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Capitolo 20: Sasori contro Sakura e Chiyo (parte 2)

Sasori indirizzò la sua marionetta su di lei per sferrarle il colpo di grazia, tuttavia non appena questa fu abbastanza vicina, Sakura si alzò di scatto e distrusse la marionetta, per dispiacere di Sasori.

A quanto pare Sakura si era salvata grazie ad un antidoto, che però avrebbe avuto effetto solo per tre minuti.

Sasori era su di giri: prima la sua marionetta, adesso... un antidoto al suo letale veleno. Doveva giocare la sua carta segreta.

«È passato un bel po di tempo... dall'ultima volta che ho usato me stesso.» commentò impassibile, togliendosi la cappa dell'Akatsuki e mostrando il suo corpo, trasformato in una marionetta.

Dai palmi delle mani di Sasori fuoriuscirono dei tubi che funzionavano come lanciafiamme, che usò immediatamente contro le due, usando poi un lungo cavo di metallo contro le due, che si erano riparate dietro alcune rocce per sfuggire al flusso ardente, ferendo Sakura all'addome.

Sasori poi si lanciò contro sua nonna, intenzionato ad eliminarla una volta per tutte, ma Sakura prese il cavo di metallo e lo tirò forte, avvicinando il nemico a sè e mandandolo in pezzi con il suo pugno.

"Non dirmi che ce l'hanno fatta sul serio?"

"No, secondo me Sasori ha un asso nella manica. Ti pare che, dopo tutto quello che abbiamo visto, tutte le sue incredibili tecniche, non abbia un piano di emergenza per questi casi? Eh Kurama"

Come avevo previsto, il corpo di Sasori si riassemblò a partire da una scatola cilindrica, che col byakugan riuscii a comprendere contenesse il suo cuore.
Le due ninja erano stupiti e spaventate; credevano di averlo sconfitto, invece sembrava essere immortale, visto che era tornato come nuovo dopo essere stato fatto a pezzi.

La vecchia allora, constatando che per sconfiggere il nipote avrebbe dovuto usare la sua arma migliore, estrasse un rotolo dal quale fuoriuscirono dieci marionette con una tunica bianca.

Sasori non sembrava affatto stupito.
«Me l'aspettavo da te, vecchia. Si dice che l'abilità di un marionettista si misuri dal numero di pupazzi che riesce a usare. Però... è questo il tuo misterioso "numero di dita" con il quale sei riuscita a conquistare un castello da sola...  la Tecnica Bianca Segreta!» disse elettrizzato dall'idea di combattere finalmente al meglio.

Lo scontro aveva stava raggiungendo il suo apice.
«Una notevole raccolta di marionette ma...» si complimentò aprendo uno sportello sulla scatola cilindrica posta sul suo petto, da cui uscì una notevole quantità di fili di chakra. «io con questo ho conquistato un'intera nazione!» concluse liberando cento marionette che indossavano una tunica rossa. «Tecnica Rossa Segreta: Spettacolo dei 100 Congegni!» esclamò soddisfatto della reazione di terrore che aveva provocato nelle sue avversarie.

"Wow"

"Niente male. Mi aspettavo di peggio, invece mi ha alquanto sorpreso."

"È questo il livello dei ninja dell'Alba? È incredibile!"

"Si, e ricordati che tu non sei da meno. Anzi, sicuramente, avresti sconfitto il rosso nel giro di tre minuti, ne sono sicuro"

"Questo è vero, certo però che non pensavo fossero così forti... fortuna che ho accettato la loro offerta alla fine"

Sasori in quel momento aveva lo sguardo di un folle; sembrava aver perso la ragione, travolto dal desiderio di eliminare le sue tenaci avversarie.

Le marionette dei due schieramenti infine si scontrarono; anche Sakura dette il suo contributo come meglio poteva, nonostante l'antidoto non facesse più effetto ormai.
Le marionette venivano distrutte molto in fretta: se quelle di Sasori avevano il vantaggio della quantità, quelle di Chiyo erano di qualità superiore, perciò erano più resistenti di quelle del rosso.

