Capitolo 3
Aggiornamento anticipato girls, contente?
Sto per tornare in Italia (visto che il capitolo lo avevo scritto prima di partire, ho avuto il tempo di rileggerlo e revisionarlo qui in aeroporto in attesa di imbarcarmi) e non vedo l'ora di mettermi a scrivere ancora.
Se trovate qualche errore non esitate a segnalarmelo. Spero che il capitolo vi piaccia.
All the love 😍❤️
Logan
Sono seduto da più di mezz'ora alla caffetteria Tiffany, in attesa di Jonathan.
Che cazzo di fine ha fatto?
Ieri pomeriggio, il mio avvocato, mi ha inviato il contratto e io l'ho subito girato alla mail di Iris. Lei mi ha risposto prontamente, ringraziandomi e dicendo che avrebbe preso subito appuntamento col suo legale. Le ho pregato di farmi sapere quando e a che ora lo avrebbe visto, in modo da poter capire quanto tempo ci sarebbe voluto per averla con me.
Sto impazzendo! È da quando l'ho lasciata andare che non faccio altro che pensarla. La desidero. Voglio vederla lavorare per me e muoversi con quel suo corpo sinuoso per il mio attico. Voglio vederla sorridere ancora e allacciarle le bretelle del vestito quando le cascano. Vorrei averla più vicina per sentire il suo profumo e toccarla, mostrandole tutto il piacere che potrei darle.
Mi fa sentire confuso e spaesato, ma non mi importa. L'unica cosa di cui sono certo, in questo momento, è che la voglio a casa mia, voglio che lavori per me e voglio poterla osservare ogni santo giorno finché non avrò deciso che basta.
Guardo l'orologio e sento il cellulare vibrare. Prego Dio che sia quel coglione di John che mi dice che sta arrivando.
Prendo il telefono dalla tasca e vedo la notifica di una mail. La apro velocemente e il cuore mi pulsa forte, nel petto. Ne leggo il contenuto.
Da Iris Rhoden a Logan Dark:
Ho appuntamento con il mio avvocato questo pomeriggio alle 18.00.
Gli farò visionare il contratto e, se è tutto a posto, te lo porto già firmato non appena ci rivediamo.
Grazie per la disponibilità
Iris
Rispondo velocemente, battendo come un forsennato sul mio Iphone.
Da Logan Dark a Iris Rhoden:
Vediamoci domattina presto. Puoi portarmi il contratto e iniziare subito, c'è parecchio lavoro da fare.
Ti aspetto
Logan
Poggio il telefono sul tavolino in attesa di una sua risposta. Arriva fulminea e dice un semplice "Ok".
In questo momento vorrei essere nella sua testa per sapere ciò che prova e ciò che pensa. Vorrei sapere che impressione ha avuto quando mi ha visto e se è felice di iniziare a lavorare per me.
I miei pensieri vengono interrotti dall'arrivo plateale di Jonathan, che fa una stupida battuta ad una cameriera e lancia un occhiolino a una ragazza seduta da sola dietro di me.
«Eccomi a te, amico!» esclama sedendosi e rubando il caffè che stavo sorseggiando, nell'attesa che lui arrivasse.
«Che cazzo di fine avevi fatto? Hai più di mezz'ora di ritardo!» lo rimprovero con sguardo severo. Lui scrolla le spalle e si giustifica, lasciando andare il mio caffè.
«Ero con una rossa mozzafiato che mi ha chiesto il secondo round, e anche il terzo a dire il vero. Lo sai, amico, ti adoro... ma le donne vengono prima di tutto» ammette con sincerità e io sorrido.
«Sei un coglione. Lo sai, vero?» scherzo prendendolo in giro e lui sta al gioco.
«Sempre e comunque. Allora, come mai volevi vedermi? Se è per quel contratto coi Jefferson, ti assicuro che io ho fatto il possibile per...»
«Non ti ho chiamato per questo. Avevo solo bisogno di parlare.»
«Ok. Dimmi tutto» dice mettendosi ad ascoltarmi incuriosito.
«Ho una segretaria» sputo fuori togliendomi un peso.
«Ah, alla fine tua mamma l'ha spuntata. Credevo che non la volessi, che eri sicuro di non averne bisogno» dice facendo il verso alle parole che gli ho detto solo due giorni fa.
«Lo so, ma sai com'è mia madre. E l'unica cosa che voglio è accontentarla» affermo e una cameriera si avvicina a noi. Ordiniamo la colazione e le faccio portare via il caffè che ormai non berrò più perché ci ha bevuto Jonathan.
«Allora. Lei com'è?» chiede voltandosi a guardare il culo della cameriera.
