Capitolo 3: Cena compromettente
<<Bene, ricominciamo dall'inizio.>>
Disse Bruce Banner.
Olivia alzò gli occhi al cielo, era esausta. Aveva sentito questa storia centinaia di volte e stava per scoppiare. Non ne poteva più voleva tornare nel suo appartamento putrido e mettersi in quello scomodo materasso e dormire. Aveva avuto una pessima giornata e le cose non sembravano migliore.
<<Non possiamo continuare domani? Siamo tutti al quanto stanchi.>>
Parlò Olivia con il suo solito tono acido.
<<No Olivia, ci sarà qualcosa che ci sfugge. Dobbiamo restare fin quando non lo troviamo.>>
Intervenne Steve.
<<Cosa c'è da trovare? Sembra tutto molto semplice: organizzazione nazi-fascista, killers psicotici, una classica missione per me.>>
Rispose la ragazza sarcasticamente.
<<Potresti smetterla di lamentarti continuamente? Come diamine fai ad essere un'assassina? Sembri una bambina viziata!>>
Gridò esasperato il Cap.
Sophie che stava guardando la scena sapeva perfettamente cosa stava per succedere da lì a momenti, poche persone insultano Olivia e sono ancora vive per raccontarlo.
Si girarono tutti di scatto non appena il coltello si piantò sul muro.
<<MA SEI IMPAZZITA?>>
Gridò Steve che si ritrovo il coltello a due centimetri dalla sua testa.
Olivia alzò le spalle e si avvicinò lentamente all'uomo che le stava guardando fissa negli occhi.
<<Chiamami ancora bambina viziata e ti assicuro che rimpiangerai la seconda guerra mondiale, insieme ai tuoi anni congelato.>>
Disse lentamente Olivia e con una calma inquietante.
<<Va bene ragazzi, credo sia il momento di prenderci una pausa. Che ne dite di ordinare della pizza? Sophie, Olivia restate a cena?>>
Parlò Nat per cercare di sistemare la situazione.
Olivia stava ancora guardando Steve in cagnesco e quest'ultimo ricambiava, sembravano pronti a saltarsi alla gola per sbranarsi a vicenda.
Quei due non si piacevano proprio, entrambi erano abituati a lavorare in modi diversi, con persone diverse e per cause diverse.
Ma c'era qualcosa che ipnotizzava Olivia in quegli occhi blu che avevano visto di tutto, c'era qualcosa in Steve che faceva uscire il peggio di lei.
<<Non se sia una buona idea restare, insomma guardali: non so si salteranno alla gola per uccidersi o per fare sesso.>>
Disse Sophie indicando Steve e Olivia.
I due smisero di guardarsi e Olivia arrossì, non era per niente vero, le sarebbe piaciuto picchiarlo per una questione di orgoglio personale, ma non sarebbe mai andata a letto con lui.
<<Sophie per tua informazione non sono interessato ad alcun tipo di relazione, per cui ti pregherei d'ora in poi di tenere per te questi commenti inopportuni.>>
Rispose Steve allontanandosi da Olivia.
Sophie alzò gli occhi al cielo e si avvicinò all'amica, Olivia mosse brevemente la testa in modo da indicarle di declinare l'invito, così Sophie annuì e si girò verso il resto delle persone presenti nella stanza.
<<Mi dispiace, siamo stanche e abbiamo bisogno di riposare. Poi dovrei medicare il braccio di Olivia, che grazie al suo volersi mettere sempre in mostra ha ripreso a sanguinare. Se volete scusarci.>>
Annunciò Sophie.
Olivia si schiaffeggiò in fronte da sola nel tentativo di non uccidere l'amica in seduta stante, "perché diavolo non tiene la bocca chiusa", pensò.
Olivia afferrò la mano di Sophie e la trascinò fuori da quella stanza, senza neanche salutare, voleva tornare in quello schifo di appartamento senza tutti questi occhi puntati su di lei. Insomma ha sempre lavorato in silenzio e nell'ombra non era per niente abituata a tutta questa confusione.
Non appena si ritrovò davanti la porta d'ingresso, lasciò il polso di Sophie e l'aprì, trovandosi davanti l'ultima persona che sperava di vedere in quella giornata interminabile.
Sophie che era rimasta dietro sbiancò alla vista dell'uomo, lo odiava con tutta sé stessa e il fatto che lui fosse "il loro capo" per questa dannata missione, non fece che peggiorare la situazione tra i due già miserabilmente precaria.
<<Signore, già andate via? Non mi presentate ai vostri nuovi amici?>>
Disse l'uomo acidamente.
