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Capitolo 7

Nella cabina armadio mi soffermai a riflettere. Tutto sapeva di casa ed io quel sapore non lo sentivo da un bel po'. Con il divorzio dei miei mi sono sentita sballottata da un'abitazione all'altra e qui a Milano, nel mio appartamento non si respira amore ma solo amicizia o voglia di pettegolezzo. Non mi sono mai sentita utile o una parte integrante di un gruppo tutto al femminile. Nemmeno se si parlava di una squadra di calcio. Ho sempre preferito le squadre maschili. E avevo più amici maschi che femmine. Con loro puoi stapparti una birra e stare in silenzio a fumare. Le ragazze no, loro vogliono parlare, vogliono i particolari, vogliono sapere tutto del tuo primo appuntamento senza sapere niente di te. Anche Nalì è diventata così. Si è conformata con il resto del mondo che, in fondo, non è tanto male se lo guardi da lontano. Io mi sono abituata così, non mi sono mai avvicinata per paura di scottarmi...
Ora, in questa casa, è tutto diverso. Con Mark è diverso. Sento di aver trovato il mio posto nel mondo.
-"Hope."- disse Mark stringendomi i fianchi.
Sobbalzai.
-"Mi hai fatto spaventare."- dissi voltandomi per guardarlo negli occhi.
-"Scusa piccola..."- disse abbracciandomi.
Ispirai il suo profumo.
-"Non vai a dormire?"- disse Mark.
-"Stavo sistemando i vestiti."- dissi guardando le buste.
-"Li sistemiamo domani, andiamo a letto."- disse Mark.
Sorrisi.
Sprofondai sotto le coperte e mi accucciai a Mark.
Mi baciò sulla fronte.
-"Ti amo."- sussurrai.
Un sorriso gli illuminò il viso.
-"Anch'io piccola."- disse stringendomi a sé.
Gli accarezzai i capelli.

-"Buongiorno zio!"- sentii prima di vedere Carly infilarsi sotto le coperte tra me e Mark.
-"Buongiorno..."- disse Mark guardando il cellulare.
Erano le 09:30 e la sua sveglia suonava da dieci minuti.
Si alzò di scatto e corse a prepararsi per l'allenamento.
Mi stampò un bacio sulle labbra prima di uscire ed io e Carly continuammo a dormire beatamente.

-"Buongiorno principesse!"- urlò Jessica poggiando un vassoio sul comodino.
-"Zio Mark vi ha portato il cornetto."- proseguii lanciandomi un'occhiataccia.
Sorrisi stiracchiandomi.
Mi sedetti sul letto ed iniziai a mangiare il mio cornetto.
-"Ti vizia mio fratello?!"- disse Jessica con un tono davvero odioso.
-"Forse."- dissi cercando di ignorarla.

Appena finì di mangiare, mi lavai ed uscì per fare la spesa.
Per pranzo cucinai solo per me, Carly e Jessica. Mark aveva la doppia seduta.

Dopo pranzo riordinai la casa mentre Jessica uscì con la piccola.
Faceva troppo freddo per uscire quindi io decisi di rimanere a casa, sotto le coperte, a guardare un bel film.
Decisi di uscire intorno alle 17:00 per comprare qualcosa di carino a Jessica e Carly.

Presi la metro per spostarmi, iniziai a girare per le vie affollate di Milano. Nonostante il brutto tempo c'erano molte persone che facevano shopping.
Entrai in vari negozi e mi soffermai soprattutto alla Feltrinelli.
Un ragazzo alto e biondo mi spinse.
-"Scusa..."- disse mostrandomi un sorriso bianchissimo.
-"Non ti preoccupare."- dissi ricambiando il sorriso.
-"Posso rimediare offrendoti qualcosa da bere?"- disse posando il libro che teneva tra le mani.
-"No, grazie, va bene così."- dissi cercando di allontanarmi.
Mi bloccò il passaggio mettendosi davanti a me.
-"Dai, ti offro un caffè."- disse.
Guardai il Daniel Wellington che portavo al polso. Erano le 18:55. Mark dovrebbe già essere a casa. "Magari gli dico che ritardo un po'" pensai.
-"Va bene."- dissi poco convinta a quel ragazzo che mi guardava perplesso.

Andammo in un bar poco affollato, in una piccola via che non avevo mai visto.
-"È carino qui."- dissi dopo aver ordinato un caffè macchiato.
-"Ci vengo spesso."- disse. -"Comunque io sono Davide."- proseguì tendendomi la mano.
-"Io mi chiamo Hope."- dissi sorridendo.
Dopo aver bevuto il mio caffè ed aver ringraziato Davide mi allontanai cercando la strada per tornare a casa.
Girai a vuoto per quindici minuti quando qualcuno mi afferrò per i fianchi. Mi voltai, era Davide.
-"Ti sei persa?"- disse con un sorriso che non prometteva niente di buono.
Annuii.
-"Potrei aiutarti a trovare la strada di casa..."-
-"No grazie."- dissi cercando di andare via.
Tutto ciò che avevo intorno mi spaventava. Volevo solo tornare a casa.
-"Dai, puoi stare tranquilla con me."- disse provando a stringermi a sè.
Gli tirai un calcio sull'inguine ed iniziai a correre fino a perdere il fiato.

Mi ritrovai in un vicolo cieco. Mi accasciai vicino al muro per riprendere fiato e per chiamare Mark.
Rispose Jessica al posto suo dicendomi che suo fratello non poteva parlare perché doveva occuparsi di Carlotta.
"Che stronza" pensai. Io stavo piangendo e lei mi ha chiuso il telefono in faccia.

SPAZIO AUTRICE:
Scusate se pubblico il capitolo dopo due giorni rispetto al giorno in cui avrei dovuto pubblicarlo.
Cosa ne pensate del comportamento di Jessica? Commentate!
Love u! ✌🏻️😝💕

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