«Ha i capelli castano chiaro e gli occhi nocciola. Labbra carnose, fisico perfetto. È...»
«Non avevi detto che tua madre avrebbe assunto la donna più brutta del pianeta? Cos'è, ha cambiato idea?» chiede perplesso.
«No. L'ho assunta io. Sono passato a casa di mia madre quando lei era lì per il colloquio e l'ho assunta» confesso e lui sorride.
«Hai scavalcato la temibile signora Dark, potrebbe non perdonarti mai, Logan, lo sai, sì?» ironizza picchiettando un dito sul tavolo.
«Vorrà dire che me ne farò una ragione» rispondo a tono e lui scoppia a ridere.
«L'hai assunta perché è una bella donna?» chiede improvvisamente serio.
«Sì, forse, io... non lo so. Magari mia madre ha semplicemente ragione e io ho bisogno di una segretaria, o magari cerco di autoconvincermi perché la verità è che da quando l'ho vista non ho smesso nemmeno per un secondo di staccarle gli occhi di dosso.
La volevo, John, volevo che lavorasse per me. E così ho solo accelerato i tempi per far sì che questo accadesse» confesso senza guardarlo.
«Wow. Cos'è stato un colpo di fulmine?» ironizza lui e io la penso ancora. Le sue labbra, i suoi capelli lunghi e profumati, il suo corpo seducente, il suo collo che riempirei di baci...
«Non credo in certe stronzate, lo sai. So soltanto che da quando l'ho vista non riesco a togliermela dalla mente. Cristo, mi sta facendo andare fuori di testa. È come un tarlo che mi martella il cervello e non riesco a capire cosa mi succede» ammetto a lui e a me stesso.
«Logan, lavorerà per te. Non puoi portartela a letto, lo sai, vero?» domanda spaesato e la cameriera ci porta ciò che abbiamo ordinato.
Ci penso su un attimo e poi rispondo:
«Sì, ne sono consapevole. Ma non posso fare a meno di pensare che è quello che voglio. Io... non so che mi sta succedendo. So che sembra una stronzata e che l'ho conosciuta solo ieri ma... è qualcosa di così incontrollabile che mi spaventa» confesso e lo guardo dritto in faccia.
«Però. Sai cosa significa questo? Che avevo ragione: hai avuto un colpo di fulmine. E si sa che dal colpo di fulmine alla cotta è un attimo, e dalla cotta si passa all'am...»
Non aspetto che finisca e lo interrompo alzando una mano in aria.
«Non dire cazzate, John, sai benissimo come la penso in merito.»
«Logan, ascoltami. Questa donna ti piace e, magari, potrebbe funzionare. Non ti sto dicendo di sposarti domani e di fare dei figli ma... provare ad avere qualcosa di normale che ti costa?» chiede fissandomi.
«Sai benissimo che mi costa, John. Relazione normale? Come quella con Gabriela e dovevo giustificarmi ogni fottuta notte perché dopo averci fatto sesso sgattaiolavo in un'altra stanza?
Non sono fatto per quel tipo di vita. Sono un casino e il mio passato mi rincorrerà sempre, non mi abbandonerà mai. Non posso portare altre persone con me nell'abisso. Nessuna donna merita di pagare un prezzo così alto» dico e inizio a mangiare controvoglia, visto che mi si è chiuso lo stomaco.
«Beh... i poeti dicono che talvolta l'amore può salvare.»
«Ed è una stronzata. Nessuno ti salva se non lo fai da solo.»
«Ma magari la persona giusta può aiutarti ad affrontare i demoni del tuo passato. Può aiutarti a venirne fuori» dice gesticolando spazientito.
«Venirne fuori? Cristo, John, sono anni che mi porto dietro questa merda, se avessi potuto in qualche modo venirne fuori sarebbe successo secoli fa» dico addentando la mia mela. Sono nervoso e vorrei correre senza sosta finché le forze non mi abbandonino.
«E quindi cos'hai intenzione di fare?» domanda.
«Con lei?»
«Sì, con lei.»
«Al momento niente. Mi basta che inizi a lavorare per me» dico guardandomi attorno.
Gente normale mi circonda. Uomini che sorridono, donne che si raccontano qualcosa in maniera trafelata, coppiette che sembrano felici.... una normalità che non potrò mai avere.
«Non mi sembra un ottimo piano» sibila divertito.
«Non c'è nessun piano. È così e basta. Ora devo andare» dico prendendo i soldi e lasciandoli sul tavolo.
«Vai già via?» chiede guardandomi sorpreso.
«Sì, devo vedere Roxanne» dico rimettendo il portafoglio in tasca.
