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Capitolo 22

Chiudo il libro di storia e alzo lo sguardo sulla schermata del computer dove c'è Jen su Skype.
Ari: Basta studiare, devo iniziare a prepararmi.
Anche lei chiude il libro e lo poggia sul letto.
Je: Che cosa indosserai?
Ari: Non lo so... non conosco il locale dell'appuntamento quindi immagino che mi vestirò normalmente.
Je: Fammi vedere cosa c'è nell'armadio.
Annuisco, con fatica mi alzo dal letto e apro l'anta dell'armadio. Poi prendo il computer e lo avvicino.
Ari: Cosa mi consiglia la mia staylist?
Lei osserva bene attraverso l'inquadratura del computere.
Je: Direi quei jeans neri con... il top di paiette lo hai ancora?
Ari: Si sta qui sotto.
Lo prendo e glielo faccio vedere.
Je: Allora metti quello con una felpa, possibilmente non di Nate.
Riappoggio in armadio la felpa che avevo preso, una di quelle di Nate. Ne prendo una nera.
Ari: Questa?
Annuisce soddisfatta.
Je: Si direi che va bene. E i capelli?
Ari: Bo... hai consigli?
Intanto mi tolgo i pantaloni della tuta e infilo i jeans con gli strappi sulle ginocchia.
Je: Lasciali sciolti. A che ora ti viene a prendere Jett?
Ari: Si chiama Matt, e tra poco arriva quindi devo fare in fretta.
Mi infilo il top e la felpa.
Ari: Come stò?
Facio una giravolta. Lei annuisce e sbuffa.
Je: Perchè non ti metti con Nate?
Ari: Perchè siamo amici.
Je: Si ma cazzo, tu lo ami, lui ti ama... fino a quando fingerai di fregartene?
Ari: Io non lo amo più, lui esce con Vicky quindi basta.
Lei squote la testa e sbuffa.
Je: Sei piena di problemi.
Ari: Ma smettila che tu con Harry non stai messa meglio.
Je: Sarà...
Suona il campanello, è Matt.
Ari: Devo andare... ti chiamo domani per dirti tutto.
Je: Va bene... a domani.
Ari: Ci vediamo.
Premo la X per chiudere Skype e poggio il computer sul letto. Prendo le decoltè nere di vernice, la borsa e il giubotto e vado in entrata. Pultroppo mia madre ha già aperto la porta e sta parlando con qualcuno con il suo solito modo da rincoglionita. Solco la porta dell'entrata e mi sporgo per vedere con chi parla; resto stupita nel veder Avan. Alza lo sguardo su di me e fa un cenno con la mano.
Ava: Ciao.
Ari: Ciao.
Ava: Ti disturbo?
Ari: No, perchè?
Ava: Pensavo stessi per uscire.
Indica le decoltè che tengo in mano e fa un sorrisetto.
Ari: Si be, devo uscire con Matt.
Ma: Con Matt?Matt Bennett? Quel Matt?
Ari: Si ma calma i tuoi ormoni.
Ma: C'è qualcosa tra voi due?
Ari: Beh, siamo "amici".
Mia madre fa una smorfia un po' delusa, Avan mi guarda come per dirmi "Non le hai detto che state assieme?". Scuoto il capo leggermente e lui capisce.
Ava: Be se devi uscire allora ti lascio.
Con sguardo triste si avvicina alla porta e poggia la mano sulla maniglia.
Ari: Se vuoi puoi venire con noi... tanto ci sono anche Victoria e Nate...
Lui annuisce con un sorrisino. In quel momento suona il campanello e io mi affretto a rispondere al citofono.
Ari: Si?
Mat: Cucciola, sono io. Scendi?
Ari: Arrivo subito.
Riattacco la cornetta e mi infilo le scarpe, poi metto la giacca e saluto mia madre.
Ari: Io vado.
Ma: Non tornare troppo tardi.
Ari: Tranquilla.
Lei sbuffa e poi mi lascia andare. Avan mi porge il braccio, insieme usciamo da casa mia e scendiamo le scale. Subito davanti alla porta a vetro vedo Matt con un mazzo enorme di orchidee, le mie labbra si dilatano in un sorriso e gli corro incontro. Apro la porta e mi getto tra le sue braccia che subito si stringono attorno alla mia vita. Mi alzo sulle punte dei piedi per raggiungere la sua bocca e baciarlo mordendogli un poco il labbro inferiore. Lui sorride sulle mie labbra e mi bacia ancora.
Avan per attirare la nostra attenzione si schiarisce la voce imbarazzato.
Ari: Oh, si. Matt, non ti dispiace se Avan viene con noi?
Mat: No, va bene.
I due si avvicinano e si stringono la mano scontrando poi le spalle. Prendo entrambi sottobraccio e ci avviciniamo alla macchina del padre di Matt. Il riccio mi apre la portiera e mi fa salire, sedendosi dopo poco al mio fianco. Fa segno ad Avan di sedersi davanti con Roger, l'autista. La macchina inizia a muoversi per portarci al locale.
Matt si stringe a me e poggia la sua mano sulla mia coscia abbassando poi lo sguardo su di me. Io ridacchio arrossendo. Lui mi sposta una ciocca di capelli dietro l'orecchio e poi mi bacia. Le mie dita si intrecciano con le sue, come le nostre lingue.
Ava: Limonerete per tutta la sera?
Alzo lo sguardo e vedo che il moro ci osserva dallo specchietto retrovisore. Sia io che Matt arrossiamo allontanandoci un poco. Io inizio a guardare fuori dal finestrino la città che fino a poco più di un mese fa non conoscevo neanche e che in questi giorni mi ha cambiata radicalmente.
Quando l'auto si ferma davanti al locale subito vedo Victoria seduta da sola su una panchina; e Nate? Dov'è? Scendo dalla vettura e vado verso la mia amica.
Ari: Ciao.
Vic: Hey.
Ari: Che ti succede?
Vic: Succede che è ormai un ora che aspetto Nate ed non è ancora arrivato. Penso mi abbia dato buca.
Mi mordicchio il labbro inferiore mentre mi siedo accanto a Victora che sospira.
Ari: Non ti ha scritto?
Vic: No, nulla.
Ari: Se vuoi provo a chiamarlo.
Vic: Mi faresti un grosso piacere.
Ari: Un momento.
Prendo il cellulare dalla borsa e compongo il numero di Nate, che ormai so a memoria. Squilla molte volte a vuoto prima di andare in segreteria; provo a richiamarlo più volte ma non risponde. Intanto i due ragazzi si sono avvicinati e ora attendono solo di entrare.
Mat: Ragazze, entrimo?
Guardo Victoria per capire cosa fare. Lei si alza in piedi e raggiunge i due rgazzi all'entrata, la seguo poco dopo. Appena dentro al locale un aria calda e soffocante ci avvolge mentre il chiaccericcio dei clienti copre leggermente la voce di Matt, che probabilmente mi vede bene solo ora, che avvicina le sue labbra al mio orecchio.
Mat: Sei bellissima.
Arrossisco e abbasso lo sguardo. Una donna con una camicia bianca si avvicina e ci chiede se abbiamo ordinato. Matt annuisce e le da il nostro nome, lei ci guida fino al tavolo che è in un angolo del grande salone. Prendiamo posto: io e Viky da un aparte e Matt e Avan dall'altra.

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