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•Capitolo 9• Un Gioco Pericoloso, Parte 1.

Pov. Narr.

Erano passati alcuni giorni dall'incontro di Katara e Shouto a casa di quest'ultimo.
I due in quel periodo si erano avvicinati molto.

Il ragazzo aveva infatti capito che il suo non era l'unico passato tormentato.
Era rimasto sempre vicino alla giovane, sia per cercare di darle conforto, sia per poter vedere il sorriso che gli trasmetteva tanto calore.

Tuttavia c'era qualcuno che, vista la situazione, era tutto fuorché contento.

Pov. Katsuki.

Finalmente è arrivato questo stramaledetto sabato.
Ho appena chiamato Kirishima e gli ho ordinato di venire subito a casa mia.
È da quando la demente è finita in ospedale che non riesco a togliermi dalla testa le sue parole.

"perché noi siamo amici, Katsuki!"

Tsk.. amici...

Coscienza: ora non venirmi a dire che ti sei invaghito di lei amore

Ma taci brutta scrofa.

Coscienza: ti stai insultando da solo, lo sai, si?

Mando a fanculo la mia coscienza e mi sdraio sul letto, aspettando Kirishima.
I miei genitori non ci saranno per qualche giorno, impegni di lavoro dicono loro.

Beh, non mi lamento. Almeno avrò casa libera.

Dopo qualche ora sento suonare il campanello, e con lenta svogliatezza mi alzo dal materasso, scendo le scale e apro la porta trovandoci Eijirou.

Katsuki: forza, entra capelli di merda.

Mi scanso, lasciandolo entrare, per poi chiudere la porta alle sue spalle.

Kirishima: carina casa tua!

Il rosso prende, e come se qualcuno gli avesse dato il permesso si stende sul divano.

Kirishima: allora? La cosa urgentissima di cui dovevi parlarmi?

Sbuffo infastidito.

Katsuki: togli quei maledetti piedi dal divano e poi te la dico.

Lui alzò le mani in segno di resa e tirò giù i piedi dal sofà.

Kirishima: quindi?

Lo guardai per qualche secondo, facendo poi schioccare la lingua sul palato.

Katsuki: si tratta della demente.

Lui sembrò ridacchiare sotto i baffi.

Tsk, capelli di merda..

Kirishima: lo sospettavo. Allora? Qual'è il problema?

Mi lasciai cadere a peso morto sulla poltrona, e appoggiai i piedi al tavolino poco distante.

Katsuki: non lo so. Lei mi ha detto che siamo amici ma.. io non voglio essere suo amico. Cazzo è da quella fottuta volta a scuola che mi sento strano se c'è lei in giro... È come se rilasciasse delle scariche di adrenalina pura!

Lui sembrò capire alla perfezione ciò che intendevo dire.

Kirishima: beh in effetti... Ha legato moltissimo con tutti noi nell'ultimo periodo, ormai penso sia un'opinione unanime che sia molto importante per tutti noi... Tuttavia tu non ci sei mai stato molto vicino. Ti limiti ad osservarla da lontano. E questo tuo osservarla ti si è rivolto contro facendoti provare interesse.

Ha stranamente capito tutto a meraviglia.
I miei complimenti Kirishima Eijirou.
Per una volta non hai detto una cazzata.

Kirishima: e da un po' scommetto che ti è venuta voglia di farle capire che non è quel rapporto che vuoi che abbiate voi due.

Altra volta azzeccato.
Se continua così finirà che dovrò perfino ammettere che è stato intelligente.
Bah... Dove sto andando a finire.

Katsuki: spero tu abbia una soluzione al mio problema.

Lui mi guardò e sorrise sornione, come se avesse già un piano premeditato.

Kirishima: mio cugino ha comprato una cosa recentemente e ancora non l'ha mai usata... Quindi pensavo di prenderla e regalarla a te.

Alzai un sopracciglio incuriosito dalla sua proposta.

Katsuki: che tipo di oggetto è?

Mi aspettavo il peggio del peggio, ma la risposta che ricevetti fu più semplice del previsto.

Kirishima: un gioco.

~Il Giorno Seguente~

Pov. Kirishima.

Sento la sveglia suonare, ma non ci dò peso.

Quella è una bestia di satana, altro che Bakugo... Aspetta.... BAKUGO! OH CAZZO MI AMMAZZA!

Mi vesto in fretta, mi lavo, mi metto una maglietta con il logo dei Linkin Park stampato sul petto e scendo a fare colazione.
Anche quest'ultima viene consumata in un battibaleno.

Prendo da un cassetto il gioco per Bakugo e faccio per uscire quando mio padre mi ferma, e mi fa notare solo in quel momento che sono ancora in boxer.

Lascio il gioco sul comò, corro a mettermi un paio di pantaloni e torno di sotto, riprendendo il gioco e finalmente uscendo, con l'intento di andare a casa del biondo.

Devo ammettere che però sono preoccupato.. Katara non è certo stupida ma è molto ingenua.. dubito fortemente che capirà subito quello che pensa Bakugo..

Appena arrivo davanti alla casa del biondo, busso, aspettando che quest'ultimo apra e mi prenda a pugni per il ritardo.

Quando invece apre la porta, con mia sorpresa, l'unica cosa che fa è prendermi per la maglietta e tirarmi all'interno dell'abitazione.

Kirishima: allora? L'hai invitata?

Lui non mi guarda nemmeno, iniziando a camminare avanti e indietro per il grande salone.

Katsuki: si l'ho fatto.

Kirishima: allora nessun problema! Forza, mettiamo a posto il gioco!

È dicendo questo gli mostro la scatola che fino a poco prima tenevo tra le mani.
Infatti, tenevo, perché Bakugo appena la vede me la strappa e la osserva.

La scatola era rossa, con una rosa è un pugnale sul coperchio.

Pesava un po', quindi al suo interno ci dovevano essere parecchie cose inerenti al gioco.

Ci mettemmo seduti e aprimmo la scatola, rivelando cinque bastoncini, un mazzo di carte, e altri oggetti assortiti, come delle bende, delle corde, e un coltello.
Di fianco al tutto, c'era un libretto, che doveva essere quello delle istruzioni.

Fortunatamente prima che il biondo riesca ad afferrarlo, lo prendo e lo leggo attentamente.

Kirishima: uh... Non è proprio leggero sai Kacchan?

Lui mi guarda male.

Katsuki; non chiamarmi come fa quel nerd del cazzo, capelli di merda.

Alzo le spalle.

Kirishima: sei proprio sicuro di voler giocare con lei?

Lui mi guarda come per dirmi "ti sembro uno che si tira indietro?!"

Kirishima: va bene va bene! Allora dovrebbe essere già-

In quel momento sentiamo il campanello suonare.

Mi precipito alla porta e la spalanco, rivelando la figura snella di Katara.

Katara: Ohayo, Kirishima-kun!

Mi regala uno dei suoi soliti radiosi sorrisi.

Kirishima: Ohayo! Dai su entra, se no il porcospino si arrabbia!

La ragazza fa come detto, è una volta dentro si toglie le scarpe, rimanendo con le calze.

Kirishima: vai pure, è in salone.

Lei resta ferma per qualche secondo.
Giusto..! è la prima volta che viene qui..

Kirishima: la stanza in fondo al corridoio.

Le sorrido e fingo di armeggiare con le chiavi, finché non la sento camminare verso la sala.

Speriamo che vada tutto bene.

Pov. Katsuki.

Mi ero seduto sul divano e avevo iniziato a leggere le istruzioni che Kirishima aveva lasciato sul tavolo prima di andare ad aprire la porta.

Cazzo.. mi aveva avvertito che questo gioco sarebbe potuto essere leggermente spinto.. ma non pensavo così tanto!

Sto seriamente pensando di annullare tutto quando sento dei passi venire dalle mie spalle.
Appena mi giro incontro di nuovo quegli occhi nocciola, che sotto il sole sembravano risplendere di un colore dorato.

Cristo da quando penso queste cose?!

Coscienza: non venirmi a dire che ti piace davvero!

Come al solito ignoro la mia coscienza e faccio un cenno con la testa alla ragazza.

Katsuki: accomodati, non ti mordo mica.

Lei si siede sul divano di fronte a me e si aggiusta una ciocca di capelli.

Katara: avrei qualche dubbio..

Cala un silenzio surreale.

Dopo circa altri dieci minuti di silenzio, Kirishima si decide a degnarci della sua presenza, portandosi dietro però anche qualcun'altro.

La lampadina e la tipa con le orecchie strane.

Kirishima: eccoci!

Ci saluta tutto sorridente lui.
Avvolte mi domando se non abbia sbattuto la testa da piccolo.

Si siede vicino a me, e mentre Katara saluta Pikachu e Jirou mi sussurra un: "fa tutto parte del piano".

Tanto ormai è fatta quindi.. via il dente via il dolore.

Pov. Narr.

Il rosso si sistemò meglio di fianco a Katsuki, prendendo poi la scatola.

Kirishima: vi avverto ragazzi, se iniziamo a giocare,il gioco lo finiamo.
Se non ve la sentite potete non giocare.

Denki, Jirou e Katars si scambiarono uno sguardo confuso, per poi alzare le spalle.

Denki: io ci sto! Non sarà così male.

Jirou: per me è lo stesso.

Katara: Va bene! Tanto che male c'è?

Esclamarono i tre, ignari del casino in cui si stavano cacciando.

Kirishima: perfetto! Io vi ho avvertiti!

E così dicendo, il rosso appoggiò la scatola sul tavolo, e prese i bastoncini, il contenitore, e le carte, lasciando il resto all'interno della camera.

Kirishima: le regole sono semplici.

1. Ci sono cinque bastoncini numerati. Su uno di essi è presente una stella, quella stella indica che, chi ha trovato il bastoncino, deve innanzitutto scegliere due numeri da 1 a 4  completamente a caso, e poi pescare una carta. Quella carta sarà l'obbligo che i due fortunati partecipanti dovranno portare a termine.
2. È vietato barare.
3. L'obbligo deve essere fatto esattamente come scritto sulla carta.
4. Siete costretti a giocare fino alla fine.
5. Buon divertimento~

I ragazzi guardarono un po' le carte, e quando Kirishima ebbe sistemato i bastoncini all'interno del contenitore, in modo casuale, lo sistemò al centro del tavolo.

Una volta pronti, i ragazzi chiusero gli occhi e pescarono.

Kirishima: SI! Decido io!

Il rosso mostrò fiero il bastoncino con la stella, e poi si mise a pensare.

Kirishima: mh.. facciamo il numero 3 e il numero 1! Questi due numeri devono..

Pescò una carta e per qualche strano motivo sembrò arrossire.

Jirou: allora?

Kirishima: devono.. scambiarsi l'intimo...

Le due ragazze scattarono in piedi, come fossero due molle.

Katara/Jirou: Cosa?!

Solo dopo, si scambiarono un'occhiata per poi sospirare, al contrario del biondo alla loro sinistra che sembrava al quanto contrariato.

Denki: uff..

Le due corsero in bagno e dopo circa venti minuti, uscirono, una con l'intimo dell'altra.

Denki; potevate restare in intimo eh ragazze.. non era necessario vestirvi di nuo- AHIA!

Il Pikachu selvatico venne bruscamente interrotto dagli Eraphone Jack di Jirou conficcati in un occhio.

Jirou: taci.

Una volta che le due si furono riaccomodate, ci fu una seconda pescata.

Quella volta toccò a Jirou pescare la carta.

Jirou: il numero 1 e il numero 2 devono...

Girò la carta e lesse.
Jirou: il primo deve farsi un taglio sulla mano e lasciare che l'altro lo lecchi... O lo succhi, a scelta.

Il biondo dagli occhi cremisi girò il bastoncino mostrando il numero due mentre la castana davanti a lui girò il suo mostrando il numero 1.

Kirishima fece un sorrisetto in direzione di Bakugo e prese dalla scatola un pugnale d'argento e lo porse alla ragazza tenendolo dalla lama.

Kirishima: va bene anche un taglietto piccolo, tranquilla.

Disse il rosso, tranquillizzando l'amica, che già stava afferrando il coltello leggermente con un'espressione non molto rassicurata.

Lei prese meglio il coltello, e si fece un taglio sul palmo della mano, facendo una smorfia.

Poi, si alzò, attenta a non far gocciolare il sangue sul tappeto bianco (al quale tra l'altro Mitsuki teneva tantissimo) e si avvicinò al ragazzo, che intanto si era comodamente seduto sulla poltrona, osservandola.

Appena lei fu abbastanza vicina, lui la prese per il polso "buono" e la fece sedere a cavalcioni sulle proprie gambe, per poi prendere la mano ferita molto poco gentilmente e portarla alla propria bocca, leccando il sangue che usciva dal taglio, anche se Kirishima aveva ben capito che il biondo non avrebbe voluto limitarsi solo a quello.

Mentre compiva l'atto, Katsuki non tolse nemmeno per un attimo lo sguardo dalla ragazza che sedeva su di lui, mentre lei non smetteva di arrossire un secondo.

Una volta che l'obbligo venne svolto, la mora tornò al suo posto, con un viso che faceva concorrenza ai capelli del caro amico, e il gioco riprese.

Katara: Evvai! Adesso sono io a decidere! Mh.. allora.. il 4 e l'1 devono..

La ragazza si fermò, e pescò una carta.

Katara: d-devono farsi un succhiotto a vicenda..

Improvvisamente, il colorito di solito roseo di Jirou cambiò in un rosso fuoco.

Jirou:.. d-devo per forza?

Katara: sono le regole Jirou-chan..

La ragazza sospirò.

Jirou: allora? Chi mi tocca?

Ci fu un iniziale imbarazzo generale, quando finalmente Kaminari non alzò un braccio.

Mentre i due arrossivano tanto da fare invidia ai capelli di Kirishima, questo e Katsuki se la ridevano in silenzio.

Bakugo: forza sono curioso di vedere se c'è la farete.

I due si avvicinarono lentamente l'uno all'altra... Per poi separarsi di botto.

Jirou: n-non possiamo fare in privato?

Il rosso sorrise sornione ai due.

Kirishima: l'importante è che lo facciate!

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