«Te la scopi ancora?» domanda disgustato.
«Perché non dovrei?» chiedo divertito.
«Ehm... fammi pensare... perché è una stronza, un perfido e maligno essere umano che desidera solo vedere gli altri soffrire? No, alla lista ci aggiungerei che si è portata a letto il marito della figlia, direi che quella le batte tutte» dice come a pensarci su.
Mi avvicino al suo orecchio e bisbiglio:
«Però scopa bene!»
Vado via e sento le sue urla.
«Ah, sei un coglione. Logan...» mi chiama come se dovesse dirmi qualcosa e io mi giro.
«Che?» chiedo interessato, pensando ingenuamente che debba dirmi qualcosa di serio.
«Penserai alla tua nuova segretaria mentre te la scopi?»
Sorrido e gli urlo un "Vaffanculo" che viene sentito da tutti. Si girano a guardarmi e io alzo le mani in segno di scuse.
L'unica cosa che voglio adesso, è perdermi in Roxanne e, per un paio d'ore, togliermi Iris dalla testa.
***
Iris
Dopo la visita al mio avvocato, torno a casa soddisfatta. Il contratto è perfetto e vantaggioso per me. Logan Dark ha curato tutto minuziosamente per far sì che io accettassi.
La cosa un po' mi preoccupa, a dire il vero. Avrebbe potuto aspettare che la madre visionasse altre candidate prima di assumermi. Lo ha fatto perché gli piaccio, non c'è alcun dubbio. Non che l'idea di piacergli mi dispiaccia, però... non voglio essere lì perché lui desidera solo portarmi a letto. Anche perché non accadrà, non finirò a letto con lui.
Gli mando una nuova mail, mentre sono in fila alle casse del supermercato. Ho preso una bottiglia di spumante e voglio festeggiare la mia assunzione con Linette.
Scrivo velocemente e immagino la sua pronta risposta.
O quell'uomo vive attaccato al telefono o non vedeva l'ora gli scrivessi.
Da Iris Rhoden a Logan Dark
Buona sera, Logan. Tutto a posto col contratto.
Ci vediamo domattina per iniziare a lavorare insieme.
Ti porterò tutto già firmato.
Grazie ancora di cuore per la disponibilità
Iris
Come previsto, la sua risposta non tarda ad arrivare
Da Logan Dark a Iris Rhoden
Non devi ringraziarmi, è il mio dovere.
A domattina, allora.
Buona serata
P.S. Non vedo l'ora!
Logan
Non vedo l'ora? Perché cavolo mi ha dato una risposta del genere?
Penso a ciò che potrei rispondergli, ma poi decido di lasciar perdere.
Pago lo spumante ed esco dal supermercato, prendendo la strada di casa.
Salgo su da me e trovo un messaggio di Linette su un pezzo di carta.
"Appuntamento galante non previsto. Mi sa che faccio tardi, non aspettarmi sveglia. Se non ci vediamo, in bocca al lupo per domani".
Sono felice per lei ma sbuffo perché mi ritrovo sola con un'inutile bottiglia di spumante.
Penso a Logan, a quello che sta facendo adesso e al brivido che ho sentito quando ha sfiorato la mia spalla per rimettermi a posto la bretella del vestito. Avvampo e mi sento un'idiota perché sto fantasticando sul mio capo e non dovrei.
Poi, come in un lampo di genio, penso a cosa potrei fare con quella bottiglia che ormai ho comprato ed esco dal mio appartamento per bussare alla sua porta.
«Hardin, sei lì?» chiedo dopo aver bussato.
Mi apre la porta dopo un po' e io lo accolgo con un sorriso a trentadue denti.
«Indovina? Ho un nuovo lavoro. Festeggi con me?» dico brandendo la bottiglia e continuando a sorridere come un idiota.
«Ehm... sono in compagnia a dire il vero» dice e una minuscola parte di me ci resta male.
«Oh, scusami, non sapevo che fossi con una ragazza» rispondo con aria dispiaciuta.
«No, ma che ragazza. È solo il mio amico Trent, è venuto a giocare alla PlayStation. Ma... ora che ci penso, entra pure. Festeggeremo tutti e tre insieme» dice con aria maliziosa, facendomi cenno di entrare ma io rifiuto.
«Ti ringrazio Hardin, ma preferisco rientrare. Credevo che saremmo stati solo noi due» mi giustifico, indietreggiando ma lui mi attira a sé.
«Può essere molto eccitante il sesso a tre, Iris. L'hai mai fatto?» chiede e io cerco di divincolarmi dalla sua presa.
«No. E non ho intenzione di farlo adesso, Hardin» dico provandomelo a scrollarmelo di dosso ma lui non mi molla.
