì. Hai avvisato la nonna per la cena?

-Sì. Cosa ti metterai stasera?

-Il completo che mi ha regalato Alicia.

-Quella camicia è molto trasparente -Obbiettò Josefina- Mettiti una canotta sotto.

-Sì, già ci avevo pensato.

-A che ora viene Lautaro?

-Alle nove. Ho invitato anche Alicia e Lucio.

-E le tue cugine?

-No, mamma.

Perchè per Josefina non bastava mai ciò che faceva? Chiedeva sempre di più, c'era sempre qualcosa da riprendere.

Aveva bisogno di rilassarsi.

-O le inviti tu o le invito io. Decidi.

-Invitale tu- Disse, e si chiuse in camera.

Al pomeriggio, Camila andò al supermercato e comprò gli ultimi ingredienti di cui aveva bisogno per la cena. Nel tornare a casa, ci fu una sorpresa: Lautaro la stava aspettando davanti alla porta dell'edificio. Camminò verso di lui con un sorriso incosciente.

-Ciao- Lautaro s'inclinò e la baciò.

-Ciao. Come mai qua?

-Volevo vederti.

-Hai suonato? Mia madre non ti ha fatto entrare?

-Le ho detto che ti avrei aspettata qua.

Salirono in casa e, dopo aver salutato Josefina, Lautaro l'accompagnò in cucina e l'aiutò a svuotare le buste della spesa.

-Vuoi qualcosa da bere? Un caffè? O preferisci un succo?

-Un caffè, per favore -Nel frattempo, continuò- Sono venuto a darti i tuoi regali.

-Davvero?

-Questa sera ci saranno tua nonna, Alicia, tua madre... e non avremo un momento per noi.

Camila si girò e lo guardò negli occhi.

-Ti amo, Lautaro.

Lui la alzò e la mise a sedere sul pianerottolo, azione che la lasciò senza parole e con l'imbarazzo. Lei pesava all'incirca 55 chili. Lui lo avrebbe notato? Questa domanda svanì nel momento in cui la baciò con ansia, senza accorgersi che Josefina si stava avvicinando. Lautaro, però, si separò da lei giusto in tempo e aiutò Camila a scendere.

Presero il caffè in sala. Camila gli raccontò del regalo di Alicia e, anche se Lautaro la pregò, lei si negò di mostrargli il completo.

-Lo vedrai stasera, quando me lo metterò.

-Va bene -Si rassegnò- E ora è arrivato il turno dei miei regali -Dalla busta carina con disegnini azzurri, estrasse un pacchetto- Questo è da parte di mia madre.

-Grazie! -Lo baciò rapidamente sulle labbra- Dopo chiamerò tua madre per ringraziarla.

-Ed ora i miei, di regali.

-Grazie. Non so cosa dirti più di ringraziarti.

-Baciami, allora.

Incominciò con timidezza. Lautaro si manteneva rilassato sul divano, con gli occhi aperti, fino a quando Camila si avvicinò al suo corpo, godendo del contatto fisico, e lo baciò.

-Dimmi di nuovo quanto mi ami.

-Non voglio che pensi che te lo dico solo per I regali che mi hai fatto. Ti amo già da prima e ti avrei amato anche senza tutti i tuoi regali- Le si riempirono gli occhi di lacrime.

-Che succede? Perchè piangi?

Velocemente, si asciugò le lacrime con la manica della camicia e sorrise.

-Perdonami. Piango di felicità. Sono davvero felice.

-Davvero? Perchè?

Lui già sapeva la risposta; ma, il suo ego aveva bisogno di ascoltarla, e Camila glielo disse con piacere:

-Perchè sono con te.

Lo accompagnò fino al portone e, prima di salutarsi, Camila gli prese le mani e lo guardò negli occhi.

-Mi hai dato il migliore di tutti i regali: hai trovato un lavoro a mio papà, un lavoro che lo renderà felice. Me lo ha detto oggi a pranzo.

-Ad ogni modo, glielo ha dato mia madre. O meglio, se lo è meritato tuo padre.

-Io sento che te lo devo.

Lautaro si imitò ad annuire. Al tornare in appartamento, colma di felicità, raccontò a Josefina del nuovo lavoro di suo padre.

-Ah, sì? Lavorerà nella fabbrica della famiglia di Lautaro?

-Sì. E guadagnerà molto più di prima. E poi, papà dice che quel lavoro gli piacerà e che Ximena lo accompagnerà durante tutto il percorso.

-E questa Ximena...?

-Sì, la madre di Lautaro.

-Com'è? È giovane?

Camila sorrise dentro di se: sua madre era gelosa. Ed era una buona cosa.

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