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Capitolo 14

Finalmente a casa. Suono il campanello e aspetto che mia madre venga ad aprirmi. Dopo diversi minuti la porta si apre e compare un altra persona che non mi sarei mai aspettata: Jen. Mi volge un sorriso e mi fa segno d'entrare... grazie per avermi dato il permesso di entrare in casa mia.
Je: Hey...
Ari: Hey...
Entro in casa e poggio il borsone a terra. Dalla cucina sento la voce di mia madre che continua a conversare con qualcuno.
Seguo Jen fino alla cucina e scopro che non è sola ma c'è anche Harry, il suo ex o forse attuale fidanzato.
Ma: Tesoro, hahah, così mi fai morire.
Haz: Non era mia intenzione signora...
Mia madre gli da una piccola pacca sulla spalla senza settere di ridere. Mi schiarisco la voce per far notare la mia presenza.
Ma: Ariana, siediti, Haz mi stava raccontando di quando da piccoli vi siete messi a giocare tutti e quattro nella vasca tu, lui, Jen e quel delinquente di Nate...
Ari: Haz?
Va bene questa cosa stà diventando più imbarazante di quanto sembra.
Ma: Si, lui ha detto che posso chiamarlo così... hahah davvero non me ne ricordavo.
Haz: Hey, Ariana...
Ari: Che ci fate qui?
Haz: Siamo venuti a fare un giro.
Ari: Con tre ore di macchina? Harry alza le spalle e beve un sorso dalla tazza che ha in mano. Nel frattempo Jennifer si è seduta davanti a mia madre e anche lei tiene una tazza in mano.
Ari: Allora io vado a disfare il borsone.
Je: Vengo con te...
Annuisco ed entrambe andiamo in camera. Inizio a tirare fuori le cose dalla borsa.
Ari: Allora che ci fate qui?
Je: Dobbiamo parlare.
Ari: Sono qui dimmi pure.
Jen: So che tu ora mi odi, ma davvero io ti voglio troppo bene e voglio risolvere sta stronzata di Nate. Mi perdoni?
Sinceramente me ne ero scordata di Nate. Abbasso lo sguardo sui polsi e tiro i polsini per coprirli meglio. Jen mi scruta, sto pensando a cosa dire. Vorrei solo abbracciarla e perdonarla.
Cala un lungo silenzio nel quale lei cerca di scrutare nei miei occhi una risposta. Alla fine cedo.
Ari: Si. Le cose non so se torneranno come prima. Ci vorrà del tempo.
Je: Tutto il tempo che vuoi.
Sorrido e la abbraccio.
Je: Mi sei mancata.
Ari: Anche tu un po'.
Ci stacchiamo e torno a tirare fuori i vestiti dal borsone.
Ari: Allora, con Harry?
Je: Siamo amici. Penso che lo resteremo fino a quando tu non troverai un fidanzato... forse dopo torneremo assieme. Ma ciuè voglio dire tu non capisci: i suoi occhi, i suoi fottutissimi occhi verdi mi fanno stare malissimo. Ogni volta che mi guarda voglio saltargli addosso e... poi mi ricordo che non stiamo più assieme.
Ari: Se la teoria che non vi mettete assieme fino a quando non trovo il ragazzo è vera... tornerete assieme molto presto.
Je: E questo che vol dire?!?!
Ari: No niente...
Mi prende i polsi e mi trascina sul letto facendomi sedere. Gemo leggermente perchè la sua presa mi fa male. Aspetta una risposta.
Ari: Ora stò con uno...
Je: Chi, lo conosco?!?!
Ari: No ma va è uno di qui.
Je: Nana, ora mi dici TUTTO!!!
Alzo gli occhi al cielo.
Come si può descrivere Matt? Lui è speciale. Non riuscirei mai a trovare una parola per spiegare quanto bene gli voglia...
Je: Com'è?
Penso ad una parola... dolce? Si, lui è dolce. Penso a quando prima di entare in casa, poco fa, mi ha regalato la sua collanina. La giro tra le dita.
Ari: È dolce.
Je: Cosa vuol dire? Anche Nate era dolce... è piu dolce questo?
Ari: È speciale...
Je: Va bene, ho capito: domani me lo fai conoscere.
Ari: Non credo: alle sei parte col padre per il messico e torna il 2 novembre.
Je: Tra tre giorni?
Ari: Gia. Voi quanto state?
Je: Io per l'uno devo essere a casa... Haz non lo so.
Annuisco leggermente.
Haz: Io cosa?
Alziamo entrambe lo sguardo su Harry che è appena entrato in camera. Si chiude la porta alle spalle.
Ari: Roba da ragazze.
Haz: An, capisco. Comunque vieni qui signorina che non ci siamo ancora salutati per bene.
Mi alzo e vado verso il riccio. Di sfuggita incontro lo sguardo di Jen: sta morendo di gelosia. Il ragazzo allarga le braccia e mi stringe forte. Prima di lasciarmi andare mi bacia la fronte.
Ari: Okay...
Cala un silenzio un po' imbarazzante, come quando due ex fanno finta di essere amici ma tra loro c'è ancora rancore... o forse amore. Cerco di sviare da quella situazione imbarazzante.
Ari: Allora Harry, che volevi?
Haz: Tua madre ha detto di chiedervi che cosa volete mangiare sta sera.
Je: Va bene tutto.
Ari: O Mc o pizza.
Haz: Allora vada per la pizza.
Annuiamo entrambe metre torna quel silenzio imbarazzante. Noto Harry e Jen guardarsi in modo strano.
Haz: Allora vado a dire a tua madre che mangiamo pizza...
Ari: D'accordo.
Esce dalla stanza. Jen continua a fissarla anche quando lui ormai la ha gia chiusa.
Ari: Hey Jen...
Non ricevo risposta: si è incantata. Per svegliarla le batto le mani davanti al volto.
Je: È bellissimo...
Ari: Si ma asciuga la bava.
Lei sorride leggermente.
Je: La cosa che più mi manca sono i suoi addiminali.
Cerco di ricordarmi degli addominali di Harry, ma mi viene in mente solo un ricordo della prima superiore la festa in piscina. Quando quei due idioti che sono Nate e Harry si sono buttati in acqua nudi... quante gliene ha dette su mio padre quando lo ha scoperto. Sorrido a qual ricordo, allora tutto era più facile.
Je: Stai pensando alla festa in piscina?
Annuisco.
Je: Allora siamo telepatiche.
Scoppiamo a ridere.

