Capitolo 42
-Kendall POV-
*Tre settimane più tardi*
"Non riesco a credere quanto sia viscido!" esclamò Tas. Eravamo tutte sedute nella mia sala da pranzo quel pomeriggio.
"In tutta verità, sono prosciugata emotivamente." Scrollai le spalle.
"Non preoccuparti più del dovuto, piccola." Disse Marlena, stringendomi una mano. "Non c'è modo che lui possa provare qualcosa per lei!"
"Già, voglio dire, andiamo, Olivia è così... non so nemmeno io cosa!" Aggiunse Kimberly.
"In ogni caso è lui a perderci." Annuì Tas.
"Quindi quando sarà il matrimonio?" Chiese Kim.
"Tra circa un mese." Le dissi. "Sammy starà qui fino a che non si sposeranno."
"Ew." Marlena fece finta di vomitare.
Ero grata di avere le ragazze con me, perché non riuscivo a sopportare il fatto che Sammy avrebbe sposato Olivia. Faceva male, ma almeno loro riuscivano a non farmici pensare per un po'.
"Ho un'idea." Disse Kimberly dopo qualche istante. "Avete sentito della festa che darà Taylor?"
"L'ultima cosa che voglio fare è uscire e fingere di starmi divertendo." Gemetti sonoramente.
Marlena mi lanciò un cuscino in faccia. "È proprio quello che hai bisogno di fare, invece, Kenny!"
"Sarà divertente! E so che Jack adorerebbe vederti lì stasera." Tas ammiccò.
Non riuscii a nascondere un sorrisino. "Forse..."
"Allora andremo!" Urlò Tas. "Deciso."
"Okay." Sorrisi. "Andiamo a divertirci stasera!"
-
Mentre le ragazze si preparavano nella mia stanza – praticamente avevo dei loro vestiti qua a casa per via dei numerosi pigiama-party e delle feste. Uscii in corridoio in direzione bagno.
"Devo lavarmi i denti." Dissi uscendo.
In bagno, mentre mi stavo spazzolando vigorosamente e disordinatamente i denti, entrò qualcuno.
"Kendall?" Riconobbi la voce di Sammy e vidi il suo riflesso nello specchio.
"Ug, che hè?" Dissi con il dentifricio in bocca, roteando gli occhi così forte che temetti potessero cadere.
Odiavo fottutamente il fatto che Sammy sarebbe stato in circolazione più spesso a causa di Olivia.
"Dove andate di bello?"
"-on hono affavi tu-i." mormorai, continuando a spazzolarmi i denti.
"Taglia le cazzate!" Disse Sammy, togliendomi lo spazzolino. "Non credo dovresti andarci."
Sputai il dentifricio e mi sciacquai velocemente la bocca.
"Stavi veramente ascoltando la nostra conversazione?" Incrociai le braccia. "Non hai niente di meglio da fare? Tipo baciare il culo ad Olivia?"
"Non cominciare Kendall." Disse Sammy severamente. "Credo che la festa non sia un posto sicu-"
"Smettila, Sammy! Perché lo stai facendo? Mi fai innamorare di più di te e proprio nel momento in cui sto per cadere, tu fai un passo indietro."
"Kendall, non capisci cosa sta succedendo e –"
"Allora dimmelo!"
"Non posso! Non posso dirtelo Kendall, ci sarebbero delle conseguenze e non voglio farti del male."
"Questa scusa sta diventando vecchia, Sammy! Non mi importa più di essere ferita! Tutto quello che voglio sei tu e non puoi fare nemmeno questo." Dissi in lacrime.
"Kendall." Sammy sospirò, sedendosi sulla tavoletta del water.
"Dimmi la verità Sammy, Lo so che non sposeresti Olivia contro voglia." Dissi con un tono più morbido.
"Non posso, per favore capiscilo, Kendall." Sammy sospirò e mi guardò con gli occhi tristi.
"No, mi sono stufata di capire." Risposi a tono. "Non capisci quanto tu mi stia ferendo."
