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Capitolo 11

Sono le 7 quando il telefono sul comodino accanto al mio letto suona. 
Apro gli occhi, e rimango a fissare il soffitto per un paio di secondi, mentre lo squillo del telefono mi tartassa la testa. 
Allungo la mano e alzo la cornetta:
-"Oh..-" 
Le uniche lettere che il mio cervello è riuscito a mettere insieme in quel momento. 

Oh.

-"Sveglia Lucy! Preparati che alle 8 c'è l'apertura del locale, ti ho lasciato appeso alla maniglia della porta la tua divisa, tranquilla, niente di appariscente, stai giù prima delle 8-" ordina Cana, gia squillante e pronta di prima mattina. 

-"Va bene, arrivo-" 

Prima di attaccare Cana aggiunge:
-"Ah, dimenticavo, arriva prima che la colazione si raffreddi-" 

-"Agli ordini capo"- e metto giù. 

Mi metto a sedere sul letto e rimango seduta per un po.

Si, a pensare al senso della vita.
Non fate le sarcastiche, lo fate anche voi.

Il mio pigiama di flanella rosa con i gattini alati l'ho comprato ieri, ho pensato fosse carino, quella camicia da notte ormai è logora. 

Poi, chi deve vedermi? Nessuno.
Assolutamente nessuno. 

Mi alzo, apro la porta e mentre consulto la divisa, composta da un jeans lungo scuro, maglia nera con la scritta rossa dietro "Alberona" e un piccolo boccale di birra sul davanti all'altezza del seno sulla sinistra, un grembiule nero che copre il davanti fin sotto il sedere con una tasca laterale , mi sento osservata. 

Alzo gli occhi e, noto con gran dispiacere che un ragazzo appoggiato al muro davanti a me mi stava fissando.

Tua madre.

-"Per essere guardata cosi a lungo presumo di essere abbastanza interessante, non trovi?"- 
Sbotto scocciata. 

-"Assolutamente si"- dice squadrandomi dalla testa ai piedi. 

Tua sorella.

Sbuffo, prendo la divisa e me ne torno in camera senza dire una parola. 

Senza pensare all'accaduto, mi preparo con la divisa e mi faccio una coda alta.

Scendo le scale e mi dirigo verso le cucina, e trovo Cana con Gildarts indaffarati a preparare la colazione.

-"Buongiorno-" Sorrido, attirando l'attenzione dei due che si girano anche loro sorridenti. 

-"Buongiorno Lucy-" mi dicono entrambi.

-" Vedi pa? Ha la mia stessa taglia, lo sapevo-" disse Cana con tono vincente tendendo la mano a Gildarts, che di risposta, sospira e sbuffa, posando una banconota da 10 euro sul palmo della ragazza con un'espressione sconfitta.
Cana, con un'espressione soddisfatta, mi sorride e mi indica il tavolo, dove c'è la mia colazione, ovvero cornetto e cappuccino.

Dopo aver mangiato, Cana mi spiega che il mio compito è di stare dietro il bancone e soddisfare gli ordini della clientela e per il primo giorno lei starà al mio fianco per farmi vedere le cose che non so fare per poi insegnarmi.

Alle 8 siamo gia pronte dietro al bancone, mentre Gildarts gira il cartello dalla parte di "Open" e schiaccia un bottone accanto al bancone dalla parte in cui si entra. 

5 minuti dopo, rieccolo che fa la sua comparsa il tizio di prima. 
Che, ahimè, si becca una ramanzina gia di prima mattina da Cana per il fatto che scende a quanto pare ogni mattina senza maglia e con solo i jeans e le scarpe.

-"Erik quante volte devo dirti..-" Cana non finisce la frase che Gildarts la precede andandolo a salutare con una stretta di mano:
-"Buongiorno Cobra-" 
Entrambi si scambiarono un sorriso e una stretta di mano decisi.
-"Buongiorno Gildarts-"
Risponde. 

Ma si chiama Erik o Cobra? fatemi capire.

-"Papà devi chiamarlo Erik, cobra non è il suo vero nome-" Lo rimprovera Cana.

-"Lui dice di chiamarlo Cobra e io lo chiamo Cobra, che problema c'è?-"  cerca di giustificarsi, e in suo aiuto occorre lui, proprio lui. 

Lui? si, lui.

-"Chiamatemi Cobra, perfavore."- dice mentre viene a sedersi davanti al bancone.

Cana e Gildarts si ammutoliscono, Cana scocciata e Gildarts orgoglioso di aver tenuto testa alla figlia.

Si ma quindi? soffre di bipolarità o ha le crisi d'identità?
No aspetta, sono la stessa cosa?

Mi rendo conto che Erikobra mi stava guardando con un ghigno sulle labbra. 

Erikobra è un giovane ragazzo, con i capelli castano scuro appuntiti verso l'alto, occhi viola scuro e la pelle abbronzata. Ha un corpo alto e possente. 

-"Sai che con il pigiama con i gattini alati stai molto meglio?-" mi fa un sorriso strafottente. 

Tuo padre.

-"Vuoi ordinare?-" rispondo con un tono abbastanza scocciato e un sorriso forzato ma che lo fa sorridere ancora di più.

-"un caffe, grazie"- disse ancora con l'aria da strafottente.

Preparo il caffè seguendo le indicazioni di Cana, sotto lo sguardo fieri di Gildarts.

-"Tenga-" porgo la tazzina con il bicchiere d'acqua a Erikobra. 

Cerco di non avere un sorriso troppo forzato mentre gli porgo l'ordine ma purtroppo la mia espressione mi tradisce. 

Sto cercando anche di non mandarlo a quel paese, ma okay.

Mentre beve il caffè, non mi stacca gli occhi da dosso, e io faccio lo stesso. 
Certo che di fisico non sta messo affatto male. 

No okay, guarda altrove.

Minchia che addominali.

Lucyyyy...

 Delle pagliuzze verdi e dei capelli rosati appaiono nella mia testa. 

Senza accorgermene ho sulle labbra un sorriso assente, malinconico e i miei occhi guardano un punto inesistente.  

Ah no aspetta, sto guardando gli addominali di Erikobra.

LUCY FINISCILA!

-"Grazie per il caffè bionda-" dice alzandosi e facendomi l'occhiolino. 

Tsk, invertebrato.

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e siiii eccoci qui, ero indecisa su quale personaggio far entrare e eccoci qui il nostro Cobra u.u 

Spero che il capitolo vi sia piaciuto ^-^

Comunque! 
Ero indecisa se farvi questa proposta ma vista che il rischio è bello e i koala anche, che ne dite di fare un gruppo whatsapp? Mi piacerebbe fare la vostra conoscenza e visto che a quanto pare siamo in tanti, sarebbe una cosa caruccetta ecco ^-^

se vi va, mandatemi i vostri numeri in chat privata e diamo vita a sto gruppo whatsapp ^-^

Spero saremo in tanti! 

La vostra zia <3


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