"La mia battaglia"
《Non ci credo! Non l'hai fatto davvero!》
Sorrido in modo furbo a Shay, annuisco lentamente e mi fermo sul ciglio del marciapiede.
《Certo che l'ho fatto! E continuerò a farlo finché non evaporerà!》esclamo convinta attraversando la strada.
Fa una piccola corsetta per stare al passo della sottoscritta.
《Come farai con il lavoro?》
Ecco, questo diventerà un problema, credo.
Sto tornando dal signor Drew per chiedergli di riprendere a lavorare alla libreria. Non riesco a stare in casa senza fare "niente".
"Strano ma vero" penso, afferrando la mano di Shay. Mi giro per poterla guardare ma i suoi occhi si posizionano oltre la mia testa.
《Potresti che so... aiutarmi tu mentre io-》
《Skyler, hey ciao!》
Mi giro lentamente nel sentire quella voce soave che pare renderla un cavolo di angelo
《Veronik... ciao》ci provo a sorridere e parlare normalmente, ma anche impegnandomi i miei denti sfregano tra loro e il mio sorriso risulta più finto delle palle di Ken.
《Come stai? Ti ho vista al ristorante l'altra sera, di sfuggita... letteralmente》ridacchia divertita facendomi accennare una risata indifferente alla questione.
Questa ragazza mi fa partire la: "vecchia Skyler", non riesco a capire se sia un bene o un male. Ma nel dubbio continuo e sorrido.
《Non sapevo che c'eravate anche voi, sono dovuta scappare in bagno per una chiamata... importante! Urgente oserei dire》esclamo di sottecchi, ridendo tra me e me al ricordo di Colin e della sua corsa disperata.
《Capisco! Oh, scusami, tu sei Shay giusto?》si rivolge alla mia migliore amica con un sorriso gentile che viene ricambiato senza troppi problemi
《Esatto! Giornata di shopping?》
《Vi lascio un attimo》annuncio prima di entrare in libreria. Mentre loro fanno conversazione io mi porto avanti e mi riprendo il lavoro.
《Skyler!》
《Ciao Mary》la stringo in un abbraccio veloce prima di guardarla e accennare un sorriso
《Che ci faceva Veronik qui dentro?》
Sia chiaro, non è inteso come un offesa per averla vista uscire da una libreria. Se le persone mi guardano, di certo, l'ultima cosa che pensano è che io possa anche solo prendere un libro in mano. Ma -guardate un po'- anche Skyler Evans legge.
《Ha comprato un romanzo molto sdolcinato, non ricordo neanche il titolo》borbotta lei servendo una ragazzina, che per altro continua a fissarmi, e sta per aprire bocca.
《Sei bellissima》butta lì con un sorriso sognante, lasciandomi leggermente spaesata.
《Ehm... g-grazie...?》
《Oh beh... prego. Io... cioè tu, tu sei il mio-》
《Ascolta tesoro...》la interrompo alzando una mano davanti al petto
《Ti ringrazio per il complimento, davvero, ma... non sono lesbica o bisex. Mi piace la pannocchia, il pesce, il cetriolo... insomma, chiamalo come vuoi!》esclamo con un sorriso comprensivo.
Non è brutta per niente, ma al momento l'unica patata che mi piace è quella che si mangia, magari fritta.
Mi guarda ad occhi sgranati, labbra schiuse e mano destra sul cuore prima di scoppiare a ridere di gusto.
《Che c'è? Che ho detto?》domando a Mary guardandola confusa.
《Io non sono lesbica! Stavo solo dicendo che tu sei il mio modello, il mio idolo, chiamati un po' come ti pare!》esclama divertita lasciandomi perplessa.
《Modello di cosa... esattamente?》anche Mary pare non aver capito, dando voce anche a me che resto ancora a bocca aperta.
《Ho letto la tua storia su un giornale. Parlavano del tuo cambiamento, della bravata che ti ha portata nel Montana, l'incidente in quella fabbrica-》
《Cosa?》Mary la interrompe guardandola ad occhi sgranati.
Io invece chiudo la bocca e sento il mio cuore martellare violentemente.
《Si, se siete fortunate ho ancora la rivista con me! Da quando ho letto di Skyler non me ne libero mai. Quando ho dei momenti brutti o mi sento sfigata allora leggo il suo articolo》sorride felice guardandomi negli occhi, ma poi il sorriso le muore in faccia.