Per cercare di fermare l'attacco, Sakura lanciò una piccola biglia contro Sasori, che si espanse un attimo prima di raggiungerlo, divenendo una grande maschera felina che lo inchiodò alla parete della caverna, non molto lontano da dove mi trovavo io.
Quella tecnica di sigillo soppresse il suo chakra, e le poche marionette rimaste in piedi caddero a terra immobili.

Le due kunoichi poterono finalmente tirare un sospiro di sollievo, stremata dalla battaglia e anche dall'effetto del veleno, che aveva intossicato entrambe.
Sakura si voltò, volendo raggiungere Chiyo per iniettarle l'antidoto, rendendosi conto che una marionetta era ancora in piedi e impugnava una spada; la marionetta altri non era che Sasori, perché Sakura aveva immobilizzato solo un corpo finto, mentre quello vero si trovava vicino alla vecchia.

Sakura, in un disperato tentativo di salvare la vecchia, si frappose fra lei e Sasori, venendo trafitta al posto suo, e mentre la lama era ancora conficcata nel suo addome blocco l'emorragia e si curò, ma purtroppo senza molti risultati perché anche la katana era intrisa di veleno.

Nonostante le sue pessime condizioni, Chiyo inietto l'antidoto nella ragazza, stupendo lo stesso Sasori.
Quest'ultimo tentò di sfilare la katana dalla ragazza, che però tenne salda la presa sulla lama; il rosso quindi mollò la katana e usò il suo braccio, munito di lama ben affilata, per attaccare la vecchia in un ultimo tentativo.

Proprio in quel momento notai un movimento alle spalle del rosso, assieme al luccichio di alcune lame.

Merda!

Con uno scatto rapidissimo, raggiunsi Sasori e lo spinsi via prima che potesse venire trafitto dalle prime marionette messe in gioco dalla vecchia.
Non mi importava se avevo reso nota la mia presenza alle due; ora ero parte dell'Alba, perciò mi toccava salvare la pelle ai miei "compagni".

«Ma chi...?»

«Oh.»

Sputai un po' di sangue, le ferite erano gravi, ma per me non rappresentavano un problema. Mi sarei curata più tardi, una volta raggiunto un luogo sicuro.

«E tu chi sei?» chiese perplessa la vecchia.

«Aspetta! Tu sei...»

«Nessuno di cui possa importare il nome.» la interruppi bruscamente, sfilandomi le lame di dosso e sputando ancora sangue.

Anche la rosa era molto debole, e aveva già perso molto sangue; si accasciò a terra in un istante prima di replicare, e la vecchia fu subito su di lei per curarla.

«Aspetta, faccio io.» la interruppi sapendo che ci avrebbe messo troppo tempo e io non volevo sprecarne.

Con poca delicatezza allontanai le sue mani e infusi un po' di chakra che avevo raccolto da un po' di tempo; non era chakra oscuro, con quello l'avrei uccisa, era un chakra opposto, bianco, che in men che non si dica rimarginò le ferite della ragazza, che riprese i sensi. In quel modo però, persi l'opportunità di guarire me stessa e di aiutare Kurama.

"Scusami Kurama"

"Non fa nulla. In fondo non te l'ho mai chiesto di cambiarmi, hai preso da sola questa decisione, ma ammetto che te ne sono grato"

"Allora anche tu sai essere gentile"

"Sta zitta!"

«Come hai fatto?» domandò impressionata la vecchia.

La ignorai, aspettando che la ragazza ricollegasse la testa.
«Tu sei di Konoha, perché lo hai aiutato?» indagò finalmente la testa rosa.

«Io non sono di Konoha, e comunque ho le mie ragioni. Dubito però che questo mi piccolo favore possa farti tacere riguardo a me, giusto?»

«Tu sei una criminale!»

«E chi ha detto una sciocchezza simile?»

«Anni fa hai ucciso centinaia di persone innocenti, senza alcun rimorso!» mi accusò Sakura, irritandomi non poco. Odiavo che venisse tirato in ballo quell'episodio.