Poi uscii dal bagno e sbattei la porta così forte che tremarono anche i cardini. Non ne potevo più di essere comprensiva e speranzosa, Sammy avrebbe dovuto semplicemente essere onesto.
-
Era pieno di gente alla festa. Non mi ero nemmeno preoccupata di aspettare che i miei genitori rincasassero per chiedere il permesso. Nemmeno mi interessava.
"Okay, ci ritroviamo quando è ora di andarcene?" Chiese Tas, assicurandosi che avessimo tutte il telefono.
"Vado a cercare Jack." Salutai e girovagai per la casa di Taylor. Sorrisi alle persone che conoscevo, ma non riuscivo a vedere Jack da nessuna parte.
Poi mi uscii sul retro, dove avevo sentito una grossa risata familiare. Jack.
"Kendall! Credevo Tas avesse detto che non sareste venute." Gridò Jack da lontano.
Raggiunsi lui e l'enorme gruppo che stava intrattenendo così bene.
"Cambio di programma." Scrollai le spalle e lasciai che Jack mi abbracciasse.
Mi sollevo da terra, facendomi leggermente ondeggiare e poi inclinò la sua testa per potermi baciare. Le sue labbra erano fredde a contatto con le mie, Sapevano fortemente di alcol.
Le braccia di Jack si strinsero attorno a me, il bacio venne approfondito quando le mie dita affondarono nei suoi capelli morbidi.
"Woah, prendetevi una stanza voi due!" Matt rise e Nash fischiò.
Mi staccai da lui, arrossendo dal momento che io e Jack eravamo stati scoperti in così poco tempo.
Voglio dire, mi piaceva Jack perché era veramente dolce e si preoccupava per me, ma sentivo che mancava la passione e la libertà che avevo con Sammy.
"Zitti." Mormorò Jack, le sue guance si tinsero di rosso.
Poi afferrò la mia mano e camminammo a bordo piscina.
"So che odi le feste Ken, che ne dici se –"
"Ce ne andiamo?" Finii al posto suo. "Credevo non l'avresti mai chiesto, Jack!"
Jack sorrise. "Mia madre e mio padre sono con i genitori di Johnson stasera."
"Fantastico!" Sorrisi goffamente.
Quindi Jack ed io lasciammo la festa subito dopo aver detto a Tas che me ne sarei andata con lui. Come al solito lei pensò che fosse una pessima idea, ma non volevo essere là in quel momento.
Raggiungemmo casa sua ed entrammo. Il corridoio era buio e non appena mi resi conto che la luce era stata accesa, sentii jack sbattermi contro il muro.
"Jack, cos-" Provai a dire, ma le sue labbra mi interruppero.
Ci baciammo con foga, per tutto il tragitto fino alla sua stanza, senza mai interrompere il contatto. Sentii i suoi muscoli irrigidirsi quando lo toccai.
"Sicura?" Disse senza fiato Jack, mentre mi appoggiava sul letto.
Mi limitai ad annuire e ci ritrovammo entrambi senza vestiti nel giro di pochi minuti. Il corpo muscoloso di Jack premuto contro il mio non mi dava un senso di familiarità, ma di serto provocava belle sensazioni.
"Aspetta – preservativo." Jack ridacchiò nervosamente e si sporse per prenderne uno da sotto al suo letto – come se sua madre non pulisse lì sotto.
Non appena se lo fu infilato, ci ritrovammo intricati l'uno con il corpo dell'altra. E per una volta sentii come se potessi dimenticarmi di Sammy, nonostante lui fosse ancora in fondo ai miei pensieri.
-Jack POV-
Guardai Kendall sedersi e legarsi i capelli in una crocchia, la sua schiena nuda davanti a me. Il chiarore della luna passava attraverso la finestra.
"Dovrei tornare a casa." Disse Kendall a bassa voce. L'orologio segnava le 12:15, ma sembrava come se avessimo appena lasciato la festa.
"Ti accompagno." Lasciai un bacio delicato sulla sua schiena. Kendall rabbrividì.