Toc... toc... toc...
Mi sveglio. C'è un suono ripetitivo che batte sui balconcino di camera mia. Mi metto a sedere e scosto le coperte prestando attenzione a non svegliare Jen. Sblocco l schermata del cellulare e vedo che sono solo le due e mezza di notte. Scendo scalza dal letto e mi prendo il maglioncino perchè essendo il 30 ottobre fa molto freddo. Vado verso la finestra e scosto la tenda, sembra tutto a posto. I balconi sono serrati, quindi non sono loro a provocare quel rumore fastidioso, di sicuro tutti in casa stanno dormendo dato che è notte fonda. Ma quel suono continua. Sembra venire da fuori. Apro le finestre e scosto i balconi; un vento gelido mi fa tremare. Mi affaccio per vedere da dove viene il rumore. Sembra tutto normale... hai! Una pigna mi colpisce la fronte e poi cade a terra. Gemo massaggiandomi la fronte che mi duole. Mi affaccio ancora. Un altra pigna mi sfiora. Decido di uscire nel terrazzino.
Ari: Hey, che cazzo fai?!?!
Sussurro al vuoto. Ma sono abbastanza sicura che qualcuno ci sia dato che non penso che la pigne volino da sole. Una sagoma esce dall'ombra e si avvicina alla luce del marciapiede. Inizialmente non capisco chi possa essere poi lo riconosco.
Non è possibile. Non può essere lui.

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