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Capitolo 14

“Sei diverso.”

Fu con questa frase che Jared, migliore amico di Igor e stella nascente del football liceale, salutò proprio il russo entrando nella macchina di quest’ultimo e interrompendo il suo amico dalla canzone che stava cantando.

“Cosa?” domandò l’altro senza veramente ascoltare ciò che il suo amico avesse detto.

“Ho detto: - ripeté con voce più chiara- sei diverso.”

Il biondo si passò una mano tra i capelli e “Sì, ho accorciato i capelli. Non ti piacciono?” gli lanciò una delle sue occhiate glaciali per poi tornare subito sulla strada.

“A me non frega un cazzo dei tuoi capelli. Ma a Oskar piaceranno sicuramente.”

Igor aggrottò le sopracciglia e non credendo a quello che le sue orecchie avevano appena sentito. “Qual è la connessione tra Oskar e i miei capelli in questo preciso momento?”

Jared fece spallucce stringendo tra le dita il labbro inferiore.

Jared era un ragazzone di colore dai capelli rasati ai lati e pochissimo più lunghi in testa. Due enormi occhi marroni cioccolato accompagnavano queste labbra carnose e color rosa. Spalle larghe, vita sottile e pettorali formati erano la ciliegina sulla torta per ogni ragazza e perché no? Anche ragazzo con qualche neurone in testa che potesse funzionare.

Fece di nuovo spallucce, cambiò la stazione radio e “Sei felice.” commentare come se parlasse del tempo.

“No, non lo sono.” borbottò il pugile fermandosi all’ennesimo semaforo rosso, sbuffò una maledizione.

“Allora, se non sei felice posso dedurre che sei infelice.” continuò cercando di essere il più indiretto possibile.

“Dedurre? Da quando conosci questa parola e no. Non puoi dedurre niente. Non sono infelice.”

“Quindi sei felice.”

“No, non sono felice.”

“Se non sei felice sei infelice.”

“Ancora con questa cosa? Posso essere normale. Né troppo felice né troppo infelice?” sbottò Igor mandando a quel paese un automobilista.

“Certo che puoi.”

“Grazie del tuo permesso, Jared.”

“Di nulla, l’ho fatto con piacere.” sghignazzò il moro tornando a tormentare il suo labbro.

Passarono minuti interi senza che nessuno dei due parlasse, nessuno interruppe la radio o cambiò stazione.

“Sei diverso.”

Il biondo ringhiò letteralmente come un lupo e “Adesso mi sono altamente scazzato il cazzo dei tuoi commenti. Perché adesso sarei diverso? Sentiamo!”

Jared lo fissò intensamente e poi fissò la radio e “Questa canzone non ti sembra idiota?”

“Cosa? Ma cosa cazzo ti sei fumato amico prima di salire in macchina? TI MUOVI FIGLIO DI PUTTANA? NON POSSO RIMANERE QUI AD ASPETTARE CHE MUOVI IL CULO!” urlò a un altro automobilista e fece una manovra fuori dalla legge tornando subito su strada e continuando fino all’ennesimo semaforo rosso. “Che palle, tutti a me oggi?”

“Quindi non ti sembra idiota questa: ‘Everybody wanna steal my girl

Everybody wanna take her heart away’ e blablabla?”

“Ehm, no?” disse più come una domanda che un’affermazione.

“Da quando, tu Re Seth, ascolti i One Direction? Prima solo sentirli nominare ti avrebbe fatto vomitare per tre ore di seguito.” incrociò le braccia con un ghigno a colorare le sue labbra.

“Ho cambiato idea. Sono bravi e le loro canzoni non sono così male, orecchiabili.”

“Da quando?” insistette il giocatore di football.

“Da quando Oskar mi ha fatto sentire un paio di loro canzoni e mi ha mostrato delle loro immagini. Non puoi credere che culo perfetto a uno di loro.”

Jared scoppiò a ridere. Portò il busto in avanti prima di schiaffarsi una mano sulla fronte.

“Sei diverso e felice, caro mio.” finì vedendo il parcheggio della palestra davanti a loro.

“Oh ma sta’ zitto.” brontolò il russo uscendo dalla macchina seguito dall’amico.

Igor spalancò la porta grigia della palestra ed entrò aspettando che anche il suo migliore amico lo seguisse prima di lasciare andare la maniglia.

Il biondo annusò l’odore di sudore e pelle col sorriso salutando qualcuno dei suoi compagni mentre si avviava negli spogliatoi con la sacca in spalla.

Non passarono neanche cinque minuti che il ragazzo di colore attaccò di nuovo con “Ti vedo più felice.” le sue frasi.

“Jad, ti voglio veramente tanto bene ma un pugno al naso non te lo toglie nessuno se continui così.”

Il giocatore di football sorrise e “Ad Oskar non lo daresti mai.”

Il russo si fermò un attimo dal rovistare nel suo armadietto. “Perché inserisci Oskar in ogni conversazione? Poi, se proprio vuoi sapere, non darei ad Oskar un pugno perché non fa nulla per meritarselo e non hai visto quanto è fragile in confronto a te? Lo smonto anche se lo tocco con il mignolo.” scherzò. Si tolse la maglia, si mise i pantaloncini e si sedette sulla panca per allacciarsi le scarpe per allenarsi.

“Quindi, posso dedurre che provi una certa protettività verso di lui.”

Igor lo guardò con i suoi occhi color del ghiaccio. “Di nuovo quel verbo e sì, hai proprio ragione. Mi sento molto protettivo verso di lui. Sei contento?”

Jared annuì tornando a prendere il labbro fra l’indice e il pollice della mano sinistra. Molto contento.

Lasciò la discussione cadere e lasciò il suo amico libero di allenarsi sul ring con Mr. Chuck, il quale gli urlava di metterci sempre più forza in quei pugni o sarebbe sembrato sua nonna.

Le lancette degli orologi nella stanza si mossero veloci e segnarono le sei e trentasette minuti. Era quasi l’ora di andare.

“Non ho visto Skip oggi.” si incuriosì il moro scrivendo un messaggio e scegliendo con cura l’emoji.

“Doveva pulire il magazzino.” rispose l’allenatore fermo come una statua sulle gambe per non arretrare ai colpi di Igor.

“Woah! Ci metterà almeno trent’anni. Quel posto è peggio della cantina di mia nonna e mia nonna ci tiene letteralmente di tutto. Ho sempre paura di trovare anche qualche cadavere quando scendo lì sotto.” rabbrividì chiudendo Whatsapp e aprì Youtube per cercare qualche video interessante.

“È fortunato ad avere un aiuto allora. Quel ragazzino, Oskar, si è offerto di aiutarlo a riordinare e pulire per nulla. Tutto gratis.”

Igor bloccò a mezz’aria l’ennesimo pugno e fissò dritto negli occhi stupito di quello appena sentito. “Oskar? Sta dicendo proprio quell’Oskar? Bassissimo, corvino, occhiali e capelli neri?”

“Certo! Quanti Oskar conosci che vengono qui?” rispose retorico lanciandogli la bottiglietta e ordinandogli di fare una pausa.

Jared sorrise. Era il suo momento.

“Oskar è proprio un bravo ragazzo. Non fartelo scappare?”

Il biondo ci mise un po’ per comprendere a pieno le parole dell’amico. “Cosa intendi? Primo siamo solo amici e poi non sono gay.”

“Sì, ma ti sarai almeno accorto che sei diverso con lui e che lui è cotto di te.”

Il biondo sputò l’acqua sul ring e si dovette reggere alle corde per non cadere.

“LUI COSA?!” urlò facendo girare metà dei ragazzi e ragazze nella palestra.

“Non te ne eri accorto?”

L’altro scosse la testa ancora scioccato.

“Oh, beh… adesso lo sai e non fartelo scappare.”

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Se questo capitolo avesse un titolo sarebbe: Inizio della crisi esistenziale di Igor Volkov.
Vi piace?
Non ho riletto quindi scusate gli errori
Al prossimo capitolo,
BB

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