Cap.14- Finalmente!
Harry spalancò con la mano dal palmo tatuato la porta a due ante della sua stanza e Louis si stupì.
Aveva un letto attaccato al muro centrale con il piumone verde quanto le foglie della Red Oak. Era circondato da libri di ogni tipo, aveva una scrivania anche essa coperta da libri e una finestra dalle tende chiuse.
Il riccio non disse nulla mentre si toglieva la camicia e si incamminava verso l'armadio da dove prese una semplice maglietta nera dalle maniche lunghe.
Louis vide che la stava fissando intensamente prima di pronunciare una qualcosa, forse una formula magica, in una lingua che sembrava antica.
Infatti dopo pochi secondi la maglietta si strappò sulla parte della schiena. Il moro la indossò normalmente e all'ultimo le due parti strappate si modellarono intorno all'attaccatura delle ali sulla schiena per lasciare libertà alle ali ma senza essere a petto nudo.
"Geniale. Perchè non ci hai pensato prima?"
Harry gli lanciò uno sguardo prima di sorridere malandrino. "Perchè, forse, mi piaceva come sbavavi guardandomi a petto nudo."
Louis arrossì come se prima non lo fosse già. "I-io non sbav-avo."
"Ah ah certo come no. Io ti credo piccolo Lou." Disse sarcasticamente dopo aver tolto un po' di libri dal letto e sedendocisi sopra insieme a Louis.
"Cambiando argomento. Non ti ho più visto al 'Tea in Wonderland'."
"Mi hanno licenziato qualche giorno fa. Alice diceva che arrivavo troppo in ritardo ed ero scorbutico con i clienti ma sono sicuro che l'abbia fatto per non sentire più le lamentele del Bianconiglio." Gli sussurrò all'orecchio come se la stanza non fosse vuota tranne per loro due.
"Ah ecco."
"Perché lo chiedi? Ti mancavo per caso piccolo Lou?"
"Sì."
Non si vergognò, non abbassò la testa per nascondere grazie ai lunghi capelli, che avrebbe dovuto tagliare qualche tempo fa, le gote arrossate.
Non fece nulla di questo anzi lo fissò negli occhi per fargli vedere che diceva la verità. Gli era mancato il suo finto entusiasmo mentre prendeva gli ordini. Gli era mancato vederlo in giro con Frell svolazzante sopra la testa e ridere dello Stregatto, il quale cercava di spaventarlo non riuscendoci.
Harry sorrise prima di prendere uno dei libri vicino a lui ed iniziarlo a sfogliare con lentezza.
Il silenzio tranquillo calò sulla stanza e Louis si guardò intorno curioso. Era la sua prima volta nella stanza del Signore della Brughiera.
"Wah... l'hai fatto tu?" Indicò un quadro attaccato alla parete vicino alla scrivania intasata dai libri.
Harry alzò gli occhi e contemporaneamente si avvicinò con le ali ferme dietro alla sua grande schiena.
"No, non riuscerei a farlo neanche se lo volessi con la magia." sospirò accarezzando con le dita tremanti la figura di una ragazza con due corna sui quindici o sedici anni toccata con gentilezza dalla luce del sole tuttavia solo una parte risplende sotto i raggi. L'altra, di parte, era al buio come se il pittore avesse voluto far comprendere che tutti noi avevamo sia il lato buono che il lato cattivo. Le labbra color ciliegie mature, gli occhi multicolore, i quali stavano fissando il pittore con tristezza camuffata in indifferenza.
"Malefica era bellissima. Adesso so da chi hai rispreso, Haz."
Il riccio fece un mezzo sorriso al complimento non togliendo gli occhi verdi smeraldo dal quadro.
"Se non lo hai fatto tu, chi l'avrà fatto?" Sussurrò Louis con l'indice sulle labbra fine.
"So solo questo." Pronunciò staccando con delicatezza il quadro dal muro e portandolo sulla scrivania liberata da un colpo di magia della fata.
Il figlio della Bella Addormentata nel Bosco fece quei pochi centimentri velocemente prima e subito dopo fece sbucare la sua testa sopra la spalla della fata.
"A Malefica. Per ricordarti che tutti siamo stati bambini e che nessuno è solo buono o solo cattivo. H- che nome è?"
"HætloS*. È una parola nella lingua della Brughiera. Hætlos significa amore ma non amore così da una botta e via. Amore nel senso di quello vero, che sia tra due innamorati o tra madre e figlio, tra due amici o tra un ragazzo e il suo cavallo è sempre vero. Hætlos è... semplicemente amore vero di quelli duraturi nei secoli e anche di più."
"Quindi questo HætloS è un artista della Brughiera."
"No, mi dispiace. Io conosco tutti e tutto nella mia amata Brughiera e nessuno si chiama HætloS e fa l'artista."
Le sopracciglia del castano si aggrottarono per la concentrazione, la punta della lingua in mezzo ai denti.
"Uhm... potrebbe essere un nome d'arte e non lo sai." Riflettè il lisco rimettendo al suo posto il quadro.
"Strano ma vero. Potrebbe... adesso andiamo nel posto speciale."
Gli prese il polso trascinandolo fuori dalla stanza, chiuse la porta e continuò il suo percorso tra i corridoi del castello accompagnato da un Louis confuso e curioso.