<<Michael, come diamine fai ad essere qui?>>
Chiese Olivia stupita.
<<Dopo tutto quello che avete combinato oggi, credevi davvero che non mi sarei presentato qui per uccidervi io stesso?>>
Rispose Michael severamente.
Olivia si fece da parte e lo lasciò passare, ripercorsero tutti e tre il corridoio per raggiungere gli altri, Sophie non aveva ancora pronunciato una parola e non aveva intenzione di farlo.
Non appena arrivarono fu Steve il primo a girarsi e ad accorgersi del nuovo arrivato, si avvicinò alle ragazze e si schiarì la voce per attirare l'attenzione di tutti i presenti che continuavano a farsi gli affari propri in attesa della pizza.
<<Posso aiutarti?>>
Si rivolse a Michael.
<<Si mi puoi aiutare biondino. Ora io conosco tutti voi ovviamente, e non mi sarei mai sognato di esser qui, ma le mie due belle bamboline qui hanno fatto di testa loro, rovinando tutto. Quindi qualcuno mi può chiamare
il vostro capo?>>
Rispose l'uomo con il suo tono sarcastico e severo.
Olivia si mise davanti a Michael non appena percepì il modo in cui Steve si stava avvicinando a lui, conosceva bene il miserabile dietro di sé, non capì bene perché ma sentì la necessità di proteggere Steve da quello stronzo; inoltre aveva promesso a Sophie che si sarebbe presa le sue responsabilità.
Prese un profondo respiro e si girò a guardarlo, anche lui era decisamente più alto di lei eppure non si lasciò intimidire dalla sua presenza.
<<Michael, sono stata io ad accettare questa collaborazione. Prenditela con me, non con lui o con Sophie. Con me.>>
Olivia era stranamente calma e il suo tono molto autoritario.
Micheal si avvicinò a lei con fare minaccioso ma la ragazza non si mosse di un centimetro.
<<Sei impazzita per caso? Dovevi fare una cosa. UNA. Cosa c'è di così difficile nel piantare una pallottola in testa a dei tizi dentro una cazzo di stazione.>>
Micheal era furioso, stava uccidendo con gli occhi Olivia.
<<Sei una nullità.>>
Concluse l'uomo.
Olivia non smise di guardarlo negli occhi, lo temeva è vero, ma per nulla al mondo le persone in questa stanza l'avrebbero vista vulnerabile.
<<Michael, ascoltami, è stata una trappola. Loro sapevano che noi eravamo lì, mi dispiace che non abbia portato a termine la missione. Avrai i loro cadaveri presto.>>
Rispose calma Olivia.
<<Bene, adesso qualcuno di voi mi può chiamare Nick Fury?>>
Ordinò l'uomo.
Sophie non riusciva nemmeno a parlare, odiava questa situazione e adesso si sentiva tremendamente in colpa per aver permesso ad Olivia di prendersi tutta la colpa.
Non riusciva a parlare con lui, dopo tutto quello che era successo non riusciva nemmeno a guardarlo negli occhi senza sentirsi vulnerabile.
<<Scusa bell'imbusto, ma noi non prendiamo ordini da te.>>
Parlò Tony attirando l'attenzione su di sé.
Michael spostò con forza Olivia che quasi perse l'equilibrio, Steve si mosse velocemente per aiutare Olivia, ma si riprese da sola e guardò in cagnesco l'uomo che l'aveva spinta.
<<Stai bene?>>
Le chiese preoccupato Steve.
<<Si, sto bene.>>
Rispose arrabbiata.
Michael si mise faccia a faccia con Tony che non indietreggiò di un millimetro, anche gli altri si erano avvicinati pericolosamente, per quanto Michael fosse in grado di uccidere le persone in meno di tre secondi non avrebbe avuto molta speranza contro tutti gli Avengers in quella stanza, e chissà magari Olivia avrebbe contribuito al suo omicidio.
<<Senti uomo di metallo, non ho bisogno di mettere un'armatura per farti fuori, quindi ti consiglio di fare quella chiamata e non parlare a vanvera.>>
Disse Michael furioso.
<<Si, avanti colpiscimi. Dammi un solo motivo per mettere l'armatura e vediamo cosa succede.>>
Rispose altrettanto arrabbiato Tony.
<<ADESSO BASTA.>>
Fu Sophie ad intervenire, inaspettatamente.
Anche Michael non si aspettò di sentire la sua voce, specialmente con quel tono.
<<Adesso sai anche parlare?>>
Chiese acidamente Michael voltandosi a guardarla.