《No!! Non intendevo questo!! Non volevo offendere o roba simile, intendevo dire che prendo la forza necessaria leggendo la fine dell'articolo, insomm-》
《Hey, respira! Ho capito cosa intendevi, non preoccuparti》cerco di tranquillizzarla mentre mi porge la rivista e inizio a sfiogliarla.
Quando trovo l'articolo inizio a leggerlo velocemente.
《...ma Skyler Evans sembra non volersi dare per vinta. Pizzicata sotto il portone di casa sua in compagnia di Colin Powell, il ragazzo che perse la memoria in quella fabbrica del Montana, nonché la fiamma della bella brunetta dagli occhi azzurri...》deglutisco a fatica spostando lo sguardo ovunque.
《...avrà forse intenzione di riconquistarlo? Ancora non ne siamo sicuri, sembrerebbe proprio così. Ma ciò che ci auguriamo è proprio questo guardando la foto che li ritrae insieme. Chissà che il nostro giornale non possa aiutarli in questa impresa impossibile.》concludo con il cuore in gola.
Solo il silenzio mi circonda, mi avvolge lentamente mentre le mani mi tremano e gli occhi si fanno lucidi.
《N-non... non avrebbero dovuto farlo... non dovevano dire niente》mormoro piano, senza ossigeno nei polmoni e con il petto dolorante.
《Mia mamma aveva pagato, mio papà... mio papà non-》
《Sky! Hey, respira. Siediti un attimo》Mary mi afferra dal braccio con dolcezza prima di farmi sedere dietro al bancone. La rivista ancora stretta tra le dita.
Scuoto la testa di continuo, come per negare l'evidenza di una cosa che ho sotto gli occhi, la leggo e rileggo mentre penso a Colin e alla possibile reazione che potrebbe avere.
《Devo- io devo and-》
《Skyler!! Bentornata》alzo la testa di scatto quando sento la voce calorosa del signor Drew.
《Tutto okay? Sembri un po' pallida...》
《S-si, tutto bene》sussurro cercando di sorridere.
《Sarò breve perché devo tornare a casa. Puoi ricominciare da settimana prossima!》mi avvisa entusiasta dando un colpo secco al colletto della giacca. Annuisco inespressiva prima di sentire di sfuggita alcuni "ciao" e vederlo andare via.
《Io non volevo creare problemi, mi dispiace se-》alzo una mano verso la ragazzina ancora di fronte a me
《Non hai creato nessun problema, anzi... grazie》sussurro afferrandole la mano, stringendo appena per farle capire quanto le sia riconoscente.
Guardo Mary prima di alzarmi dalla sedia con la rivista tra le mani
《Ci vediamo in questi giorni. Non dire niente a nessuno》mormoro in una supplica
《Muta come un pesce!》Mi abbraccia forte prima di lasciarmi andare e di occuparsi di una signora, lasciandomi sola con questa ragazzina dai capelli ramati.
Accenno un sorriso
《Che ne diresti di passare una giornata insieme a me? Potremmo incontrarci qui alla libreria domenica mattina》dico dolcemente posando una mano sul suo braccio sottile.
I suoi occhi verdi mi fissano esterrefatti, come se non credesse alle mie parole.
《Se ti va, ovviamente》aggiungo subito dopo, vedendola annuire velocemente con le labbra schiuse e gli occhi sgranati.
《S-si... Mi piacerebbe》
Noto uno strano movimento alle sue braccia, le allunga verso di me per poi ritrarle e rifare lo stesso gesto.
"Mai avrei pensato di usare la parola 'tenera' per qualcuno che non conosco. Ma lei è tenera"
Sorrido divertita prima di avvicinarmi e abbracciarla dolcemente, appoggio una guancia sulla sua chioma rossa
《Grazie ancora...》
《Stella, mi chiamo Stella!》esclama euforica mentre mi stacco da lei.
《Bene, ci vediamo domenica mattina alle nove! Ciao tesoro!》
-
《Mando subito tuo padre!》esclama mamma a denti stretti.
Lancia la rivista sulla scrivania mentre afferra il telefono e compone il numero di papà.
Mi agito sulla poltrona di fronte a lei, sposto gli occhi ovunque, picchetto le dita sui braccioli rivestiti in pelle, le gambe che dondolano avanti e indietro. Ma poi mi blocco, ascolto mia madre imprecare al telefono, il viso rosso per la rabbia e il corpo rigido contro lo schienale.