In quel momento mi sentii così in colpa da non farcela più. Le dovevo dire qualcosa.
"Kendall aspetta." Dissi.
"C'è qualcosa che non va?" si giro, guardandomi in faccia, le coperte a coprirle il petto. Il peggior modo per confrontarsi – eravamo entrambi nudi.
"Devo dirti una cosa... ma non voglio che tu mi odi." Dissi prima di riversare la notizia su di lei.
"Perché dovrei odiarti?" Kendall sorrise e passò una mano sulla mia guancia. Do, non si meritava tutto quello, a prescindere da se mi aveva ferito o meno.
"Perché ho fatto delle cose brutte di cui non vado fiero, ma spero tu possa perdonarmi." Continuai. "Mi sono veramente pentito."
"Jack, va tutto bene, parlami." Disse Kendall.
La tensione sul mio viso doveva essere ben evidente, perché lei sembrava preoccupata.
"La ragione per cui Sammy ha rotto con te sono io." Dissi velocemente.
L'espressione neutrale di Kendall cambiò lentamente in un forte cipiglio. Mi stava guardando incredula – come se stessi scherzando.
"Io non – non capisco, Jack."
"È cominciato tutto quando Madison mi ha detto che stava sospettando che te la facevi con Sammy... Non le credevo." Le dissi.
"Aspetta – Madison?" il cipiglio di Kendall si accentuò ancor di più.
Annuii. "Così sistemammo delle telecamere nell'appartamento di Sammy cosicché potesse provare il suo punto."
Kendall scosse la testa. "E ci avete registrati –"
"Non che facevate sesso... Solo che ne parlavate e che stavate nascondendo a tutti la vostra relazione." Dissi con calma.
"Jack!" Urlò Kendall. "Come avete potuto farmi una cosa del genere? Cosa ti ho fatto mai?"
Faceva male vedere il tradimento nei suoi occhi.
"Kendall, posso spiegare! Okay ero arrabbiato che mi avevi lasciato e vedere che guardavi Sammy in quel modo era troppo... così – "
"Così cosa?" Continuò a gridare Kendall.
"Ho minacciato Sammy di lasciarti così avrei potuto averti... se non lo avesse fatto avrei fatto vedere il video a tutti a scuola per rovinarvi entrambi."
Kendall mi guardò infuriata. Non l'avevo mai vista tanto arrabbiata. Si precipitò giù dal letto, si infilò i jeans e la maglietta di corsa.
"Aspetta Ken! Non dici niente?" scesi dal letto anche io e mi infilai i boxer.
"Dire cosa, Jack? Che tu e Madison mi avete fregata bene? Dirti grazie per aver reso la mia vita personale uno scherzo? Un gioco?" Kendall lo disse con le lacrime agli occhi.
"Non volevo – lei mi ha fatto fare tutto, lo giuro Kendall." Protestai.
"E tu lo hai permesso senza minimamente pensare a me." Kendall tirò un vaso contro il tavolo, al che sobbalzai. "E POI sei venuto a letto con me sapendo dannatamente bene che stavi mentendo!"
"Perché voi due mi avete rovinata anche troppo!" Urlò ancora più forte.
"Mi dispiace così tanto Kenny." Supplicai.
"uno 'scusa' non sistemerà tutto, Jack! Non voglio mai più vedere te o Madison! O qualche stronzo finirà male."
Detto ciò Kendall uscì di casa sbattendo la porta. La seguii dal momento che non aveva un passaggio, ma lei stava già correndo per la strada.
Decisi di seguirla in macchina per sicurezza. La raggiunsi dopo poco.
"Lascia che ti porti a casa." Dissi.
"Perditi, Jack!"
"Per favore?"
"Non posso fidarmi di te... Non mi fido più di te, non voglio vedere mai più la tua faccia."
"Kendall, per piacere."
"Lasciami sola, Jack." Kendall sospirò. "Spero tu e Madison siate felici insieme."
Poi iniziò a camminare più velocemente, lasciandomi indietro a guardarla con il motore ancora acceso.
Avevo fatto un gran bel casino.
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