Che lo ammettesse o no, la ragazza gli provocava sempre dei brividi lungo la schiena. Nonostante la loro relazione tra alti e bassi, c'era sempre quella scintilla nei loro occhi pronta a scoppiare.
<<Oh Michael, sai che so fare più di questo. Non provocarmi. Ah se dovessi di nuovo scagliarti in quel modo contro Olivia, sarò io stessa ad ucciderti.>>
Disse Sophie sorridendo all'uomo.
<<Ora, capisco che tu sia arrabbiato ma abbiamo accettato di lavorare con loro perché hanno diverse informazioni che noi non abbiamo. In più quell'uomo ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale, quindi direi che è il massimo esperto sull'Hydra.>>
Continuò la ragazza, indicando Steve.
Il campanello suonò e fu Clint a parlare, che fino a quel momento era rimasto totalmente in silenzio ad osservare.
<<Credo che sia arrivata la pizza. Ora sono disposto a condividerla con le due ragazze, ma tu dovresti andartene. Tranquillo ti manderemo Fury a fare gli onori di casa.>>
Il suo tono era abbastanza calmo, anche se la tensione si poteva tagliare con un coltello. Clint si avviò verso l'ingresso per prendere la pizza.
Michael li guardò e sorrise a tutti loro, poi si voltò e andò via.
Per un momento Sophie pensò di seguirlo, ma lo sguardo di Olivia fu sufficiente a fermarla. Non era una ragazza particolarmente emotiva, ormai aveva versato tutte le sue lacrime e non aveva motivo di continuare a farlo, soprattutto in presenza di gente a lei sconosciuta.
Ma Michael le faceva sempre un certo effetto, nonostante i sentimenti negativi che provava nei suoi confronti non riusciva a non pensare come sarebbe stata la loro vita se le circostanze fossero diverse.
<<Bene, è ora di mangiare.>>
Disse Clint con le pizze in mano.
Tutti si alzarono e presero posto a tavolo, tranne Olivia.
Il suo braccio aveva ripreso a sanguinare a causa del lancio del coltello e aveva bisogno di allontanarsi il più possibile da quella stanza. Sophie si era seduta e parlava serenamente con gli altri, non aveva voglia di disturbarla; sapeva perfettamente cosa significasse per lei vedere Michael e si sentiva in colpa per tutta questa situazione.
Uscì dalla porta in cerca del bagno e si accorse che il suo maglione era tutto insanguinato, la ferita era abbastanza profonda, probabilmente se fosse andata in ospedale le avrebbero dato dei punti. Si sentì seguita e si voltò, vide subito il volto di Steve che la guardava.
Non gli piaceva affatto essere seguita o osservata da lui, il suo sguardo la metteva in soggezione ed era una cosa nuova per lei, solitamente gli uomini cadevano ai suoi piedi senza il minimo sforzo, ma c'era qualcosa in lui che non la faceva a sentire a suo agio.
<<Serve aiuto?>>
Chiese gentilmente Steve
<<Sto cercando un bagno.>>
Rispose Olivia accennando un sorriso.
<<Vieni.>>
Steve fece un cenno con la testa alla ragazza, che se pur titubante accettò di seguire. Camminarono un lungo un corridoio e poi salirono delle scale, il primo piano era occupato dalle stanze da letto, alla fine del corridoio sulla destra vi era un bagno particolarmente grande.
Steve aprì la porta e fece passare la ragazza, lei lo guardò per un secondo e lui rimase immobile, non riusciva a distogliere lo sguardo. Non le piaceva particolarmente, non condivideva il suo lavoro o il suo modo poco gentile di fare, ma non poteva negare a sé stesso che fosse una bella ragazza.
<<Hai intenzione di rimanere qui mentre mi spoglio?>>
Spezzò il silenzio Olivia, il suo tono era divertito anche se vi era una piccola nota di fastidio.
<<No certo che no, scusa. I-io vado. Se hai bisogno di qualcosa non esitare a chiamarmi.>>
Steve fece per chiudere la porta quando Olivia lo fermò.
<<Beh prima che vai via, potresti indicarmi dove tenete il disinfettante e le bende?>>
<<Oh, beh trovi tutto sul ripiano superiore.>>
Disse indicando l'armadietto alla sua sinistra.
<<Grazie Steve.>>
Sorrise gentilmente Olivia.
Steve chiuse la porta e si fermò per un secondo, respirò a pieni polmoni e tornò dagli altri, ma la sua mente era ferma su qualcos'altro, o meglio qualcun altro.
———————————
Buon pomeriggio carissimi e bentornati, spero che il capitolo sia di vostro gradimento, commentate e votate io vi aspetto nei commenti.
A presto!
-M
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro