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Capitolo 4 - Incontri in spiaggia

Cassiopea

Sono fregata!

Sul serio. Le possibilità che Arthur scopra che il mio vicino di casa è Dom sono altissime.

Insomma, prima o poi mio fratello verrà a trovarmi e potrebbe incontrare per caso il suo ex migliore amico.

Non che sia colpa mia, chiaro. Non sapevo Dom abitasse qui. Credevo che con quello che guadagna vivesse in una di quelle ville da cartolina con cinema all'interno, sauna e piscina private, palestra e tutti quegli inutili confort di cui si circondano i milionari.

Sono passati due giorni da quando io e Dom ci siamo visti e, da allora, non mi è più capitato di incontrarlo. Certo, è un bene, ma non nego che mi aspettavo...

Cavolo, sono un'idiota! Non so cosa diamine mi aspettassi, ma... mi aveva invitata da lui, appena ci siamo visti, e... pensavo che, in un altro momento, volesse chiedermi di vedere casa sua.

Sono una stupida. Una sciocca ragazzina che pensa ancora di avere quattordici anni.

Dom non è più quello che conoscevo e, comunque, dopo quello che ha combinato ad Arthur molti anni fa, forse non l'ho mai conosciuto davvero.

Mio fratello tornerà domani, però, e ha già detto che non vede l'ora di vedere casa mia. Sarà un disastro!

Ad ogni modo adesso non voglio pensarci. Stamattina sia io che Meredith abbiamo la giornata libera, a lavoro, e abbiamo deciso di approfittarne per goderci una mattinata di relax in spiaggia.

Siamo qui da poco. Abbiamo fatto un bagno e preso un cocktail. Adesso, mentre ci rilassiamo distese sulle sdraio, decise a fare un po' di tintarella, ogni cosa attorno a me mi fa pensare a Dom.

Fisso dei ragazzini che si sono portati la palla da football in spiaggia e penso a lui.

Vedo un tipo con la sua stessa fisionomia, solo più basso, e immagino i suoi capelli scuri e mossi e il suo sorriso.

Guardo i ragazzi ben piazzati che, come fossero a una sfilata, mettono in mostra il fisico e penso al suo. Già da ragazzina, vederlo senza t-shirt mi faceva sbavare ma adesso - dopo aver seguito una partita in cui, alla fine, si è tolto la maglietta, facendo un'intervista a petto nudo - beh... adesso credo di poter svenire.

Non sono mai stata una interessata all'aspetto esteriore. Non che non lo guardassi affatto, non sono ipocrita, ma la mia storia più importante è stata con un fotografo di New York ed era tutto tranne uno che, esteticamente, si faceva notare. Eppure, dentro, era una persona speciale.

E anche con Dom io sono sempre andata oltre il suo bel fisico e quegli occhi verdi da perdercisi dentro.

La sua testa mi è sempre interessata di più. Il suo modo di fare, di ragionare, la maniera tutta sua di farmi ridere. Sono state queste le cose che mi hanno conquistato e dopo, solo dopo, il fatto che fosse così attraente.

Anche perché quando ero proprio una bambina, lui era semplicemente il migliore amico di mio fratello e, di conseguenza, anche noi eravamo amici. E quando ero piccola non guardavo certo altro in un ragazzo più grande. Mi faceva piacere stare in sua compagnia, sapevo solo quello. Gli volevo bene e adoravo l'amicizia tra lui e Arthur, anche se... beh, poi è finita a causa di Dom.

«Credi che le classiche Loboutin mi starebbero bene?» domanda a un tratto Meredith, piazzandomi il suo telefono sotto al naso.

Guardo la foto del modello iconico del famoso stilista e sorrido.

«Saresti favolosa!» ammicco, usando una mano per ripararmi dal sole.

«Sarebbe la mia prima spesa pazza qui a L.A. e sarebbero le mie prime Loboutin. Ho sempre sognato di comprarle e Los Angeles mi sembra il posto adatto per sfoggiarle.»

«Secondo me ti starebbero da Dio. In questi giorni, se vuoi, ti accompagno al negozio e le provi.»

«D'accordo. Grazie, Cassie.»

«Di niente.»

Richiudo gli occhi, sospirando, quando il suo grido mi fa sussultare.

«Che c'è? Cosa? Ho un'ape in testa?» strillo, alzandomi di scatto e agitandomi come una biscia.

«Ma no, no, stai seduta. Non urlavo per te.»

«Dio, tu sei matta! Stava per prendermi un colpo» mi lamento, rimettendomi seduta sulla sdraio.

«Ora alza i tuoi begli occhioni e guarda lì» dice Meredith, indicando un punto non troppo lontano alla sua sinistra. «Riconosci quella pelle latina e i tatuaggi?»

«Quello è Pablo Perez?» dico, assottigliando lo sguardo per essere sicura sia lui.

«Sì, è lui. Dio, che figo da paura! Ed è già accerchiato da due fanciulle. Che palle, sarebbe stata l'occasione giusta per presentarmelo.»

Ridacchio, scuotendo il capo.

«Ma se nemmeno lo conosco!»

«Conosci il suo compagno di squadra, però. E nelle interviste dicono sempre di essere grandi amici, quindi sono intimi. Potresti presentarti con una scusa e poi presentare me.»

«E rovinargli il suo "doppio appuntamento"?» la canzono, riferita al fatto che è sul bagnasciuga a chiacchierare con due ragazze.

«Già, è vero! Per un attimo avevo dimenticato quelle due arpie.»

Le guarda e, da lontano, fa loro una linguaccia, come una bimbetta delle elementari.

«Dio, sei proprio fusa! Ti piace così tanto quel ragazzo? E poi, scusa, nemmeno lo conosci! Come fai ad essere certa che, una volta che te l'avrò presentato, ti piacerà ancora?»

«Tesoro, non mi ci devo sposare, voglio divertirmi. Poi, certo, da cosa nasce cosa, ma... per il momento voglio solo capire se siamo sessualmente compatibili.»

Scoppio in una fragorosa risata e torno a guardare Perez. Sembra molto a suo agio con quelle due e anche le fanciulle lo sono, come se già si conoscessero.

A un tratto Pablo sventola una mano e, in maniera naturale, i miei occhi si spostano a guardare la fonte del suo interesse.

«Merda!» impreco tra i denti, ma non abbastanza piano da impedire a Meredith di sentire.

«Che?»

«Sono fregata! Dominique Tracker sta andando da Pablo e... Dio, fa che non mi veda!» prego, guardando il cielo in maniera plateale.

Meredith si rizza sulla seduta della sdraio e guarda la scena.

Dom raggiunge Pablo e le ragazze, che saluta affettuosamente.

Si guardano attorno in cerca di un posto e Pablo sembra indicare nella nostra direzione.

«Cazzo! Stanno venendo qui. Due ombrelloni più in là c'è un posto libero e hanno tutta l'intenzione di occuparlo.»

Mi alzo, facendo per raccogliere tutte le mie cose.

Una mano di Meredith mi afferra, obbligandomi a fermarmi.

«Che diamine combini? Non ce ne andremo da qui perché hai paura a ricontrare il tuo ex.»

«Non è il mio ex, idiota. E comunque non lo voglio vedere. Lui...»

«Lui è in compagnia di due ragazze e del suo migliore amico. Non credo che sarebbe facile sganciarsi da quelle per rompere le scatole a te, se è questo che ti preoccupa. Sempre che il suo eventuale avvicinamento sia una rottura di scatole, per te. Perché io ho più che altro l'impressione che sei terrorizzata da quanto questo tipo ti piaccia da morire.»

«Sei fuori pista, Merry, io sono solo...»

«Cassie!»

Ecco, lo sapevo!

Alzo lo sguardo per incontrare, mio malgrado, quello di Dom. Ha raggiunto il suo ombrellone e adesso avanza nella mia direzione come se il suo amico e le ragazze con cui sono in compagnia non esistessero.

Ci raggiunge e sorride, appoggiandosi al nostro ombrellone.

«Che bello vederti. Anche tu qui, oggi?» chiede, ignorando la mia amica.

Ha i suoi occhi fissi su di me, come se io avessi catalizzato tutta la sua attenzione. Come se non esistesse altro all'infuori di me.

«Sì, io... Io e la mia amica Meredith siamo venute a prenderci il primo sole di L.A. qui in spiaggia» dico, indicando col capo la mia amica.

Dom la guarda e lei gli sorride. Subito, lui allunga una mano, scusandosi.

«Dio, che idiota, non mi sono nemmeno presentato. Devo esserti sembrato un gran maleducato. Sono Dominique Tracker.»

«Tranquillo, nessun problema. Io sono Meredith Forbes.»

Resto in silenzio, ma è lui, ancora una volta, a parlare.

«Il mio amico Pablo ci teneva a conoscervi. Vi dispiace se lo chiamo?»

«Ehm...» Provo a dire, ma non riesco a spiccicare mezza parola.

«No, figurati, nessun problema. Anzi» risponde Meredith per entrambe. Si vede lontano un miglio il suo grande entusiasmo, così come la voglia che ha di conoscere Perez.

«Ehi, Pablo, vieni un attimo.»

Dom lo chiama e io sposto lo sguardo nella sua direzione. Vedo che si scusa con le ragazze che, guardando verso di me, mi lanciano un'occhiataccia.

«Ehilà. Tu devi essere la famosa "treccine"» dice Pablo per presentarsi a me e facendo il galletto con l'amico.

Il mio volto si stranisce per questo soprannome, ma Dom è pronto a intervenire.

«Pablo, non fare il coglione!» lo ammonisce.

«Hai ragione, scusa, non volevo essere molesto. Io sono Pablo Perez e tu devi essere Cassie, è così?»

«Cassiopea Silver, ma puoi chiamarmi Cassie.»

«Cassiopea. Che bel nome.»

Sorrido, ma non dico nulla. Con la coda dell'occhio noto che Meredith si è alzata e guarda Pablo con una faccia da cretina.

«E, oh, Pablo, lei è la sua amica Meredith» dice Dom, notando come, entrambi, si stessero mangiando con gli occhi.

Il suo amico lo sposta in maniera plateale e si avvicina a Merry, afferrandole una mano e baciandogliela.

«È un vero piacere.»

«Il piacere è mio. Sono una sua fan, signor Perez» fa lei, con voce languida.

Trattengo una risata e Dom mi nota, ridacchiando a sua volta a causa mia.

«Signore? Dio, no, ti prego, chiamami Pablo. Non sono poi così vecchio.»

«Oh, sì, certo. Scusami, Pablo.»

«Ragazzi!» strilla a un tratto una delle due fanciulle che erano qui con loro. «Ma che fate, venite o no?»

«Un minuto e arriviamo» strilla Pablo e poi bisbiglia verso Dominique. «Ci penso io, Dom. Le congederò con una scusa.»

«Cosa? No, scherzi! Non voglio che risultiate sgradevoli con quelle ragazze a causa nostra. Possiamo rivederci in un altro momento» propongo, sperando di spuntarla.

«Ma no, non se ne parla. Dom non ti vede da tantissimo tempo e...»

«E Cassie ha ragione» dice lui, spiazzandomi. «Avevamo già preso appuntamento con quelle ragazze, sarebbe da cafoni lasciarle lì. E poi Cassie vive nel nostro condominio, non mancheranno occasioni per rivederla.»

«Tipo quando? Stasera per voi andrebbe bene?» propone Pablo, facendo ridere Meredith.

«Non perdi proprio tempo tu, eh?»

«Beh... l'occasione fa l'uomo ladro. E se mi lasciassi sfuggire l'opportunità di conoscere una bella ragazza come te sarei un vero idiota.»

Meredith arrossisce, io scuoto il capo, Dom mi fissa come in attesa di una mia risposta.

«Per me va bene, comunque. Stasera sono libera. Anzi, siamo libere, vero, Cassie?»

Di nuovo, la mia amica parla per me e io la incenerisco col mio sguardo, mentre Dom interviene.

«Perfetto. Possiamo andare con la mia aiuto. Io, Pablo e Cassie partiremo da Melrose e andremo a prendere Meredith sotto casa. Che ve ne pare?» propone.

Sono sconvolta. Come è passato da ignorarmi per due giorni a questo?

«Mi sembra perfetto!» fa Meredith, battendo le mani.

A quanto pare non ho altra scelta.

«Sì, perfetto anche per me» dico con un sorriso tirato.

«Bene. Per le otto è ok per te?» mi domanda Dominique e io annuisco.

«Ottimo. Allora ci vediamo stasera.»

Si allontanano insieme e tornano da quelle ragazze che si sono molto spazientite per la loro assenza.

Sbuffo e torno a sdraiarmi sul lettino.

«Da vicino è ancora più bello, sai?» commenta Meredith, inforcando gli occhiali da sole.

«Se la cena di stasera mi mette nei guai...» dico, ignorando il suo commento.

Meredith avvicina il suo lettino al mio e mi prende le mani.

«Tesoro, so quanto vuoi bene a tuo fratello, ma è la tua vita! E se Dominque fosse la tua anima gemella? Che diritto ha, lui, di metterti i bastoni tra le ruote?»

«Non hai mai creduto a cose come "l'anima gemella"» le ricordo e lei fa spallucce.

«Sì, forse non ci ho mai creduto, ma c'è gente che ci crede e, sono sicura, tra quelli ci sei tu.»

Le lancio un'occhiataccia che non la scalfisce, così prosegue.

«Io non lo so se questo ragazzo sarà per te solo un amico, il divertimento di una notte o l'amore della vita. Ma so che hai il diritto di scoprirlo e nessuno, nessuno, può azzardarsi a frenarti. Ricordati, nessuno è...»

«Più importante di noi stessi» finisco al suo posto.

Ridacchiamo e, in un attimo, siamo una sull'altra a perderci in un abbraccio lungo una vita.

Quella stessa vita che so per certo si incasinerà se lascerò entrare di nuovo Dominque Tracker.

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