Dopo pochi minuti e un po' di traffico nell'ultimo corridoio per i servitori arrivarono davanti ad una porta.
La porta era alta con due entrate, i due pomelli erano oro con incisioni a formar una rosa.
Entrarono in silenzio e il figlio di Aurora aprì la bocca in una perfetta O. La stanza era fantastica ed enorme, coperta da milioni di libri di ogni grandezza e aveva un tavolo pieno di foto e un divano. Le finestre erano chiuse anche se le tende continuavano a svolazzare leggermente.
"Oh no! -Harry si precipitò al centro della stanza in cui era elevata una colonna di cristallo con rose dalle spine appuntite incise. Louis non l'aveva visto appena entrato.- Che cosa ti è successo?" Sospirò appoggiando un vaso con una lunga crepa sulla colonna... un vaso dai lunghi rovi taglienti.
"Che... che cos'è?" Sussurró il castano avvicinandosi lentamente mentre Harry rimetteva al suo posto il vaso per questo una bianca margherita crebbe in mezzo ai rovi.
"La prigione di mia madre."
"Aspetta cosa? Ma... ma... è così piccola e... brutta! Non ci ho mai pensato a fondo sull'argomento 'Prigione di Malefica', però credevo che fosse più maestosa! È sempre Malefica, la fata più potente e che ha protetto la Brughiera da tutto. Ed invece è così... brutta." Brontolò il liscio gesticolando e la margherita crebbe ancora di più.
"Le è piaciuto il tuo complimento." Accarezzò uno dei petali prima di sedersi sul comodo divano e fargli il segno di fare lo stesso. Louis non se lo fece ripetere due volte.
"Tua madre ha dei bellissimi gusti in fatto di moda."
"Ehm... grazie?!"
"È un complimento, Haz."
Il riccio si voltò e osservò i lineamenti della principessa. Erano così delicati e gli occhi, spalancati alle meraviglie dell'ufficio di sua madre, erano ancora più azzurri di sempre. "Hai mandato il gufo a tua madre per dirle che sei fuori fino a tardi?"
Louis annuii voltandosi e si bloccò a trovare il viso della fata così vicino al suo. Le guance divennero rosse come le labbra di Harry, le quali si stavano avvicinando piano, come a studiare la prossima mossa di Louis, a quelle del figlio di Aurora.
"LouLou?- Louis riuscì solo ad annuire ipnotizzato dagli occhi verdi luccicanti di desiderio.- Ti sto per baciare. Ti dò tre secondi per spostarti." Il sospirò arrivò alle labbra di Louis così caldo che sospirò anche lui.
"Uno... due-" Louis lo aveva baciato dopo tanto di quel tempo che il moro non ci avrebbe più sperato. La principessa si era lanciata contro la fata per assaggiare finalmente il sapore e non avrebbe più voluto fare altro.
Harry prese subito il controllo, si muoveva delicatamente sulla bocca fine e rosa dell'altro, cercava di trasmettere tutte le emozioni che non sarebbe stato capace di spiegare con le parole. Louis infilò le mani nei capelli stringendoli leggermente per avere un appiglio.
Sono così morbidi; pensò giocherellando tra di essi e spingendosi di più verso il ragazzo dagli occhi verdi.
Si staccarono per riprendere aria, tennero tutti e due gli occhi chiusi per regolarizzare il respiro fino a quando li riaprirono intrecciando il colore del cielo e quello dei grandi prati della Brughiera insieme. Il sorriso di entrambi era più grande di quello dello Stregatto.
Il castano aprì la bocca per dire qualcosa, anche una stronzata però Harry lo ribaciò fermandogli il respiro nei polmoni.
Restarono lì, su quel divano comodo a scambiarsi baci per poi essere interrotti dal bussare della porta.
Il figlio di Malefica si staccò lasciando un ultimo bacio prima di rispondere. "Avanti!"
La porta si aprì portando con sè la piccola Frell che annunciò a Harry di essere richiesto in cucina dal padre. Il riccio annuii voltandosi per dare un bacio a stampo al figlio della Bella Addormentata e dicendogli che sarebbe tornato presto.
Louis restò solo con un sorriso da ebete e le guance a colorargli di rosa il viso. Si sedette composto, si sistemò i capelli, i quali per colpa delle mani enormi dell'altro erano scompigliatissimi. Si girò e trovò un bel tavolino di legno massiccio come le gambe della scrivania. Su di esso c'era una foto incorniciata, la prese.
Era Malefica con un nuovo dai capelli brizzolati, non lo aveva mai visto prima, forse era qualcuno della Brughiera. Si abbracciavano sorridendo all'altro. Erano dolci, facevano una bella coppia.
Le finestre si aprirono di colpo facendo sobbalzare sul posto Louis e per questo lasciò cadere la foto incorniciata per terra.
Spalancò gli occhi e sospirò di sollievo vedendo che il vetro non si era rotto.
Prese il vetro incastrandolo nella custodia e poi la foto per rinserirla ma prima che lo potesse fare si accorse di un foglio bianco caduto più in là con su scritto: A Malefica.
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Hey ciao!
*: Hætlos si pronuncia etlos
Finalmente il bacio dopo quattordici capitoli si sono baciati! E non era neanche programmato! Yeeee
Ricordo di andare su concorso: One Direction Games e iscrivetevi in molti!
Al prossimo capitolo...
BB
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