《Mamma》
《Si chiama "Tv&Gossip", avevamo pagato un extra per farli tacere su questa storia!》strilla inviperita. La mano che si posa di continuo tra i capelli lisci, un gesto che compie solo quando è veramente nervosa e arrabbiata.
《Mamma》la richiamo.
《Si! Hanno praticamente raccontato tutto e non riesco a spiegarmi come sia possibile. No, Nathan non può essere stato! Credo più che altro il suo avvocat-》si interrompe fissando il mio dito sul tastino del telefono fisso, premo con forza mentre lei alza lo sguardo lentamente fino a puntarlo nei miei occhi.
《Mamma. Basta.》supplico in un sussurro stentato.
《C-cosa?》la cornetta scivola piano stretta tra le sue dita, si allontana dal suo orecchio, passa debolmente sulla sua guancia pallida e sfiora il mento fino a posarsi sulla scrivania.
《Ho detto basta. Va bene così》mormoro svuotata. Ecco come mi sento "vuota".
Non riesco a provare niente.
《Perché Sky?》
《Perché non possiamo evitare di farci male. Non possiamo nascondere la verità per sempre. Non possiamo scappare dal mondo intero, tanto meno zittirlo per il resto della vita.》sussurro con un filo di respiro, gli occhi fissi sulla scrivania in mogano che copre le mie gambe sottili.
《Lo so bambina mia, ma tuo padre può andare lì e provare-》
《No. Io... Non ho mai lottato per avere qualcosa perché mi avete sempre dato tutto, ma adesso... Mamma, questa è la mia battaglia. Colin è ciò per cui sto lottando per la prima volta.》mormoro con occhi lucidi, l'indice puntato all'altezza del cuore.
Sorride dolcemente mentre raggira la scrivania e si accovaccia al mio fianco. Posa una mano sul mio viso teso, inumidito da una lacrima scappata al controllo.
《In realtà è la terza volta che lotti per lui.》soffia in un sorriso debole.
《La prima volta l'hai fatto andando contro tuo padre e le sue parole.》Mi ricorda sfiorandomi i capelli in una carezza.
《E la seconda?》domando piano.
《Quando in quella fabbrica lo stringevi a te.》bisbiglia con gli occhi fissi nei miei.
《Tuo padre mi ha raccontato tutto di quella notte, sai? Il modo in cui guardavi Colin, la forza con la quale lo stringevi tra le braccia, il non volerlo lasciare per nessuno motivo... sappiamo tutti e tre che se non fossi svenuta non lo avresti lasciato per nessuna ragione al mondo. Ma quando ti sei ripresa la prima cosa che hai fatto è stata quella di correre in ospedale.》un singhiozzo abbandona la mia bocca tremante.
Scuoto la testa velocemente, negando ogni parola di mia madre.
"Sono stata egoista invece. Non è vero che ho lottato."
《M-mi dispiace mamma... i-io...》
Mi ritrovo a piangere contro il petto di mia madre, come una bambina impaurita e triste che cerca un rifugio sicuro tra le braccia di chi le ha donato la vita. Piango per liberarmi di un po' di tristezza, per buttare fuori una piccola parte di senso di colpa, per lasciare andare un po' di rabbia che mi porto dentro da quella notte maledetta.
Piango dopo un mese trascorso cercando di non farlo. Piango, e me ne frego di tutto il resto. Per un solo minuto, soltanto uno, mi prendo la libertà di essere fragile davanti a qualcuno.
《Non possiamo scappare dal mondo intero, questo è vero Skyler. Ma non possiamo scappare nemmeno da noi stessi e dai nostri sentimenti》mi sussurra dolcemente accarezzandomi i capelli.
E ha ragione, non posso scappare da ciò che provo e da tutto quello che mi porto dentro. E quindi piango, sfogo così la sensazione di tristezza che mi opprime l'anima.
Spazio strano:
Vi chiedo scusa per il ritardo ma non ho più capitoli pronti; tra uno scambio di lettura, il lavoro, la casa e gli impegni, non ho molto tempo per scrivere 😭😭😭
Ogni tanto devo scrivere capitoli anche un pochino tristi.
La nostra Skyler non può essere sempre felice e spensierata, per fortuna non fa uso di sostanze stupefacenti🤗😂
Allora, pian piano Sky esternerà tutto quello che si porta dentro da quella notte. Quindi nel corso della storia ci saranno momenti diversi in base alle sensazioni e alle situazioni che si verranno a creare. ❤ (spero di riuscirci🤔😧)
❤🥔❤
La patata che Sky preferisce!😏😂
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