«Sakura, giusto? Se dirai che mi hai vista, allora Orochimaru avrà una pista che lo condurrà a me. Ho bisogno-» mi interruppi vomitando altro sangue, decidendo che prima sarebbe stato meglio curarmi, almeno in parte, ma vista la gravità della ferita ci avrei messo un po', e faceva oltremodo male, bruciava tremendamente.

«Hai detto Orochimaru?» sembrava che avessi attirato la sua attenzione nominando quella serpe.

«Si, lo conosci anche tu? Simpatico non trovi?» scherzai pulendomi il labbro sporco di sangue.

«Si, lo stiamo cercando per riportare a casa un nostro compagno. Sono mesi però che non troviamo informazioni su di lui.» disse amareggiata.

«Sasori, tu sai qualcosa?»

«Si.»

«Se vi dice ciò che sa, manterrete il silenzio?»

Le due si scambiarono uno sguardo incerto, ma alla fine annuirono.

«Sasori, diglielo. Sapete, alcuni dell'Akatsuki mi hanno aiutata a sfuggire a quel serpente, perciò sto ricambio andò loro il favore.» mi giustificai brevemente in modo convincente, diminuendo progressivamente il volume di voce per la stanchezza.
Dopotutto, non poteva essere considerata una menzogna; mi avevano aiutata davvero, è più o meno mi sentivo in debito con loro.

«E perché dovrei?» domandò seccato Sasori

«Perché te l'ho chiesto io. E poi dobbiamo pur comprarci il loro silenzio in quel che modo.» risposi con un fil di voce, ormai avevo perso un bel po di sangue, certamente non sarei riuscita a muovere un passo senza l'aiuto del rosso.

Dopo averci riflettuto un po' su, decise di rivelare alle due le informazioni in suo possesso.
«Va bene. Ascoltate attentamente. Tra dieci giorni, a mezzogiorno, vai al ponte Tenchi, nel Villaggio dell'Erba. Fra gli uomini di Orochimaru c'è una mia spia... dovevo incontrarmi la con lui. Questo è quanto.»

«Bene. Spero che manterrete la parola data.» dissi rivolgendomi alle due kunoichi. «Sasori, andiamocene.» aggiunsi, facendomi aiutare da lui ad alzarmi.

Mi tenni una mano sullo stomaco, infondendo lentamente il chakra nella zona ferita, mentre Sasori recupero la sua cappa per poi tornare a sostenermi; mi fece salire sulle sue spalle, dato che non avevo più stabilità nelle gambe.
Partimmo alla volta del bosco, da dove proveniva il rumore dello scoppio di bombe.

«Sei sicura sia stata una scelta saggia rivelare quelle informazioni?»

«Oh, grazie Tsukiko per avermi salvato la vita. Di niente Sasori. Ehi, io ho sempre idee geniali. E comunque, se loro si mettono a cercare Orochimaru, magari lo trovano e lo fanno fuori.»

«Un tempo Orochimaru era il mio compagno nell'Organizzazione, perciò spetterebbe a me il compito di eliminarlo.»

«E chi se ne frega! A me importa che ci muoviamo a recuperare il biondo! Se non l'hai notato mi sto dissanguando» puntualizzai esausta, allo stremo delle forze.

Arrivati nel bosco, cercammo il biondo, ma di lui nessuna traccia, così come non c'erano i ninja di Konoha.
A un certo punto però dalla boscaglia spuntò un tipo con una maschera a mulinello che strillava disperato per la morte del biondo, mentre scuoteva il braccio che teneva in mano.

«E quello svitato chi è?» chiesi confusa.

«Lui è Tobi, una nuova aggiunta dell'Organizzazione. Diciamo che è in un periodo di prova.» spiegò Zetsu sbucando dal terreno.

Poco dopo Deidara sbucò da dietro dei cespugli, privo di entrambe le braccia.

«Deidara-sempai! Siete vivo!» esultò felice faccia a mulinello.

Mi sentivo stanca morta, avevo perso un bel po di sangue e avevo anche usato chakra, abbastanza per aver bisogno di staccare.
«Io credo che riposerò un po'.» sussurrai a Sasori, che annuì.
Così mi appoggiai alla sua spalla, lasciando c'è il sonno prendesse il sopravventò su di me.

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