«Dai, piccola, non fare così. Vedrai che ti piacerà» sussurra nel mio orecchio e io riesco a liberarmi. Mi giro e gli assesto un bel calcio nelle palle.
Si accascia tenendosele per il dolore e ringhia.
«Cristo santo, Iris, sei impazzita? Stavo solo scherzando» dice e il suo amico sbuca dalla porta per capire che è successo.
«Sei uno stronzo, Hardin. Buon divertimento con la Play» dico acida guardando lui e l'amico e mi richiudo in casa serrando la porta a due mandate.
Mi metto una mano in testa e sospiro forte. Possibile che gli uomini debbano sempre e solo vedermi come un oggetto sessuale?
Entro in camera mia e mi accascio sul letto sbuffando. Mi chiedo se ci sia l'uomo giusto per me, lì fuori.
Appena penso a questo, involontariamente, il pensiero vola a Logan Dark.
Che mi sta succedendo? Le parole "Uomo giusto" e "Logan Dark" viaggiano su due binari paralleli.
Provo a smettere di pensarci e chiamo mio padre.
Risponde al primo squillo.
«Figlia numero 1» dice ironizzando, sapendo quanto mi dia fastidio quando mi chiama così.
«Papà smettila, lo sai che odio quando fai cosi» mi lamento con lui.
«Dai, piccola, stavo solo giocando. Giornata no?» chiede e io non so che dirgli.
«No, in realtà... sono stata licenziata dallo studio legale» dico prendendo coraggio.
«Cosa? E perché mai?» domanda preoccupato e io mi rendo conto che non posso dirgli la verità. Andrebbe su tutte le furie e correrebbe lì in modalità papà eroe.
«È una storia lunga. Ad ogni modo la buona notizia è che ho già un nuovo impiego» dico con la voce squillante, sperando di rabbonirlo e di non indurlo a fare ancora domande.
«Di già. Quando sei stata licenziata, scusa?» chiede e io mi rendo conto che, su questo, non posso mentirgli.
«L'altro ieri» confesso.
«L'altro ieri? Perché non mi hai detto nulla?» sbotta infastidito.
«Scusami, papà, non volevo farti preoccupare. Comunque sia, sta tranquillo, il nuovo lavoro è mille volte meglio. Più tranquillo, orari flessibili e una paga più alta. Inizio domani, sarò la segretaria personale di Logan Dark, un uomo d'affari milionario, credo...» dico giocando con la coperta del letto.
«Oh. Capisco. E questo signor Dark com'è?» chiede.
«Sembra una persona a posto. È molto gentile e garbato. Sono sicura che mi troverò bene» dico per non fargli venire ulteriori preoccupazione e lui sospira.
«Speriamo sia come dici» ribatte rassegnato.
«Cedar come sta?» chiedo cambiando volutamente argomento.
Il mio fratellino ha sedici anni e, quando vuole, sa essere una vera peste. A volte è capitato che si mettesse nei guai e io o mio padre abbiamo dovuto soccorrerlo come si fa con le fanciulle indifese.
«Bene. Per ora c'è calma piatta. Nessun richiamo, niente sospensioni o incontri speciali col preside. Non voglio parlare troppo presto ma... spero che abbia messo la testa a posto» dice e io annuisco mugugnando.
«Lo spero anch'io.
Pà, ora ti lascio. Domattina ho la sveglia presto. Ci risentiamo, ok? Salutami figlio numero 2» lo prendo in giro, facendo il verso ai ridicoli nomignoli che ci appioppa quando dice che ci comportiamo male.
«Sarà fatto. Ah, tesoro...»
«Sì?»
«In bocca al lupo per domani. Chiamami poi per raccontarmi come è andata» chiede e io lo lascio con un "Promesso".
Attacco la chiamata e lancio il telefono sul letto.
Chiudo gli occhi e immagino di nuovo lui. Così bello, così affascinante, così attraente. Quei capelli scuri e la barba curata, quello sguardo magnetico e quel corpo che, sotto quel completo elegante, immagino essere statuario. La sua voce rude e le sue labbra che sono sicura siano morbidissime.
Il suo profumo alla colonia, le sue mani che mi sfiorano la spalla. Il fremito che ho sentito a quel contatto.
Sento qualcosa di strano lì sotto e mi vergogno come una ladra perché il solo pensarlo mi eccita. Immagino le sue labbra sulle mie e mi si stringe lo stomaco.
Decido di buttarmi sul cibo e provo a non pensare, almeno per cinque minuti, al misterioso Logan Dark.
Nuova gif con altri personaggi :
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